LITURGIA DELLA SETTIMANA


Sommario


Domenica 24 Ottobre 2004

XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-24.html

LETTURE: Sir 35, 12-14.16-18; Sal 33; 2 Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14.

Fede e umiltà.

Un giorno suonò alla porta del nostro Monastero un giovane che distribuiva i nuovi elenchi telefonici del 2005. A prima vista appariva come uno dei tanti ragazzi sbandati che non sanno mai da che parte andare; egli lo confermò dicendo che quando gli era stato risposto al portone con il saluto: «Sia lodato Gesù Cristo», lui aveva risposto: «Non ci credo».
Quando si sentì dire che noi gli volevamo bene lo stesso e che avremmo pregato per lui perché si lasciasse incontrare da Gesù Cristo, si commosse profondamente, scusandosi perché lui era così e per averlo manifestato in modo tanto aperto, ci chiese di pregare per lui.
Questo piccolo episodio di vita quotidiana, e come questo ce ne capitano molti, ci invita a riflettere e a guardare nel nostro cuore, proprio in questa domenica in cui la Parola di Dio ci fa interrogare sulla nostra fede e sul nostro rapporto con lui.
Il Vangelo ci parla del Fariseo e del Pubblicano, due categorie di persone: in esso ci viene offerto un insegnamento sulle condizioni interiori della preghiera. Il fariseo appartiene alla setta dei «separati», dei puri, degli osservanti della legge e dei comandamenti e delle moltiplicazioni delle opere. Quanto dice di sé è vero, ma è proprio questo che lo rende «impuro» davanti a Dio perché egli si crede in diritto di giudicare gli altri, addirittura di sentirsi superiore ad essi. Il pubblicano, esattore delle tasse per l'Impero Romano, è davvero un peccatore, ma egli ne è consapevole e lo manifesta nel suo atteggiamento esteriore, non osa né mettersi avanti nel tempio, né alzare gli occhi. Si batte invece il petto consapevole della sua triste situazione. La preghiera dei due uomini esprime la loro vita.
Il pubblicano tornò giustificato a differenza dell'altro «perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
Il nostro Santo Padre Benedetto nella sua Regola ci invita a non disperare mai della misericordia di Dio (RB 4).
Anche la prima lettura ci fa vedere come Dio si china verso chi è umile, la Scrittura ci mostra che la preghiera del povero sale fino a lui.
«La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata non si contenta, non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità» (Sir 35,17).
Bisogna sapere attendere e credere che «presso di lui non vi è preferenza di persone».
Oggi siamo destinati a premere un pulsante e subito qualcosa si accende, si hanno immagini, risultati. Dio mantiene le promesse, ma i suoi tempi non sono i nostri e noi dobbiamo fidarci di lui che è fedele.
S. Paolo nelle seconda lettera a Timoteo ha il presentimento della sua fine imminente e ci comunica la sua vita vissuta come un combattimento, nel quale ha però conservato la fede. Sa di essere stato uno strumento per il Signore, per lui ha combattuto, e lottato perché sia annunziato, il Vangelo, la Buona Notizia e ora attende la «corona di giustizia» da Dio giusto giudice.
Quanto incoraggiamento per noi che a volte ci sentiamo soli a combattere le nostre battaglie per la fede o anche soli per la giustizia, la pace, il bene! Il Signore conosce tutto di noi, il nostro cuore, quello che gli altri non vedono o giudicano male. In lui solo la nostra speranza e la nostra pace!

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

ATTO PENITENZIALE 

All'inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.

C: Pietà di noi, Signore.
A: Contro di te abbiamo peccato.
C: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
A: E donaci la tua salvezza

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.



GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Sir 35, 12-14.16-18

‡ Dal libro del Siracide.
Il Signore è giudice e non v'è presso di lui preferenza di persone. Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso.
Non trascura la supplica dell'orfano né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare?
Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza, la sua preghiera giungerà fino alle nubi.
La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta; non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 33

RIT: ‡ Giunge al tuo volto, Signore,
il grido del povero.


Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
Gridano i poveri e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.

SECONDA LETTURA

2 Tm 4,6-8.16-18

‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo.
Carissimo, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.
Cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbondonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia.
Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero.
Ho inviato Tìchico a E'feso.
Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene.
Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere; guàrdatene anche tu, perché è stato un accanito avversario della nostra predicazione.
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Non se ne tenga conto contro di loro. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Benedetto sei tu, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del regno dei cieli.

Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 9-14
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Al Dio che ha risuscitato Cristo dai morti, rivolgiamo la nostra preghiera perché apra il nostro cuore e la nostra mente alla ricchezza del suo mistero. Diciamo insieme:

Illuminaci, o Signore.

Perché la Chiesa aiuti gli uomini a superare i problemi e le difficoltà della vita, alla luce della risurrezione di Cristo. Preghiamo:

Perché chi ha responsabilità di governo promuova anche la dimensione spirituale degli uomini. Preghiamo:

Perché i sofferenti trovino in Dio e nella risurrezione di Cristo, senso e conforto al loro dolore. Preghiamo:

Perché tutti gli uomini si accostino a Dio come datore della vita e liberatore da ogni male. Preghiamo:

Perché la nostra comunità sappia leggere e interpretare la storia quotidiana alla luce della parola di Dio. Preghiamo:

Per le persone vedove della nostra parrocchia.
Per chi non crede nella risurrezione dei morti.

