Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
13 - 19 Agosto 2017
Tempo Ordinario XIX, Colore verde
Lezionario: Ciclo A | Anno I, Salterio: sett. 3

San Giorgio

23 Aprile
Martire

BIOGRAFIA

Memoria facoltativa nel Calendario generale. Morto intorno ai 300. Quasi tutti oggi concordano nel ritenere che San Giorgio sia stato un martire a Diospoli in Palestina. Tutte le leggende che si sono sviluppate intorno al suo nome possono essere tranquillamente considerate immaginarie, compresa la storia del drago, che pare aver avuto origine in Italia in un periodo relativamente recente. Le crociate diedero certamente un grande impulso al culto di San Giorgio nell'Occidente, benché egli vi fosse venerato già nel VII secolo. In Oriente é venerato come uno dei Quattordici Santi Ausiliatori ed è universalmente considerato un modello di cavalleria e un difensore delle donne. E riconosciuto santo patrono dell'Inghilterra, dell'Aragona, del Portogallo e della Germania e anche di Genova e di Venezia; è inoltre il protettore di Ferrara. La vita di San Giorgio è sempre stata fonte d'ispirazione per gli artisti. Nell'arte il santo è raffigurato un giovane in armatura, spesso a cavallo, e uccide o ha ucciso un drago; il suo scudo e lo stendardo della sua lancia recano una croce rossa su fondo bianco.

MARTIROLOGIO

San Giorgio, martire, la cui gloriosa lotta a Diospoli o Lidda in Palestina è celebrata da tutte le Chiese da Oriente a Occidente fin dall'antichità.

DAGLI SCRITTI...

Dai «Discorsi» di san Pier Damiani, vescovo
Invincibilmente premunito del vessillo della croce

La festa odierna, o carissimi, raddoppia la letizia della gloria pasquale e, come gemma preziosa, fa risplendere con la bellezza del suo splendore, l'oro in cui è incastonata.
Egli passò evidentemente dall'uno all'altro servizio militare. Cambiò l'ufficio di tributo con la milizia cristiana. Nei nuovi ranghi si comportò come valoroso soldato. Distribuendo tutto ai poveri si liberò prima di tutto del peso dei beni terreni, e così libero e sciolto e ricoperto della corazza della fede si gettò come ardimento guerriero di Cristo nel bel mezzo della mischia.
Con queste parole siamo edotti che non possono combattere fortemente e convenientemente coloro che temono ancora di spogliarsi dei beni della terra. Invece san Giorgio, acceso dal fuoco dello Spirito Santo e invincibilmente premunito del vessillo della croce, combatté contro il re dell'iniquità. Vinse il capo di tutti i malvagi nei suoi satelliti, ed infuse coraggio e valore nel cuore dei soldati di Cristo. Alla battaglia era presente, anche se invisibile, il generale supremo. E' lui, del resto, che per il suo piano particolare permette di infierire alla banda degli empi. E se consegnò nelle mani dei carnefici il suo martire, tuttavia ne custodì, difese e protesse validamente l'anima che si appoggiava sulla rocca inespugnabile della fede.
Carissimi fratelli, non ammiriamo soltanto questo combattente della milizia celeste, ma imitiamolo anche. Eleviamo il nostro spirito al premio della gloria celeste. Fissi ad esso nella contemplazione nulla potrà farci deviare né il sorriso allettante delle secuzioni, nè il fremere minaccioso delle persecuzioni.
Secondo il comando di Paolo purifichiamoci nel corpo e nello spirito. Un giorno così potremo entrare nel tempio della felicità, che ora contempliamo solo con lo sguardo della mente.
Inoltre chiunque cerca di consacrare se stesso a Dio nella tenda di Cristo che è la Chiesa, dopo che è stato lavato al fonte battesimale, deve indossare le vesti della virtù, come sta scritto: «I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia» (Sal 131, 9).
Colui che nasce uomo nuovo in Cristo nel battesimo, non indossi più la divisa della mortalità, ma deponga l'uomo vecchio, si rivesta del nuovo e viva in esso, tenendo un nuovo stile di condotta pura e santa. Soltanto così, cioè se purificati dallo squallore dell'antico peccato e fulgenti nello splendore della nuova esistenza, potremo celebrare degnamente il mistero pasquale ed imiteremo veramente l'esempio dei martiri.(Disc. 3 su san Giorgio; PL 144, 567-571).