Domenica 19 Marzo 2006III Domenica del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-19.html |
| LETTURE: Es 20, 1-17; Sal.18; 1 Cor 1, 22-25; Gv 2, 13-25. Il vero culto è l'offerta di sé a Dio. Nel racconto di Giovanni, Gesù, entrato nel tempio, scaccia non solo i commercianti, come viene narrato dagli altri evangelisti, ma anche buoi e agnelli. Il tempio esige dignità, è la casa di Dio, e dall'altro lato ormai sarà lui l'unica e vera vittima. A chi gli chiedeva: "Quale segno mostrasse per fare queste cose?" Gesù rispose: "Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere", e l'evangelista Giovanni aggiunge: "Egli parlava del tempio del suo corpo". La profezia era però talmente misteriosa che neppure i discepoli la capirono. Gesù parla del tempio del suo corpo glorioso dopo la risurrezione. Gli apostoli lo capiranno solo a evento compiuto. Ora si comprende perché la cacciata dei mercanti, pur così estranea al comportamento mansueto di Gesù, fosse così violenta. Il rapporto infatti tra il tempio di Gerusalemme profanato dai mercanti e il tempio, cioè il corpo di Gesù, straziato sulla croce e risuscitato, è il rapporto che passa tra il segno e la cosa significata. Il Dio vivente non può essere presente come luogo esclusivo d'incontro in un tempio materiale, per di più anche profanato. Dio è presente in maniera nuova nella tenda di carne dell'umanità del Figlio. Siamo di fronte alla grande sostituzione. Gesù dice alla donna samaritana che è giunto il momento in cui: "Né su questo monte, né in Gerusalemme, i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità". Tutto il complesso tema rituale, sacrificale, costitutivo dell'alleanza antica, che era legato al tempio di Gerusalemme, ha ora un altro centro d'interesse e si sposta su Gesù. Egli sarà il vero tempio di Dio, nel quale può avvenire l'incontro fra Dio e l'uomo in qualsiasi circostanza vitale possibile. Il tempio cristiano è quindi Gesù. Si legge nell'apocalisse che, quando tutto sarà distrutto alla fine dei tempi e la storia umana sarà riepilogata in Dio, l'unico Tempio che sussisterà sarà quello di Dio e dell'Agnello. Incorporati a Cristo, partecipiamo di questa comunione santa. Dice Paolo: "noi siamo il tempio del Dio vivente". La pulizia pasquale è quella revisione di vita alla quale la Chiesa ci sollecita durante il tempo quaresimale. Il gesto di Gesù parla da sé. Non mancano mai buoi e cambiavalute nel nostro spirito. Cacciarli dalla nostra coscienza, significa liberarci da tutta quella zavorra che sfigura la santità del tempio in cui Dio sarà tutto in tutti. ANTIFONA D'INGRESSOI miei occhi sono sempre rivolti al Signore,perché libera dal laccio i miei piedi. Volgiti a me e abbi misericordia, Signore, perché sono povero e solo. «Quando manifesterò in voi la mia santità, vi raccoglierò da tutta la terra; vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre sozzure e io vi darò uno spirito nuovo» , dice il Signore. COLLETTADio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.PRIMA LETTURAEs 20, 1-17‡ Dal libro dell'Esodo. In quei giorni, Dio pronunziò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.18RIT: ‡ Signore, tu hai parole di vita eterna. La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell'oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante. SECONDA LETTURA1 Cor 1, 22-25‡ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito; chi crede in lui ha la vita eterna. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOGv 2, 13-25Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato» . I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?» . Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» . Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?» . Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, chiediamo al Padre la sapienza dello Spirito,perché ci aiuti a capire che la nostra conversione sarà autentica, se ci prenderemo a cuore le necessità morali e materiali dei nostri fratelli. R. Illumina i tuoi figli, Signore. Per tutta la Chiesa, perché sempre più chiaramente si manifesti come luogo della riconciliazione, del servizio fraterno e del culto in spirito e verità, preghiamo. R. Per i popoli e gli individui oppressi da ogni forma di violenza, perché quanti credono nella parola liberatrice di Dio li aiutino a ritrovare dignità, giustizia e pace, preghiamo. R. Per gli indifferenti, gli atei, i senza speranza, perché trovino in noi, seguaci di Cristo, l'umile testimonianza di una fede che svela il senso dell'uomo e della vita, preghiamo. R. Per i malati nel corpo e nello spirito, perché il Signore Gesù li illumini e li sollevi, e doni loro serenità e fiducia, preghiamo. R. Per noi qui presenti, perché raccogliamo le occasioni che questo tempo ci offre: l'Eucaristia nei giorni feriali, le stazioni quaresimali, le veglie, i digiuni e le opere di carità fraterna, preghiamo. R. Dio di sapienza e di misericordia, aiutaci a far scaturire da questa scuola quaresimale dei discepoli di Gesù i gesti e le parole di una conversione sincera e di una carità cordiale ed efficace. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTEPer questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i nostri debiti e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe sete così ardente da accendere in lei la fiamma del tuo amore. E noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie e, uniti agli angeli, celebriamo la tua gloria ANTIFONA ALLA COMUNIONEIl passero trova la casa,la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fà che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 20 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-20.html |