O Dio dei viventi e Padre di ciascuno di noi, aiutaci a gustare e vivere pienamente i nostri giorni accanto a te, perché possiamo diventare uomini a immagine del tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Lunedì 25 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-25.html

LETTURE: Ef 4, 32 - 5, 8; Sal 1; Lc 13, 10-17.

Ieri come oggi

Paolo continua ad esortare i credenti che sono in Efeso con accenti accorati, come fa un padre a cui sta a cuore la vita dei propri figli. Ricorda loro innanzitutto che sono figli di Dio, resi conformi alla sua immagine dalla morte e risurrezione di Cristo e come tali sono chiamati a camminare nella carità. Carità è dunque un cammino che possiamo fare solo se appoggiati alla Grazia, avendo sempre impresso nella mente e nel cuore il grande amore con il quale Dio ci ha amati e perdonati, per poterlo restituire al momento opportuno a chi ci vive accanto.
Carità è la fonte della vera pace, felicità e libertà, ma dove attingerla se non nella stessa Carità che è Cristo?... «Quanto più il sangue di Cristo, che con uno spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente?»(Eb 9,14).
Il brano di oggi è quanto mai attuale: le opere morte di un tempo sono le stesse che lacerano e inquinano la nostra comunità, le nostre famiglie, i nostri cuori. I mezzi di comunicazione sociale che dovrebbero essere mezzi di formazione e di diffusione del bene e di tutto ciò che costruisce la persona umana e spirituale, spesso diventano veicoli di morte, che iniettano veleno, alimentano il vizio, l'oscenità e la corruzione, già dilaganti. Ma ancora oggi la Chiesa attraverso la Parola di Dio, quella del Papa e di quanti hanno il coraggio di mettere a repentaglio la vita per il Vangelo, annunciano che l'idolatria del denaro, del sesso, del potere chiude le porte del Paradiso. E' il peccato di Adamo ed Eva: si comincia col dire «ma che c'è di male, lo fanno tutti!» e si finisce pian piano con l'essere sempre più schiavi, abbruttiti, spenti, incapaci di pensare con la propria testa e di camminare con i propri piedi.
La lettera segue con un forte invito ad essere ciò che siamo: figli della luce, ad andare contro corrente, vivendo la castità come dono che rende capace di mettere la propria persona al servizio del bene, del Regno di Dio; a vivere l'onestà, la giustizia, e soprattutto il perdono e la misericordia e tutto questo non come un trionfalismo ma come servizio d'amore.
E' ciò che Gesù fa nel Vangelo: non giudica la donna che da tanti anni è curva sotto il peso dei suoi peccati, ma le ridona la dignità di figlia di Dio, la rimette in posizione eretta cioè di risorta. La donna che potrebbe rappresentare tutta la nostra società, e ciascuno di noi, ci annuncia che è possibile risorgere, è possibile in Cristo essere liberati dalla schiavitù di Satana, è possibile ritornare a Dio con la fatica dell'obbedienza. Il Regno di Dio non fa rumore ma lavora sempre a dispetto del male, perché l'uomo entri nel sabato di Dio, cioè nella vita divina dove il suo volto può tornare a brillare alla luce che splende sul volto di Cristo. Accogliamo oggi la speranza che si sprigiona da questa Parola e crediamo che è già avvenuto e può avvenire ogni giorno ciò che afferma san Gregorio di Nissa commentando il salmo 1: è beato colui che assomiglia a Dio per la comunione con lui e la partecipazione alla sua vita. Questa dunque sarà la definizione della beatitudine umana: una somiglianza alla beatitudine divina!

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ef 4, 32 - 5, 8

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Fratelli, siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro che è roba da idolàtri avrà parte al regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 1

RIT: ‡ Beato chi cammina nella luce del Signore.

Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Il Signore mi ha mandato
ad annunziare ai poveri il lieto messaggio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.

Alleluia.

VANGELO

Lc 13, 10-17
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato».
Il Signore replicò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?
E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Con il battesimo abbiamo ricevuto uno spirito da figli adottivi, per mezzo del quale possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo Padre. Per questo, con fiducia rivolgiamo al Signore le nostre preghiere. Diciamo insieme:

Padre, ascoltaci.

Perché la Chiesa superi con la libertà della fede, qualsiasi tradizione che offusca lo spirito evangelico e indichi ai fedeli il vero volto di Dio. Preghiamo:

Perché gli uomini siano liberati dalla tentazione di crearsi una propria e riduttiva immagine di Dio, ma lo scoprano come egli si è rivelato in Gesù Cristo. Preghiamo:

Perché nessuna legge o istituzione sia di impedimento al compimento del bene, ma su tutto prevalga il comandamento dell'amore. Preghiamo:

Perché tutti i datori di lavoro si impegnino fattivamente a rispettare la dignità della persona, che viene prima di ogni interesse e profitto economico. Preghiamo:

Perché l'amore verso Dio ci aiuti a vivere la nostra sessualità come dono, che ci rende conformi alla sua immagine. Preghiamo:

Perché la nostra festa sia segno di salvezza.
Per un maggiore dialogo della scienza medica con i principi della fede.

Dio di infinita bontà, che nella croce del tuo Cristo hai liberato l'uomo da qualsiasi schiavitù, donaci di vivere sempre in rendimento di grazie e di manifestare al mondo la gioia della salvezza. Per lo stesso cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Martedì 26 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-26.html

LETTURE: Ef 5, 21-33; Sal 127; Lc 13, 18-21.

