LITURGIA DELLA SETTIMANA


Sommario


Domenica 19 Novembre 2006

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-19.html

LETTURE: Dn 12, 1-3; Sal.15; Eb 10, 11-14. 18; Mc 13, 24-32.

"Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno"

La liturgia di questa domenica, i cui accenti già preludono al ciclo dell'Avvento imminente, è soffusa di speranza e di consolazione, velate alquanto da un linguaggio apocalittico. "Dopo quella tribolazione – così inizia il Vangelo – viene descritto lo svolgimento di una catastrofe cosmica, è come dire, che è in atto un evento divino. Su tutto prevale la consapevolezza e la speranza che l'avvenimento decisivo, il senso ultimo della nostra vita e di quella dell'intera umanità, non sono ancora perfettamente avverate, ma stanno per esserlo, in relazione alla venuta del Figlio dell'uomo. La grande notizia del Vangelo è che Gesù si è offerto per la salvezza di tutti. In lui le promesse di Dio si sono compiute. Così si offre allo sguardo degli eletti la figura vittoriosa di Cristo: "Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria". I segni della morte non ci sono più; Cristo ritorna vincitore. Ecco la novità che è stata preparata per coloro che hanno saputo affrontare la battaglia della fede, resistere alla seduzione dei falsi profeti, rimanendo tenacemente ancorati alla parola di Cristo, e soffrire per la causa del Vangelo. "Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti". Il tempo della prova avrà fine. La speranza dei credenti è rivolta verso questa grande liberazione. Vengono indicati i segni "quando il fico mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina", l'avverarsi di questi eventi. Gesù non si interessa delle date. Ciò che importa è la certezza della sua venuta finale e la necessità della perseveranza nel bene. Per questa sua venuta gloriosa, Gesù impegna se stesso con una solenne affermazione: "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno". Impegniamoci nel fluire del tempo, sapendo di essere costruttori della storia della salvezza, insieme con Cristo.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Dn 12, 1-3

‡ Dal libro del profeta Daniele.
In quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.
Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.15

RIT: ‡ Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima:
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

SECONDA LETTURA

Eb 10, 11-14. 18

‡ Dalla lettera agli Ebrei.
Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati.
Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. Poiché con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per essi.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Vegliate e state pronti,
perché non sapete
in quale giorno verrà il Signore.

Alleluia.

VANGELO

Mc 13, 24-32
Dal Vangelo secondo  Marco

‡ Disse Gesù ai suoi discepoli:
In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

La parola di Dio è luce sul nostro cammino, fondamento della nostra fede e alimento di comunione fraterna. Preghiamo insieme e diciamo:

Per la tua bontà, ascoltaci, Signore.

Perché la forza dello Spirito ci indichi il retto uso dei beni terreni per vivere attenti ai beni del cielo. Preghiamo:

Perché l'esortazione di Cristo a seguirlo, trovi ascoltatori attenti e disponibili, e continui a suscitare nella Chiesa vocazioni alla vita contemplativa. Preghiamo:

Perché tutte le classi sociali lavorino per costruire una convivenza più giusta e pacifica, basata sul rispetto della dignità dell'uomo. Preghiamo:

Perché i ricchi e gli avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si consumano, e che solo i beni del cielo sono incorruttibili. Preghiamo:

Perché i giovani rifiutino gli idoli mondani e, sostenuti dalla testimonianza della comunità cristiana, preferiscano sempre la società dell'essere a quella dell'avere. Preghiamo:

Per gli evangelizzatori e i catechisti.
Per la purificazione dei nostri sentimenti.

O Dio, eterna luce e giorno senza tramonto, assisti il tuo popolo e conducilo alla meta del suo pellegrinaggio terreno, Cristo nostro Signore, che vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Lunedì 20 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-20.html

LETTURE: Ap 1, 1-4; 2, 1-5; Sal 1; Lc 18, 35-43.

Che cosa vuoi che io ti faccia? Signore, che io veda...

