Domenica 06 Agosto 2006XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-06.html |
| SOLENNITA': Array |
| LETTURE: Dn 7,9-10.13-14; Sal. 96; Ef 4, 17. 20-24; Lc 9, 28-36 (anno C). E li condusse in disparte, su un alto monte. La Festa della Trasfigurazione, trasfigurazione del Signore. La manifestazione particolare della sua vera identità, identità divina, identità gloriosa, identità che Gesù, anzi che Dio stesso concede oggi ai discepoli, ai tre discepoli più vicini a lui, gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e grazie a loro anche a noi... Una celebrazione allora che ha come suo fondamento un avvenimento storico, una cosa realmente accaduta, un miracolo della vita pubblica di Gesù, prima della sua Pasqua, prima della sua morte e della risurrezione gloriosa, prima di questi ma che racchiude in sé significati profondi, significati che vanno al di là di questa sua morte e della risurrezione, perché il Signore si mostra, si fa vedere così come è veramente, glorioso. Un punto fondamentale di questo evento, un punto che la caratterizza questa festa, che la caratterizza in modo particolare, univoco è la Teofania. Che cosa significa questa parola? Teofania è la manifestazione, manifestazione di Dio, ma una manifestazione solenne, grande... Nell'Antico Testamento abbiamo molti esempi, molti casi delle manifestazioni di Dio. Dio appariva spesso al popolo eletto. Lo sapevano vedere, riconoscere gli israeliti, forse più di noi... Uno dei segni della sua presenza, di Dio, era la nube, la nube che sia alzava sopra la tenda, nel deserto. O roveto ardente, o terremoto, o la vittoria miracolosa sui nemici... Erano tutte le manifestazioni, teofanie appunto di Dio che voleva essere vicino all'uomo, vicino a noi. Ma tutte queste manifestazioni veterotestamentarie erano solo un anticipo, una preparazione alla manifestazione definitiva, alla manifestazione massima, la manifestazione della redenzione, della venuta del Signore Gesù Cristo, nato, vissuto tra noi, morto e risuscitato; Gesù, Uomo – Dio. Anche se noi aspettiamo ancora un'altra manifestazione del Signore, l'ultima manifestazione di Gesù, quella della fine dei tempi. Quando ritornerà il Signore con le schiere degli angeli, quando dividerà i buoni dai cattivi. La manifestazione dunque... la teofania sul Monte, la conferma da parte di Dio Padre, della missione del Cristo della missione che Gesù ha da compiere nel mondo... «Questi è il mio figlio prediletto, ascoltatelo» è il massimo della Teofania. Dio Padre, in presenza dei profeti antichi, di Mosé, di Elia, dei profeti, coloro che hanno preparato la venuta del Messia; in presenza poi dei discepoli, degli Apostoli, dei testimoni prescelti... ecco Dio Padre proclama Cristo suo Figlio, anzi, Figlio prediletto, in cui egli si compiace... Nel brano di oggi c'è però un'altra parola che non vorrei ci sfuggisse. Questo è il Figlio prediletto, dice, ma dice anche: «Ascoltatelo». Il Padre ci dà un ordine preciso, l'ordine di ascoltare il messaggio del Figlio, di ascoltare Gesù. Anche la Madonna Ss.ma alle nozze di Cana, lei che «ascoltava, meditava e portava le parole di Dio nel proprio cuore, dice ai servi: ascoltatelo, «fate quello che vi dirà». Che significa dunque ascoltare Gesù? Ascoltare... non sentire...! Ascoltare è compiere i suoi comandamenti e particolarmente il primo dei comandamenti, quello dell'Amore. Ascoltare il Signore è comportarsi come egli si è comportato, come lui è vissuto sulla terra, vivere dall'esempio che Gesù ci ha lasciato... E lui ha trascorso tutta la sua vita facendo la volontà di Dio, facendo del bene a tutti, aiutando i bisognosi, sanando i malati, predicando la Buona Novella del Regno di Dio. Tanti parteciperanno all'Eucaristia oggi. L'Eucaristia è la manifestazione, la nostra teofania di Dio. Non le accompagnano né terremoti, né nubi o saette. Qui però abbiamo tra noi, nelle nostre mani Dio stesso, Dio che si lascia pregare, sentire, toccare, gustare, perfino mangiare... Dio che mangiato nel pane inizia in noi l'opera sua, inizia in noi la nostra trasfigurazione, entra dentro di noi e ci trasfigura, trasforma dal di dentro, quasi dall'interno... Ecco la festa della trasfigurazione, di Dio, di Gesù, ma anche la festa della nostra trasfigurazione, la profezia di ciò che dobbiamo diventare noi. E quando scenderemo dal monte, quando torneremo a casa nostra, ai nostri impegni, dopo l'Eucaristia, possiamo continuare ad essere trasfigurati, luminosi, bianchi, per contagiare con la nostra esperienza, con il nostro esempio anche gli altri. Il Signore ce lo conceda. TRASFIGURAZIONE DEL SIGNOREANTIFONA D'INGRESSONel segno di una nube luminosaapparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono comipiaciuto: ascoltatelo». GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti, e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fà che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio...PRIMA LETTURADn 7,9-10.13-14‡ Dal libro di Daniele. Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. IN ALTERNATIVA: 2 Pt 1,16-19 ‡ Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo. Carissimi, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» . Questa voce noi l'abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal. 96RIT: ‡ Splende sul suo volto la gloria del Padre. Il Signore regna, esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sono la base del suo trono. I monti fondono come cera davanti al Signore, davanti al Signore di tutta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Tu sei, Signore, l'Altissimo su tutta la terra, tu sei eccelso sopra tutti gli dei. SECONDA LETTURAEf 4, 17. 20-24‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente. Voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia. VANGELOLc 9, 28-36 (anno C)Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» . Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo» . Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. IN ALTERNATIVA: Mt 17, 1-9 (anno A) Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» . Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» . All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete» . Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIRivolgiamo la nostra preghiera Dio Padre, che ha voluto donarci Gesù Cristo suo Figlio per la nostra salvezza. Insieme diciamo:Ascoltaci, santo Signore. Perchè il Papa, i vescovi e i sacerdoti mostrino agli uomini il volto di Gesù uomo-Dio, in tutto il suo fascino e splendore. Preghiamo: Perchè la Chiesa faccia risplendere nel mondo la luce, la verità e l'amore di Cristo. Preghiamo: Perchè i simpatizzanti di Gesù trovino chi li aiuti a fare il passo che li porta dalla semplice ammirazione alla fede in lui. Preghiamo: Perchè gli ammalati, nella certezza che il Signore renderà il nostro corpo simile al suo corpo glorioso, vivano in serenità anche la loro sofferenza. Preghiamo: Perchè noi qui riuniti ci preoccupiamo costantemente di migliorare la nostra conoscenza di Gesù, per una vita di fede sempre più aderente a lui e al suo messaggio. Preghiamo: Perchè scopriamo il volto di Cristo in quello dei fratelli. Per chi è stato chiamato alla contemplazione. Dio, nostro Padre, accogli le preghiere che con fiducia ti abbiamo rivolto, perchè già oggi, anche su di noi risplenda la luce del Cristo nostro Signore, che vive e regna con te nei secoli eterni. Amen. SULLE OFFERTESantifica queste offerte, o Padre, per il mostero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Dinanzi ai testimoni da lui prescelti, egli rivelò la sua gloria e nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece risplendere una luce incomparabile, per preparare i suoi discepoli a sostenere lo scandalo della croce e anticipare, nella trasfigurazione, la meravigliosa sorte della Chiesa, suo mistico corpo. E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEQuando si manifesteràsaremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. DOPO LA COMUNIONEIl pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. |
Lunedì 07 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-07.html |
| LETTURE: Ger 28, 1-17; Sal 118; Mt 14, 13-21. Il Profeta a nome di Dio... Ai nostri tempi il profetismo nella Chiesa conosce un nuovo sviluppo. Il carisma della profezia non è mai mancato alla Chiesa, molti santi lo hanno avuto; adesso però parecchi cristiani si atteggiano a profeti: scrivono articoli, fanno discorsi che pretendono di rivelare il pensiero di Dio sulle vie della Chiesa. San Paolo riconosce l'esistenza del carisma della profezia nella Chiesa e dà una regola per il suo uso corretto. Nella lettera ai Romani (12, 6) scrive: «Abbiamo carismi diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia, lo eserciti secondo la misura dell'accreditamento». Così conviene tradurre questo testo. La traduzione abituale è «1a misura della fede», però non è l'interpretazione giusta della parola di Paolo, che vuol parlare dell'accreditamento dato da Dio a un credente perché trasmetta i messaggi divini. La lettura di oggi ci aiuta a capire questa regola data dall'Apostolo, perché vi troviamo la contrapposizione fra due profeti, uno che va al di là del suo accreditamento e uno che lo rispetta. Anania è un profeta di Gabaon che pretende di comunicare una rivelazione divina molto gradevole per la gente di Gerusalemme. Nabucodonosor si è impadronito della città e ha deportato la maggior parte degli abitanti; quelli che rimangono vivono penosamente. Naturalmente tutti desiderano che le cose cambino e il profeta Anania predice che un cambiamento favorevole è vicino: «Così dice il Signore degli eserciti: Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio di Gerusalemme che Nabucodonosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo - dice il Signore - Ieconia, il re di Giuda, con tutti i deportati». E una profezia meravigliosa, che però purtroppo non corrisponde ad una ispirazione autentica. E Geremia rispose al profeta Anania che la sua profezia non aveva valore; egli parlava per opportunismo, per corrispondere ai desideri del popolo, non secondo il desiderio di Dio. Ma Anania insistette e fece un gesto simbolico. Geremia portava un giogo sul collo; Anania lo strappò via e lo ruppe proclamando: «Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodonosor entro due anni». Il testo biblico conclude: «Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada... Ora, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: "Va' e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro"». E Geremia dovette dire ad Anania da parte di Dio: «Ecco, ti mando via dal paese; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione contro il Signore». E così avvenne. Anania non aveva rispettato la regola essenziale del carisma della profezia: parlare secondo la misura dell'accreditamento, cioè trasmettere i messaggi divini autentici, non spacciare le proprie idee per ispirazioni divine. Questa regola di san Paolo è sempre attuale; ciascuno di noi deve essere attento a non oltrepassare i limiti della grazia che ha ricevuto, altrimenti invece di edificare la Chiesa la rovinerà, per quanto dipende da lui; deve essere attento a non spacciare le proprie idee per ispirazioni divine; deve essere attento ad accogliere ciò che viene da Dio, con discernimento e con generosità. (Da: Il Pane quotidiano...) ANTIFONA D'INGRESSOO Dio, vieni a salvarmi.Signore, vieni presto, in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare. COLLETTAMostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...PRIMA LETTURAGer 28, 1-17‡ Dal libro del profeta Geremia. In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa re di Giuda, nell'anno quarto, quinto mese, Anania figlio di Azzùr, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo queste parole: «Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo dice il Signore Ieconia figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia». Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremia disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da Babilonia in questo luogo! Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi di tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. Quanto al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà». Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo ruppe; Anania riferì a tutto il popolo: «Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada. Ora, dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: «Và e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io porrò un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia». Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: «Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti mando via dal paese; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione contro il Signore». Il profeta Anania morì in quello stesso anno, nel settimo mese. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 118RIT: ‡ Metti sulla mia bocca, Signore, la parola vera. Tieni lontana da me la via della menzogna, fammi grazia della tua legge, Signore. Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, perché confido nei tuoi giudizi. Si volgano a me i tuoi fedeli e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti. Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti, perché non resti confuso. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, ma io medito i tuoi insegnamenti. Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu ad istruirmi. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia. VANGELOMt 14, 13-21Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qua». E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. IN ALTERNATIVA: Mt 14,22-36 Dal Vangelo secondo Matteo Nell'anno A si legge questo brano del Vangelo: In quei giorni, dopo che ebbe saziato la folla, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, nel vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!". Compiuta la traversata, approdarono a Genesaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore ci convoca alla sua mensa. Nostro cibo è Cristo, pane di vita eterna. Sostenuti da questo nutrimento spirituale, eleviamo la nostra fiduciosa preghiera.Alimenta la nostra fede, Signore. Per la Chiesa, perché celebrando il mistero della morte e risurrezione di Gesù, creda fermamente alla sua presenza fino alla fine dei tempi. Preghiamo: Per i sacerdoti, ministri dell'altare, perché come i discepoli, donino il corpo e il sangue di Cristo, insieme alla testimonianza di una vita fedele alla vocazione ricevuta. Preghiamo: Per i popoli della terra, perché venga riconosciuto a tutti il diritto di proprietà dei beni e delle ricchezze naturali del mondo. Preghiamo: Per coloro che hanno il compito e la capacità di studiare le leggi della natura e della scienza, perché i loro sforzi siano indirizzati a migliorare la qualità della vita di tutti gli uomini. Preghiamo: Per noi qui presenti, perché impariamo da Cristo ad accorgerci delle situazioni di indigenza e di sofferenza dei nostri fratelli, pronti a dare loro quanto è nelle nostre possibilità. Preghiamo: Per la riscoperta delle opere di misericordia corporali. Perché la giustizia sia via alla pace. O Signore, che ci hai dato un cibo per la vita presente e un pane per la vita eterna, fà che la partecipazione e la condivisione di questi tuoi doni, ci uniscano in un solo corpo e in un solo spirito, a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTESantifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONECi hai mandato, Signore,un pane dal cielo, un pane che porta in sè ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio. DOPO LA COMUNIONEAccompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 08 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-08.html |
| LETTURE: Ger 30,1-2.12-15.18-22; Sal 101; Mt 14, 22-36. La vocazione o... seguire la Sua voce... Sin dall'inizio la vocazione di Geremia si presentava con una duplice finalità: «Ecco - diceva Dio - oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare». La prima finalità era negativa: sradicare e demolire, distruggere e abbattere; però la seconda era positiva: edificare e piantare. Ogni volta troviamo la metafora della vegetazione e la metafora della costruzione. Durante i primi anni del suo servizio profetico Geremia dovette soprattutto perseguire la prima finalità e proclamare messaggi di distruzione. Dopo la caduta di Gerusalemme diventò attuale il secondo aspetto, come vediamo nella prima lettura di oggi, dove c'è dapprima una constatazione negativa: «Così dice il Signore: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave. Per la tua piaga non ci sono rimedi». La distruzione di Gerusalemme, la rovina del tempio mettevano gli Ebrei in una situazione senza rimedio. Però in questa situazione il Signore rianima la speranza, ristabilisce la fiducia, perché egli aveva permesso questi castighi non con l'intenzione di una definitiva distruzione, ma soltanto per una purificazione. Gerusalemme era nel peccato, doveva essere liberata dal male e non c'era altro mezzo se non la distruzione. Avvenuta questa, l'opera positiva diventava possibile e il Signore la promette: «Ecco restaurerò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore. La città sarà ricostruita sulle rovine e il palazzo sorgerà di nuovo al suo posto». Dio parla di feste: ci saranno «inni di lode, voci di gente festante». In questa nuova situazione l'oracolo accenna al capo del popolo eletto in modo piuttosto inaspettato: «il loro capo sarà uno di essi... Io lo farò avvicinare ed egli s accosterà a me. Poiché chi è colui che arrischia la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore». La liturgia di oggi suggerisce un raffronto tra questo oracolo sul capo del popolo di Dio, e la vocazione di Pietro. Infatti nel Vangelo di oggi vediamo Pietro che è ispirato a rischiare la vita per avvicinarsi a Gesù che camminava sul mare e Pietro ebbe l'ispirazione di dire: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque!»... «Pietro - dice il racconto - scendendo dalla barca si mise a camminare sulle acque»: era veramente rischiare la vita sulla parola di Gesù. Il pericolo si dimostrò davvero grave quando l'Apostolo cominciò ad affondare. Ci vuole coraggio a rischiare la vita per avvicinarsi al Signore, ma chi ha la vocazione di responsabilità nella Chiesa deve avere questo coraggio: se scende dalla barca sulla parola del Signore non deve temere, perché il Signore lo aiuterà. Pietro si impaurì e gridò: «Signore, salvami!». «E subito Gesù stese la mano, lo afferrò». Pietro era salvo. Però ricevette una lezione: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Rischiare la vita per avvicinarsi al Signore non provoca pericoli gravi, proprio perché il rapporto con lui è salvezza e permette che la vita abbia fecondità apostolica. «Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio», è la conclusione del brano di Geremia. Grazie a un capo che mette a rischio la vita per avvicinarsi al Signore, la relazione tra il popolo e Dio diventa stabile e salda. ANTIFONA D'INGRESSOQuesti sono i santiche hanno ottenuto benedizione dal Signore e misericordia da Dio loro salvezza; è questa la generazione che cerca il Signore. COLLETTAGuida e proteggi, Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico: egli, che fu insigne predicatore della tua verità, interceda come nostro patrono davanti a te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.PRIMA LETTURAGer 30,1-2.12-15.18-22‡ Dal libro del profeta Geremia. Parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: Dice il Signore, Dio di Israele: «Scriviti in un libro tutte le cose che ti dirò. Così dice il Signore: «La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave. Per la tua piaga non ci sono rimedi, non si forma nessuna cicatrice. Tutti gli amanti ti hanno dimenticato, non ti cercano più; poiché ti ho colpito come colpisce un nemico, con una castigo severo, per le tue grandi iniquità, per i molti tuoi peccati. Perché gridi per la ferita? Incurabile è la tua piaga. A causa della tua grande iniquità, dei molti tuoi peccati, io ti ho fatto questi mali. Così dice il Signore: «Ecco, restaurerò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore. La città sarà ricostruita sulle rovine ed il palazzo sorgerà di nuovo al suo posto.Ne usciranno inni di lode, voci di gente festante. Li moltiplicherò e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati, i loro figli saranno come una volta, la loro assemblea sarà stabile dinnanzi a me; mentre punirò tutti i loro avversari. Il loro capo sarà uno di essi e da essi uscirà il loro comandante; io lo farò avvicinare ed egli si accosterà a me. Poiché chi è colui che arrischia la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore. Voi sarete il mio popolo e io il vostro Dio» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 101RIT: ‡ Il tuo popolo, Signore, proclama la tua gloria. Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.I popoli temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria, quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo splendore. Egli si volge alla preghiera del misero e non disprezza la sua supplica. Questo si scriva per la generazione futura e un popolo nuovo darà lode al Signore. Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte. I figli dei tuoi servi avranno una dimora, resterà salda davanti a te la loro discendenza, perché sia annunziato in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme, quando si aduneranno insieme i popoli e i regni per servire il Signore. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia. VANGELOMt 14, 22-36Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quei giorni, dopo che ebbe saziato la folla, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. IN ALTERNATIVA: Mt 15,1-2.10-14 Dal Vangelo secondo Matteo Nell'anno A si legge questo brano del Vangelo: In quel tempo, vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!". Poi, riunita la folla, Gesù disse: "Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!" Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: "Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?". Ed egli rispose: "Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso! C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli carissimi, san Domenico era parco di parole: apriva la bocca solo per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio ai fratelli. Uniamoci ora alla sua voce, elevando insieme la nostra fervida preghiera e diciamo:Padre santo, ascoltaci. Perchè la Chiesa di oggi sia vivificata da una nuova fioritura di uomini santi, che portino speranza all'umanità. Preghiamo: Perchè i popoli che hanno goduto direttamente della predicazione di san Domenico e dei suoi frati, possano ora annunciare il messaggio di fede e di amore ereditato. Preghiamo: Perchè tutti i cristiani sentano l'urgenza di essere luce del mondo e sale della terra, divenendo missionari con la parola e con la vita. Preghiamo: Perchè il Signore conceda, a chi alla ricerca della verità, il dono di incontrare la luce di Cristo nel volto dei cristiani. Preghiamo: Perchè comprendiamo, sull'esperienza di san Domenico, che una vita cristiana matura e responsabile va accompagnata ad uno studio accurato e attento della parola di Dio. Preghiamo: Perchè il tempo di ferie faciliti l'ascolto della parola di Dio. Per l'ordine dei frati domenicani. O Dio, nostro rifugio e nostra forza, la vita dei santi ci fà sentire piccoli e incapaci. Ci sostenga la fiducia nell'amore ristoratore del tuo Figlio Gesù, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, Signore, per l'intercessione di san Domenico, le preghiere e le offerte che ti presentiamo, e con la forza di questo sacrificio conferma e sostieni i predicatori del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria, e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia. Nella loro vita ci offri un esempio, nell'intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno. Confortati dalla loro testimonianza, affrontiamo il buon combattimento della fede, per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria. Per questo, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo, cantiamo senza fine l'inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEIl Signore mandò i suoi discepoliad annunziare alle città: E' vicino a voi il regno di Dio. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che ci hai nutriti del pane di vita terrena, nel ricordo glorioso di san Domenico, fà che la tua Chiesa, illuminata dalla sua predicaione e sostenuta dalle sue preghiere, raggiunga la piena comunione con te. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 09 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-09.html |
| LETTURE: Est 4, 17k; 17 1-m; 17 r-t; Sal 34; Gv 4, 19-24. La conoscenza, il deserto e l'acqua! Oggi si celebra Santa Teresa Benedetta della Croce e benché sia festa non sono inserite nel calendario le letture proprie. Quindi, procediamo con quelle del giorno non dimenticando questa santa che è un alto esempio di amore alla Verità, pagato di persona durante la vita e nella morte tramite il martirio. E potremmo applicare a lei quanto Gesù dice a Pietro: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli...". L'appartenenza ad una famiglia, ad un ambiente culturale, ad una classe sociale possono influire sul dato di fede, ma ciò che Dio è appartiene alla rivelazione che Egli stesso ne fa a ciascuno di noi personalmente e alla comunità ecclesiale nel suo complesso. Gesù è la persona che io conosco con il mio intelletto, ma che riesco ad amare e testimoniare solo sotto l'influsso dello Spirito. Ciò che di Dio percepisco è ciò che Egli stesso mi comunica secondo la mia capacità di recepire. Il libro dei Numeri ha ancora un racconto di "protesta" e di "lamento" ed ancora una risposta di misericordia da parte di Dio. L'acqua che Mosè fa scaturire dalla roccia sappiamo quanti e quali significati ha assunto nella spiritualità, nella iconografia e nella agiografia. Ne conosciamo anche il valore simbolico associato al faticoso cammino nel deserto. Ognuno di noi è chiamato ad attraversare un deserto per arrivare a Dio. L'acqua, indispensabile in questo passaggio, in un tale luogo è così eccezionale da considerarla quasi un prodigio. Oggi la liturgia ci vuole far celebrare il prodigio di camminare, seppure a fatica e con l'arsura, nel deserto torrido della fede in cui è Dio stesso che ci guida verso la sua completa rivelazione. ANTIFONA D'INGRESSONessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (Gv 15,13)GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio dei nostri Padri, donaci la scienza della Croce, di cui hai mirabilmente arricchito santa Teresa Benedetta della Croce nell'ora del martirio, e fa' che per sua intercessione cerchiamo sempre te, somma Verità, fedeli fino alla morte all'eterna alleanza di amore, sigillata nel sangue del tuo Figlio per la salvezza del mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.PRIMA LETTURAEst 4, 17k; 17 1-m; 17 r-t‡ Dal libro di Ester. In quei giorni la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un'angoscia mortale, e supplicò il Signore e disse: "Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dèi e signore di ogni autorità. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non altri che te, Signore!". C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 34RIT: ‡ Tu, Signore, rischiari le tenebre. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Rit. Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Rit. Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. Rit. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva. Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. Rit. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ In mezzo a voi sarà la mia dimora: io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Alleluia. VANGELOGv 4, 19-24Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ In quel tempo la donna Samaritana disse a Gesù: "Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità." C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli carissimi, nella festa di santa Teresa Benedetta della Croce invochiamo il Padre, sorgente di ogni santità, perché ricolmi la Chiesa dei suoi doni.Lett. - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore. 1. Proteggi, o Padre, il nostro Papa..., il nostro Vescovo e tutti i Pastori della Chiesa, perché confermati nella fede, possano guidare il popolo cristiano sulla via segnata dai tuoi comandamenti. Preghiamo. 2. Conferma, o Padre, nella sequela di Cristo l'Ordine del Carmelo, perché animato dall'esempio di Santa Teresa Benedetta viva il Vangelo della vita fraterna, fedele all'impegno di orazione e sollecito nel servizio della Chiesa. Preghiamo. 3. Per quanti professano la perfezione evangelica, perché nella fedeltà alle promesse fatte raggiungano la pienezza della carità, preghiamo. 4. Per noi qui presenti, perché l'Eucarestia a cui partecipiamo sia alimento e sostegno nel nostro cammino verso Dio, preghiamo. Signore, che hai promesso di essere presente in mezzo a coloro che sono riuniti nel tuo nome, ascolta le preghiere che ti innalziamo e concedi quanto la nostra debolezza non osa sperare. Per Cristo nostro Signore. SULLE OFFERTEGuarda con amore, o Padre, l'offerta dei tuoi fedeli e per l'intercessione di santa Teresa Benedetta donaci una viva esperienza della beata passione del Cristo, che si attua in questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOÈ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre ed in ogni luogo a te Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.A imitazione del Cristo tuo Figlio la santa martire Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, ha reso gloria al tuo nome e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua presenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore. E noi con tutti gli angeli del cielo innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONE"Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua", dice il Signore. (Mt 16, 24)DOPO LA COMUNIONEO Padre, che ci hai dato la gioia di nutrirci con il pane della vita, fa' che sull'esempio della santa martire Teresa Benedetta portiamo nell'animo i segni dell'amore crocifisso, per gustare il frutto della tua pace. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 10 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-10.html |
| LETTURE: 2 Cor 9, 6-10; Sal 111; Gv 12, 24-26. Se il chicco di grano caduto in terra non muore… La figura di un martire così lontano da noi crea non pochi problemi. Alle già scarse notizie si aggiunga che il suo ricordo si è sedimentato in tradizioni che ne offuscano la veridicità storica. È come se celebrassimo un personaggio mitologico che poco o niente ha a che fare con la fede. È solo la Parola di Dio che può dare spessore a questi santi, ormai messi nel dimenticatoio se non fosse per i vari onomastici che vi si celebrano. Il servizio e il martirio sono due componenti basilari del dinamismo cristiano, attraverso di essi la fede trova la sua pienezza e la sua ragion d'essere. Sarebbe interessante sapere quale risonanza aveva nella vita di questi santi la parola che abbiamo letta e come percepivano il «dare testimonianza», qual era la loro relazione con la morte che essi affrontavano coerentemente con la loro scelta di servizio. Ma ciò che si chiede ad un tempo così lontano, non si può fare a meno di vederlo intorno a noi in molte persone che vivono il loro cristianesimo con slancio e semplicità. Il celebrare i martiri ha senso in quanto in essi celebriamo tutti quei cristiani che nella vita testimoniano Cristo attraverso i piccoli, ma altrettanto dolorosi, martirii quotidiani. Insieme a san Lorenzo ricordiamo i genitori che soffrono per i loro figli senza perdere la speranza in Dio, coloro che sono oppressi dalla malattia e sanno fare del loro dolore una fonte positiva di bene, tutti coloro che pur vivendo situazioni disagiate economiche, fisiche e morali sanno mantenere viva la loro fede. Non è forse anche questo martirio? E se vissuto in unione alle sofferenze di Cristo non diventa servizio a favore di tutti i fratelli? «Se il chicco di grano caduto in terra non muore…». ANTIFONA D'INGRESSOQuesti è il diacono san Lorenzo,che diede la sua vita per la Chiesa: egli meritò la corona del martirio, per raggiungere in letizia il Signore Gesù Cristo. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fà che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURA2 Cor 9, 6-10‡ Dalla lettera di San Paolo Ap. ai Corinzi. Fratelli, chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene, come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno. Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 111RIT: ‡ Il Signore ama chi dona con gioia. Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà benedetta. Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: il giusto sarà sempre ricordato. Non temerà annunzio di sventura, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua potenza s'innalza nella gloria. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Alleluia. VANGELOGv 12, 24-26Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore ama chi dona con gioia. Sostenuti dalla intercessione dei martiri, che hanno offerto la vita per il Signore, preghiamo insieme e diciamo:Ascolta, Signore, la nostra preghiera. Perchè la Chiesa si presenti al mondo sempre più libera dai beni materiali, e riconosca nei poveri l'immagine del suo fondatore. Preghiamo: Perchè il potere politico in ogni paese, stimolato dalla testimonianza cristiana, sia sempre al servizio della giustizia, eliminando le situazioni di sfruttamento e di miseria. Preghiamo: Perchè il diaconato, rimesso in luce come ministero permanente, divenga stimolo per tutti i cristiani alla carità e alla partecipazione attiva alle liturgie. Preghiamo: Perchè la sensibilità cristiana, favorita dalla conoscenza della vita dei santi, sia sorgente di vocazioni al servizio di Dio e dei fratelli. Preghiamo: Perchè impariamo, dalla partecipazione all'eucaristia, a non vivere solo per noi stessi, ma per il Signore e per i fratelli, facendo dono della nostra vita. Preghiamo: Per la Caritas diocesana. Per chi, durante le ferie, volontariamente si dedica agli altri. Padre santo, che hai dato al diacono Lorenzo la forza di proclamarti unico Dio e Signore, accogli le nostre preghiere, perchè anche noi confermiamo con la vita, la fede che professiamo con la bocca. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, Signore, i doni che la Chiesa ti offre con devota esultanza nella nascità al cielo di san Lorenzo, e fà che questo sacrificio eucaristico giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.A imitazione del Cristo tuo Figlio il santo martire ha reso gloria al tuo nome e ha testimoniato con il sangue i tuoi prodigi, o Padre, che riveli nei deboli la tua potenza e doni agli inermi la forza del martirio, per Cristo nostro Signore. E noi con tutti gli angeli del cielo innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONE«Chi mi vuol servire, mi segua»,dice il Signore, «e dove sono io, là sarà anche il mio servo». DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che il servizio sacerdotale, che abbiamo celebrato in memoria del diacono san Lorenzo, ci inserisca più profondamente nel mistero della redenzione. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 11 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-11.html |