Questo mistero è grande

Le letture di oggi sono un inno a Gesù Signore e Capo della Chiesa, che esercita la sua signoria con l'amore tenero di uno Sposo. Egli lascia la casa di suo Padre, le gioie dell'eternità per farsi uomo nel seno della Vergine Maria, sposando così la nostra umanità. In questo slancio ardente d'amore Gesù da ricco che era si fa povero, debole, piccolo in noi e come un granellino di senapa, si lascia gettare sotto terra per morire, marcire e per rivestirci attraverso la sua risurrezione della sua stessa natura.
S. Bernardo esprime in modo sublime questa realtà nel commento al versetto 2 del 1 Capitolo del cantico dei cantici: «Che mi baci con i baci della sua bocca», dice : «La bocca che bacia è per noi il Verbo che assume la natura umana; quella che riceve il bacio è la carne che viene assunta; il bacio poi che risulta da chi bacia e da chi è baciato è la persona stessa che riunisce in sé l'uno e l'altra, il Mediatore di Dio e degli uomini, l'uomo Cristo Gesù... felice bacio e stupenda e ammirabile degnazione in cui... Dio si unisce all'uomo».
Nella lettera agli Efesini, questo mistero grande di unione mistica fra Cristo e la Chiesa, è paragonato al matrimonio, esso infatti ne dà una pallida idea. L'amore fra marito e moglie per essere vissuto nella verità, nell'obbedienza, nella tenerezza, nel rispetto reciproco deve attingere forza da Cristo, alimentarsi con la preghiera, l'Eucarestia, il sacramento della Riconciliazione che, come lavacro battesimale, purifica, riconcilia, permette di ripartire da Cristo e con Cristo. Nella società odierna in cui il matrimonio cristiano è sempre più messo in crisi da false paure e false libertà, gli sposi cristiani sono chiamati ad annunziare al mondo che, fondando la propria vita sulla Roccia che è Cristo, è possibile essere fedeli, è possibile superare ogni tentazione e ostacolo perché Cristo è il Signore della vita e della morte, e nulla vi è di più entusiasmante del saper morire l'uno all'altro per far rinascere più forte l'amore che viene dall'alto, eterno, che si dona con gioia per costruire amore. Solo così gli sposi «diventano testimoni di quel mistero d'amore che il Signore ha rivelato al mondo con la sua morte e la sua risurrezione»(GS52).
Mistero che tutti siamo chiamati a vivere e a rivelare se volgiamo lo sguardo su ciò che è piccolo, disprezzato, su ciò che scompare cioè su Gesù, il Figlio del falegname, se a Lui ci sottomettiamo, se crediamo che questo Gesù è anche il Figlio di Dio, con Lui anche regneremo.
Chiediamo con fervore in quest'anno dedicato all'Eucarestia, sacramento sponsale per eccellenza, che ogni volta che ci accostiamo al Corpo e Sangue di Cristo per essere una cosa sola con Lui, il suo ardente cuore si imprima nel nostro cuore e lo dilati perché possa accogliere, come albero frondoso e ricco di buoni frutti, non solo quanti ci vivono accanto ma tutta quanta l'umanità, per i meriti di Gesù, Redentore nostro.
«Tu che volontariamente mi dai in cibo la tua carne... penetra in tutte le articolazioni, nei reni, nel cuore, brucia le spine di tutta le mie colpe; sempre proteggimi, custodiscimi e preservami da ogni opera e parola letale per l'anima. Rendimi casto, purificami, dirigimi; rendimi tua dimora. O mio pietoso Cristo rendi il tuo servo figlio della luce!» (dalla liturgia bizantina).

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ef 5, 21-33

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Fratelli, siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 127

RIT: ‡ Sarà benedetto chi ama il Signore.

Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Accogliete docilmente la parola
che è stata seminata in voi.:
parola che può salvare la vostra vita.

Alleluia.

VANGELO

Lc 13, 18-21
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, diceva Gesù:
«A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».
E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? E' simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

La diffusione del regno di Dio è opera anche delle mani operose dell'uomo. Rivolgiamoci al Padre che tutto porta alla piena realizzazione, dicendo insieme:

Venga il tuo regno, Signore.

Il regno di Dio è più vasto della Chiesa. Perché il popolo di Dio sia specchio e icona del Cristo salvatore. Preghiamo:

Il mondo è alla ricerca spasmodica della libertà. Perché ogni uomo trovi, nella fede o nell'ascolto della retta coscienza, la verità che pienamente lo realizza. Preghiamo:

Il regno di Dio è come lievito che fermenta la massa. Perché tutti i cristiani fecondino il mondo con la preghiera e la testimonianza operosa. Preghiamo:

Il regno di Dio è già presente tra noi. Perché chi ha scelto il celibato annunci con semplicità e gratuità il primato assoluto di Dio. Preghiamo:

Cristo ha inaugurato il regno. Perché questa nostra celebrazione eucaristica anticipi quello che ancora, nella fede, stiamo aspettando. Preghiamo:

Perché la preghiera sia attesa della rivelazione di Dio.
Perché impariamo la pazienza e la fiducia dai nostri contadini.

Il tuo aiuto, o Dio, ci conforti nella partecipazione alla costruzione del tuo regno e ogni nostra opera sia per la santificazione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Mercoledì 27 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-27.html

LETTURE: Ef 6, 1-9; Sal 144; Lc 13, 22-30.