Gesù sta per terminare il cammino verso la città santa dove il suo destino di profeta giungerà a compimento: "tutto ciò che fu detto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà". Ma "i dodici non compresero nulla di tutto questo". Sono ciechi e hanno bisogno della luce della fede per vincere la loro cecità spirituale. E' quello che sembra voler insinuare l'evangelista Luca con il racconto del cieco. Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, sulla strada verso Gerusalemme, un cieco cominciò a gridare: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!" Gesù si fermò, ordinò che conducessero a lui il cieco e gli domandò: "Che vuoi che io faccia per te?" Egli rispose: "Signore, che io riabbia la vista". E Gesù gli disse: "Abbi di nuovo la vista!" L'effetto reale della vista recuperata si proietta però nella storia dei dodici e di tutti gli uomini, e assume un significato simbolico. Non possiamo non rilevare anche una maturazione nella fede di questo stesso malato, al quale Gesù era stato presentato solo come "Gesù il Nazareno", e che poi lo invocherà con il titolo messianico: "Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me". Il cieco guarito sulla via scopre tutta la novità di Gesù Cristo. Perciò non si limita a benedire Dio per il miracolo, ma si unisce al viaggio di Gesù verso la città santa. E' dunque in primo luogo la vista della fede quella di cui abbiamo estremo bisogno per vedere la Gloria nell'umiliazione del Figlio dell'uomo. Molto spesso ci sentiamo ciechi. Credevamo di sapere e non sappiamo, credevamo di aver capito e non conosciamo affatto. Abbiamo bisogno di vedere Gesù, e in Gesù, gli altri con occhi di benevolenza come li guarda Dio. Ecco che non è estremamente difficile, dinanzi a Cristo Signore, che continua a passare nella nostra giornata, gridare con lo stesso desiderio di quel cieco, vicino a Gerico, e dirgli anche noi: "Signore, che io riabbia la vista".

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ap 1, 1-4; 2, 1-5

‡ Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto.
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.
Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono.
All'angelo della Chiesa di E'feso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro: Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.
Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 1

RIT: ‡ Il servo fedele riceverà la vita.

Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Io sono la luce del mondo,
dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.

Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 35-43
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!».
Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista».
E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Cristo è venuto per dare inizio al regno messianico: nel suo nome i malati guariscono, i morti risorgano e la salvezza viene annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono, invochiamo il Signore come il cieco di Gerico, dicendo:

Figlio di Davide, abbi pietà di noi!

Per i nemici di Cristo e della sua Chiesa: aprano gli occhi alla luce della verità attraverso una riflessione pacata e disponibile al cambiamento. Preghiamo:

Per coloro che sono lontani dalla fede o vivono nell'indifferenza religiosa: l'esempio dei cristiani li accompagni nella strada che conduce a Cristo. Preghiamo:

Per coloro che sono provati dalla malattia: sostenuti dalla nostra solidarietà, trovino la forza di accettare le sofferenze, certi che Gesù ha vinto il dolore e la morte. Preghiamo:

Per tutti coloro che sono nati ciechi: nell'incapacità di vedere le cose del mondo esteriore, vedano e vivano le ricchezze e le profondità del loro mondo interiore. Preghiamo:

Per la nostra comunità cristiana: rinnovi ogni giorno le promesse del battesimo, per essere sale della terra e luce del mondo. Preghiamo:

Perché i cristiani non siano di ostacolo al regno di Dio.
Per tutti coloro che vivono agli angoli delle strade.

Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a te, accogli la preghiera che ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo tuo Figlio, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Martedì 21 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-21.html

LETTURE: Zc 2, 14-17; Sal 44; Mc 3, 31-35.

Chi è la Madre...?

Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apocrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della sacra Bibbia, ci narra della nascita di Maria SS.ma da Gioacchino ed Anna a Gerusalemme, in una casa non lontana dal tempio. Aldilà della verità storica di questa notizia è emersa una bella considerazione teologica: Maria è la figlia di Sion, associata al tempio. Altri apocrifi ci offrono quadri di vita domestica della Madre di Gesù, tutta intenta ad adempiere in lei la promessa fatta all'Angelo di essere la serva del Signore. Alcuni autori sacri ne hanno tratto motivo per presentare la vergine Madre come modello di vita consacrata. La presentazione al tempio, questo mistero gioioso che oggi ricordiamo, ci appare quindi come una vera e propria consacrazione al Signore. Maria viene offerta a Dio e Dio ce la ridona come madre di tutti i credenti. Il vangelo di oggi esaltando Maria come la donna dell'"ascolto", di colei che per tutta la vita si è impegnata a compiere solo la volontà di Dio, "eccomi –aveva detto all'Angelo – sono la serva del Signore. Si compia in me secondo la tua parola", ci esorta a diventare a nostra volta umile e docili ascoltatori ed esecutori della stessa parola di Dio. Ciò ci consentirà di realizzare in noi una intimità di comunione con Cristo simile a quella che Maria ha goduto dando alla luce il Salvatore del Mondo. "Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre". Lei, la Madre, il tempio di Dio, accoglie il Verbo che si fa carne, noi incarniamo la Parola nella nostra vita.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

ATTO PENITENZIALE 

All'inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.