| LETTURE: Na 2,1.3; 3,1-3.6-7; Dt 32,35-41; Mt 16, 24-28. Il profeta Naum ci presenta oggi due quadri contrastanti, uno festoso, l'altro desolante. Il primo riguarda una nazione piccola e oppressa, il regno di Giuda, che nel VI secolo a.C. si trovava in una situazione quanto mai precaria; il secondo invece riguarda un impero potente, l'Assiria, e la sua splendida capitale Ninive. Nel suo Magnificat la Madonna ha proclamato che Dio, dispiegando la potenza del suo braccio, disperde i superbi, rovescia i potenti dai loro troni ed esalta gli umili. La profezia di Naum corrisponde in pieno a un tale intervento divino. Comincia con l'esaltazione degli umili. Giuda, piccola nazione, sente una promessa di gioia: «Sui monti i passi di un messaggero, un araldo di pace!». E viene invitato a celebrare le sue feste, a sciogliere i suoi voti, cioè a rendere grazie a Dio, poiché ormai, dice Dio, «non ti attraverserà più il malvagio: egli è del tutto annientato». Invece per Ninive, che è «la città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine» c'è l'annuncio del castigo. Il profeta si esprime in modo poetico nel descrivere la sua rovina: «Sibilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitio di cavalli, cigolio di carri, cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade»... Viene anche la minaccia di «gettare addosso a Ninive immondezze, di svergognarla, di esporla al ludibrio». «Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: "Ninive è distrutta!"». Il profeta conclude: «Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la consoli?». La risposta viene in un altro passo: «Chiunque sentirà le tue notizie batterà le mani - dalla gioia -, perché su chi non si è riversata senza tregua la tua crudeltà?». La rovina, la distruzione di Ninive è considerata un evento lieto, felice, perché è la fine dell'oppressione, la fine della crudeltà. Nell'Apocalisse troviamo profezie simili su «Babilonia», che simboleggia ogni città potente, oppressiva; è stata una città sanguinaria e quindi Giovanni esprime la gioia della sua caduta: «(Un angelo) gridò a gran voce: "E caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demoni, carcere di ogni spirito immondo"» e ancora, più avanti: «Uscite, popolo mio, da Babilonia, per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli» e c'è tutta la serie dei lamenti di quelli che erano complici di Babilonia e che ormai devono rinunciare ai loro guadagni, alle loro rapine, alle loro crudeltà. Nella storia episodi del genere si ripetono. Ai nostri tempi abbiamo visto la caduta del regime nazista, che è stata motivo di gioia per tanti paesi oppressi e per gli stessi tedeschi, anche loro oppressi dal nazismo; abbiamo visto la caduta dei regimi comunisti, anch'essi oppressori. Alcuni anni fa non si poteva immaginare questa caduta, però è avvenuta. Dio continua a reggere il mondo. Ha il suo ritmo, che spesso non corrisponde alle nostre impazienze, ma è lui che lo regge. Dobbiamo quindi avere fiducia. «Nel mondo avrete tribolazioni - ha detto Gesù - ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!». ANTIFONA D'INGRESSOO Dio, vieni a salvarmi.Signore, vieni presto, in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare. COLLETTADio misericordioso, che hai ispirato a santa Chiara un ardente amore per la povertà evangelica, per sua intercessione concedi anche a noi di seguire Cristo povero e umile, per godere della tua visione nella perfetta letizia del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...PRIMA LETTURANa 2,1.3; 3,1-3.6-7‡ Dal libro del profeta Naum Ecco sui monti i passi d'un messaggero, un araldo di pace! Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché non ti attraverserà più il malvagio: egli è del tutto annientato. Contro di te avanza un distruttore: montare la guardia alla fortezza, sorvegliare le vie, cingerti i fianchi, raccogliere tutte le forze. Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non cessa di depredare! Sibilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitio di cavalli, cigolio di carri, cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli di morti, cadaveri senza fine, s'inciampa nei cadaveri. Ti getterò addosso immondezze, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio. Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: "Ninive è distrutta!". Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la consóli? C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALEDt 32,35-41RIT: ‡ Salvaci, Signore, e donaci la vita. Vicino è il giorno della rovina dei nemici e il loro destino si affretta a venire. Perché il Signore farà giustizia al suo popolo e dei suoi servi avrà compassione. Ora vedete che io, io lo sono e nessun altro è dio accanto a me. Sono io che dò la morte e faccio vivere; io percuoto e io guarisco. Quando avrò affilato la folgore della mia spada e la mia mano inizierà il giudizio, farò vendetta dei miei avversari, ripagherò i miei nemici. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ A voi è stata data la grazia non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per lui. Alleluia. VANGELOMt 16, 24-28Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli carissimi, per intercessione di Chiara d'Assisi, che Dio ha scelto debole e piccola per confondere i forti e i sapienti, supplichiamo il Signore perchè doni anche a noi di trovare la strada della santità. Assieme diciamo:Donaci, Signore, un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perchè il Signore non lasci mai mancare alla sua Chiesa il segno della verginità consacrata, quale annunzio e profezia del regno dei cieli. Preghiamo: Perchè tutti gli uomini, avvertendo il bisogno di Dio, ricerchino ampi spazi di silenzio, come clima di contemplazione, meditazione e preghiera. Preghiamo: Perchè la luce divina penetri il cuore indurito di chi è nell'abbondanza, invogliando a condividere la propria ricchezza con il povero, con chi è sfruttato e con chi soffre miseria e fame. Preghiamo: Perchè, ravvivando la nostra fede, l'eucaristia