| LETTURE: 2 Re 5, 1-15; Sal.41 e 4; Lc 4, 24-30. Dare il nome a Gesù. "Non temere di prendere con te Maria", dice l'angelo a Giuseppe. Da lei infatti riceverà Gesù, il Figlio generato dallo Spirito. Questo racconto risponde con chiarezza alle due domande: chi è il Padre di Gesù, e come Giuseppe entra nella sua parentela. Il Cristo è il Figlio stesso di Dio, generato per opera dello Spirito e nato dalla Vergine Maria. Giuseppe diventa suo genitore sposando Maria. In lui vediamo i dubbi e le resistenze dell'uomo ad aprirsi a ciò che è ben più grande di lui. "Giuseppe che era giusto... voleva licenziarla". La fede nella Parola – per Giuseppe l'angelo – stabilisce la parentela tra noi e Dio. Per essa, come Giuseppe, accogliamo colui che ha il potere di farci figli "a quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio". Tutto è lasciato alla nostra responsabilità che ci offre la possibilità di accoglierlo, di ascoltarlo e di rispondergli. L'annuncio a Giuseppe, come quello a Maria, ci dice come Dio entra nella nostra storia. L'accoglienza di Maria, come quella di Giuseppe, ugualmente ci dice come noi entriamo in quella di Dio: lui assume la nostra carne così com'è, noi assumiamo lui così come si offre in Maria. Giuseppe è il discendente di David, cui Dio promise il Messia. Il Figlio di David sarà non solo il Messia promesso, ma lo stesso Signore che promette. Il figlio non nasce da noi: viene dallo Spirito, perché Dio è Spirito. Giuseppe pensa di farsi indietro per discrezione e indegnità. Ma è incoraggiato dall'angelo a prendere la Madre e il figlio. Deve perfino dare il nome a colui che non è suo. E' l'Altro – Cristo Signore - che attende il suo sì per essere suo figlio, il Dio con lui. Giuseppe è presentato d'ora innanzi come colui che ascolta ed esegue la Parola. Giuseppe, ogni credente, – il sognatore – realizza il sogno di Dio: in silenzio adorante, attraverso la fede accoglie il dono del Figlio. ANTIFONA D'INGRESSOL'anima mia sospira e languisce,desidera gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. COLLETTACon la tua continua misericordia, o Padre, purifica e rafforza la tua Chiesa, e poiché non può sostenersi senza di te non privarla mai della tua guida. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te...PRIMA LETTURA2 Re 5, 1-15‡ Dal secondo libro dei Re. In quei giorni, Nàaman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma questo uomo prode era lebbroso. Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Nàaman. Essa disse alla padrona: «Se il mio signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra» . Nàaman andò a riferire al suo signore: «La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così» . Il re di Aram gli disse: «Vacci! Io invierò una lettera al re di Israele» . Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti. Portò la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: «Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio ministro, perché tu lo curi dalla lebbra» . Letta la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi un lebbroso da guarire? Sì, ora potete constatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me» . Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciate le vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele» . Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Và, bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito» . Nàaman si sdegnò e se ne andò protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparirà la lebbra. Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?» . Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito» . Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito. Tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.41 e 4RIT: ‡ Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Spero nel Signore, spero nella sua parola, perché grande è la sua misericordia. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOLc 4, 24-30Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, giunto Gesù a Nazaret, disse al popolo radunato nella sinagoga: «In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro» . All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELICome il popolo eletto, anche noi attendiamo il Signore che deve venire ad instaurare definitivamente il suo regno messianico. Con questo spirito, preghiamo:Santifica il tuo popolo, Signore. L'uomo contemporaneo, pur nella ricchezza e nel progresso, è spesso sfiduciato e pessimista. O Signore, fagli comprendere che tu sei il vero profeta che può rigenerarlo e purificarlo. Preghiamo: Nell'acqua del battesimo siamo diventati figli di Dio, incorporati a Cristo. Fà, o Signore, che prendiamo sempre più coscienza del dono che ci hai fatto. Preghiamo: Il popolo d'Israele, chiamato da Dio a preparare l'arrivo del Messia, non lo ha saputo riconoscere. Converti, Signore, il cuore di questo popolo perchè ti riconosca come Salvatore. Preghiamo: Spesso ci troviamo disorientati di fronte a tante proposte che provengono dalla società. Aiutaci, Signore, a riporre in te la nostra fiducia e sete di verità e di pace. Preghiamo: Tu hai posto in ogni uomo e in ogni cultura i germi del bene e della verità. Aiuta, Signore, i nostri missionari a valorizzare tutto ciò che di positivo vive tra gli uomini e di orientarlo verso di te. Preghiamo: Perchè ti possiamo incontrare nei fatti di ogni giorno. Perchè siamo sempre aperti alla verità. O Signore onnipotente, ascolta il tuo popolo in preghiera: manifestargli il tuo volto paterno perché sappia riconoscere la salvezza che tu gli proponi nel Cristo tuo Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccetta, o Dio, l'offerta che ti presentiamo, segno della nostra devozione, e trasformarla per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode. Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perchè la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEPopoli tutti, lodate il Signore,perché grande è il suo amore per noi. DOPO LA COMUNIONEQuesta partecipazione al tuo sacramento ci purifichi, Signore, e ci raccolga insieme nella tua unità. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 21 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-21.html |