C: Signore, che non sei venuto a condannare, ma a perdonare, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che fai festa per ogni peccatore pentito, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che perdoni molto a chi molto ama, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.



COLLETTA 

Guarda, Signore, il tuo popolo riunito nel ricordo della beata Vergine Maria; fà che per sua intercessione partecipi alla pienezza della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA

Zc 2, 14-17

‡ Dal libro del profeta Zacaria.
Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te oracolo del Signore .
Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te.
Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa, Gerusalemme sarà di nuovo prescelta. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 44

RIT: ‡ Starò nella gioia alla presenza del Signore.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.

La figlia del re è tutta splendore,
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.
E' presentata al re in preziosi ricami.

Con lei le vergini compagne a te sono condotte;
guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Beata sei tu, o Vergine Maria, perché hai creduto:
si è adempiuta in te la parola del Signore.

Alleluia.

VANGELO

Mc 3, 31-35
Dal Vangelo secondo  Marco

‡ In quel tempo, giunsero la madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Uniti nella preghiera, rendiamo lode a Dio che ha scelto Maria, una di noi, per farci dono del figlio Gesù Cristo, nostro redentore. Nel suo nome, diciamo insieme:

Ascoltaci, o Signore.

Per la Chiesa in cammino nel mondo, perchè sull'esempio di Maria si apra alla parola di Dio, e testimoni con la vita ciò che annuncia. Preghiamo:

Per la nostra città, perchè si perseguono progetti di pace e di giustizia, e si accolga e custodisca la vita di tutti. Preghiamo:

Per i consacrati al regno di Dio, perchè vivano la chiamata con la dedizione con cui Maria si offrì al servizio del Signore. Preghiamo:

Per tutti i credenti in Cristo, perchè formando un cuor solo e un'anima sola, orientino la loro vita al servizio dei più umili e bisognosi. Preghiamo:

Per noi qui presenti, perchè crediamo senza riserve che Dio è fedele alle promesse, e accettiamo con gioia la volontà di Dio nella nostra vita. Preghiamo:

Per coloro che si preparano alla cresima.
Per le nostre famiglie.

O Dio onnipotente, che hai fatto grandi cose in colei che si è donata in umiltà e semplicità di cuore, fà che noi tuoi figli superiamo la tentazione dell'orgoglio e dell'autosufficienza, e costruiamo con la forza del tuo Spirito la civiltà dell'amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

E' veramente giusto renderti grazie, è bello esaltare il tuo nome, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo, nella festa memoria della beata Vergine Maria. All'annunzio dell'angelo, accolse nel cuore immacolato il tuo Verbo e meritò di concepirlo nel grembo verginale; divenendo madre del suo Creatore, segnò gli inizi della Chiesa. Ai piedi della croce, per il testamento d'amore del tuo Figlio, estese la sua maternità a tutti gli uomini, generati dalla morte di Cristo per una vita che non avrà mai fine.
Immagine e modello della Chiesa orante, si unì alla preghiera degli Apostoli nell'attesa dello Spirito Santo. Assunta alla gloria del cielo, accompagna con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso la patria, fino al giorno glorioso del Signore.
E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Mercoledì 22 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-22.html

LETTURE: Ap 4, 1-11; Sal 150; Lc 19, 11-28.

Perché non hai consegnato il mio denaro alla banca?