La famiglia: cellula della società

Come l'amore coniugale attinge forza e freschezza dall'unione con Cristo morto e risorto, così il rapporto fra genitori e figli per essere autentico, senza compromessi, tenero e rispettoso deve radicarsi nel Signore. San Paolo fa riferimento al V comandamento del Decalogo, dove viene usato il verbo onorare; «verbo che nella Bibbia viene riservato solo a Dio; onorare i genitori è quindi un atto di omaggio a Dio stesso, il riconoscere di essere generati dal suo amore di padre e di madre... dare il giusto peso ai genitori, significa non avvertirli come un peso, ma rispettarli in ogni situazione, specialmente di debolezza e di disagio, garantendo loro un sostentamento dignitoso, e facendo tesoro di tutta una tradizione di saggezza e di valori. L'esito del comando è - perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore tuo Dio -» (dal commento all' Esodo di A. Nepi). Sì, perché ciò che rende veramente liberi e felici è il donarsi, è permettere all'amore trinitario di riversarsi in noi e di diffondersi fuori di noi, è il far tacere l'egoismo che vorrebbe emergere sempre e prendere il sopravvento, facendoci credere che la felicità consiste nel goderci la nostra vita, la nostra indipendenza, le nostre vacanze...
Non che Dio voglia negarci tutto questo, ma vuole liberarci qualora questi nostri ansiosi desideri di libertà ci portano a far morire la verità in noi e a ferire gli altri, allora Egli ci ricorda quale grande dignità ci viene donata nel servire come Gesù ha servito, quale grande speranza ci è donata nell'amare come Lui ha amato, sapendo che come ricompensa riceveremo dal Signore l'eredità.
La famiglia è la cellula più importante della società, ma è anche la realtà più minacciata e meno difesa; dalla sua solidità dipende il buon andamento della vita politica, sociale, spirituale, siamo quindi chiamati ad amarla; custodirla difenderla.
Ecco che la Parola di oggi ci invita a mettere Dio al centro della nostra vita richiamandoci ai valori autentici dell'esistenza, la pazienza, la tolleranza, la fortezza, l'obbedienza, la correzione fatta per amore e con amore, il rispetto reciproco nel lavoro, insomma ciò che deve regolare ogni tipo di rapporto non ci stancheremo mai di ripeterlo è la carità disinteressata che rispecchia quella di Dio che ama sempre e tutti, senza parzialità… Solo questa carità ci può far gustare già su questa terra le gioie del cielo secondo quanto afferma san Giovanni della Croce: «Nella sera della vita sarai esaminato sull'amore. Impara ad amare Dio, come Egli vuol essere amato e lascia il tuo modo di fare e di vedere». E' quanto il Vangelo ci vuol comunicare con l'immagine della «porta stretta» e la «porta chiusa»; c'è un banchetto pronto per tutti coloro che hanno lottato, aiutati dallo Spirito Santo, contro i nemici interni senza perdere tempo, non per farsi grandi ma per farsi piccoli, credendo senza riserve, alla persona di Gesù e seguendola. Ciò che conta dunque nella vita non è fare tante cose per Dio, o parlare tanto di Lui, ma credere che Lui ha il potere di far rifiorire in noi ogni giorno i suoi stessi sentimenti, il cuore mite umile e docile perché sia la nostra stessa vita a parlare di Lui.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ef 6, 1-9

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra. E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore.
Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo, e non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, compiendo la volontà di Dio di cuore, prestando servizio di buona voglia come al Signore e non come a uomini.
Voi sapete infatti che ciascuno, sia schiavo sia libero, riceverà dal Signore secondo quello che avrà fatto di bene.
Anche voi, padroni, comportatevi allo stesso modo verso di loro, mettendo da parte le minacce, sapendo che per loro come per voi c'è un solo Signore nel cielo, e che non v'è preferenza di persone presso di lui.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 144

RIT: ‡ Fedele è il Signore in tutte le sue parole.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Manifestino agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

Giusto è il signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Dio ci ha chiamati alla fede con il Vangelo,
per il possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 13, 22-30
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.
Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità!
Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Come popolo di Dio siamo in cammino verso la salvezza, dono gratuito del Padre per coloro che corrispondono alla fede in Cristo Gesù. In questa attesa, preghiamo insieme e diciamo:

Salva il tuo popolo, Signore.

Perché la fede del popolo cristiano tragga forza dalla liturgia e dalla lode, per diventare testimonianza per le strade delle nostre città. Preghiamo:

Perché non consideriamo la vocazione cristiana come un comportamento civile ed educato, ma l'essere nuove creature, convertite ogni giorno dalla parola del Signore. Preghiamo:

Perché il dialogo con le religioni e i popoli del mondo arricchisca la Chiesa di nuova vita e la stimoli al rinnovamento della propria fedeltà al Signore. Preghiamo:

Perché il popolo ebreo, primo destinatario della salvezza, apra il cuore alla luce del Cristo e creda alla sua missione redentrice. Preghiamo:

Perché l'eucaristia, pegno della nostra salvezza, ci prepari all'incontro definitivo con Cristo, quando siederemo a mensa nel regno di Dio. Preghiamo:

Perché non ci confrontiamo con il male, ma con il bene compiuto dagli altri.
Per ottenere il dono del timore di Dio.

Signore, che non vuoi la morte del peccatore, apri le braccia della tua misericordia al popolo in cammino verso la patria del cielo, dove per sempre sarà impresso il tuo nome sulla fronte di tutti. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Giovedì 28 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-28.html

LETTURE: Ef 2, 19-22; Sal 18; Lc 6, 12-16.