| LETTURE: Dn 3, 25. 34-45; Sal.24; Mt 18, 21-35. Con tutto il cuore è da perdonare al proprio fratello. Scrive l'evangelista Luca: Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette". Questa risposta spezza di colpo a Pietro e a noi il nostro... generoso perdono, perché nella mente di Gesù "settanta volte sette" significa sempre. Il perdono che propone Gesù non è questione di poche o di molte volte, si dovrà perdonare sempre; altro che la magnanimità di Pietro! Ci troviamo con questo brano nel cosiddetto "discorso ecclesiale, comunitario", dove Gesù rivolge agli apostoli e a quanti vi apparteranno tutte le disposizioni con le quali si dovrà regolare la loro vita comunitaria. E' molto prezioso questo insegnamento del Signore che egli esemplifica con la nota parabola dei due debitori. Perdonare è conservare la possibilità di rapporti aperti verso coloro che hanno chiuso con noi, perché ci hanno fatto del male. In questo senso, perdonare è imitare Dio. Rimane aperta così l'offerta della vita, della cordialità ferita, del dialogo faticoso, ma non impossibile. Perdonare richiede molta forza, a volte vera morte di sé per chi lo dona e vita genuina per chi non ha saputo rispettare la dignità del fratello. E' molto importante rivivere la parabola dei due debitori, misurarci sulla nostra capacità di perdono o sulla nostra triste capacità di malevolenza. Se ci misurassimo sul quanto o sul come, saremmo fuori da questa dinamica possibilità di ricuperare quanto si è perduto. La nostra attenzione deve riferirsi solamente al nostro rapporto con Dio. La misericordia senza misura del Padre, che in Cristo ci ha donato tutto e tutto ancora ci donerà, sollecita ora e maturerà nel tempo (non è cosa immediata), la nostra misericordia, la nostra condiscendenza verso chi... ci ha osato tanto. Nell'Ordine Benedettino: Transito di San Benedetto, festaANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio: dammi risposta;rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTANon ci abbandoni mai la tua grazia, o Padre, ci renda fedeli al tuo santo servizio e ci ottenga sempre il tuo aiuto. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURADn 3, 25. 34-45‡ Dal libro del profeta Daniele. In quei giorni, Azaria, alzatosi, fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse: Non ci abbandonare fino in fondo, Signore per amore del tuo nome, non rompere la tua alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo tuo amico, di Isacco tuo servo, d'Israele tuo santo, [36]ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come la sabbia sulla spiaggia del mare. Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, ora siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. Ora non abbiamo più né principe, né capo, né profeta, né olocausto, né sacrificio, né oblazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e trovar misericordia. Potessimo esser accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocausti di montoni e di tori, come migliaia di grassi agnelli. Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito, perché non c'è confusione per coloro che confidano in te. Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto. Fà con noi secondo la tua clemenza, trattaci secondo la tua benevolenza, secondo la grandezza della tua misericordia. Salvaci con i tuoi prodigi, dá gloria, Signore, al tuo nome. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.24RIT: ‡ Salvaci, Signore, tu che sei fedele. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato. Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. Ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Salvaci, Signore, tu che sei fedele. Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro; perdonate e vi sarà perdonato. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOMt 18, 21-35Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?» . E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl vangelo ci invita a perdonare come noi siamo perdonati da Dio. Preghiamo dunque il Signore perchè ci aiuti ad essere umili e misericordiosi. Diciamo insieme:Ascoltaci, o Signore. Perchè ogni uomo possa sperimentare la gioia del perdono e della riconciliazione con Dio, e non si lasci mai prendere dalla paura o dalla vergogna davanti alle proprie colpe. Preghiamo: Perchè i ministri del sacramento della riconciliazione siano efficaci mediatori della misericordia di Dio che comprende le nostre debolezze e ci dona la forza per riprenderci. Preghiamo: Perchè il perdono che riceviamo dai fratelli sia un invito alla correzione dei nostri difetti e ad una continua conversione del cuore. Preghiamo: Perchè le nazioni ricche aiutino gratuitamente e senza alcun ricatto i popoli poveri. Preghiamo: Perchè questa eucaristia, segno di festa e di perdono, sia il canto di ringraziamento della nostra assemblea al Padre che ha fatto di Cristo il tempio della nuova alleanza. Preghiamo: Per chi è rimasto fedele al Signore anche nella prova. Per chi non ha ancora vissuto l'esperienza di essere perdonato. O Dio della misericordia e del perdono, che hai inviato il tuo Figlio, morto sulla croce per la remissione dei nostri peccati; liberaci da ogni colpa e fa' che viviamo nella gioia del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, o Padre, i doni che ti offriamo celebrando l'incarnazione del tuo unico Figlio, e fà che la tua Chiesa riviva nella fede il mistero in cui riconosce le sue origini. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode. Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perchè la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEEcco, la Vergine concepiràe darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. DOPO LA COMUNIONEO Padre, che ci hai accolti alla tua mensa, conferma in noi il dono della vera fede, che ci fa riconoscere nel figlio della Vergine il tuo Verbo fatto uomo, e per la potenza della sua risurrezione guidaci al possesso della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 22 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-22.html |
