Domenica 17 Ottobre 2004XXIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-17.html |
| LETTURE: Es 17, 8-13; Sal 120; 2 Tm 3, 14 - 4, 2; Lc 18, 1-8. La preghiera ossigeno dell'anima Nella prima lettura che la liturgia oggi ci propone, possiamo notare che la vita cristiana non e una vita da deresponsabilizzati, trascorsa nell'ozio e nella tranquillità. Già la sola ricerca di Dio porta a vivere nel combattimento quotidiano, ogni giorno siamo chiamati a scoprirlo e sceglierlo come unico Dio della nostra vita. L'arma potente e vincente per sostenere il combattimento è la preghiera. Mosè è un uomo che Dio si è scelto come condottiero del suo popolo e la sua docilità facilmente lo rende strumento d'intercessione. Il brano non ci da le parole pronunciate da Mosè durante la preghiera ma ne mette in evidenza l'atteggiamento che è quello di una preghiera esistenziale. Le mani alzate sono un grido d'aiuto a Dio. La preghiera è dunque la luce dell'anima. Mosè ritto sul colle porta tra le mani il «bastone di Dio», uno strumento che già precedentemente nella storia degli Israeliti compie le opere di Dio ed ha un ruolo vincente. Questo indica che il vero protagonista, combattente e responsabile della vittoria è il Signore. Noi siamo impossibilitati ad intraprendere per noi la difesa, l'unico che può soccorrerci e difenderci è Dio. E quando Dio interviene? Quando viene meno ogni speranza umana, quando sperimentiamo la nostra miseria, il nostro niente e non possiamo che sperare in Lui solo. In diversi passi dell'Antico Testamento vediamo che ogni qual volta il popolo d'Israele confida in Dio rinunciando alle proprie forze, alla gloria, alla menzogna e crede nell'efficacia della preghiera e ha fiducia in Lui non soccombe al nemico ma ne è vittorioso. Dobbiamo riconoscere Dio come il Dio della storia che fa bene ogni cosa, anche quando ci prova per ricondurci a Sé. Noi non viviamo che nel palmo della sua mano. Egli vigila sempre su di noi con la sua amorosa protezione rispettando la libertà che Lui stesso ci ha donato e che col peccato noi abbiamo snaturato e pervertito. Nulla accade per caso ma tutto è voluto o permesso da Dio. L'esito della battaglia tra Giosuè e Amalek dipende dalle mani di Mosè quando le alza prevale Israele, cioè quando riconosciamo Dio come nostro Padre e fiduciosi gridiamo a Lui senza farci scoraggiare e prevalere dal dolore, delusione, contrarietà, persecuzioni e sfiducia in Lui siamo più che vincitori. Invece quando le fa cadere per la «stanchezza» è Amalek che vince, cioè quando ci lasciamo sopraffare dalla debolezza perché non crediamo più in Dio come Colui che è Amore e smettiamo di gridare e vivere intimamente con Lui, ecco che il nemico ci sconfigge e diveniamo vittime di noi stessi, della mentalità del mondo, delle affascinanti e ingannevoli tentazioni del demonio: dell'accidia, dell'ira, della sensualità, della cupidigia, e tutto è più potente di noi,ci schiaccia e ci uccide. La preghiera, allora deve essere continua, incessante e inopportuna così come ci viene detto anche dal Vangelo di oggi. E' dalla preghiera che prendiamo vita e ci rinnoviamo. Un altro punto da notare in questo passo dell'Esodo è la collaborazione di Aronne e Cur. Ecco che la preghiera non è solitaria ma coadiuvata da altri, questo deve spronarci a non chiuderci in noi stessi, l'orgoglio non deve far pesare il fallimento, ma dobbiamo avere la semplicità e l'umiltà di chiedere aiuto, di lasciarci aiutare da chi Dio mette al nostro fianco e anche darlo a chi ce lo chiede. La preghiera di Mosè sul colle si trasforma in azione sul campo permettendo a Giosuè di sconfiggere Amalek, il nemico che è l'ostacolo per raggiungere la Terra Promessa, la nostra Vita Eterna. Questo ci rivela come Mosè e Giosuè si completano nel compiere l'opera di Dio, mostrandoci come la contemplazione e l'azione non si escludono ma si fondono e si alimentano così come ce l' ha trasmesso il nostro caro Patrono d'Europa, S. Benedetto da Norcia avendolo pienamente capito e vissuto nelle tappe di esperienza della sua vita. La seconda lettura ci dice che la preghiera è anche ascolto e risposta alla Parola di Dio. Per metterci in ascolto è necessario avere tanta umiltà poiché la Parola provoca sempre un giudizio perché rivela la verità di Dio ai nostri cuori e guai a noi a soffocarla. Dobbiamo sottometterci ad essa per riceverla come grazia che ci porta alla Vita Eterna . La Parola sarà sempre inopportuna perché è controcorrente rispetto alle nostre viltà ed egoistiche preferenze. E' bello annunciare Cristo risorto? E che prima è morto sulla croce? perché la croce sarà sempre follia per i pagani e scandalo per i Giudei! E annunciarlo a chi?Prima di tutto a noi stessi e poi agli altri e non solo con le parole ma con i fatti. Lasciamoci giudicare dalla Parola per trovarci completi e ben preparati per ogni opera buona. Luca ci dice che la preghiera non è un rituale magico ma è autentica ed efficace nella misura in cui è libera. Dio che è il Santo ed Eterno Giudice si lascia «violentare» ben volentieri da chi lo prega con perseveranza e fede. ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. ATTO PENITENZIALENel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.C: Signore, che sei la pienezza di verità e di grazia, abbi pietà di noi. A: Signore, pietà. C: Cristo, che ti sei fatto povero per arricchirci, abbi pietà di noi. A: Cristo, pietà. C: Signore, che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, abbi pietà di noi. A: Signore, pietà. C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna. A: Amen. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEs 17, 8-13‡ Dal libro dell'Esodo. In quei giorni, Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 120RIT: ‡ Il nostro aiuto viene dal Signore. Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno, il custode d'Israele. Il Signore è il tuo custode, il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre. SECONDA LETTURA2 Tm 3, 14 - 4, 2‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo. Carissimo, rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Spero nel Signore, spero nella sua parola. Alleluia. VANGELOLc 18, 1-8Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELILa nostra voce giunge al Signore che si china sulle nostre miserie: con la sua potenza risanatrice, ridà la vista ai ciechi, la speranza agli afflitti, la pace ai peccatori. Con la fiducia di Bartimeo, diciamo:Donaci, o Dio, una fede viva! Perché la Chiesa, edificio degli illuminati da Cristo, docilmente si lasci guidare e purificare dallo Spirito. Preghiamo: Perché la luce del vangelo guarisca gli uomini da ogni cecità e sofferenza e accenda in essi la fede in Cristo figlio di Dio. Preghiamo: Perché nessun uomo o organismo sociale osi impedire la professione e la testimonianza della fede. Preghiamo: Perché la voce del Signore ci trovi pronti a lasciare tutto, per metterci, con la Chiesa, alla sequela del Cristo. Preghiamo: Perché l'incontro personale col Signore che ci ha convocati alla sua mensa, sia per noi un momento di luce e liberazione. Preghiamo: Per coloro che vivono come se Dio non ci fosse. Per coloro che diffondono immagini e spettacoli osceni. O Dio, che accogli il grido dei poveri, donaci di vederti in tutte le meraviglie del creato, di riconoscerti negli uomini nostri fratelli, di adorarti nel volto di Cristo Signore, parola eterna e luce vera del mondo. A te la lode nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 18 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-18.html |
| LETTURE: 2 Tm 4, 10-17; Sal 144; Lc 10, 1-9. Designati e mandati. San Luca nel suo Vangelo ci racconta oggi la sua chiamata. Anch'egli, chiamato dal Signore, è entrato nel gruppo dei settantadue discepoli, che seguono e aiutano Gesù e gli Apostoli nella loro missione. È loro compito di preparare la strada al Signore nei luoghi dove egli poi sopraggiungerà per dare il suo annuncio di salvezza. Gesù innanzitutto li sollecita alla preghiera perché: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe». Apparentemente pare che il Signore li invii come poveri pellegrini, carichi di un gravissimo compito e spogli di ogni umana sicurezza: «Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali». Hanno il compito di guarire i malati, (Luca, che è medico, sente particolarmente l'importanza di questo compito), annunciare la pace e l'avvento del Regno di Dio a coloro che li accolgono, ma senza avere la garanzia che quei doni siano poi accolti da tutti. Dovranno radunarsi nelle piazze e scuotere la polvere dai loro calzari contro coloro che non avranno voluto riceverli e avranno rifiutato il loro annuncio. Gesù aveva già detto: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato». Questa, con il dono dello Spirito Santo, è l'unica garanzia di cui possono godere. Così è accaduto nel corso dei secoli e così ancora accade. La missione è sempre la medesima, le modalità sono rimaste essenzialmente identiche. Cambiano solo i protagonisti, i seguaci di Luca e degli Apostoli, i missionari e i testimoni di oggi. ANTIFONA D'INGRESSOCome sono belli sui montii piedi del messaggero che annunzia la pace, che reca la buona novella, che proclama la salvezza. ATTO PENITENZIALEGesù Cristo, il giusto, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre. Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.C e A: Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro. C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna. A: Amen. C: Signore pietà. A: Signore pietà. C: Cristo pietà. A: Cristo pietà. C: Signore pietà. A: Signore pietà. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTASignore Dio nostro, che hai scelto san Luca per rivelare al mondo con la predicazione e con gli scritti il mistero della tua predilezione per i poveri, fà che i cristiani formino un cuor solo e un'anima sola, e tutti i popoli vedano la tua salvezza. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURA2 Tm 4, 10-17‡ Dalla seconda lettera di san Paolo a Timoteo. Carissimo, Dema mi ha abbondonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a E'feso. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere; guàrdatene anche tu, perché è stato un accanito avversario della nostra predicazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Non se ne tenga conto contro di loro. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 144RIT: ‡ I tuoi amici, Signore, annunziano il tuo regno. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Manifestino agli uomini i tuoi prodigi e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è regno di tutti i secoli, il tuo dominio si estende ad ogni generazione. Giusto è il Signore in tutte le sue vie, santo in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri la buona novella. Alleluia. VANGELOLc 10, 1-9Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDono del Signore è la pace. L'intimità con Gesù Cristo, che mai ci abbandona, è per noi garanzia di serenità nel profondo, è gioia nelle tribolazioni. Perciò supplichiamo con fede:O Dio che doni la pace, ascoltaci. Ti preghiamo per la Chiesa: fà che splenda fra gli uomini come aurora del regno e principio della nuova creazione: Ti preghiamo per tutte le genti: si lascino convincere alla parola del vangelo e si riconcilino nella verità e nell'amore: Ti preghiamo per chi, annunciando Cristo, si trova come agnello fra lupi: sperimenti la forza di chi pone la fiducia nella tua potenza: Ti preghiamo per chi è indigente o abbandonato: trovi consolazione nell'amicizia e nel soccorso che viene dall'alto: Ti preghiamo per chi si ostina nel peccato o non sa come uscirne: si lasci guarire dalla mansuetudine di Cristo: Per i nostri sacerdoti. Per le case che non hanno la pce. O Signore, tu ci chiami alla mensa eucaristica perchè, nutriti dell'unico pane, diventiamo un cuor solo e un'anima sola. Ti ringraziamo per la tua immensa bntà associandosi alla lode celeste, che perenne sale al Figlio e allo Spirito Santo, che con te vivono per i secoli eterni. Amen. SULLE OFFERTEConcedi a noi i tuoi fedeli, Signore, di servire santamente al tuo altare, perché il sacrificio che ti offriamo nella festa di san Luca, ci ottenga la guarigione dello spirito e il dono della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Tu hai stabilito la tua Chiesa sul fondamento degli Apostoli, perchè sia, attraverso i secoli, segno visibile della tua santità, e in nome tuo trasmetta agli uomini le verità che sono via al cielo. Per questo mistero di salvezza, uniti a tutti gli angeli, proclamiamo nel canto la tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEIl Signore mandò i suoi discepoliad annunziare in ogni luogo: «E' vicino a voi il regno di Dio». DOPO LA COMUNIONELa partecipazione al tuo sacramento, Signore, ci comunichi il tuo spirito di santità, e ci rafforzi nell'adesione al Vangelo, che san Luca ha trasmesso alla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 19 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-19.html |
| LETTURE: Ef 2, 12-22; Sal 84; Lc 12, 35-38. Vigilanza nello spirito Continua il discorso di Gesù ai discepoli, alla folla, a tutti. Questa volta dopo l'ammonimento a lasciare le ricchezze per prepararci un tesoro nei cieli, Gesù ci invita e ci dice come attendere l'ora dell'incontro definitivo con Lui nel Paradiso. L'esistenza cristiana è appunto attesa di Colui che deve venire, che deve tornare. L'attesa diventa motivo e coraggio per affrontare le prove della vita, per darne un senso; e la vigilanza orante è un'arma per non cadere nella sfiducia, nella noia, nella stanchezza, nell'accomodarci nello stato di vita in cui ci troviamo... tanto chissà quando verrà..., ma Gesù dice: «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione». Nel Brano odierno del Vangelo, Gesù si paragona a un padrone che va ad un banchetto di nozze. Nella cultura ebraica il banchetto può prolungarsi anche per diversi giorni, ma egli deve far ritorno a casa e nemmeno lui sa quando. «Nemmeno il Figlio dell'uomo sa qual è l'ora». Così tra l'Ascensione e la sua prossima venuta intercorre un tempo di attesa, tempo di conversione, la storia diventa luogo di salvezza, la notte ricorda la Pasqua, il passaggio dalla schiavitù alla libertà ma ci ricorda anche la morte fisica e spirituale. Notte di veglia per Dio quando liberò Israele dagli egiziani, così avviene con noi, anche se non ce ne accorgiamo Dio veglia con noi. Questo servo ama il padrone e chi ama non riesce a prendere sonno finché l'amato non torna a casa e nell'attesa lo spirito si affina fino a sussultare al primo rumore, al primo segnale della presenza di Dio. Il tempo che il servo dona con amore al padrone rifluisce su lui stesso in tempo di vita eterna, infatti la gioia del padrone diventa la gioia del servo. Tanto che il padrone diventa servo. Questo scambio d'amore tra l'Atteso e chi attende diventa unità, beatitudine. «Non vi ho chiamati più servi perché il servo non sa quello che fa il padrone ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l' ho fatto conoscere a voi». Gesù non ci pone trabocchetti, anzi,da buon amico ci dà un consiglio su come attendere la sua venuta: «Pronti», «cintura ai fianchi», «lucerne accese». Il servo si cinge i fianchi per non avere il passo intralciato dall'abito, con la lucerna accesa perché non vada a tentoni quando correrà ad aprire la porta. «Cinto i fianchi con la verità, rivestito di giustizia, calzando lo zelo per annunciare il Vangelo della pace». Questo servo è un uomo di pace perché non obbedisce per osservare una legge, perché si sente schiavo, ma per amore al padrone. Così pur dovendo servire lo fa non con lo spirito da schiavo, ma con lo spirito dei figli di Dio che è spirito di libertà, di amicizia, di pace. «Qui non c'è più greco o giudeo, non c'è più schiavo né libero, non c'è più uomo né donna poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù». Il nostro santo Padre Benedetto scrive la Regola proprio per aprire una scuola del servizio del Signore (Pr. 45) dove ci vuole insegnare l'arte di servire Cristo nei fratelli. Quando il servizio è fatto per amore a Cristo ci aiuta ad essere liberi da noi stessi, dalla nostre piccole vedute per rientrare nelle più ampie vedute dell'occhio di Dio che agisce tramite uomini. Cosicché servire è regnare. ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEf 2, 12-22‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 84RIT: ‡ Sei tu, Signore, la nostra pace. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Vegliate e pregate in ogni momento, per essere trovati degni di comparire davanti al Figlio dell'uomo. Alleluia. VANGELOLc 12, 35-38Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILa vita del cristiano è preparazione all'incontro con il Signore. Supplichiamo Dio Padre, per il Cristo che ci ha redento, dicendo insieme:Insegnaci la fedeltà, o Signore: Perché ogni cristiano, nel servizio fedele al Signore, alla Chiesa e a tutti gli uomini, prepari il mondo all'incontro con Dio Padre. Preghiamo: Perché la grazia di Dio penetri nel cuore di tutti gli uomini e rischiari le tenebre dell'egoismo. Preghiamo: Perché ogni salvato entri in familiarità con Dio, fonte di giustizia, di accoglienza e di servizio. Preghiamo: Perché il sangue di Cristo, che ci ha giustificati con abbondanza di grazia, continui a riversarsi su di noi per una riconciliazione continua con i fratelli. Preghiamo: Perché il servizio svolto dai sacerdoti sia sempre sollecito, e rifletta la disponibilità che il Cristo ha verso tutti gli uomini. Preghiamo: Per i contemplativi. Perché viviamo su questa terra come ospiti e pellegrini. O Padre, che ci doni la gioia della salvezza, concedi alla nostra comunità la sollecitudine nel servizio, per meritare la beatitudine di incontrarti. Te lo chiediamo per l'obbedienza e i meriti di Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 20 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-20.html |
| LETTURE: Ef 3, 2-12; Salmo da Is 12; Lc 12, 39-48. Se sapeste a che ora… «Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa». Noi oggi cerchiamo di stare attenti affinché questo pericolo non avvenga, e ci barrichiamo nelle nostre case prendendo tutte le accortezze necessarie. E' vero possiamo prevenire l'uomo, ma il Figlio dell'uomo? Quando Gesù verrà non ci saranno porte blindate, sistemi di allarme, ingressi monitorati che possano tenere. Possiamo prevenire, ritardare la sua venuta con cure mediche, diete, sport e ultimi ritrovati? Possiamo difenderci dalla paura della morte esorcizzandola con il super attivismo, con preghiere, coroncine, devozioni, conferenze, letture, ma, il Figlio dell'uomo, quando verrà entrerà lo stesso perché: «le sue vie non sono le nostre vie». Gesù è l'uomo dell'imprevisto, dell'inimmaginato, dell'eccezionale. Gesù certe volte per poterci ricentrare in Lui, per poterci unire a Lui deve, come un ladro, strapparci dalle nostre piccole o grandi sicurezze per farci sua proprietà per sempre: «Verrà (Gesù) nell'ora che non pensate», e chi immagina che quest'ora possa essere anche: Oggi? è l'oggi di Dio, «Oggi la salvezza è entrata in questa casa», «Oggi sarai con me in Paradiso», Quindi la venuta del Signore per me è: «oggi». Mi trova preparato? o faccio come Pietro che dice: Signore la dici a me questa parabola o è per chi mi vive accanto? La risposta di Gesù è proprio per chi è chiamato, per il dono della grazia di Dio, a esercitare il «potere» di Dio che è servire e non essere servito. Siamo chiamati a «vigilare ogni momento sugli atti della propria vita» (RB 4,48), perché può succedere di perdere nell'attesa il motivo, il perché del vegliare. Se nella nostra vita non sappiamo per Chi viviamo, per Chi ci muoviamo, può succedere di adagiarci nella nostra natura che è sempre portata a dire voglio, voglio; da qui, passare all'aggressività, ad appropriarci delle cose del padrone, il passo è breve. In questa parabola Gesù ci mette in una situazione di scelta cioè scegliere il Padrone (il Figlio dell'uomo), o il padrone (me stesso); e di avere come il servo saggio e fedele le orecchie del cuore attente alla volontà del Padre, perché un giorno non debba rattristarsi, avendoci annoverati nel numero dei suoi figli, della nostra cattiva condotta e non ci condanni alla pena eterna come servi malvagi (cfr. Pr 4.6-7). ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEf 3, 2-12‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro beneficio: come per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero di cui sopra vi ho scritto brevemente. Dalla lettura di ciò che ho scritto potete ben capire la mia comprensione del mistero di Cristo. Questo mistero non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo, del quale sono divenuto ministro per il dono della grazia di Dio a me concessa in virtù dell'efficacia della sua potenza. A me, che sono l'infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di far risplendere agli occhi di tutti qual è l'adempimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio, creatore dell'universo, perché sia manifestata ora nel cielo, per mezzo della Chiesa, ai Principati e alle Potestà la multiforme sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, il quale ci dá il coraggio di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in lui. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESalmo da Is 12RIT: ‡ Da Cristo Gesù la salvezza e la gioia. Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza. Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza. Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Vi ho chiamati amici, dice il Signore, perché tutto ciò che ho udito dal Padre ve l'ho fatto conoscere. Alleluia. VANGELOLc 12, 39-48Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILa nostra adesione al Cristo non sempre si traduce nell'obbedienza a Dio e nella sollecitudine verso i fratelli. Presentiamo quindi al Padre la nostra preghiera:Converti il tuo popolo, Signore. A Pietro è stata affidata la responsabilità del gregge di Dio. Preghiamo perché il Papa divenga sempre più segno di unità tra le chiese cristiane: L'uomo si pone spesso al servizio di falsi idoli in un paganesimo moderno che lo degrada. Preghiamo per un ritorno dell'umanità al Dio vero che non schiavizza, ma libera: Il cristiano sa che i suoi carismi sono per il servizio dei fratelli. Preghiamo perché il nostro agire per l'uomo sia disinteressato e ricco di amore: Ai popoli occidentali sarà richiesto molto dal Padre. Preghiamo perché la solidarietà verso i poveri sia vera e concreta: Ciascuno di noi è amministratore di doni ricevuti dal Signore. Preghiamo perché nessuno di questi rimanga infruttuoso e sterile: Perché il Signore ci liberi dalla tentazione del potere. Perché tutte le Chiese si lascino evangelizzare dalla parola di Dio. Padre misericordioso, che hai affidato alla tua Chiesa i sacramenti della salvezza, fà che in ogni azione ella rispecchi il volto del tuo Cristo, che ha condiviso in tutto l'esperienza della nostra umanità e ora vive con te per i secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 21 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-21.html |
| LETTURE: Ef 3, 14-21; Sal 32; Lc 12, 49-53. Sono venuto a portare il fuoco sulla terra L'urgenza che sulla terra arda il fuoco dell'Amore di Dio, si fa sentire oggi, in modo forte e chiaro nella parole di Gesù. Lui è venuto a portare quel fuoco che per essere acceso deve scaturire dalla sua morte sul legno della croce. In virtù del battesimo di fuoco che ha affrontato Gesù, il nostro uomo interiore è stato purificato e salvato, «Con lui siete stati sepolti nel battesimo in lui anche siete stati insieme risuscitati» (Col 2,12). Questo fuoco ricevuto nel battesimo arde oggi nel mio cuore? O ne è rimasto solo un tenue barlume? «A chi fu affidato molto...». Ad ognuno di noi è stata data questa consegna dell'amore di Dio «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv13,34). Chi vuol vivere questo amore, non può non subire quello che ha subito Gesù: «Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi», «se hanno chiamato Beelzebul il padrone di casa, quanto più i suoi familiari» (Mt10,25). Chi si decide per Cristo e per i fratelli si prepara a diventare oggetto di opposizione, di rifiuto, di maledizione da parte del mondo e anche da parte di chi gli vive più vicino, anche da parte di chi dovrebbe essere guida o aiuto. Gesù non ci illude promettendoci una sequela priva di sofferenza, no, non si è sottratto nemmeno Lui alle incomprensioni dei suoi: «Perché ci hai fatto così?», «E' fuori di sé». Gesù ci aiuta ad entrare nella morte (battesimo di fuoco), per amore, per amare, per conoscere la potenza di Dio che risuscita dai morti. Anche san Benedetto non illude il fratello che vuole entrare in monastero ma gli presenta tutte le difficoltà che la sequela comporta (cfr.RB 58), e gli dona anche una parola di conforto e di incoraggiamento quando dice: «Non abbandonare, subito preso da sgomento, la via della salvezza, che all'inizio non può essere che stretta. Ma col progredire nella conversione monastica e nella fede, dilatandosi il cuore, si corre con indicibile dolcezza d'amore sulla via dei comandamenti di Dio»(RB pr. 48-49). ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEf 3, 14-21‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 32RIT: ‡ Della grazia del Signore è piena la terra. Esultate, giusti, nel Signore: ai retti si addice la lode. Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate. Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra. Il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ La parola di Dio è viva, efficace; penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito. Alleluia. VANGELOLc 12, 49-53Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILa parola ascoltata ci fa portatori di un fuoco d'amore che infiamma e di un messaggio che inquieta e divide. Chiediamo quindi al Padre la forza di vivere alla sequela del Cristo, dicendo:Rendici tuoi testimoni, Signore. Perché chi porta il nome cristiano non tema di professare la propria fede anche di fronte all'indifferenza e alla contrarietà dell'ambiente in cui vive. Preghiamo: Perché la testimonianza della fede non acquisti mai il sapore della sfida e della supremazia, ma sia proposta umile di una verità che supera le nostre persone. Preghiamo: Perché in ogni nucleo familiare ci sia pace e unità, grazie alla parola del Cristo che stimola alla comprensione e al perdono vicendevoli. Preghiamo: Perché i genitori non impediscano le scelte cristiane dei loro figli, ma li aiutino a realizzarle con costanza e generosità. Preghiamo: Perché la partecipazione a questa eucaristia rinnovi la nostra adesione al Cristo, che di dona quotidianamente la forza di essere nuove creature. Preghiamo: Per il gruppo biblico della parrocchia. Per i cristiani che presentano Gesù ai ragazzi. Ascolta con bontà, o Padre, le nostre suppliche. Liberaci dal fuoco che distrugge e donaci il fuoco del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 22 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-22.html |
