Domenica 18 Settembre 2005XXV Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-18.html |
| LETTURE: Is 55, 6-9; Sal.144; Fil 1, 20-27; Mt 20, 1-16. La gratuità di Dio oltre le nostre logiche. Se ai tempi del Signore fossero esistite le moderne istituzioni che tutelano i diritti dei lavoratori, sicuramente avrebbero trovato un valido appiglio per contestare l’operato del padrone della vigna nei confronti degli operai chiamati a lavorarvi. I primi ad essere chiamati lavorano per tutto il giorno e giustamente affermano: «abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Gli ultimi hanno lavorato solo per poche ore, il compenso però è uguale per tutti. Qui scopriamo ancora una volta che le nostre valutazioni non corrispondono a quelle di Dio: Egli ci ha avvertito: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie». Il motivo fondamentale della differenza di giudizio e di valutazione deriva dal fatto che Dio è infinito nelle sue perfezioni e noi limitatissimi nelle nostre visioni. Dio sa coniugare perfettamente giustizia e amore, equità e benevolenza, giudizio e misericordia. Sicuramente egli non commisura la ricompensa al reddito delle nostre azioni o al rendimento che ne abbiamo procurato. Egli vede piuttosto la nostra disponibilità ad accogliere le sue divine sollecitazioni in qualsiasi momento esse arrivino e ciò è per lui già motivo per darci la ricompensa tutta intera. Agli operai della prima ora che protestano perché si ritengono vittime di una grave ed evidente ingiustizia: «Il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». Sì, rischiamo, con il pretesto di affermare il nostro umano e limitato concetto di giustizia di contestare la bontà e la magnanimità di Dio. Rischiamo di essere invidiosi perché egli è buono. Accade qualcosa di simile quando il Padre, dopo aver accolto il figlio scapestrato, che ha dissipato malamente tutte le sue sostanze, lo accoglie a braccia aperte ed organizza per lui una grande festa, che però suscita l’indignazione del fratello maggiore. Anch’egli si ritiene ingiustamente vittima di una evidente discriminazione. Dio nella sua infinita bontà fa dei suoi beni quello che vuole e perciò può accadere che gli ultimi diventino i primi se hanno risposto con piena disponibilità al suo invito. È importante allora farsi trovare pronti e disponibili in qualsiasi ora della nostra lunga giornata perché egli, il Signore passa e bussa alla porta del cuore di ogni uomo per rendere operosa e feconda la nostra vita. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAIs 55, 6-9Dal libro del profeta Isaìa Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie ovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.144RIT: Il Signore è vicino a chi lo invoca. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare. Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Giusto è il Signore in tutte le sue vie, santo in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero. SECONDA LETTURAFil 1, 20-27Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo. Alleluia. VANGELOMt 20, 1-16Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, il Padre buono che è nei cieli riserva a ciascuno di noi l’esperienza della vera salvezza: abitare nella sua casa per sempre, ricolmi di felicità e grazia. Illuminati di speranza, diciamo:Te lo chiediamo con fede, Signore. O Dio che ci riunisci attorno a te, non far mancare alla tua chiesa uomini santi e generosi e suscita in essa la voce della profezia e della misericordia. Ti preghiamo: O Dio che dai la vera pace, guarda i tuoi figli che soffrono e che lottano per un mondo migliore: fà che dalla loro offerta rifioriscano la giustizia e l’amore. Ti preghiamo: O Dio che gradisci il sacrificio del cuore, purifica i nostri atti nel fuoco della tua carità: rendici solidali a Cristo e ai fratelli. Ti preghiamo: O Dio che ti commuovi per il tuo popolo: assisti chi nasce e chi muore, illumina chi ha perso ogni ideale, conforta chi è abbattuto, insegna a tutti la tua verità. Ti preghiamo: O Dio che abbracci l’universo: donaci un cuore che sappia discernere la tua volontà e la forza di viverla con serenità. Ti preghiamo: Per chi sente il bisogno di raccogliersi in disparte a meditare. Per chi sta cercando la propria strada nella vita. Padre celeste, abbiamo fatto giungere a te la nostra voce, uniti all’unico sacrificio di Cristo e confidenti nella potenza del tuo nome. Ascoltala, per Colui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Mirabile è l’opera da lu compiuta nel mistero pasquale: egli ci ha fatti passare dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista, per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamati allo splendore della tua luce. Per questo mistero di salvezza, uniti ai cori degli angeli, proclamiamo esultanti la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 19 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-19.html |