| LETTURE: Dt 4, 1. 5-9; Sal.147; Mt 5, 17-19. Chi osserverà i precetti, sarà grande nel regno dei cieli. Il Vangelo secondo Matteo, destinato in primo luogo a una comunità giudeo-cristiana, presenta Gesù come il nuovo Mosè che dal monte promulga la nuova Legge, le Beatitudini. Non per questo la Legge e i Profeti vengono aboliti: piuttosto essi raggiungono in lui il loro compimento. Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù della legge non abrogandola, bensì compiendola, e in modo sublime. Infatti dietro la legge, che vieta ciò che sa di morte, c'è il Signore che dà la vita; dietro la parola che condanna la trasgressione, c'è il Padre che perdona il trasgressore. Gesù è il primo che vive l'amore. L'amore infatti non fa male a nessuno: "pieno compimento della legge è l'amore". La giustizia di Gesù non è quella degli scribi e dei farisei: è quella superiore del Figlio, che perdona, uguale a quella del Padre, "che condona tutto il debito" a chiunque e che fa entrare chi la vive nel suo Regno. Gesù è fedele, vive infatti la Parola data a Mosè e richiamata dai profeti. Per questo il Padre ci dice di ascoltarlo. E' il Verbo fatto carne, venuto tra gli uomini per dare compimento alla Legge e ai Profeti. Gesù non rinuncia alla legge, né alla profezia, la salvezza per noi procede e continuerà a procedere dalla Parola di Dio. Non si può arrivare al Signore per altra strada. Certo siamo peccatori; è la misericordia che ci conduce al suo cuore di Padre. Ma non dovremmo mai illuderci che ci si sia possibile piacere a Cristo senza la Legge e i Profeti, o trasgredendo, in nome di una presunta libertà, anche soltanto "un solo iota o un segno della legge, senza che tutto sia compiuto". Dio è fedele a se stesso. La luce che ci ha dato nel passato – "luce ai miei passi è la tua Parola" - deve continuare a illuminare la nostra vita. Gesù ci vuole temprati nel sacrificio, nell'ubbidienza, nel confronto sereno con la volontà di Dio, che ci supera e ci illumina. "Chi insegnerà a osservare questi precetti – dice Gesù – sarà considerato grande nel Regno dei Cieli". La storia è sorretta dai grandi interventi di Dio: la Legge, i Profeti, Cristo Signore, che dà vero compimento. Il Vangelo ci ha presi, ci ha conquistati, ci ha trasformati in apostoli di Cristo. Siamo nel disegno di Dio: la Legge, i Profeti, Cristo, ora, la Chiesa, che evangelizza, ci fa sentire personalmente inseriti in questo magnifico progetto. ANTIFONA D'INGRESSOGuida i miei passisecondo la tua parola, nessuna malizia prevalga su di me. COLLETTASignore Dio nostro, fà che i tuoi fedeli, formati nell'impegno delle buone opere e nell'ascolto della tua parola, ti servano con generosa dedizione liberi da ogni egoismo, e nella comune preghiera a te, nostro Padre, si riconoscano fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...PRIMA LETTURADt 4, 1. 5-9‡ Dal libro del Deuteronomio. Mosè parlò al popolo e disse: «Ascolta, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore mio Dio mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente. Infatti qual grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi espongo? Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.147RIT: ‡ Benedetto il Signore, gloria del suo popolo. Glorifica il Signore, Gerusalemme, loda il tuo Dio, Sion. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli manda sulla terra la sua parola, il suo messaggio corre veloce. Fa scendere la neve come lana, come polvere sparge la brina. Annunzia a Giacobbe la sua parola, le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, non ha manifestato ad altri i suoi precetti. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOMt 5, 17-19Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDi fronte alla seduzione del male sempre presente ed operante, siamo chiamati a porci con coraggio davanti alla legge di Dio che ci responsabilizza e qualifica come suo popolo. Preghiamo insieme, dicendo:Poni, o Signore, la tua legge nei nostri cuori. Perchè la Chiesa, umile creatura della Parola di Dio, annunci sempre con fedeltà e coraggio il messaggio del vangelo. Preghiamo: Perchè le leggi che gli uomini si danno rispecchino sempre il meraviglioso ordine che Dio ha posto nel mondo, e contribuiscono all'armonia e alla pace. Preghiamo: Perchè i cristiani abbiano il coraggio di disapprovare e di non servirsi mai delle leggi umane contrarie ai principi evangelici del rispetto per la vita e del valore della famiglia. Preghiamo: Perchè i padri sappiano tramandare ai figli, con la parola e l'esempio, la legge di Dio con lo stesso amore con cui hanno dato loro la vita. Preghiamo: Perchè l'amore diffuso nei nostri cuori dallo Spirito Santo sia l'ultima e suprema norma del nostro comportamento di ogni giorno. Preghiamo: Per i catechisti della nostra parrocchia. Per chi è stato colpito da leggi ingiuste. O Dio, nostra fortezza, che hai consegnato a Mosè la legge scritta, e l'hai impressa nel nostro cuore con il dito dello Spirito Santo, ascolta la nostra preghiera e rendici sempre fedeli esecutori della tua volontà salvifica. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccetta, o Dio, le nostre umili offerte e preghiere, e difendi da ogni pericolo i tuoi fedeli che celebrano i santi misteri. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode. Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perchè la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONETu mi indichi il sentiero della vita, Signore,gioia piena nella tua presenza. DOPO LA COMUNIONEIl pane di cui ci siamo nutriti alla tua mensa ci santifichi, Signore, e riscattandoci da ogni colpa, ci renda degni delle tue promesse. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 23 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-23.html |