Il viaggio verso Gerusalemme volgeva ormai alla conclusione. I discepoli covavano aspirazioni e sogni per una prossima manifestazione gloriosa del regno di Dio. Mentre tutti attendevano una sua rivelazione spettacolare, il problema era invece come riconoscerlo e accettarlo nella piccolezza e nel nascondimento? La parabola che segue spiega e aggiunge anche un altro elemento: il regno di Dio non è un evento sensazionale da attendere per il futuro, è invece la chiamata ad agire qui e ora come Zaccheo. Un uomo di nobile casato partì per un paese lontano e, chiamati dieci servi consegnò loro dieci mine, dicendo: "Impiegatele fino al mio ritorno". Il titolo regale che riceverà è inizialmente adombrato nella modesta manifestazione popolare di trionfo, compiuta dai discepoli e dal popolo. Lo riconoscono come re messianico, e lodano Dio a gran voce, dicendo: "Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore". Ma questa scena di trionfo in Gerusalemme, immediatamente prima della sua passione, si comprenderà solamente nella sua pienezza, quando Gesù in un paese lontano, nell'alto dei cieli, diventerà al cospetto del Padre effettivamente Cristo Signore. I concittadini che lo odiano e non ne vogliono la regalità, addirittura: "Gli inviano dietro una delegazione a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Sono coloro che non hanno e non vogliono riconoscerlo come Messia. Ma c'è anche un giudizio emesso dal re sul servo che, "per paura ha nascosto la mina senza neppure farla fruttificare in una banca". La parabola è un'allegoria della partenza e del ritorno del Signore. Partito con la sua morte e la sua ascensione, tornerà definitivamente a salvarci nel giorno del giudizio. Questi sono i due confini che racchiudono la storia umana. Nel mezzo c'è il tempo del suo e nostro viaggio, in cui siamo mandati ad operare per il bene nel suo Spirito.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ap 4, 1-11

‡ Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Io, Giovanni, ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.
Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono.
Attorno al trono, poi, c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio.
Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro. Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola.
I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!
E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono, dicendo:
«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 150

RIT: ‡ Santo è il Signore, Dio dei viventi.

Lodate il Signore nel suo santuario,
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con squilli di tromba,
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze,
lodatelo sulle corde e sui flauti.

Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti;
ogni vivente
dia lode al Signore.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Io vi ho scelti dal mondo
perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga,
dice il Signore.

Alleluia.

VANGELO

Lc 19, 11-28
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse una parabola perché era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno.
Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.
Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.
Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine. Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.
Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.
Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi.
Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci Gli risposero: Signore, ha già dieci mine!
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».
Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:

Dio della vita, ascoltaci.

Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:

Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:

Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:

Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:

Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:

Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.

O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Giovedì 23 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-23.html

LETTURE: Ap 5, 1-10; Sal 149; Lc 19, 41-44.

Se avessi compreso anche tu la via della pace

Una caratteristica dei profeti era quella di solidarizzare con il popolo nel correzione, mandata da Dio. Gesù è totalmente inserito nel suo popolo, che non può non sentirne il peso. L'episodio narrato trabocca di amara tristezza, nel pianto impotente del Signore, alla vista della città. Egli non riesce a contenere i suoi sentimenti e piange su di essa, dicendo: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace". Il suo pianto manifesta la sua impotenza davanti al rifiuto. Ma rivela pure la gloria di un amore fedele anche nell'infedeltà. Ci manifesta quanto siamo amati, quanto siamo cercati da lui e come gli costi caro abbandonarci alla nostra libertà quando noi rifiutiamo il suo dono. Come siamo distanti dal pensiero di un Dio insensibile e alto sulle nostre vicende. A Gesù non è risparmiato lo strazio di tutti i profeti davanti alla freddezza di un popolo indurito, che non riconosce la visita del suo Dio nella persona e nelle parole del suo stesso Figlio. E' nel cuore della storia che Dio, per mezzo di Gesù, vuole entrare e vuole essere accolto: questo è il significato della visita che egli vuol fare ad ogni creatura. Rifiutando il Messia, Gerusalemme ha respinto quel dono di Dio chiamato pace. Nella persona di Cristo, Dio compiva l'ultimo tentativo di dare pace. "Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee". E' la condizione di chi non accoglie la salvezza: uno stato di perdizione "abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te". Ma non si tratta di punizione, bensì di un riscontro del male che ci stiamo facendo, anche senza saperlo. Gesù, con il suo pianto e la sua croce, lo porterà su di sé, e riaprirà per sempre e per tutti la porta della salvezza. "I doni e le promesse di Dio sono irrevocabili". Sappiamo dalla storia sacra quanto a Dio sta a cuore Gerusalemme. "Il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe, immagine di ogni anima.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ap 5, 1-10

‡ Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Io, Giovanni, vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.
Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo.
Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo.
Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.
E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi.
Cantavano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 149

RIT: ‡ Esultino i santi nella gloria del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore,
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Ancora verrò a visitarvi, dice il Signore;
a vostro riguardo ho fatto progetti di pace,
per concedervi un futuro pieno di speranza.