| LETTURE: Esd 1, 1-6; Sal.125; Lc 8, 16-18. Noi siamo il tempio di Dio. «Fate attenzione a come ascoltate» - dice il Signore. Quando ascoltiamo la Parola di Dio dobbiamo preoccuparci di approfondirla, accoglierla con tutto il cuore. Questo vale oggi per il passo del libro di Esdra che parla di ricostruzione del tempio di Gerusalemme per ordine di Ciro – infedele, non credente in Dio. «Così dice Ciro, re di Persia: il Signore, Dio del cielo mi ha concesso tutti i regni della terra, egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme». E’ meraviglioso: Dio causa un cambiamento della scena mondiale finché il suo tempio in Gerusalemme possa essere ricostruito. Anche il salmo parla di questa meraviglia: «Il Signore ha fatto grandi cose per noi, ci ha colmati di gioia». In questa ricostruzione del tempio leggiamo la profezia della morte e della risurrezione di Cristo: il tempio era stato distrutto, il tempio risorge. Nell’editto di Ciro c’è un dettaglio che ci riguarda. D’ora in poi anche i pagani sono invitati alla partecipazione nella ricostruzione del tempio. Questo concetto viene ripreso da S. Paolo quando parla dell’offerta delle genti e del suo ministero tra i pagani. Ecco, noi, che non eravamo popolo di Dio, siamo stati accettati per formare il tempio di Dio, insieme con gli Apostoli e i Profeti. Riconosciamo in questa pagina la nostra storia presente, il privilegio che abbiamo, di partecipare alla costruzione del Tempio di Dio, facendo vedere al mondo la luce della nostra fede che risplende dalla luce di Cristo. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAEsd 1, 1-6‡ Dal libro di Esdra. Nell’anno primo del regno di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola che il Signore aveva detto per bocca di Geremia, il Signore destò lo spirito di Ciro re di Persia, il quale fece passare quest’ordine in tutto il suo regno, anche con lettera: «Così dice Ciro re di Persia: Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra; egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. Chi di voi proviene dal popolo di lui? Il suo Dio sia con lui; torni a Gerusalemme, che è in Giudea, e ricostruisca il tempio del Signore Dio d’Israele: egli è il Dio che dimora a Gerusalemme. Ogni superstite in qualsiasi luogo sia immigrato, riceverà dalla gente di quel luogo argento e oro, beni e bestiame con offerte generose per il tempio di Dio che è in Gerusalemme». Allora si misero in cammino i capifamiglia di Giuda e di Beniamino e i sacerdoti e i leviti, quanti Dio aveva animato a tornare per ricostruire il tempio del Signore in Gerusalemme. Tutti i loro vicini li aiutarono validamente con oggetti d’argento e d’oro, con beni e bestiame e con oggetti preziosi, e inoltre quello che ciascuno offrì volontariamente. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.125RIT: ‡ Chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia. Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, la nostra lingua si sciolse in canti di gioia. Allora si diceva tra i popoli: «Il Signore ha fatto grandi cose per loro» . Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di gioia. Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo. Nell’andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. Alleluia. VANGELOLc 8, 16-18Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, il Signore chiama ciascuno a lavorare nel cantiere del mondo, perché si realizzi il suo progetto di giustizia e di pace. Invochiamo fiduciosi il suo aiuto:Signore, insegnaci ad amare! Tu che sei un Dio d’amore, fà che con le opere, la Chiesa riveli al mondo il tuo volto paterno. Ti preghiamo: Tu che concedi grazia agli umili, purifica il nostro cuore dall’arroganza e dall’egoismo e riempilo di delicata premura verso tutti. Ti preghiamo: Tu che proteggi l’orfano e la vedova, fà di noi strumenti della tua provvidenza per aiutare i giovani privi di sostegno, le donne sole, l’infanzia abbandonata. Ti preghiamo: Tu che benedici la casa dei giusti, fà che vediamo in ogni ospite Cristo pellegrino e aiutaci a essere operatori di pace fra parenti e amici. Ti preghiamo: Tu che conosci i bisogni della nostra comunità, rendici forti e generosi nel portare gli uni i pesi degli altri con premura fraterna. Ti preghiamo: Per i nostri ammalati. Perché in ogni famiglia ci si ricordi di pregare. O Padre, largo nei tuoi benefici e fedele nell’amore, che conosci ognuno per nome e hai su tutti un progetto di salvezza, concedi ai tuoi figli un cuore riconciliato, che sappia irradiare la tua pace nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 20 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-20.html |