I santi Simone e Giuda

In un'unica festa celebriamo oggi due dei dodici apostoli. Leggiamo i loro nome nell'elenco che l'Evangelista Luca riporta. Ciò è sufficiente per noi per ricordare che sono stati scelti da Cristo per condividere con Lui i tre anni della sua vita terrena per poi, irrorati e fortificati dallo Spirito Santo, essere inviati nel mondo ad annunciare il suo Regno e ad essere testimoni della sua risurrezione. In altra parte della liturgia possiamo ricordare le scarne ed incerte notizie sui due apostoli di oggi. A noi serve piuttosto ricordare la loro interiore fortificazione, operata da Cristo per opera dello Spirito Santo. Serve per attingere coraggio ricordare che uomini deboli ed insicuri come molti di noi, sono stati capaci di adempiere una missione che supera sicuramente le forze umane. Celebriamo perciò in loro la potenza di Dio, la sua indefettibile fedeltà, l'ulteriore conferma che Egli sceglie gli ultimi e i meno adatti secondo le umane valutazioni, per realizzare i suoi più arditi progetti. Non a caso proprio uno dei due, Giuda (da non confondere con l'Iscariota il traditore), chiede a Gesù «Come accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». È un interrogativo che ogni apostolo si pone, che potrebbe far proprio ogni cristiano. Serve a riconoscere ancora una volta l'assoluta gratuità dei doni divini e le misteriose vie che il Signore percorre nel fare le sue scelte. Possiamo dire soltanto che egli tutto opera con infinita sapienza e amore e ciò deve indurci alla migliore riconoscenza anche per la fede che è giunta a noi per mezzo degli Apostoli. Quando li ricordiamo e festeggiamo, come facciamo quest'oggi, dovremmo con più intensità e fervore pregare per la chiesa, per il Papa, per tutti gli apostoli di oggi, che dovrebbero trarre i migliori esempi dai primi, scelti direttamente da Cristo.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Dio ha scelto questi uomini santi
nella generosità del suo amore
e ha dato loro una gloria eterna.

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Accogli, Signore, i doni che il tuo popolo ti offre nel ricordo glorioso dei santi apostoli Simone e Giuda, e ravviva la nostra fede, perchè possiamo celebrare degnamente i santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

PRIMA LETTURA

Ef 2, 19-22

‡ Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 18

RIT: ‡ La loro voce si è diffusa per tutta la terra.

I cieli narrano la gloria di Dio,
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
a te dà lode il coro glorioso degli apostoli.

Alleluia.

VANGELO

Lc 6, 12-16
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ Avvenne che in quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Fratelli, redenti da Cristo, siamo diventati familiari di Dio, pietre vive di un unico edificio spirituale. Ben saldi nella fede degli apostoli, eleviamo la nostra supplica dicendo:

Dimora in noi, Signore, col tuo Spirito.

Perchè la Chiesa, con umiltà e pace, manifesti la presenza viva del Risorto fra gli uomini. Preghiamo:

Perchè i cristiani siano irradiazione del vangelo nel mondo, e la storia della salvezza diventi storia di tutta l'umanità. Preghiamo:

Perchè pastori e laici collaborino a far crescere in armonia e santità l'edificio della Chiesa e l'intera famiglia umana. Preghiamo:

Perchè gli edifici di culto siano mete dello spirito, e facilitino l'incontro personale con Dio. Preghiamo:

Perchè dal cuore dei fedeli l'orazione scorra come un fiume silenzioso e benefico, a lode di Dio e a vantaggio dell'umanità. Preghiamo:

Per le vocazioni giovanili.
Per il nostro vescovo.

O Signore, nella gioia di essere concittadini dei santi e tuoi familiari, ti esprimiamo il nostro rendimento di grazie, in unione con Cristo, nostra pietra angolare, che vive con te nella gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, i doni che il tuo popolo ti offre nel ricordo glorioso dei santi apostoli Simone e Giuda, e ravviva la nostra fede, perchè possiamo celebrare degnamente i santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

E' veramente giusto renderti grazie, è bello cantare la tua gloria, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e proteggi sempre per mezzo dei tuoi santi Apostoli, e lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito pastori.
Per questo dono della tua benevolenza, insieme agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

«Se uno mi ama,
osserverà la mia parola,
e il Padre mio lo amerà,
e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui»

DOPO LA COMUNIONE

Signore, che ci hai accolti alla tua mensa nel glorioso ricordo dei santi apostoli Simone e Giuda, per il tuo Spirito operante in questi misteri confermaci sempre nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


Venerdì 29 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-29.html

LETTURE: Fil 1, 1-11; Sal 110; Lc 14, 1-6.