| LETTURE: Ger 7, 23-28; Sal.94; Lc 11, 14-23. Chi non è con me è contro di me. Il gesto e le parole di Gesù ci mettono in guardia da una sicurezza che non sia fondata su di lui. Appare chiaro che in questo contesto – il brano di oggi - il muto, reso tale dal demonio, rappresenti la mancanza della parola di Dio, della fede, della lode a Dio e la sua guarigione è l'avvento della parola risanatrice di Dio. L'atteggiamento della folla, a miracolo avvenuto, "fu presa da meraviglia", è riconoscere la presenza di Dio. Inizia così il suo Regno, che viene sulla terra quando la lingua "dei poveri" è in grado di sciogliersi nella lode del suo Nome. A questo episodio l'evangelista ha unito il serrato confronto di Gesù con alcuni astanti intorno al suo potere di scacciare i demoni. L'animata discussione è motivata da due diversi atteggiamenti: o Cristo è egli stesso indemoniato che può scacciare se stesso dagli ossessi, o ha un potere divino che dovrebbe dimostrare. Gesù chiarisce il secondo atteggiamento, rispondendo al primo. Contro l'insinuazione di essere indemoniato, ossia schiavo del nemico di Dio, stupendamente egli risponde che inutilmente annunzierebbe la venuta del Regno di Dio, quando questa venuta si prestasse a questo falso gioco. Ne valeva la pena? "Ma se scaccio i demoni in nome di Beelzebul, i vostri figli in nome di chi li scaccia?" Sono anch'essi indemoniati? La conseguenza è incalzante: è all'opera il dito di Dio. Gesù annuncia che sta per realizzarsi tra loro il Regno di Dio. Ormai si richiede una scelta intransigente fra il più forte e il più debole. Cristo è molto chiaro: "O con me o contro di me". Nella vita personale c'è questo gioco di scelte continue dove il male e il bene si osteggiano; e il credente deve saper cogliere il bene e respingere il male. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo» ,dice il Signore. «In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre» . COLLETTADio grande e misericordioso, quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione, tanto più cresca in noi il fervore per celebrare santamente la Pasqua del tuo Figlio. Egli è Dio...PRIMA LETTURAGer 7, 23-28‡ Dal libro del profeta Geremia. Così dice il Signore: «Questo comandai loro: Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; e camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici. Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio; anzi procedettero secondo l'ostinazione del loro cuore malvagio e invece di voltarmi la faccia mi han voltato le spalle, da quando i loro padri uscirono dal paese d'Egitto fino ad oggi. Io inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura e sempre; eppure essi non li ascoltarono e non prestarono orecchio. Resero dura la loro nuca, divennero peggiori dei loro padri. Tu dirai loro tutte queste cose, ma essi non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questo è il popolo che non ascolta la voce del Signore suo Dio né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.94RIT: ‡ Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce. Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Venite, prostràti adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Ascoltate oggi la sua voce: «Non indurite il cuore, come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere» . CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOLc 11, 14-23Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: «E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni» . Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl regno di Dio è tra noi, fino alla definitiva sconfitta delle forze del male. Preghiamo perchè in questa lotta ci schieriamo sempre dalla parte del Cristo. Diciamo insieme:Liberaci dal male, Signore. Aiuta, o Signore, la tua Chiesa a conservarsi pura dalle suggestioni del male e a combatterlo con coraggio e determinazione. Preghiamo: Rendici sensibili, Signore, alla tua voce che ci chiama a vivere l'alleanza stretta con noi nel battesimo, perchè siamo trasformati in tuoi veri figli. Preghiamo: Arricchisci, Signore, il tuo popolo con una nuova fioritura di santi, che con la forza dell'amore e del bene avvicinino il mondo a te. Preghiamo: Aiutaci, Signore, a unificare tutto ciò che il male ha diviso, in modo che l'umanità, come una grande famiglia, riconosca te come l'unico Padre. Preghiamo: Fa' che la nostra comunità ritrovi, nell'assemblea domenicale, la gioia e la forza di vivere l'impegno settimanale con spirito di generoso servizio. Preghiamo: Per chi non ha la forza di liberarsi dal male. Per chi, volontariamente, agisce contro Cristo. O Dio fedele e giusto, non guardare alle nostre infedeltà e alla durezza del nostro cuore; la tua misericordia ci aiuti a vivere ascoltando fedelmente la tua voce. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEPurifica, Signore, il tuo popolo dal contagio del male, perché sia a te gradita la nostra offerta; non permettere che siamo attratti da falsi ideali e guidaci al premio da te promesso. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode. Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perchè la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEhai dato, Signore, i tuoi precettiperché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell'osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che ci hai nutriti in questo sacramento, fà che la forza della tua salvezza operante nel mistero trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 24 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: viola |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-24.html |