| LETTURE: Esd 6, 7-8.12.14-20; Sal.121; Lc 8, 19-21. La famiglia di Dio. La prima lettura parla della «casa di Dio», la seconda, il Vangelo, della famiglia di Gesù. E’ facile vedere il rapporto poiché nella Scrittura la parola «casa» può significare sia un edificio sia una famiglia. Per esempio quando la Bibbia parla della «Casa di Davide» può significare la sua abitazione, ma più spesso si tratta della famiglia, della stirpe di Davide. Chi ascolta le mie parole è per me fratello e madre… Ecco, se noi ascoltiamo la Parola di Dio e la mettiamo in pratica, diventiamo suoi fratelli, anzi sua madre – formiamo cioè la sua famiglia, siamo la «casa di Dio» siamo cioè nello stesso momento sua famiglia e suo tempio, cioè luogo dove lui abita. Si realizzano così le profezie di cui abbiamo letto nella prima lettura che Dio ha voluto abitare con gli uomini, non solo in mezzo a loro ma in loro, dentro di loro, per unirli tutti in un’alleanza che fa di essi un unico edificio, un’unica famiglia, e dirittura un unico corpo, il Corpo di Cristo. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAEsd 6, 7-8.12.14-20‡ Dal libro di Esdra. In quei giorni, ( il re Dario scrisse ai governatori della regione al di là dell’Eufrate dicendo:) «Lasciate che lavorino a quella casa di Dio il governatore dei Giudei e i loro anziani. Essi ricostruiscano questo tempio al suo posto. Ecco i miei ordini sull’atteggiamento che dovete tenere con questi anziani dei Giudei per la ricostruzione del tempio: dalle entrate del re, cioè dalla imposta dell’Oltrefiume, saranno rimborsate puntualmente le spese a quegli uomini, senza interruzione. Il Dio che ha fatto risiedere là il suo nome disperda qualsiasi re o popolo che presuma trasgredire il mio ordine, distruggendo questo tempio che è a Gerusalemme. Io Dario ho emanato questo ordine: sia eseguito alla lettera». Quanto agli anziani dei Giudei, essi continuarono a costruire e fecero progressi con l’incoraggiamento delle parole ispirate del profeta Aggeo e di Zaccaria figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione secondo il comando del Dio d’Israele e secondo il decreto di Ciro, di Dario e di Artaserse re di Persia. Si terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese di Adar nell’anno sesto del regno del re Dario. Allora gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio; offrirono per la dedicazione di questa casa di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli; inoltre dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele. Inoltre stabilirono i sacerdoti divisi secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè. I rimpatriati celebrarono la pasqua il quattordici del primo mese, poiché i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme come un sol uomo: tutti erano mondi. Così immolarono la pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.121RIT: ‡ Gerusalemme, città della mia gioia! Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore» . E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore. Salgono secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono con amore. Alleluia. VANGELOLc 8, 19-21Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, per il Signore non c’è amico più grande di colui che ascolta e vive la sua parola. Invochiamo fiduciosi lo Spirito di Dio, che solo può allargare a tale misura il nostro cuore, dicendo:Signore, insegnaci ad essere tuoi amici. Perché attraverso la Chiesa, frutto del sacrificio amoroso di Cristo, giunga un forte annuncio di speranza agli uomini del nostro tempo. Preghiamo: Perché calma e saggezza rivestano coloro che guidano le sorti della politica mondiale. Preghiamo: Perché genitori ed educatori sappiano rivestirsi dei sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia, e testimonino ai giovani la speranza. Preghiamo: Perché di fronte ai progetti non conclusi, lasciamo che Dio prenda in mano il nostro cuore e lo diriga nel tessuto paziente dei giorni. Preghiamo: Perché la parola che è stata proclamata, fecondi la nostra vita e faccia di noi tutti la famiglia di Cristo. Preghiamo: Perché la nostra comunità non chiuda le orecchie al grido del povero. Per chi dona totalmente la sua vita al Signore. Padre buono, che in Gesù ci hai dato il modello del figlio obbediente e amoroso, restaura il nostro cuore, rendilo docile al soffio della tua voce e aperto a tutti i fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 21 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-21.html |