Gesù modello e fonte della vera amicizia

Una delle note caratteristiche della lettera ai Filippesi che oggi la liturgia ci propone è la gioia. Nel momento in cui Paolo scrive questa lettera si trova prigioniero, egli è fiero di soffrire per il Signore, si rallegra perché il Vangelo si propaga anche grazie alla cooperazione dei Filippesi, non solo con la loro assistenza materiale che Paolo solo eccezionalmente ha accettato, dimostrando il particolare affetto che prova per loro, ma soprattutto per la parte attiva che hanno preso durante l'evangelizzazione della Macedonia, condividendo le sofferenze di Paolo. «Un amico vuol bene sempre, è nato per essere un fratello nella sventura» (Pr 17,17). L'amicizia profonda che si è creata fra Paolo e la comunità di Filippi è fondata dunque sul comune amore a Cristo e al Vangelo, ha radici divine e non umane. Il brano è un invito a rivedere il nostro modo di vivere l'amicizia, a purificarla attraverso il cuore di Cristo Gesù da ogni forma di interesse, rivalità ed egoismo, perché impariamo a gareggiare nello stimarci a vicenda, a gioire con chi è nella gioia, a soffrire con chi è nel dolore. Siamo invitati a pregare chiedendo per chi ci sta a cuore l'unico bene necessario: la carità, che permette di fare scelte mature dettate dallo Spirito Santo per dare gloria a Dio; impariamo dunque a chiedere cose grandi per noi e per i nostri cari, soprattutto «i beni del cielo di modo che, come dice Origene, quando li avrete ottenuti, simili a creature celesti, siate eredi del Regno dei Cieli e, come i grandi santi, possiate usufruire del bene supremo; in quanto ai beni terreni e di poco conto, necessari al corpo ve li darà il Padre celeste secondo il bisogno». Guardiamo a Gesù modello e fonte di ogni vera amicizia, il Vangelo di oggi ce ne mostra un fulgido esempio: Gesù nella sua grande misericordia offre a tutti la salvezza, accetta l'invito a mangiare con i farisei che vogliono eliminarlo, perché si aprano al suo amore, per guarirli. L'idropico è un immagine del fariseo pieno di sé, delle sue certezze, del suo orgoglio; ognuno di noi ci si può ritrovare, Gesù per sgonfiare il nostro io si svuota totalmente morendo per noi suoi nemici, per risorgere e donarci nel cibo Eucaristico il suo spirito di umiltà, di mansuetudine e di obbedienza; ecco il dono del nostro più grande amico: la misericordia. Facciamo nostri i sentimenti di san Basilio prima di accostarci al banchetto di Gesù, che si fa pane per noi: «Sovrano Cristo, Dio Re dei secoli e creatore di tutte le cose, ti rendo grazie per tutti i beni che mi hai dato e per la partecipazione ai tuoi immacolati e vivificanti misteri. Ti prego dunque, o buono e amico degli uomini: custodiscimi sotto la tua protezione all'ombra delle tue ali e concedimi di partecipare degnamente ai sacri misteri con coscienza pura fino al mio ultimo respiro, per la remissione dei peccati e la vita eterna». «Il pane mangiato deve renderci pane; come Ignazio d'Antiochia che, nel momento del martirio si immaginava «frumento di Dio» e come, secoli dopo, una ragazza ebrea morta nel lager di Auschwitz concludeva in modo analogo: «Ho dato il mio corpo come se fosse pane e l'ho distribuito agli uomini, perché no? erano affamati e da tanto tempo» (E. Hillesum) (dal commento al libro dell'Esodo di Antonio Nepi).

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Fil 1, 1-11

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.
Paolo e Timoteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi. Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Ringrazio il mio Dio ogni volta ch'io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente, e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
E' giusto, del resto, che io pensi questo di tutti voi, perché vi porto nel cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che mi è stata concessa sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del vangelo.
Infatti Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quei frutti di giustizia che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 110

RIT: ‡ Grandi sono le opere del Signore.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell'assemblea.
Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.

Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.

Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l'eredità delle genti.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ La lettera uccide, lo Spirito da vita,
e dove c'è lo spirito del signore c'è libertà.

Alleluia.

VANGELO

Lc 14, 1-6
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico.
Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «E' lecito o no curare di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore, che ha iniziato in noi la sua opera di salvezza, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Presentiamogli, perciò, le necessità della Chiesa e del mondo, pregando insieme e dicendo:

Padre santo, ascoltaci.

Perché la Chiesa, con la luce dello Spirito, indichi agli uomini il bene presente in ogni situazione concreta, come segno di una società alternativa. Preghiamo:

Perché i nostri governanti si adoperino per promuovere quella libertà che è frutto della ricerca sincera della verità e del bene di ogni cittadino. Preghiamo:

Perché l'indifferenza di fronte alla sofferenza e ai disagi dei popoli in via di sviluppo, si tramuti in solidarietà che dà diritto a tutti di partecipare all'unica mensa del mondo. Preghiamo:

Perché la nostra comunità non ricerchi amicizia e appoggi presso i potenti, ma scopra il volto del Cristo nelle case dei poveri e degli emarginati. Preghiamo:

Perché la forza del pane spezzato dell'eucaristia ci porti a vivere la carità del Cristo per le strade del nostro quartiere. Preghiamo:

Per chi assiste gli ammalati e gli anziani.
Per la Caritas diocesana.

Padre, che benedici e proteggi tutti gli uomini non in conformità ai loro meriti, ma alla tua infinita benevolenza, aiutaci a porre piena fiducia e speranza in te che sei unico ed eterno, e vivi e regni con Cristo per i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Sabato 30 Ottobre 2004

XXX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-30.html

LETTURE: Fil 1, 18-26; Sal 41; Lc 14, 1.7-11.