Alleluia.

VANGELO

Lc 19, 41-44
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.
Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Nonostante la nostra infedeltà, il Signore continua a visitare il suo popolo e a chiedere conversione. Rivolgiamogli allora la preghiera, dicendo:

Abbi pietà del tuo popolo, Signore.

Quando la Chiesa si presenta al tuo altare bisognosa di riconciliazione e pentita dei propri peccati. Noi ti preghiamo:

Quando i legislatori e i governanti non rispettano le tue leggi e la dignità e la coscienza dell'uomo. Noi ti preghiamo:

Quando la fede dei nostri padri non è sufficiente ad indicarci il cammino della salvezza. Noi ti preghiamo:

Quando il pensiero della morte in croce di Cristo lascia indifferente chi vive nelle tenebre del male. Preghiamo:

Quando la sofferenza e l'ingiustizia non commuovono il nostro cuore e non lo aprono alla generosità. Noi ti preghiamo:

Quando di fronte alla guerra che consuma i popoli pensiamo solo ai vantaggi del nostro paese. Noi ti invochiamo:

Quando gli uomini vogliono interpretare tutto senza prenderti minimamente in considerazione. Noi ti preghiamo:

O Dio che ci hai inviato il tuo Spirito, fuoco ardente di carità, riscalda il nostro cuore perché non si chiuda agli impulsi della tua grazia, ma viva sempre nell'ascolto e nella testimonianza dei tuoi insegnamenti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Venerdì 24 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-24.html

LETTURE: Ap 10, 8-11; Sal 118; Lc 19, 45-48.

Avete trasformato la casa del Padre in una spelonca di ladri...

Nell'area sacra del tempio di Gerusalemme era invalso l'uso di un vergognoso commercio. Si facevano compre e vendite circa la materia delle offerte e dei sacrifici. E' da supporre che si verificassero scandalosi abusi. Dopo il lamento sulla città, Gesù entra in Gerusalemme, sale al tempio e "comincia a scacciare i venditori, dicendo: sta scritto: la mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!" E' bene che non ci facciamo illusione: il tempio deve essere conservato puro. La vicenda di Dio nel mondo rimane santa; e poiché il tempio non è soltanto il tempio di pietre – noi stessi siamo il tempio di Dio – il gesto di Gesù ci riguarda personalmente circa la santità con cui dobbiamo circondarlo e custodirlo. Pur non togliendo nulla a quanto Gesù ha compiuto, è doveroso fare un'altra considerazione. Il gesto di scacciare i venditori dal tempio non è giustificato da nessuna disposizione della legge che sarebbe stata violata, essendo pienamente legittime le attività commerciali e finanziarie che si svolgevano nel cortile esterno. Per questo diventa un segno profetico che annuncia la fine del luogo prestigioso dell'antica alleanza. Il velo del tempio si squarcerà da cima a fondo nel momento in cui Gesù muore sul Golgota. Gesù stesso sarà il tempio della nuova alleanza, consacrata nel suo sangue. La casa di Dio può e deve avere un'altra destinazione. E' ciò che il Maestro comincia a fare: "Ogni giorno insegnava nel tempio". Vi troviamo in ciò un richiamo di una antecedente profezia: "Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate". Il brano evangelico si chiude con questa annotazione: "I sommi sacerdoti cercavano di ucciderlo. Tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell'ascoltarlo". L'inimicizia che sta suscitando, costruirà il tempio, dove il Padre ci attende. Sono le meraviglie del Signore, che cambia in bene il male che l'uomo si procura con le sue stesse mani.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ap 10, 8-11

‡ Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Io, Giovanni, udii una voce che avevo udito dal cielo: «Và, prendi il libro aperto dalla mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra».
Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele».
Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza. Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 118

RIT: ‡ Nelle tue parole, Signore, è la mia gioia.

Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,
miei consiglieri i tuoi precetti.