| LETTURE: Ef 4,1-7.11-13; Sal 18; Mt 9, 9-13. Dal banco delle imposte alla sequela di Cristo Fra le tante curiosità che vorremmo soddisfare sulla persona di Cristo c’è anche quella di poter ascoltare la sua voce; ciò non tanto per sentirne l’accento, ma per poterne comprendere la profondità e il fascino che esercitava sugli ascoltatori. Oggi lo sentiamo ancora una volta scandire un comando a una persona che per il ruolo che svolgeva, molti evitavano e non suscitava sicuramente simpatia; poi l’immediata risposta: «Egli si alzò e lo seguì». Il banco delle imposte dove sedeva Matteo poteva essere anche considerato una comoda poltrona e un buon mestiere, che garantiva un reddito sicuro e un discreto prestigio oltre che incutere timore. Non è perciò facile distogliere dalla loro posizione persone così ben accomodate e apparentemente soddisfatte. Gesù lo fa con un imperativo categorico: «Seguimi». Evidentemente il Signore voleva sin dal primo impatto rivelare una grandissima verità al suo futuro apostolo ed evangelista: la forza divina della sua Parola, quella parola che Matteo riporterà fedelmente nel suo Vangelo e che risuona ancora, grazie a lui, in tutto il mondo. Voleva poi che egli in prima persona potesse godere di una predilezione sicuramente immeritata ed insperata affinché potesse raccontare al mondo che Gesù non è venuto per i sani che non hanno bisogno del medico, ma per i malati. Voleva fare di Matteo, convertito dai suoi meschini e forse anche illeciti guadagni, un cantore della misericordia divina; voleva che proprio un pubblicano intonasse quel canto, che tanti e tante hanno poi ripreso e cantato con identico fervore. Voleva infine far comprendere a tutti che i chiamati da Cristo non sono santi prefabbricati, ma anime che, avendolo incontrato e ascoltato la sua voce, hanno il coraggio di seguirlo da vicino dando con tutta la vita una risposta di gratitudine al bene ricevuto dalla divina misericordia. Vediamo perciò in Matteo un primo anello di una catena d’oro, che ha portato la voce viva di Cristo fino a noi, con l’immediatezza con cui egli stesso l’ha accolta e ne ha goduto. Egli ci invita ad accogliere le sollecitazioni divine che ancora giungono a noi per farci conoscere la verità e renderci capaci di viverla nella gioia. San Matteo, Ap. ed Ev.ANTIFONA D'INGRESSODice il Signore:«Andate, predicate il Vangelo a tutte le genti, battezzatele e insegnate loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato». COLLETTAO Dio, che nel disegno della tua misericorsdia, hai scelto Matteo il pubblicano e lo hai costituito apostolo del Vangelo, concedi anche a noi, per il suo esempio e la sua intercessione, di corrispondere alla vocazione cristiana e di seguirti fedelmente in tutti i giorni della nostra vita. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAEf 4,1-7.11-13‡ Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. Ma che significa la parola «ascese» , se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. E’ lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 18RIT: ‡ Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza. I cieli narrano la gloria di Dio, e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Non sono i sani che hanno bisogno del medico, dice il Signore; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori. Alleluia. VANGELOMt 9, 9-13Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco elle imposte, e gli disse: «Seguimi» . Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIPer noi ogni giorno può essere il momento della chiamata e della conversione, in cui cominciamo davvero a seguire il Signore. Con fede viva, quindi, preghiamo dicendo:Fà che ascoltiamo la tua voce, Signore. Per il Papa, i patriarchi, i vescovi e i sacerdoti, perchè annuncino la salvezza, vivendo davanti a tutto il popolo il vangelo delle beatitudini. Preghiamo: Per le autorità civili, perchè siano esempio di onestà e rettitudine nell’amministrazione e nell’esercizio delle cariche pubbliche. Preghiamo: Per gli uomini e le donne che il Signore chiama alla vita religiosa e sacerdotale, perchè sappiano seguirlo ponendo nelle sue mani il loro futuro. Preghiamo: Per quelli che vivono lontani da Cristo, perchè sentano che Gesù è venuto per loro ed è loro vicino nell’amore e nell’attesa. Preghiamo: Per noi, perchè ci asteniamo dal giudicare e impariamo a sentirci tutti fratelli nella debolezza e salvati dalla misericordia di Dio. Preghiamo: Perchè ci impegniamo a conoscere la Bibbia. Per le persone che approfittano della bontà altrui. Dio, Padre di tutti, che ci vedi uniti nella fede e nel battesimo, facci crescere insieme ogni giorno, perchè diventiamo veramente la Chiesa di Cristo tuo Figlio, che vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEVeniamo a te, Signore, con offerte e preghiere, celebrando la memoria di san Matteo; guarda