| LETTURE: Os 14, 2-10; Sal.80; Mc 12, 28-34. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore: lo amerai. Rileggiamo oggi le bellissime parole di Gesù, che costituiscono la definizione di tutto il Vangelo. Si tratta di una interrogazione fatta a Gesù da un Dottore della Legge, in merito ad una graduatoria dei precetti elencati dalla Legge. Una richiesta necessaria e sincera per il gran numero di leggi che preoccupava la sua mente e la mente di tanti altri dottori e scribi, al quale Gesù risponde garbatamente, elogiando, poi il breve commento che il dottore stesso ne fa. La risposta di Gesù non è di per sé sconosciuta, cita lo Shemà Yisrael, "Ascolta, Israele", il credo del pio israelita, tratto dal Deuteronomio, ripetuto, ancora oggi, tre volte al giorno. A questo primo comandamento segue quasi come conseguenza naturale: "amerai il prossimo tuo come te stesso", tratto dal Levitico. Con questa risposta, Gesù vuole riassumere i comandamenti delle due tavole della Legge, quelli della prima tavola con l'amore assoluto a Dio con tutte le potenze dell'uomo: cuore, anima, intelligenza e forze; quelli della seconda tavola con l'amore anch'esso assoluto e disinteressato verso il prossimo. E' chiaro che con Gesù il collegamento fra i due precetti viene posto per la prima volta nel senso che essi compendiano tutto il rapporto umano con Dio, e che il significato di "prossimo" viene allargato al massimo fino a comprendere ogni uomo. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me", una conferma che ci viene data dal Vangelo nel giudizio finale. E' anche la confessione di fede, che ne fa il dottore, dei due precetti dell'amore verso Dio e verso il prossimo, inclusi in uno solo, che "vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". L'amore verso i fratelli è il vero sacrificio che giunge gradito a Dio. ANTIFONA D'INGRESSOEcco il servo saggio e fedele,che il Signore ha posto a capo della sua famiglia. COLLETTADio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAOs 14, 2-10‡ Dal libro del profeta Osea. Così dice il Signore: «Torna, Israele, al Signore tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, nè chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia» . Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano. E'fraim, che ha ancora in comune con gl'idoli? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a me si trova frutto. Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.80RIT: ‡ Signore, tu hai parole di vita eterna. Un linguaggio mai inteso io sento: «Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato. Avvolto nella nube ti ho dato risposta, ti ho messo alla prova alle acque di Meriba. Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un altro dio e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto. Se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse per le mie vie! Li nutrirei con fiore di frumento, li sazierei con miele di roccia». CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ La parola di Dio è viva, efficace; scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOMc 12, 28-34Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» . Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi» . Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici» . Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio» . E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIPrima di presentare la nostra offerta all'altare, chiediamo al Signore di aiutarci a vivere in pienezza la nostra fede, dicendo insieme:Insegnaci ad amare, Signore. Tu ci ami di vero cuore: Ci doni la forza di ritornare a te: Rinnovi continuamente la tua alleanza con noi: Ci prepari il cammino di salvezza: Hai mandato il tuo Figlio per amore: Hai fatto di noi un popolo nuovo: Ci fai ascoltare la tua Parola: Ci fai camminare gli uni accanto agli altri: In ogni prossimo hai impresso il tuo volto: Hai scelto i poveri come prediletti: Alla fine dei tempi il tuo giudizio sarà sull'amore: Ci dai la forza per conoscerti e amarti: Sei l'unico Signore dei vivi e dei morti: Dio grande e misericordioso, che ci hai indicato la strada del Regno nell'amore verso di te e verso il prossimo, purifica il nostro cuore da ogni iniquità, perchè possiamo celebrare la pasqua del tuo Figlio con frutti di vita eterna. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEGuarda con benevolenza, Signore, questi doni che ti presentiamo, perché siano a te gradirti e diventino per noi sorgente di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, innalzare un inno a te, Padre onnipotente, e cantare insieme la tua lode. Tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere della penitenza quaresimale, perchè la vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei Cori celesti, cantiamo con voce incessante l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEPiù di tutti i doni offerti,questo è grande: amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come se stessi. DOPO LA COMUNIONELa forza del tuo Spirito ci pervada corpo e anima, o Dio, perché possiamo ottenere pienamente la redenzione alla quale abbiamo partecipato in questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 25 Marzo 2006III Settimana del Tempo di Quaresima - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-25.html |
| SOLENNITA': Array |
| LETTURE: Is 7, 10-14; Sal 39; Eb 10, 4-10; Lc 1, 26-38. Nell'attesa del Salvatore. Celebrare la festa dell'Annunciazione del Signore in un tempo liturgico in cui la Chiesa tende verso la Pasqua, può apparire una stranezza. Va tuttavia notato che il mistero dell'Incarnazione del Verbo eterno di Dio è finalizzato al mistero pasquale, il mistero (progetto) di Cristo. Come curiosità, il 25 Marzo era una data simbolica e prestigiosa per l'inizio della nuova era cristiana (inizio anno), così tante altre feste erano datate in questo giorno. Ora resta solo questa, 9 mesi prima del Natale. Quella di oggi non è la festa di Maria, ma una solennità molto importante, perché celebra l'annuncio dell'angelo a Maria, l'inizio dell'incarnazione, il meraviglioso incontro tra il divino e l'umano, tra il tempo e l'eternità. E' il Signore che si incarna in Maria. E' Dio che sceglie, come Madre del proprio Figlio, una fanciulla ebrea, a Nazaret in Galilea. Nella liturgia odierna, l'incarnazione è definita il grande segno dato da Dio agli uomini e l'inizio del grande sacrificio, quello per cui Gesù dice al Padre: "Ecco, io vengo a fare la tua volontà". Si