La legge della tua bocca mi è preziosa
più di mille pezzi d'oro e d'argento.
Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
più del miele per la mia bocca.

Nelle tue parole, Signore, è la mia gioia.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
sono essi la gioia del mio cuore.
Apro anelante la bocca,
perché desidero i tuoi comandamenti.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Santo è il tempio di Dio,
che siete voi.

Alleluia.

VANGELO

Lc 19, 45-48
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

A Dio di infinita bontà, che ha inviato la sua parola nel mondo perché rimanga con noi fino alla fine dei tempi, rivolgiamo le nostre suppliche, dicendo insieme:

O Signore, ascolta e purifica la nostra preghiera.

Perché gli uomini custodiscano con amore la realtà create da Dio, e dalla contemplazione delle creature riconoscano e adorino il Creatore. Preghiamo:

Perché i cristiani amino le proprie chiese e ne curino il decoro e la bellezza, così che siano degne dimore del corpo di Cristo e favoriscano un autentico incontro con Dio. Preghiamo:

Perché il Signore allontani da noi il pericolo di offuscare le celebrazioni e le cose sacre con interessi puramente umani. Preghiamo:

Perché qualsiasi azione liturgica o preghiera personale siano lode a Dio e impegno di amore per i fratelli. Preghiamo:

Perché la nostra comunità si costruisca e cresca sempre più attorno all'ascolto della parola e alla celebrazione dei sacramenti, per diventare segno della presenza del Signore. Preghiamo:

Per l'unità della preghiera con la vita.
Per i sacrestani delle nostre chiese.

O Dio, tre volte santo, e che pure sei così vicino da abitare in mezzo a noi, fà che custodiamo e veneriamo sempre con amore il corpo e il sangue del tuo Figlio, nutrimento e vincolo di unità e pegno della nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Sabato 25 Novembre 2006

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-25.html

LETTURE: Ap 11, 4-12; Sal 143; Lc 20, 27-40.

Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi...

Il tema del Vangelo di oggi, la risurrezione dai morti, è introdotta dai sadducei con l'insidiosa richiesta di un parere a Gesù. Questi appartenevano alle classi più elevate. A differenza dei farisei e degli scribi, non ammettevano la risurrezione dei corpi alla fine della storia. Ed è appunto su questa negazione basano la loro difesa. A Gesù espongono un episodio, vero o inventato, di una donna che successivamente ha sposato sette fratelli. "Questa donna, nella risurrezione, di chi sarà moglie?" Nella sua risposta ai sadducei, Gesù nega, prima di tutto, la necessità del matrimonio nell'altra vita. Non è più necessario, perché i "risuscitati" vivono. Non si tratta, infatti di portare con sé, nella risurrezione, la propria moglie o altro. Secondo Gesù la prospettiva che si apre oltre la morte è qualcosa di totalmente nuovo, che si può raffigurare solo "agli angeli, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio": Poi afferma la realtà della risurrezione che essi negavano. Per questo si richiama al brano biblico del roveto ardente, nel quale il Signore si rivela a Mosè, come il "Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe". Se è così: "Non è Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono" alla sua presenza. Anche se Gesù afferma decisamente la risurrezione dei morti, non ci rivela il modo e le condizioni della sopravvivenza; il loro mistero rimane integro. Tuttavia, una cosa è sicura: sarà certamente vita, anche se diversa da quella presente, poiché non si tratta di un prolungamento di questa attraverso la rianimazione di un cadavere. Come dice la liturgia in un prefazio dei defunti: "Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata". Alla luce della risurrezione del Signore il credente sa che la morte non è la fine del cammino, ma la porta che viene aperta per la liberazione definitiva con Cristo risorto. Grazie a lui, l'uomo è un essere per la vita.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».

COLLETTA 

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ap 11, 4-12

‡ Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo.
A me, Giovanni, fu detto: «Ecco i miei due testimoni. Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di far loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di far loro del male.
Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno. E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.
I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove appunto il loro Signore fu crocifisso.
Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. Gli abitanti della terra faranno festa su di loro, si rallegreranno e si scambieranno doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. Ma dopo tre giorni e mezzo, un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli.
Allora udirono un grido possente dal cielo: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 143

RIT: ‡ Sei tu, Signore, mio rifugio e mia salvezza.