benigno la tua Chiesa e custodiscila nella fede, che gli Apostoli hanno propagato con l’annunzio del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente giusto renderti grazie, è bello cantare la tua gloria, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e proteggi sempre per mezzo dei tuoi santi Apostoli, e lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito pastori. Per questo dono della tua benevolenza, insieme agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEDice il Signore:«Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori». DOPO LA COMUNIONEO Padre, tu ci fai rivivere nell’Eucaristia l’esperienza gioiosa di san Matteo, che accolse come ospite il nostro Salvatoer; fà che possiamo sempre recuperare le nostre energie alla mensa di colui che è venuto a chiamare a salvezza non i giusti, ma i peccatori, Gesù Cristo, nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. |
Giovedì 22 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-22.html |
| LETTURE: Ag 1, 1-8; Sal.149; Lc 9, 7-9. Sentire senza comprendere. Il Re Erode ha sentito parlare vagamente di Cristo, della sua dottrina nuova, delle sue opere, dei segni e prodigi che compie, ma tutto ciò ha generato in lui solo una divertita curiosità. Non è sorretto dalla fede e di conseguenza riduce tutto a dimensioni e ragionamenti umani. E’ incapace di comprendere la chiamata divina, egli vorrebbe solo essere testimone di uno di quei miracoli dei quali tanto si parla. Il tiranno diventa la figura di tutti coloro che vorrebbero “vedere” Cristo, fidandosi della sola intelligenza, ignari che è impossibile all’uomo entrare nelle verità divine, senza il sostegno della fede e della grazia. Quanti ancora oggi vorrebbero “capire” Dio, ridurlo alle proprie dimensioni, pretendendo di darGli suggerimenti e direttive! Il salmista saggiamente ammonisce: “Nella tua luce, Signore, vediamo la luce” (Sal 36,10). ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAAg 1, 1-8‡ Dal libro del profeta Aggeo. L’anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, e a Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote. Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: «Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!». Allora questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo: «Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: riflettete bene al vostro comportamento. Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene al vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.149RIT: ‡ Giosce nel Signore il popolo salvato. Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca: questa è la gloria per tutti i suoi fedeli. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Alleluia. VANGELOLc 9, 7-9Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti», altri: «E’ apparso Elia», e altri ancora: «E’ risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, con il battesimo siamo stati liberati per sempre dalle catene dell’assurdo e della morte e abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, che ci dà la vera sapienza per domandare ciò che a lui è gradito. Preghiamo insieme, dicendo:Ascoltaci, o Signore. Per la Chiesa alle soglie del terzo millennio, perché sia per tutti gli uomini segno di speranza e sacramento di salvezza. Preghiamo: Per coloro che hanno ricevuto il dono di saper comunicare con l’arte o la parola, perché aiutino l’uomo ad attingere la purezza e la semplicità della verità. Preghiamo: Per chi è smarrito e incapace di governare la sua vita, perché si lasci investire dalla luce del vangelo. Preghiamo: Per chi è prigioniero nel fisico o nello spirito e anela alla liberazione, perché trovi nella parola di Dio e nella testimonianza dei cristiani, un aiuto alla speranza. Preghiamo: Per i giovani che si sentono disorientati, perché s’incontrino con Cristo amico e salvatore. Preghiamo: Per chi continua a chiedersi: chi è Gesù? Per la cultura teologica dei cristiani. Signore, che ti fai trovare da chi ti cerca con cuore sincero, alimenta in noi il desiderio del tuo volto e dirigi a te i nostri passi per godere della luce senza tramonto. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 23 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-23.html |
