LITURGIA DELLA SETTIMANA


Sommario


Domenica 10 Ottobre 2004

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-10.html

LETTURE: 2 Re 5, 14-17; Sal 97; 2 Tm 2, 8-13; Lc 17, 11-19.

Ricercato, guarito, per essere inviato

Gesù si dirige a Gerusalemme e il suo cammino passa attraverso la Samaria e la Galilea. Il Signore passa attraverso il popolo considerato infedele (i samaritani) che sta proprio ad indicare la nostra infedeltà, passa inoltre nella nostra quotidianità (Galilea). Gesù incontra dieci lebbrosi i quali si tengono a distanza, i lebbrosi sono contaminati e possono contaminare anche gli altri per questo, secondo la legge, sono esclusi dalla comunità. Nei lebbrosi ci possiamo identificare tutti noi che a causa del peccato, la vera lebbra dell'anima, ci teniamo a distanza da Dio. I lebbrosi alzarono la voce dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà». La distanza sembra essere superata dal grido, «la preghiera dell'umile penetra le nubi» (Sir35,17a). «Chiunque invoca il nome del Signore sarà salvato»(Gl.3,5). Il povero grida perché Cristo gli è andato incontro, perché Lui stesso si è fatto povero per cercarlo. Si invoca qualcuno che si conosce, si grida quando si percepisce la presenza divina! Gesù li invia dai sacerdoti e durante il cammino guariscono. Quando ci si mette in cammino siamo già sulla via della guarigione, il pentimento già ci fa sperimentare il perdono. Dei dieci, solo uno, vedendosi guarito, ritorna per ringraziare Gesù. Riconoscere l'opera di Dio, i miracoli che ogni giorno si ripetono è un dono dello Spirito Santo che ci spinge a ringraziare il Signore.
Possiamo essere ricchi di doni e non riconoscere l'Amore, infatti ci possiamo attaccare più ai doni, al voler sistemare le nostre comodità che al Signore della vita. Solo la fede opera la vera guarigione che è quella dell'anima. E' questa la storia di Naam il Siro, anche lui straniero che viene guarito dalla lebbra dall'uomo di Dio, Eliseo. Viene guarito bagnandosi nelle acque del Giordano, che in modo simbolico rappresenta il nostro battesimo. Anche in Naam nasce la gratitudine, vuole ripagare quanto ha ricevuto, ma Eliseo gli ricorda la gratuità di Dio.
E' la storia di Paolo che toccato dalla grazia di Dio, diventa annunciatore con la vita.
A causa del Vangelo è incatenato come un malfattore, custodendo nel cuore la certezza che la Parola di Dio non può essere incatenata. Gli ostacoli, le persecuzioni, la croce rendono feconda l'evangelizzazione e ne garantiscono l'autenticità. Con forza san Paolo incoraggia Timoteo, e ognuno di noi, a perseverare. Egli è lieto delle sofferenze che sopporta per gli eletti. Completa nella sua carne quello che manca ai patimenti di Cristo. La sua vita è diventata una lode al Signore, un sacrificio vivente, per il bene della Chiesa.
Questa potrebbe essere anche la storia di ognuno di noi, di chi si sente escluso, straniero, infedele, malato, peccatore, di chi è nella Chiesa e sta vivendo nell'aridità, nel non senso della vita, nello sconforto, nella freddezza, nell'oscurità. Il Signore ci viene incontro, ci chiama, ci dona la salvezza.
Oggi possiamo intraprendere un nuovo cammino, ma non con lo sguardo rivolto su noi stessi ma su Gesù Cristo, appoggiati alla sua fedeltà. «Anche se lo rinneghiamo egli rimane fedele perché non può rinnegare se stesso». Lasciamoci afferrare dal suo amore che ci fa nuove creature, che ci spinge a portare l'annuncio ai fratelli. Sempre S. Paolo ci ricorda quando è importante annunciare Gesù Cristo. « Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza che uno lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati?».
Lo Spirito Santo ci doni di sentire nel nostro cuore l'urgenza di evangelizzare per poter sperimentare che andando incontro all'altro siamo guariti dal nostro egoismo, che mettendoci a disposizione degli altri siamo noi a ricevere la vita e la gioia!