ci preservi da ogni male, come preservò la vergine Chiara e le sue sorelle dall'attacco saraceno. Preghiamo: Perchè noi qui presenti, sull'esempio della santa, ci incamminiamo in una vita cristiana pura e povera, per poter vedere e possedere Dio. Preghiamo: Per le monache della nostra diocesi. Perchè il Signore ci dia il coraggio di rinunciare al superfluo. Dio ricco di grazia e misericordia, che sull'esempio di Francesco hai ispirato a santa Chiara una vita di totale amore per te, concedi anche a noi, per sua intercessione, di ricercare il solo necessario: Cristo tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTESantifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria, e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia. Nella loro vita ci offri un esempio, nell'intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno. Confortati dalla loro testimonianza, affrontiamo il buon combattimento della fede, per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria. Per questo, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo, cantiamo senza fine l'inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONECi hai mandato, Signore,un pane dal cielo, un pane che porta in sè ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio. DOPO LA COMUNIONEAccompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 12 Agosto 2006XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-12.html |
| LETTURE: Ab 1, 12 - 2, 4; Sal 9; Mt 17, 14-19. Pregare... ma non solo in neccessità... Il profeta Abacuc viveva nel tempo della dominazione caldea: una volta di più la situazione per gli Israeliti era angosciosa. Lo sguardo del profeta va dagli eventi a Dio e da Dio agli eventi. L'inizio è la proclamazione della santità di Dio: «Non sei tu fin da principio il mio Dio, il mio Santo?»; quindi la dominazione caldea è un flagello che egli usa per castigare i peccatori, per fare giustizia: «Tu hai scelto un popolo per fare giustizia, l'hai reso forte, o roccia, per castigare». Però la dominazione caldea va agli eccessi, impone una oppressione intollerabile; il profeta la considera e di nuovo volge lo sguardo a Dio: «Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'iniquità, perché, vedendo i malvagi, taci mentre l'empio ingoia il giusto?». Questa domanda: «Perché Dio tace, perché Dio non si muove, non pone limiti alla prepotenza degli invasori?» quante volte ci viene sulle labbra! E una pena che stringe il cuore vedere l'ingiustizia, la violenza che si diffondono nel mondo. Abacuc guarda come si comportano i Caldei e li paragona a dei pescatori: «Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un verme che non ha padrone. Egli (cioè il Caldeo) li prende tutti all'amo, li tira su con il giacchio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode». E questo pescatore è idolatra: «Offre sacrifici alla sua rete e brucia incenso al suo giacchio, perché fanno grassa la sua parte e succulente le sue vivande». Però questa pesca m realtà è una strage: «Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massacrare le genti senza pietà?». Le situazioni di estrema necessità richiedono uno sforzo di riflessione e di preghiera. Così fa Abacuc: «Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti». La risposta del Signore viene ed è introdotta con una speciale insistenza. Dio chiede che sia messa per iscritto, il che indica che si tratta di una cosa non immediata, che avrà però valore duraturo: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. E una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce». Bisogna avere pazienza e anche speranza: ciò che Dio dice avverrà. «Se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà». E qual è il messaggio? E questo: «Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede». Nelle situazioni di gra¬vi difficoltà è il momento di insistere sulla relazione con il Signore, di tener bene la sua mano, per poter resistere alla tempesta senza essere travolti verso l'abisso. «Il giusto vivrà per la sua fede». La fede è adesione al Signore, ferma, salda. Soltanto con la fede si è vincitori. «Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo», dice san Giovanni. «Questa è la vittoria che sconfigge il mondo, la nostra fede». Nel Vangelo di oggi Gesù ci dice: «Se avrete fede pari a un granellino di senapa, niente vi sarà impossibile». Nelle difficoltà quindi manteniamo la fede, manteniamoci uniti al Signore. E le difficoltà, invece di nuocerci, saranno occasioni di grazie preziose. ANTIFONA D'INGRESSOO Dio, vieni a salvarmi.Signore, vieni presto, in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare. COLLETTAMostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...PRIMA LETTURAAb 1, 12 - 2, 4‡ Dal libro del profeta Abacuc. Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo, Signore. Tu lo hai scelto per far giustizia, l'hai reso forte, o Roccia, per castigare. Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'iniquità, perché, vedendo i malvagi, taci mentre l'empio ingoia il giusto? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un verme che non ha padrone. Egli li prende tutti all'amo, li tira su con il giacchio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode. Perciò offre sacrifici alla sua rete e brucia incenso al suo giacchio, perché fanno grassa la sua parte e succulente le sue vivande. Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massacrare le genti senza pietà? Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. E' una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà». Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 9RIT: ‡ Chi crede in te, Signore, avrà la vita. Il Signore sta assiso in eterno; erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l'oppresso, in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore. Cantate inni al Signore, che abita in Sion, narrate tra i popoli le sue opere. Vindice del sangue, egli ricorda, non dimentica il grido degli afflitti. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Se avrete fede e non dubiterete, dice il Signore, tutto quello che chiederete nella preghiera vi sarà dato. Alleluia. VANGELOMt 17, 14-19Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; l'ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo». E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDopo aver ascoltato la parola di Dio e prima di celebrare l'eucaristia, eleviamo al Signore la nostra preghiera. Preghiamo insieme e diciamo:Aumenta la nostra fede, o Signore. Per la Chiesa di Cristo, perché non perda mai la certezza che il regno di Dio è già presente nella storia, e cresce ogni giorno con la forza dello spirito del Risorto. Preghiamo: Per i paesi ricchi dell'occidente, perché riscoprano la spiritualità della mortificazione e del digiuno come apertura dello spirito e generosità verso i poveri. Preghiamo: Per le comunità cristiane, perché di fronte a questa parola di Cristo si interroghino sulla qualità della loro fede. Preghiamo: Per i nostri fratelli ammalati o comunque sofferenti, perché scoprano i segni dell'amore di Dio anche nella prova e nel dolore che li unisce a Cristo, servo e sofferente. Preghiamo: Per la nostra comunità, perché sensibile ai bisogni dell'uomo e attenta alle diverse situazioni, interceda con autentica fede per muovere la compassione di Dio. Preghiamo: Perché il Signore ascolti le preghiere delle mamme e dei papà. Per la purificazione della nostra fede. Signore di infinita misericordia, che tieni sempre aperti i tuoi occhi sul mondo, attiraci al tuo amore e facci sperimentare ogni giorno la tua paterna presenza. Per cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTESantifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONECi hai mandato, Signore,un pane dal cielo, un pane che porta in sè ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio. DOPO LA COMUNIONEAccompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 13 Agosto 2006XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-08-13.html |
| LETTURE: 1 Re 19, 4-8; Sal.33; Ef 4, 30 - 5, 2; Gv 6, 41-51. Chi mangia di questo Pane vivrà in eterno. È il terzo incontro nostro, il terzo incontro, la terza catechesi di Gesù sul Pane di vita. Il terzo incontro con il brano di Giovanni inserito nel capitolo 6 del suo vangelo. E, credo, deve essere veramente importante questo brano se la Chiesa, la Liturgia ce lo propone tutto intero, in più domeniche, come con contagocce, perché entri tutto intero dentro di noi, perché entri pian piano nei nostri cuori. Abbiamo già sentito del miracolo di Gesù, Gesù che con cinque pani e due pesci sa sfamare più di cinque mila persone. Poi, domenica scorsa avremmo potuto sentire Gesù che ci faceva la domanda precisa... «perché mi cercate, perché siete venuti fin qui?» (quest'anno omesso a causa della Festa della trasfigurazione...) E tutto questo per farci capire che per il nostro spirito non c'è un altro pane, non c'è l'altro cibo se non lui stesso, se non Gesù, perché c'è un pane che perisce ma c'è un pane che dura per la vita eterna. Ma questo non basta ancora. Non basta solo mangiarlo. Serve qualcos'altro, serve un dono del Padre, serve un po' di fede, serve che ci lasciamo attirare dal Padre, perché nessuno può venire a me, a cibarsi di me, avere la vita, se non lo attira il Padre che ha mandato Gesù. È allora la fede, anche se poca, dubbiosa, con tante domande, con tante difficoltà... che deve farci da guida, deve guidare tutta la nostra vita. Quel piccolo spiraglio, piccolo spazio lasciato aperto a Dio perché possa entrare dentro di noi, guidarci... Nel momento in cui ci chiediamo, nel momento in cui ci baricchiamo in noi stessi, quando vogliamo fare da noi, quando vogliamo fare da soli, ci accorgiamo che le cose sono troppo grandi, le cose ci sovrastano e allora ci può capitare come ad Elia nella prima lettura, crisi, sconforto, rinuncia, mormorazione... «Non è forse quel Gesù che conosciamo? – si domandavano i Giudei in un altro brano... - Non è il figlio di Giuseppe, il carpentiere? Perché guardavano con gli occhi, volevano solo segni, solo sensazioni. Sarà capitato a molti di noi, forse ci siamo trovati anche noi in situazioni difficili, senza speranze, forse anche noi abbiamo gridato come il profeta: «Ora basta, prendi la mia vita, fammi morire...», forse ci siamo allontanati da lui, siamo andati anche noi lontano, nel deserto, lontano da tutto e da tutti... Ma il Signore non ci lascia soli, ascolta il nostro grido, al profeta manda un Angelo, lo nutre, non solo di pane ma di speranza, di amore, lo sazia... «e con la forza datagli da quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti, fino al monte di Dio, Oreb», fino alla dimora di Dio... Anche noi possiamo nutrirci di quel Pane di vita, di quel Pane che dà la vita, dà la forza per andare avanti, per sconfiggere il male, per vincere il peccato dentro di noi, sconforto, mormorazione in noi. Non è un semplice pane, è un Pane che dà la vita, è il Corpo di Cristo che dà la forza, che aiuta ad arrivare al santo monte di Dio, alla dimora di Dio, alla Gerusalemme celeste. Rafforzati da questo pane, da questo cibo, diventiamo imitatori di Dio e possiamo amare come Cristo, posiamo sostenere i fratelli, come Cristo, camminare con loro. Se parteciperemo alla messa, all'eucaristia... fra poco lo vedremo di nuovo qui, spezzato sull'altare per noi. Diremo di nuovo: «Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa...», ma continuiamo con fede questa frase: «non sono degno, ma di' soltanto una parola ed io sarà salvato...» Il Signore ce lo conceda... ANTIFONA D'INGRESSOSii fedele, Signore, alla tua alleanza,non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sorgi, Signore, difendi la tua casa, non dimenticare le suppliche di coloro che ti invocano. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURA1 Re 19, 4-8‡ Dal primo libro dei Re. In quel tempo, Elia si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: «Alzati e mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi. Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.33RIT: ‡ Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva. Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. SECONDA LETTURAEf 4, 30 - 5, 2‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. Alleluia. VANGELOGv 6, 41-51Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ In quel tempo, i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?». Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore Gesù è il principio della creazione nuova;in lui ogni uomo si apre alla fiducia e alla speranza. Con questo spirito rivolgiamo al Padre la nostra preghiera. R. Venga il tuo regno, Signore. Per la santa Chiesa pellegrina nel mondo, perché nel fervore della sua fede e della sua testimonianza sia lievito che fermenta la massa, preghiamo. R. Per quanti soffrono a causa della violenza e dell'oppressione, perché sia loro riconosciuto il diritto a costruire in piena dignità e uguaglianza il loro futuro, secondo il piano di Dio, preghiamo. R. Per gli uomini che hanno responsabilità educative e sociali, perché promuovano la crescita integrale della persona umana, aperta a Dio e ai fratelli, preghiamo. R. Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra scarsa coerenza, perché mediante la nostra conversione ritrovino fiducia nella potenza del Vangelo, preghiamo. R. Per noi qui presenti, perché la familiarità quotidiana con la parola di Dio ci renda capaci di valutare con maturo discernimento ciò che Dio vuole nelle concrete situazioni della vita, preghiamo. R. Ascolta, o Padre, la nostra preghiera e custodisci in noi i doni del tuo Spirito; fà che ogni uomo conosca te, unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGerusalemme, loda il Signore,egli ti sazia con fiore di frumento. DOPO LA COMUNIONELa partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore. |