| LETTURE: Ag 2, 1-10; Sal.42; Lc 9, 18-22. Chi sono Io? Voci diverse e contrastanti parlano di Gesù: la voce stonata di Erode, le dicerie e le chiacchiere della gente, le false insinuazioni degli scribi e dei farisei, nemici dichiarati del Cristo. In un momento di intimità e di preghiera, in un luogo appartato, lontano dalle voci e dai rumori del mondi, lo stesso Signore rivolge ai suoi la domanda: “Chi sono Io secondo la gente?” Egli aveva detto loro: “A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli” (Mt 13,11), si attende perciò una risposta diversa, sicura e difatti l’ottiene per bocca di Pietro, che prendendo la parola risponde: “ Il Cristo di Dio “. Gesù a sua volta dirà: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”. Comprendere la piena verità di Cristo non è frutto del sangue e della carne, ma dono di Dio mediante la fede. tale dono dovremmo chiedere incessantemente anche per noi. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAAg 2, 1-10‡ Dal libro del profeta Aggeo. L’anno secondo del re Dario, il ventuno del settimo mese, fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: Su, parla a Zorobabele figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, a Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote, e a tutto il resto del popolo: Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? Ora, coraggio, Zorobabele oracolo del Signore coraggio, Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi oracolo del Signore degli eserciti secondo la parola dell’alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall’Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete. Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un pò di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le nazioni e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti. L’argento è mio e mio è l’oro, dice il Signore degli eserciti. La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace oracolo del Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.42RIT: ‡ Tu sei con me, Dio della mia gioia. Fammi giustizia, o Dio, difendi la mia causa contro gente spietata; liberami dall’uomo iniquo e fallace. Tu sei il Dio della mia difesa; perché mi respingi, perché triste me ne vado, oppresso dal nemico? Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. Verrò all’altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, dice il Signore, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio. Alleluia. VANGELOLc 9, 18-22Dal Vangelo secondo Luca ‡ Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?». Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDio Padre, Signore del tempo, conduce le stagioni e il fluire degli anni e guida con sapienza la nostra vita. A lui ci rivolgiamo, colmi di gratitudine e speranza, confidando nella mediazione del suo Figlio Gesù, dicendo:Dio di Gesù Cristo, ascoltaci. Per la Chiesa di Dio, perché sia sempre laboriosa e fedele sulle orme del Cristo morto e risorto. Preghiamo: Per gli uomini e le donne del nostro tempo, perché con l’impegno quotidiano, sappiano condurre la storia verso un’era di pace internazionale. Preghiamo: Per coloro che, nel mondo del lavoro o tra le mura domestiche, sono pressati da fatiche fisiche o tensioni spirituali, perché trovino ristoro nella certezza che Dio non abbandona. Preghiamo: Per chi nasce e per chi muore oggi nella nostra comunità, perché nell’entrare o nell’uscire dall’esistenza sia assistito dalla madre Chiesa e dallo Spirito Santo. Preghiamo: Per noi fedeli qui riuniti, perché sappiamo rispondere con fede umile e pronta alla domanda che Cristo rivolge a ciascuno in questa eucaristia. Preghiamo: Per i gruppi di preghiera della parrocchia. Per chi non riesce a capire la croce di Cristo. O Dio, che con sollecitudine paterna ti prendi cura di ogni vivente, posa il tuo sguardo su tutto ciò che è in crescita e, nella tua provvidenza, portalo a compimento. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 24 Settembre 2005XXV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-24.html |
| LETTURE: Zc 2, 5-9.14-15; Sal. da Ge; Lc 9, 44-45. Non comprendevano ed avevano paura. La morte, anche quando riusciamo a guardarla con l’occhio benevolo della fede, conserva sempre il suo velo nero di mistero. Resta sempre un ampio margine in scrutabile, inaccessibile. Mentre evidentemente scandisce inesorabile, la fine della nostra vita nel tempo, non ci svela mai appieno la novità che ci attende. I vincoli che ci legano alle umane realtà e il timore del giudizio divino accrescono ulteriormente in noi la paura. Gli apostoli, da anni alla sequela di Cristo, avevano goduto della sua presenza, dei suoi messaggi di salvezza; erano testimoni oculari di prodigi portentosi. Il loro maestro, non solo guariva ogni sorta d’infermità, ma risuscitava i morti. Sentivano già la certezza di poter attribuire al loro Signore il titolo di vincitore della morte e di autore della vita. Per questo Gesù nel dare l’annuncio della sua ormai prossima dipartita scandisce bene il suo annuncio: «Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini». È l’evidente dichiarazione di una resa totale. Essere consegnato significa mettersi in balia dei nemici e subire