| LETTURE: Ef 4, 1-6; Sal 23; Lc 12, 54-59. Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Mentre ieri, nella Parola proposta dalla liturgia del giorno, abbiamo ascoltato come Gesù non illude il discepolo prospettandogli una sequela facile, ma, mostrandogli come possa essere anche lui oggetto di divisione; oggi Gesù parla alle folle che, sanno porre la loro attenzione, per capire se il tempo atmosferico sarà buono o cattivo, ma che non sanno, o non vogliono capire che : «il tempo buono» è in mezzo a loro; il tempo buono per la conversione è arrivato in Gesù stesso. Non capiscono il tempo in cui Dio le sta visitando (Lc 19,44). Per questo Gesù le rimprovera fortemente di ipocrisia, per farle entrare nella luce, nella verità; e quale è questa verità? I segni che Lui compie: «i cechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella». (Mt11,5) Ma la folla nega, nasconde l'evidenza dei fatti e questo sarà palese quando lo condannerà come un malfattore alla morte di croce. Perché questa folla non sa giudicare «questo tempo di grazia del Signore»? Forse la risposta è nel versetto seguente? : «Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Quando si è nel «branco» è facile farsi prendere dall'entusiasmo o dallo sdegno, dal cameratismo. Infatti questa folla sarà la stessa che passerà dall'Osanna al Figlio di David al crocifiggilo. Gesù ci chiede di capire i segni dei tempi e, come per guardare che tempo fa, ci si ferma a scrutare il cielo, così per capire i segni dei tempi nella nostra vita, bisogna fermarsi, uscire dalla folla chiassosa, dalla mentalità del mondo per aprire gli occhi dello spirito ricevuti nel battesimo, sugli occhi della carne «Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente» (Ef1,18). Perché mentre gli occhi della carne ci fanno vedere solo ciò che torna a nostro immediato vantaggio, ma, ci conducono alla morte; così gli occhi dello spirito sul momento non ci fanno vedere un guadagno, ma ci conducono alla vita. Infatti gli occhi della carne non ci farebbero mai vedere come un guadagno, un immediato bene, il riappacificarci con il nemico, con chi ci ha fatto del male. Ma questo modo di pensare ci porterà alla morte perché allo stesso modo con cui giudichiamo saremo giudicati dal Giudice Supremo. Gesù invece ci invita a leggere i segni dei tempi, che cioè la salvezza è arrivata per tutti, anche, anzi, soprattutto per il nemico. Per questo ci dice di accordarci con l'avversario, di avere un cuore in comune, un cuore unito. Ma io avrò il cuore unito al nemico nella misura in cui avrò il mio cuore unito a quello di Cristo «Che mi ha amato quando ero malvagio e peccatore». Infatti la Parola citata da san Benedetto negli strumenti delle buone opere ci ricorda prima di tutto di amare il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Quello che segue poi sono gli strumenti di quell'arte spirituale che appunto fa sì, che il nostro uomo spirituale si affini nel vedere, nel discernere, i segni dei tempi, nelle ordinarie circostanze della vita o nelle più comuni decisioni da prendere. Anche se quest'arte sul momento non ci sembra un guadagno però sappiamo che la ricompensa la riceveremo in cielo e sarà quella che il Signore stesso ha promesso: «Ciò che occhio non vide né orecchio udì, questo Dio ha preparato per coloro che lo amano» (RB4,77). ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEf 4, 1-6‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 23RIT: ‡ Chi cerca il Signore vedrà la sua salvezza. Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. E' lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna. Questi otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore, perché sappiamo comprendere i segni dei tempi nuovi. Alleluia. VANGELOLc 12, 54-59Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELINella pienezza dei tempi, il Padre ha inviato suo Figlio nel mondo a predicare la buona notizia della salvezza. Riconoscenti del suo amore senza limiti, rivolgiamogli ora le nostre suppliche e diciamo:Converti il tuo popolo, Signore. Perché la Chiesa insegni all'umanità la speranza, indichi la via della pace e della concordia, evidenzi con fede i segni di Dio presenti oggi nel mondo. Preghiamo: Perché il popolo cristiano, anche nell'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni, riconosca la benevolenza del Padre che dona sempre cose nuove per la gioia di tutti gli uomini. Preghiamo: Perché la lettura o l'ascolto delle notizie e avvenimenti quotidiani, si trasformi in preghiera di supplica e di intercessione, per la diffusione del regno di Dio. Preghiamo: Perché ogni istituzione civile e religiosa si rinnovi all'ascolto delle esigenze e delle necessità emergenti per il bene comune. Preghiamo: Perché gli ordini e le congregazioni dei religiosi si dedichino con generosità e spontaneità alle nuove forme di povertà e di emarginazione della società. Preghiamo: Per chi non riesce più a dialogare con gli altri. Perché il Signore ricompensi il bene compiuto dai nostri padri. O Dio di ogni bene, che con la luce del nuovo giorno rinnovi la vita e la speranza dell'umanità, aiutaci a seguire le orme del tuo Figlio che per noi si è fatto luce delle nazioni. Egli è Dio e vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 23 Ottobre 2004XXIX Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-23.html |
| LETTURE: Ef 4, 7-16; Sal 121; Lc 13, 1-9. Lascialo ancora quest'anno... Nella pericope del Vangelo che oggi la liturgia ci propone troviamo una notizia di cronaca che nello stesso tempo interrompe e conferma quello che Gesù sta dicendo alle folle. Gesù le rimprovera di ipocrisia, di non saper leggere i segni dei tempi e la notizia di questo crimine commesso da Pilato, su quei giudei che stavano sacrificando al Tempio, è proprio il segno che la morte improvvisa ci deve spingere a pensare non al perché della morte, ma, alla nostra conversione. Questi che vengono a riferire la notizia, leggono quest'avvenimento, con gli occhi della carne e pensano come ha rivelato Gesù, che quelli sono morti per i loro peccati. Interpretando così queste morti loro stessi si autocondannano alla stessa sorte perché: «Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi» (Qo. 