Umiltà fine ultimo di ogni apostolato

L'ottobre missionario ormai volge al termine e la liturgia non poteva donarci una perla più preziosa di questa testimonianza di Paolo, in cui viene focalizzato lo spirito del vero missionario: l'amore per Cristo e per la Chiesa.
Paolo è talmente innamorato di Cristo e della sua missione, da gioire per le sue sofferenze perché queste lo rendono più simile a Cristo e costituiscono il suo vero vanto.
Inoltre la fierezza mostrata durante la prigionia è divenuta uno stimolo per la ripresa dell'attività missionaria. Questo brano ci pone un interrogativo: con quali sentimenti viviamo noi la missione a cui il Signore ci ha chiamati? Forse a volte assumiamo gli stessi atteggiamenti degli avversari di Paolo che predicavano con spirito di rivalità e con intenzioni non pure. Quando il nostro io infatti vuole primeggiare cibandosi dei successi, del plauso e dell'approvazione degli altri, anche perciò che riguarda piccoli servizi resi al prossimo, allora Cristo non vive più in noi e l'altro diventa un mezzo per costruire noi stessi a scapito di quanti servono con buoni sentimenti. Paolo ci insegna il segreto per vincere queste tentazioni: stare uniti a Cristo a favore della Chiesa, ritenere tutto come spazzatura di fronte alla gioia di avere Gesù come compagno di viaggio nella grande avventura della vita, fiduciosi nel suo continuo aiuto. Egli infatti, per il Battesimo e l'Eucarestia vive in noi e condivide tutte le nostre situazioni, anche la morte; perciò per Paolo la morte è un guadagno, perché gli permette di vivere in pienezza la vita di Cristo, che ora nella carne vive in maniera imperfetta. Nel contempo sente ancora necessaria la sua presenza nell'opera di evangelizzazione, quindi tutto ciò che l'Apostolo decide e desidera lo fa con lo sguardo rivolto a Cristo e alla Chiesa e non rivolto a se stesso.
Anche il Vangelo ci invita a ingaggiare in modo giusto la nostra lotta: non già per ottenere i primi posti ma gli ultimi, è questa la logica di Dio seguita da Cristo e da quanti ne hanno voluto ricalcare le orme. Non è una questione di buona educazione o di tattiche politiche far passar avanti gli altri, ma è una questione di vita o di morte; scegliere l'umiltà è scegliere Dio, è scegliere di entrare per la porta stretta della morte di Cristo per entrare nel banchetto della sua risurrezione. Solo l'umiltà ci porta a conoscere Dio, per cui come dice s. Ignazio di Loyola il fine ultimo di ogni apostolato è portare gli uomini all'umiltà. La liturgia di oggi ci invita dunque a capovolgere il nostro metro di valutazione onorando e amando i più poveri e facendoci noi stessi poveri, piccoli per sentirci chiamare «amici» da colui che si è fatto povero per noi. Dio ci ama così come siamo, cioè humus, terra per innalzarci alla sua gloria. E ciò che ha vissuto la Madonna che in questo mese abbiamo pregato in modo del tutto particolare con il Rosario, Maria ha conosciuto Dio grazie alla sua umiltà perché vuota di sé, ha posto in Dio tutta la sua speranza fino a divenire sua dimora. Affidiamo il nostro apostolato alla Madonna con questa splendida preghiera: «Ascolta, figlia,... il Re si è innamorato dello splendore della tua bellezza e si è degnato di preparare per sé nella sua terra una dimora purissima, ottienici quindi da Lui che versi in noi la straordinaria dolcezza del desiderio di Lui, così che restiamo dedicati al suo servizio in questa vita e dopo il nostro passaggio arriviamo senza confusione a colui che da te è nato» (Orazionario visigotico).

ANTIFONA D'INGRESSO 

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Fil 1, 18-26

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.
Fratelli, purché in ogni maniera, per ipocrisia o per sincerità, Cristo venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all'aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere.
Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne.
Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d'aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede, perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 41

RIT: ‡ A te vengo, Signore, sorgente della vita.

Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente:
quando verrò
e vedrò il volto di Dio?

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ L'anima mia magnifica il Signore:
egli abbassa i superbi
e innalza gli umili.

Alleluia.

VANGELO

Lc 14, 1.7-11
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.
Gesù, vedendo come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:
[8]«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.
Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.
Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Nell'attesa del giorno in cui l'amore di Dio sarà perfetto in noi, rivolgiamo la preghiera al Padre con umiltà e semplicità. Diciamo insieme:

Purifica il tuo popolo, Signore.

Signore, che ti riveli ai semplici e agli umili, dona alla tua Chiesa la forza di vivere e di annunciare la tua unica e grande paternità, che rende tutti gli uomini fratelli amati personalmente da te. Preghiamo:

Signore, che ti riveli nel silenzio, ascolta la preghiera dei poveri che pongono in te ogni speranza, e mostra loro il tuo volto. Preghiamo:

Signore, che ti mostri nel volto dei sofferenti, converti il cuore dei potenti della terra perché collaborino con onestà e prontezza alla perequazione dei beni. Preghiamo:

Signore, che non guardi l'apparenza ma li cuore dell'uomo, aiuta i genitori a educare i figli, non alla provvisorietà dell'effimero, ma alla scelta dei valori morali e religiosi. Preghiamo:

Signore, nascosto in questo pane e questo vino, insegna alla nostra comunità il servizio umile e generoso ai fratelli, sapendo che solo da te viene la vera ricompensa. Preghiamo:

Perché, finché abbiamo tempo, operiamo il bene.
Perché interrompiamo la catena delle raccomandazioni.

Signore, che hai mandato il tuo Figlio a salvarci nell'umiltà della natura umana, accogli la preghiera del tuo popolo perché, libero da ogni vano desiderio, trovi in te la sua beatitudine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

DOPO LA COMUNIONE

Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.


Domenica 31 Ottobre 2004

XXXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-31.html

LETTURE: Sap 11,22 - 12,2; Sal 144; 2 Ts 1,11 - 2,2; Lc 19, 1-10.