e sottostare alle loro violenze. Le loro menti, come le nostre, non erano disponibili a comprendere una tale eventualità. Avrebbe significato per loro, che tanta fiducia avevano riposto nel loro maestro, veder stroncata ogni speranza, delusa ogni attesa. È la delusione che ci prende quando riponiamo in Dio infondate speranze di umane grandezze e di totale protezione da ogni coinvolgimento nella sofferenza e nella croce di Cristo. È la stessa paura che attanaglia gli apostoli e li ammutolisce rendendoli incapaci di rivolgere domande su un argomento che temevano fosse loro svelato ulteriormente in tutta la sua cruda realtà. Noi siamo più fortunati degli apostoli; sorretti dalla fede ogni giorno annunciamo la sua morte e risurrezione nell’attesa della sua venuta. La paura della morte i santi l’hanno vinta vivendo eroicamente la speranza cristiana e risorgendo ogni giorno con Cristo, vivificati dalla sua infinita misericordia. Quella della sofferenza l’hanno testimoniata in modo mirabile la schiera dei martiri, che si gloriavano di essere fatti degni di partecipare alle sofferenze di Cristo, nella certezza di risorgere così con lui nella gloria. ANTIFONA D'INGRESSO«Io sono la salvezza del popolo»,dice il Signore, «in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre». COLLETTAO Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAZc 2, 5-9.14-15‡ Dal libro del profeta Zaccaria. Io, Zaccaria, alzai gli occhi ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». Allora l’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo che gli disse: «Corri, và a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso parola del Signore le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa. Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te oracolo del Signore . Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal. da GeRIT: ‡ Canto di gioia è Dio in mezzo al suo popolo. Ascoltate la parola del Signore, popoli, annunziatela alle isole lontane e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come fa un pastore con il gregge» . Il Signore ha redento Giacobbe, lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui. Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion, affluiranno verso i beni del Signore. Allora si allieterà la vergine della danza; i giovani e i vecchi gioiranno. Io cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo. Alleluia. VANGELOLc 9, 44-45Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini». Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDio ama ogni vita e conosce ciascuno per nome. Confortati da questa certezza, invochiamolo con fiducia, dicendo:Dio, amico degli uomini, ascoltaci. Benedici la tua Chiesa perché, umile e obbediente, diventi uno spazio sempre più ampio di fraternità e di salvezza. Ti preghiamo: Aiuta chi si dedica a restaurare il tessuto della vita civile, perché la società sia risanata dalle ferite dell’ingiustizia e della violenza. Ti preghiamo: Guida i nostri figli, perché sappiano radicare stabilmente in Cristo i progetti e le gioie della giovinezza. Ti preghiamo: Soccorri chi, stretto dalle angustie della vita, sente spegnere in sé energia ed entusiasmo, perché incontri amici e testimoni di speranza. Ti preghiamo: Illumina noi che spesso non capiamo il senso della croce, perché ci lasciamo docilmente associare alla missione di Cristo, servo sofferente. Ti preghiamo: Per i nostri ragazzi, impegnati a vivere un nuovo anno scolastico. Perché, per fede, crediamo anche ciò che non comprendiamo. O Dio, che in Cristo Gesù ci hai amati con vero amore e attraverso il suo sacrificio hai donato a tutti gli uomini la vita eterna, fà che comprendiamo il valore di ogni vita, e che conserviamo la capacità di meravigliarsi sempre di fronte ai prodigi della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEHai dato, Signore, i tuoi precetti,perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell’osservanza dei tuoi comandamenti. DOPO LA COMUNIONEGuida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 25 Settembre 2005XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2005-09-25.html |