7,20). Gesù li richiama a conversione, cioè a capovolgere il loro modo di lettura raccontando una parabola. In fin dei conti se loro non sono morti non è perché sono giusti ma perché Dio sta usando verso di loro ancora misericordia e pazienza aspettando che diano frutto. Il fico è Israele, il Padrone è Dio, l'operaio è Cristo. Il fico è sterile, come sterile è l'osservanza della legge e di tutta la precettistica di quel tempo; questa pianta è stata curata ricevendo la Legge, i Profeti, il Tempio e per ultimo lo stesso Figlio di Dio, ma frutti non ce ne sono. Il contadino intercede chiedendo ancora un anno di grazia; sarà l'anno in cui Cristo ha concimato la pianta con il suo stesso sangue? Cristo intercede per noi presso il Padre come Mosè, come Abramo. La misericordia di Dio è infinita, come infinito è il suo amore per noi, ma la sua misericordia non può salvarmi senza il mio consenso, come dice sant'Agostino: «Lui che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te». Così il Signore ci invita ancora una volta, oggi, a conversione: «Se oggi ascoltate la sua voce non indurite i vostri cuori», e la sua voce ci richiama nei fatti della vita; come abbiamo già detto anche in quelli più banali. In essi il cristiano intelligente, che sa leggere dentro il fatto, vede la misericordia di Dio per lui. E la sua voce ci richiama anche a vedere da che parte stiamo quando vediamo o viviamo situazioni che a noi sembrano sterili. Ci ergiamo a puntare il dito? e a dire: «Taglialo» non è giusto che sfrutti il terreno, cioè ci mettiamo noi al posto di Dio giudice? «La valutazione della colpa spetta all'Abate» (RB 24,2) o forse non è che siamo chiamati ad essere piuttosto operai? «E tutti preghino per lui» (RB 27,4). La preghiera assidua e vicendevole è il concime che nutre il campo della vita comune, il campo del «nostro vicino» affinché portiamo frutti di misericordia gli uni per gli altri ed entrare così tutti insieme nella vita eterna. ANTIFONA D'INGRESSOIo t'invoco, mio Dio:dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. COLLETTADio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURAEf 4, 7-16‡ Dalla lettura di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini. Ma che significa la parola «ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 121RIT: ‡ Sei tu, Signore, la forza del tuo popolo. Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore» . E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore. Salgono secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Signore non ritarda nell'adempire la sua promessa, ma usa pazienza verso di voi, volendo che tutti abbiano modo di pentirsi. Alleluia. VANGELOLc 13, 1-9Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Disse anche questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIInvochiamo, con sentimenti filiali, Dio nostro Padre, lento all'ira e grande nell'amore. Preghiamo insieme, dicendo:Liberaci dal male, Signore. Perché la Chiesa, con le parole e le opere, sia un continuo richiamo alla conversione, che porta gli uomini alla vera libertà dei figli di Dio. Preghiamo: Perché l'impegno sociale dei credenti superi la diplomazia e la ragione di stato, per una giustizia evangelica frutto di carità e di amore. Preghiamo: Perché ogni cristiano eserciti il proprio ministero con attenzione particolare alle persone in difficoltà o segnate da sofferenze fisiche o morali. Preghiamo: Perché i giovani riscoprano la loro vocazione alla vita, attraverso un impegno coerente con il messaggio del vangelo. Preghiamo: Perché la nostra comunità impari la pazienza di Dio e abbia il coraggio di seminare gratuitamente la sua parola in tutti i luoghi e in tutti gli uomini. Preghiamo: Perché il Signore ci liberi dalla morte improvvisa. Per la riscoperta delle opere penitenziali. Accogli, o Padre, la nostra preghiera: la tua grande misericordia converta i nostri cuori perché, liberi da ogni male, possiamo godere della vita del tuo Figlio Gesù Cristo che vive e regna con te per tutti i secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEDonaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGli occhi del Signore sono su quanti lo temono,su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. DOPO LA COMUNIONEO Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 24 Ottobre 2004XXX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-24.html |
| LETTURE: Sir 35, 12-14.16-18; Sal 33; 2 Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14. Fede e umiltà. Un giorno suonò alla porta del nostro Monastero un giovane che distribuiva i nuovi elenchi telefonici del 2005. A prima vista appariva come uno dei tanti ragazzi sbandati che non sanno mai da che parte andare; egli lo confermò dicendo che quando gli era stato risposto al portone con il saluto: «Sia lodato Gesù Cristo», lui aveva risposto: «Non ci credo». Quando si sentì dire che noi gli volevamo bene lo stesso e che avremmo pregato per lui perché si lasciasse incontrare da Gesù Cristo, si commosse profondamente, scusandosi perché lui era così e per averlo manifestato in modo tanto aperto, ci chiese di pregare per lui. Questo piccolo episodio di vita quotidiana, e come questo ce ne capitano molti, ci invita a riflettere e a guardare nel nostro cuore, proprio in questa domenica in cui la Parola di Dio ci fa interrogare sulla nostra fede e sul nostro rapporto con lui. Il Vangelo ci parla del Fariseo e del Pubblicano, due categorie di persone: in esso ci viene offerto un insegnamento sulle condizioni interiori della preghiera. Il fariseo appartiene alla