tratta del sacrificio perfetto, unico e definitivo, sostitutivo delle tante vittime sacrificali del Vecchio Testamento, che l'umanità offre a Dio attraverso Cristo. Già in questa totale offerta di Gesù al Padre per noi, si può cogliere il coinvolgimento pieno di Maria, che al termine del colloquio con l'angelo dà il suo sì con una espressione molto eloquente. Non dice solamente farò quanto hai detto, mi impegnerò a compiere questo servizio. Ma esprime una consacrazione: "sia fatto di me – della mia persona – quello che hai detto". Maria era cosciente di aderire a una storia profetica, che sarebbe stata completata da suo figlio, per il quale Dio stesso aveva scelto un nome, quello di Gesù, che significa "Colui che salva, il Salvatore". L'annuncio in Maria è un ascolto che accoglie e genera. Così realizza in se stessa il mistero della fede, accettando Dio com'è. La povertà totale, "sono la serva del Signore", di chi rinuncia all'agire proprio per lasciare il posto a Dio, è in grado di contenere l'Assoluto. E' figura di ogni uomo e di tutta la Chiesa che, nella fede, concepisce e genera l'incomprensibile: Dio stesso. SOLENNITA' DELL'ANNUNCIAZIONE DEL SIGNOREANTIFONA D'INGRESSODisse il Signore,quando entrò nel mondo: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà». GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria: concedi a noi, che adoriamo il mistero del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo, di essere partecipi della sua vita immortale. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAIs 7, 10-14‡ Dal libro del profeta Isaia In quei giorni, il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele": "Dio-con-noi"». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 39RIT: ‡ Eccomi, Signore: si compia in me la tua parola. Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Sul rotolo del libro di me è scritto di compiere il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero, la tua legge è nel profondo del mio cuore» . Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato. Non ho nascosto la tua grazia e la tua fedeltà alla grande assemblea. SECONDA LETTURAEb 10, 4-10‡ Dalla lettera agli Ebrei. Fratelli, è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo poiché di me sta scritto nel rotolo del libro per fare, o Dio, la tua volontà. Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. Eccomi, sono la serva del Signore. Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOLc 1, 26-38Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te» . A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» . Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo» . Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio» . Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» . E l'angelo partì da lei. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIMaria è l'arca della nuova ed eterna alleanza;in lei si compie per opera dello Spirito Santo il mistero del Figlio di Dio fatto uomo per la salvezza del mondo. In comunione di fede e di speranza con la Vergine annunziata, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera. R. Si compia in noi la tua parola, Signore. Perché l'umanità accolga docilmente l'annunzio dell'angelo con tutto il suo carico di novità e di grazia, preghiamo. R. Perché sul modello di Cristo, servo obbediente, sappiamo aderire con amore alla volontà del Padre e metterla al centro delle nostre scelte di vita, preghiamo. R. Perché il deserto dell'incredulità e della durezza dei cuori fiorisca in opere di giustizia e di pace, preghiamo. R. Perché in Cristo nuovo Adamo e in Maria nuova Eva sia riconosciuta la vera immagine della persona umana, uscita dalle mani dell'artefice divino con il soffio creatore dello Spirito, preghiamo. R. Perché la sapienza del Vangelo ispiri sempre l'umanità che progetta, soffre, spera, e la orienti nel cammino verso il Signore che viene, preghiamo. R. Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu che all'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, con l'intercessione della beata Vergine Maria, guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, o Padre, i doni che ti offriamo celebrando l'incarnazione del tuo unico Figlio, e fà che la tua Chiesa riviva nella fede il mistero in cui riconosce le sue origini. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.All'annunzio del vangelo la Vergine accolse nella fede la tua parola, e per l'azione misteriosa dello Spirito Santo concepì e con ineffabile amore portò in grembo il primo genito dell'umanità nuova, che doveva compiere le promesse d'Israele e rivelarsi al mondo come il Salvatore atteso dalle genti. Per questo mistero esultano gli angeli e adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto congedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell'inno di lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEEcco, la Vergine concepiràe darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. DOPO LA COMUNIONEO Padre, che ci hai accolti alla tua mensa, conferma in noi il dono della vera fede, che ci fa riconoscere nel figlio della Vergine il tuo Verbo fatto uomo, e per la potenza della sua risurrezione guidaci al possesso della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 26 Marzo 2006IV Domenica del Tempo di Quaresima - Colore: rosa |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2006-03-26.html |