Zaccheo e... noi

La Parola di questa domenica si può definire ricerca di Dio e «abbraccio misericordioso» per ognuno di noi. Siamo ormai entrati nell'anno dedicato alla Eucaristia, indetto dal Papa, quale tempo favorevole per sentirsi accolti nel cuore di Gesù che ci tende la mano pronto a venire a casa nostra.
Un pittore inglese dipinse un Gesù che bussa dietro una porta chiusa, mentre infuria la tempesta e Lui è in mezzo a erbacce e rovi. Poiché la maniglia è solo dalla parte di dentro, non può entrare finché qualcuno non apre. Bellissima immagine di Dio e noi! Siamo solo noi che possiamo aprire la porta a Cristo, gli unici che possiamo invertire le rotte verso la sorgente della vita, in grado di lasciarsi accogliere da Colui che ha «compassione di tutti in vista del pentimento» (Sap.11,23). E' quello che dice la prima lettura di oggi. Il Signore poco per volta ci conduce verso la salvezza e ci chiede docilità nel seguirlo sulla via della vita.
Anche nella seconda lettura S. Paolo invita la comunità di Tessalonica a vivere nella concretezza la sua appartenenza a Cristo e a tradurre la sua fede in gesti coraggiosi. Paolo invita a non fuggire alla fatiche dell'oggi e a non lasciarsi vincere dalla tentazione di evadere fuori del tempo, reclamando come imminente la venuta del Signore. La fede passa per la croce della prova e per scelte di vita che costano.
Tutti questo si realizza in Zaccheo che con coraggio ha tradotto quel «briciolo di fede in fondo al cuore» in un forte e chiaro gesto: «salì sull'albero per vedere Gesù».
Luca nel Vangelo di questa trentunesima domenica continua a passare in rassegna i pubblici peccatori. Anche Zaccheo è un pubblicano, appaltatore della tasse, ricco, malvisto e ladro. Zaccheo vuol dire: «Dio si ricorda». Il capo degli esattori delle tasse viene riscattato da Gesù, egli, abituato ad estorcere fino all'ultimo spicciolo riceve gratuitamente la salvezza. Se Giosuè ha assistito alla caduta delle mura di Gerico, Gesù costata l'ingresso da parte di un ricco nel regno dei cieli. Poco prima aveva detto: «E' più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli! (Lc 18,25). Zaccheo, piccolo di statura, cioè con poca fede, compie un gesto grande, sale su un sicomoro, ma ecco, che si sente chiamare: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». A volte siamo noi che tentiamo con le nostre opere di conquistare Dio, invece è Lui che in Cristo viene a curare noi!
Il cuore non ha bisogno di parole, basta uno sguardo. «Andrò in cerca della pecora perduta... Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore pentito che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione» (Lc 15, 4.7).
Zaccheo, pieno di gioia, accoglie Gesù, ma la folla subito inizia a mormorare scandalizzata (come siamo tutti bravi in questo!): «è andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo ormai ha trovato la vera ricchezza: Gesù, e ci «spiazza» con la sua immediata risposta: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto»(Lc 19,8). Oggi la salvezza è entrata in questa casa.
Il Santo Padre Benedetto ci incoraggia: «mai disperare della misericordia di Dio» (RB 4,74). Dio si ricorda di ognuno di noi e notte e giorno ci cerca. Nonostante la nostra «piccola statura» non ci scoraggiamo, la preghiera è il nostro «albero», la nostra salvezza e ci sentiremo anche noi chiamare per nome: oggi devo fermarmi a casa tua!

ANTIFONA D'INGRESSO 

Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non star lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Sap 11,22 - 12,2

‡ Dal libro della Sapienza.
Signore, tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita, Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 144

RIT: ‡ La gloria di Dio è l'uomo vivente.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome.

Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Manifestino agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

SECONDA LETTURA

2 Ts 1,11 - 2,2

‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi.
Fratelli, preghiamo di continuo per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e porti a compimento, con la sua potenza, ogni vostra volontà di bene e l'opera della vostra fede; perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo. Di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare
il lieto annunzio ai poveri.

Alleluia.

VANGELO

Lc 19, 1-10
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!».
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Rivolgiamoci con fiducia a Dio, fonte della rivelazione, perché ci aiuti ad osservare sempre i suoi comandamenti e a vivere nel suo amore. Preghiamo insieme dicendo:

Insegnaci i tuoi sentieri, Signore.

Per il Papa, i vescovi e i sacerdoti, perché siano fedeli alla parola di Dio e la annuncino sempre con verità. Preghiamo:

Per il popolo ebreo, perché veda nel Cristo il compimento pieno alla sua attesa di salvezza. Preghiamo:

Per i responsabili della vita pubblica, perché nella loro azione legislativa rispettino sempre i diritti e la coscienza degli uomini. Preghiamo:

Per i sofferenti, perché docili all'azione dello Spirito Santo collaborino alla salvezza del mondo. Preghiamo:

Per la nostra comunità, perché non si esaurisca nell'osservanza sterile dei precetti, ma viva costantemente la legge dell'amore. Preghiamo:

Per la purificazione della nostra fede.
Perché nessuna legge umana sia contraria alla legge di Dio.

O Signore Dio, che ci hai affidato la tua legge per la nostra vita, aiutaci a non disprezzare nessuno dei tuoi comandi, e a migliorare sempre più il nostro amore al prossimo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo...

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,
gioia piena nella tua presenza.

DOPO LA COMUNIONE

Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.



Liturgia della Settimana: http://liturgia.silvestrini.org/
Preparata dai giovani Monaci Benedettini Silvestrini
del Monastero di San Vincenzo M. - Bassano Romano (VT)
E-mail: s a n v i n c e n z o @ s i l v e s t r i n i . o r g