setta dei «separati», dei puri, degli osservanti della legge e dei comandamenti e delle moltiplicazioni delle opere. Quanto dice di sé è vero, ma è proprio questo che lo rende «impuro» davanti a Dio perché egli si crede in diritto di giudicare gli altri, addirittura di sentirsi superiore ad essi. Il pubblicano, esattore delle tasse per l'Impero Romano, è davvero un peccatore, ma egli ne è consapevole e lo manifesta nel suo atteggiamento esteriore, non osa né mettersi avanti nel tempio, né alzare gli occhi. Si batte invece il petto consapevole della sua triste situazione. La preghiera dei due uomini esprime la loro vita. Il pubblicano tornò giustificato a differenza dell'altro «perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». Il nostro Santo Padre Benedetto nella sua Regola ci invita a non disperare mai della misericordia di Dio (RB 4). Anche la prima lettura ci fa vedere come Dio si china verso chi è umile, la Scrittura ci mostra che la preghiera del povero sale fino a lui. «La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata non si contenta, non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità» (Sir 35,17). Bisogna sapere attendere e credere che «presso di lui non vi è preferenza di persone». Oggi siamo destinati a premere un pulsante e subito qualcosa si accende, si hanno immagini, risultati. Dio mantiene le promesse, ma i suoi tempi non sono i nostri e noi dobbiamo fidarci di lui che è fedele. S. Paolo nelle seconda lettera a Timoteo ha il presentimento della sua fine imminente e ci comunica la sua vita vissuta come un combattimento, nel quale ha però conservato la fede. Sa di essere stato uno strumento per il Signore, per lui ha combattuto, e lottato perché sia annunziato, il Vangelo, la Buona Notizia e ora attende la «corona di giustizia» da Dio giusto giudice. Quanto incoraggiamento per noi che a volte ci sentiamo soli a combattere le nostre battaglie per la fede o anche soli per la giustizia, la pace, il bene! Il Signore conosce tutto di noi, il nostro cuore, quello che gli altri non vedono o giudicano male. In lui solo la nostra speranza e la nostra pace! ANTIFONA D'INGRESSOGioisca il cuore di chi cerca il Signore.Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. ATTO PENITENZIALEAll'inizio di questa celebrazione eucaristica, chiediamo la conversione del cuore, fonte di riconciliazione e di comunione con Dio e con i fratelli.C: Pietà di noi, Signore. A: Contro di te abbiamo peccato. C: Mostraci, Signore, la tua misericordia. A: E donaci la tua salvezza C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna. A: Amen. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore ...PRIMA LETTURASir 35, 12-14.16-18‡ Dal libro del Siracide. Il Signore è giudice e non v'è presso di lui preferenza di persone. Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso. Non trascura la supplica dell'orfano né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare? Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza, la sua preghiera giungerà fino alle nubi. La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta; non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 33RIT: ‡ Giunge al tuo volto, Signore, il grido del povero. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Il volto del Signore contro i malfattori, per cancellarne dalla terra il ricordo. Gridano i poveri e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce. Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, egli salva gli spiriti affranti. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, chi in lui si rifugia non sarà condannato. SECONDA LETTURA2 Tm 4,6-8.16-18‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo. Carissimo, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. Cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbondonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a E'feso. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere; guàrdatene anche tu, perché è stato un accanito avversario della nostra predicazione. Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Non se ne tenga conto contro di loro. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli. Alleluia. VANGELOLc 18, 9-14Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIAl Dio che ha risuscitato Cristo dai morti, rivolgiamo la nostra preghiera perché apra il nostro cuore e la nostra mente alla ricchezza del suo mistero. Diciamo insieme:Illuminaci, o Signore. Perché la Chiesa aiuti gli uomini a superare i problemi e le difficoltà della vita, alla luce della risurrezione di Cristo. Preghiamo: Perché chi ha responsabilità di governo promuova anche la dimensione spirituale degli uomini. Preghiamo: Perché i sofferenti trovino in Dio e nella risurrezione di Cristo, senso e conforto al loro dolore. Preghiamo: Perché tutti gli uomini si accostino a Dio come datore della vita e liberatore da ogni male. Preghiamo: Perché la nostra comunità sappia leggere e interpretare la storia quotidiana alla luce della parola di Dio. Preghiamo: Per le persone vedove della nostra parrocchia. Per chi non crede nella risurrezione dei morti. O Dio dei viventi e Padre di ciascuno di noi, aiutaci a gustare e vivere pienamente i nostri giorni accanto a te, perché possiamo diventare uomini a immagine del tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEGuarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEEsulteremo per la tua salvezzae gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio. DOPO LA COMUNIONESignore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. |