| LETTURE: 2 Cr 36, 14-16. 19-23; Sal.136; Ef 2, 4-10; Gv 3, 14-21. Bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo. La quarta domenica di Quaresima si titola domenica in Laetare dall'antifona con cui inizia la celebrazione eucaristica: "Rallegrati (laetare), Gerusalemme, sii nella gioia per la consolazione che ti viene dal Signore". Certamente il motivo dell'essere gioiosi non è dato perché siamo giunti alla metà del percorso quaresimale, ma dalla grande rivelazione dell'amore di Dio per l'umanità, che ci viene proposto in modo solenne nel dialogo di Gesù con Nicodemo, un capo ragguardevole dei Giudei. Questi per non compromettersi dinanzi ai suoi colleghi, era venuto di notte per avere un incontro con Gesù. "Rabbì, - disse - sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai". Gesù gli rivela la propria identità e la sorte che lo attende, ma Nicodemo non potrà vedere il regno di Dio, se non rinascerà dall'alto, dallo Spirito. "Come può accadere questo?", gli disse. L'uomo può nascere dall'alto perché Dio ha mandato il Figlio affinché l'uomo, per mezzo di lui, possa accogliere il dono della nascita dall'alto e agire di conseguenza. L'immagine-profezia, a cui il testo si richiama è quella dell'esodo, quando gli Ebrei dopo una ennesima mormorazione, Dio li mise alla prova con una invasione di serpenti. Al loro grido di supplica, Dio ordinò a Mosè di collocare su un'asta un serpente di bronzo, chi l'avesse guardato era salvo. Ebbene, Gesù salva il mondo inchiodato e innalzato in croce sul monte Calvario. E da lì fino alla fine del mondo egli resterà a braccia aperte, "perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna". Cristo innalzato sulla croce come un condannato, agli occhi dell'evangelista Giovanni è la glorificazione, "quando sarò innalzato attirerò tutti a me". La salvezza piena di amore che Dio intende porgere all'umanità, si identifica con la persona del Figlio che dona all'uomo la vita del mondo divino (dall'alto). Credere significa accogliere già questa vita che associa l'uomo alla stessa vita di Dio. Non credere equivale a rifiutare il dono della vita divina. La fede, elemento discriminante tra la vita e la morte, ha una caratteristica: è una scelta interiore. Credere nel Figlio significa affidarsi a lui, mettere la propria vita nelle sue mani e ricevere, in cambio, la vita eterna. "Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". Domenica "Laetare"ANTIFONA D'INGRESSOEsultate e gioite,voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell'abbondanza della vostra consolazione. COLLETTAO Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURA2 Cr 36, 14-16. 19-23‡ Dal secondo libro delle Cronache. In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato in Gerusalemme. Il Signore Dio dei loro padri mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché amava il suo popolo e la sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi incendiarono il tempio, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutte le sue case più eleganti. Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: «Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni» . Nell'anno primo di Ciro, re di Persia, a compimento della parola del Signore predetta per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro re di Persia, che fece proclamare per tutto il regno, a voce e per iscritto: «Dice Ciro re di Persia: Il Signore, Dio dei cieli, mi ha consegnato tutti i regni della terra. Egli mi ha comandato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e parta!» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.136RIT: ‡ Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia. Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: «Cantateci i canti di Sion!» . Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra. Mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia. SECONDA LETTURAEf 2, 4-10‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOGloria e lode a te, o Cristo!‡ Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito: chi crede in lui ha la vita eterna. Gloria e lode a te, o Cristo! VANGELOGv 3, 14-21Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» . Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIUniamo le nostre anime e le nostri voci,perché la comune preghiera sia capace di attraversare le nubi e di giungere, come il grido del povero, fino al trono di Dio. R. Ascolta, o Padre, la voce del tuo popolo. Perchè i candidati al Battesimo nella grande veglia di Pasqua siano accolti come un grande dono del Padre e risveglino in tutti noi la coscienza di essere una sola famiglia nata nelle acque del Battesimo per opera dello Spirito, preghiamo. R. Perché tutti ritorniamo al nostro fonte battesimale, per rinnovare la rinunzia al maligno e l'adesione di fede a Cristo, che valgono come statuto della nostra vita, preghiamo. R. Perché accogliendo l'invito del Signore ci rivolgiamo al ministro del perdono, per celebrare insieme il sacramento della riconciliazione, battesimo delle lacrime e segno della nostra conversione, preghiamo. R. Perché i figli prodighi e dispersi sentano la nostalgia della casa del Padre e si uniscano al banchetto della fraternità, preghiamo. R. Perché la Chiesa qui presente intorno all'altare si purifichi da tutto ciò che oscura la fede, indebolisce la speranza ed estingue la carità, per celebrare in una vera comunione di anime la festa pasquale, preghiamo. R. O Padre, che hai cura dei deboli, rivolgi il tuo sguardo misericordioso su quanti attendono il tuo soccorso e il tuo perdono, perché, restituiti alla speranza dalla morte redentrice del tuo Figlio, innalziamo a te il canto della riconoscenza e della lode. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTETi offriamo con gioia, Signore, questi doni per il sacrificio: aiutaci a celebrarlo con fede sincera e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Nel mistero della sua incarnazione egli si è fatto guida dell'uomo che camminava nelle tenebre per condurlo alla grande luce della fede. Con il sacramento della rinascita ha liberato gli schiavi dell'antico peccato per elevarli alla dignità di figli. Per questo mistero il cielo e la terra intonano un canto nuovo, e noi, uniti agli angeli, proclamiamo con voce incessante la tua lode:... ANTIFONA ALLA COMUNIONEGerusalemme è costruitacome città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, fà risplendere su di noi la luce del tuo volto, perché i nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero. Per Cristo nostro Signore. |