| LETTURE: Ez 18, 25-28; Sal.23; Fil 2, 1-11; Mt 21, 28-32. Sincerità e coerenza dinanzi a Dio. Talvolta possiamo riuscire a fingere nei confronti del nostro prossimo fino a indurlo a formulare giudizi erronei su di noi. Possiamo dire e non fare come facevano alcuni contemporanei di Gesù, gli scribi e i farisei. Egli mette in guardia i suoi discepoli da quei falsi maestri: «Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito». Il nostro giudizio infatti inevitabilmente si ferma alle apparenze e in base a quelle valuta i comportamenti umani. Nei confronti del nostro Dio, che scruta i cuori ciò non è possibile. Non basta darGli una affermazione verbale: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Quindi il nostro assenso deve essere pieno ed incondizionato, fatto di concreta operosità e non soltanto di parole insincere. Il Signore vuole uno stretto legame tra religione e vita. Dovremmo perciò interrogarci se i nostri gesti quotidiani e settimanali di culto, in primo luogo la stessa eucaristia, culmine della nostra adesione a Cristo, condiziona positivamente la nostra vita. L’accusa di essere «cristiani della domenica» talvolta coglie nel segno, se l’ascolto della parola e il pane di vita non ci inducono ad una assidua e costante conversione. Ciò suona a rimprovero e a motivo di riflessione per coloro che affermano, magari con una punta di orgoglio, di credere alle verità della nostra fede cristiana cattolica, ma poi nulla fanno per mettere in pratica quanto la stessa fede ci suggerisce per la vita di ogni giorno. Non ci è consentito ridurre alla stregua di una semplice filosofia la nostra religione. Gesù nel proporla non solo a proclamato solennemente le verità antiche e nuove, ma Egli per primo ne è stato il primo testimone e ai suoi discepoli ha chiesto di seguirlo e di imitarlo. Arriva a dire a coloro che l’avvisano che sua madre e i suoi fratelli lo stanno cercando: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Mettere in pratica è il programma inderogabile del cristiano! ANTIFONA D'INGRESSOSignore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l’hai fatto con retto giudizio;abbiamo peccato contro di te, non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti; ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi secondo la grandezza della tua misericordia. ATTO PENITENZIALEUmili e penitenti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi.C: Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi. A: Signore pietà. C: Cristo, che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi. A: Cristo, pietà. C: Signore, che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi. A: Signore, pietà. C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna. A: Amen. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore.PRIMA LETTURAEz 18, 25-28Dal libro del profeta Ezechièle Così dice il Signore: «Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.23RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato. Ricordati della tua fedeltà che è da sempre. Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie. SECONDA LETTURAFil 2, 1-11Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia. VANGELOMt 21, 28-32Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIConsapevoli che saremo giudicati sulla testimonianza attiva del vangelo, preghiamo il Padre, dicendo insieme:Rendici testimoni del vangelo, Signore. Accompagna, o Signore, il cammino degli uomini verso di te. Purifica la loro fede, in modo che a ciò che dicono, corrisponda ciò che fanno. Preghiamo: Rendi, o Signore, la tua Chiesa fervida di opere sociali e caritative. Rendila attenta e sensibile a quei bisogni cui la società ancora non provvede. Preghiamo: Libera, o Signore, i nostri governanti dalla litigiosità e dalla discordia. Concedi loro un cuore saggio e un atteggiamento costruttivo per il bene comune. Preghiamo: Consola, o Signore, chi si trova a portare una croce pesante. Aiutalo a comprendere che la vita spesa per te, trasformerà il suo lutto in gioia. Preghiamo: Fortifica, o Signore, la nostra comunità nella sequela del tuo Cristo. La serenità e la pace siano il frutto della fiducia che ha posto in lui. Preghiamo: Per il rispetto delle minoranze etniche e religiose. Per una testimonianza coraggiosa della fede. Dio della salvezza, che ci chiami ad una testimonianza coraggiosa della nostra fede, aiutaci a portare apertamente e fieramente il nostro nome cristiano, perché Gesù tuo Figlio ci possa un giorno riconoscere davanti a te che sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest’offerta della tua Chiesa fà scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.In lui hai voluto rinnovare l’universo, perchè noi tutti fossimo partecipi della sua pienezza. Egli che era Dio annientò se stesso, e col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra. Perciò fu innalzato sopra ogni creatura ed è causa di salvezza eterna per coloro che ascoltano la sua parola. E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l’inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONERicorda, Signore,la promessa fatta al tuo servo: in essa mi hai dato speranza nella mia miseria essa mi conforta. DOPO LA COMUNIONEQuesto sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio, diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore. |