Benedetto il Signore,
mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.

Mia grazia e mia fortezza,
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido,
colui che mi assoggetta i popoli.

Mio Dio, ti canterò un canto nuovo,
suonerò per te sull'arpa a dieci corde;
a te, che dai vittoria al tuo consacrato,
che liberi Davide tuo servo.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Quando Dio si manifesterà,
saremo simi a lui;
chi ha questa speranza
purifica se stesso,
come egli è puro.

Alleluia.

VANGELO

Lc 20, 27-40
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì.
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più fargli alcuna domanda.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Nella certezza che, se saremo fedeli, risorgeremo da morte per una beatitudine perenne, rivolgiamo al Padre la nostra fiduciosa invocazione, dicendo:

Signore, aumenta la nostra speranza.

Concedi, o Signore, il tuo timore ai potenti di questo mondo, perché amino il popolo loro affidato e lo governino con spirito di servizio e non di sopraffazione. Preghiamo:

Ricordati, Signore, dei nostri cari defunti che, a causa della loro umana debolezza, non godono ancora della totale gioia dell'unione con te. Preghiamo:

O Signore, Dio della vita e della luce, non nasconderci il tuo volto e guida i nostri passi quando siamo immersi nelle tenebre e nell'ombra della morte. Preghiamo:

O Signore, Dio di ogni vivente, concedi ai poveri, agli anziani e agli emarginati di accettare con coraggio e dignità la loro situazione di sofferenza per una sicura beatitudine nei cieli. Preghiamo:

O Signore, fonte di ogni santità, aiuta la nostra comunità a vivere e a celebrare l'eucaristia come l'evento della morte e della risurrezione del tuo Cristo, nella gioiosa attesa della sua venuta. Preghiamo:

Per le vedove e i vedovi della nostra comunità.
Per coloro che hanno scelto il celibato per il regno di Dio.

O Dio onnipotente, che ami la vita e nulla disprezzi di quanto hai creato, soccorrici nei momenti in cui siamo preda dell'inerzia, dello smarrimento e della sfiducia, perché viviamo nell'attesa dell'incontro con il Cristo benedetto, che vive e regna con te per i secoli eterni. Amen.

SULLE OFFERTE

Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Domenica 26 Novembre 2006

I Domenica del Tempo di Avvento - Colore: viola

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-11-26.html

LETTURE: Is 63, 16-17.19; 64, 1-7; Sal.79; 1 Cor 1, 3-9; Mc 13, 33-37.

Io sono re. Per questo sono nato...

Su questo brano del Vangelo bisogna avere le idee chiare per evitare di credere che il regno, di cui parlava Gesù davanti a Pilato e per cui fu condannato a morte, sia un regno unicamente spirituale, senza alcun risvolto temporale e alcuna incidenza sulla storia umana. Già questa festa, quando fu istituita, suscitò qualche obiezione. Il termine "Cristo re" non piaceva e non piace molto all'opinione pubblica, sia perché evoca tempi di monarchia da noi superati, sia perché richiama l'immagine dell'uomo-suddito. E' necessario rimuovere delle sovrastrutture storiche e sociali. Il regno di Dio non è stato inaugurato con una dominazione militare, ma con l'arresto del suo re. Non è stato imposto con una solenne cerimonia, ma con un condannato a morte di croce. Cristo è fuggito quando lo cercavano a furor di popolo per farlo re, e si è dichiarato di essere tale davanti a Pilato, prigioniero e in balia degli altri: "Io sono re". Ma sappiamo perfettamente la sua idea: "I re dalla terra dominano. Chi vuole essere il primo diventi l'ultimo, il servo di tutti". Pilato capì che Gesù non negava la sua regalità. Ne fu più che convinto da giustificare il motivo della condanna a morte del Nazareno. Di fronte alla disapprovazione dei giudei, indispettito di come erano andate le cose, rispose: "Ciò che ho scritto, ho scritto". Questo è conforme a quanto Gesù gli aveva detto precedentemente. "Tu lo dici: io sono re. Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità". Di fronte alla mentalità giuridica e politica, Gesù rivela una funzione del tutto superiore, diversa, trascendente: la funzione di rendere testimonianza alla verità, alla verità che è fondamento di tutto. Ossia vuole portarci alla conoscenza, alla comunione con il suo Padre. "Per questo è nato, per questo è venuto" e per questo ha consumato tutta la sua vita per rivelare il volto del Padre. "Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". In questo modo, davanti ai capi religiosi e politici, si introduce il vero re, che dirige la storia e questi è Gesù, il Nazareno. Nel suo essere innalzato sulla croce ci mostra l'amore del Padre, attira tutti a sé, vincendo il capo di questo mondo. I nemici che lo vogliono morto, sono strumento involontario e inconsapevole della sua regalità. Lo metteranno sul trono, dove si rivelerà sovrano su tutti, perché offre la sua vita per tutti.

Gesù Cristo, Re dell'Universo

ANTIFONA D'INGRESSO 

A te, Signore, elèvo l'anima mia,
Dio mio, in te confido:
che io non sia confuso.
Non trionfino su di me i miei nemici.
Chiunque spera in te
non resti deluso.

ATTO PENITENZIALE 

Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.

C: Pietà di noi, Signore.
A: Contro di te abbiamo peccato.
C: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
A: E donaci la tua salvezza

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.



COLLETTA 

O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a se nella gloria a possedere il regno dei cieli. Per il nostro Signore...

PRIMA LETTURA

Is 63, 16-17.19; 64, 1-7

‡ Dal libro del profeta Isaia.
Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità.
.....
Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti.
Is 64, 1-7
Come il fuoco incendia le stoppie e fa bollire l'acqua, così il fuoco distrugga i tuoi avversari, perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici. Davanti a te tremavano i popoli,
quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
di cui non si udì parlare da tempi lontani. Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come una cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si riscuoteva per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci hai messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci d  forma, tutti noi siamo opera delle tue mani.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.79

RIT: ‡ Fà splendere il tuo volto e salvaci, Signore.

Tu, pastore d'Israele, ascolta,
assiso sui cherubini rifulgi!
Risveglia la tua potenza

e vieni in nostro soccorso.
Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

SECONDA LETTURA

1 Cor 1, 3-9

‡ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della scienza.
La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo: fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Mostraci, Signore,
la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Alleluia.

VANGELO

Mc 13, 33-37
Dal Vangelo secondo  Marco

‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!".

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Nell'attesa del Redentore,
rivolgiamo le nostre suppliche al Padre che è nei cieli,
perché venga incontro alle nostre necessità
e a quelle di tutti gli uomini.

Visita il tuo popolo, Signore.

Per la Chiesa pellegrina nel mondo,
perché faccia parte a tutti gli uomini
della speranza che illumina il suo cammino
e risvegli in loro l'attesa della salvezza, preghiamo. R.

Per coloro nei quali la durezza della vita ha spento ogni speranza,
perché la nostra preghiera e la nostra fraternità
facciano rifiorire la fiducia
e la volontà di impegnarsi per un domani migliore, preghiamo. R.

Per le nostre comunità cristiane,
perché la vicinanza del Signore ci stimoli a vincere l'egoismo e la menzogna
per vivere nella verità e nell'amore, preghiamo. R.

Per le giovani generazioni,
perché vedano nel Cristo il modello dell'umanità nuova,
a cui devono ispirarsi per le grandi scelte della vita, preghiamo. R.

Per tutti noi,
perché nella realtà quotidiana ci incontriamo con il Signore
che un giorno verrà come giudice della storia, preghiamo. R.

Tu ci riveli, o Padre,
che quanto più grande è la nostra attesa,
tanto più ricco sarà il tuo dono;
accogli queste nostre suppliche
e accresci in noi con la venuta del tuo Figlio
il bene inestimabile della speranza.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fà che l'umile espressione della nostra fede sia per noi di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Al suo primo avvento nell'umiltà della nostra natura umana, egli portò a compimento la promessa antica, e ci apri la via dell'eterna salvezza.
Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell'attesa.
E noi, uniti agli angeli e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il Signore elargirà il suo bene
e la nostra terra produrrà il suo frutto.

DOPO LA COMUNIONE

La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.



Liturgia della Settimana: http://liturgia.silvestrini.org/
Preparata dai giovani Monaci Benedettini Silvestrini
del Monastero di San Vincenzo M. - Bassano Romano (VT)
E-mail: s a n v i n c e n z o @ s i l v e s t r i n i . o r g