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

ATTO PENITENZIALE 

Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucarestia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.

C: Signore, che sei la pienezza di verità e di grazia, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che ti sei fatto povero per arricchirci, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.



GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

2 Re 5, 14-17

‡ Dal secondo libro dei Re.
In quei giorni, Naaman Siro scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito.
Tornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele». Ora accetta un dono dal tuo servo». Quegli disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò». Nàaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.
Allora Nàaman disse: «Se è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dei, ma solo al Signore».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 97

RIT: ‡ La salvezza del Signore è per tutti i popoli.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

SECONDA LETTURA

2 Tm 2, 8-13

‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo.
Carissimo, ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo, a causa del quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti, perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.
Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Voi siete stirpe eletta,
sacerdozio regale, nazione santa:
proclamate le grandezze di lui,
che vi ha chiamato dalle tenebre
all'ammirabile sua luce.

Alleluia.

VANGELO

Lc 17, 11-19
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».
Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?
Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse:
«Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Dio interviene liberamente nella storia, scegliendo a volte testimoni inaspettati. Invero, chi opera il bene e confessa il nome di Gesù è già nella verità. Fiduciosi ripetiamo:

Padre, ascoltaci nel nome di Gesù!

Fà che la Chiesa sappia rispondere alle attese profonde dell'uomo d'oggi, donandogli la tua pace. Ti preghiamo:

Fà che il dialogo fra i cristiani e i rappresentanti delle altre religioni continui fraternamente per il bene dell'umanità. Ti preghiamo:

Fà che la nostra nazione non si spaventi per il male diffuso e proclamato, ma confidi nella bontà silenziosa di molti. Ti preghiamo:

Fà che i nostri schemi pastorali siano sempre completati dalla tua meravigliosa onnipotenza. Ti preghiamo:

Fà che tutti i frammenti di bene sparsi nel mondo siano raccolti insieme nell'unico pane che offriamo a te. Ti preghiamo:

Per chi si interroga sul cristo e sulla Chiesa.
Per chi fa il bene silenziosamente.

La tua grazia, Signore, porti a compimento il bene presente in ogni uomo, perché con il Cristo tuo Figlio, principio e sintesi di ogni cosa, l'umanità tutta canti all'infinita tua grandezza per i secoli eterni. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Lunedì 11 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-11.html

LETTURE: Gal 4,22-24. 26-27.31 - 5, 1; Sal 112; Lc 11, 29-32.

Ci donerà ogni cosa insieme con Lui...

Egli che non ha risparmiato il suo Figlio ci donerà ogni cosa insieme con lui. San Paolo ci ricorda che la giustificazione non viene dalla legge ma dalla fede. Per dirci questo fa riferimento ad Abramo. Ad Abramo Dio aveva promesso un figlio e quando, secondo i suoi schemi, il Signore tarda ad adempiere la promessa, si da una discendenza dalla sua schiava Agar. Il Signore però è fedele e gli dà un figlio proprio dalla vecchia moglie Sara.
Agar e Sara rappresentano la legge e la promessa; l'opera secondo la legge della natura e l'opera che scaturisce da una Parola di Dio accolta con fede. Agar ci ricorda l'antica alleanza del Sinai. Su questo monte Dio promette la sua fedeltà al popolo d'Israele il quale a sua volta promette di osservare la legge che Dio ha dato, e subito dopo si mostra infedele. Sara ci ricorda il Monte Sion, la città di Gerusalemme che «scende dal cielo pronta come una sposa adorna per il suo Sposo» per riportare a Dio i figli della nuova alleanza. Lei è nostra madre, da lei molti figli sono rigenerati a vita nuova in Cristo. La nostra salvezza sta nel credere alla promessa, nell'accogliere l'amore di Dio. La nostra adesione a Gesù Cristo è frutto della grazia e non di un desiderio o sforzo umano.
«I desideri della carne – dice san Paolo – sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero». Egli ci esorta a rimanere liberi a non lasciarci imporre di nuovo il giogo della schiavitù da uno spietato legalismo e dal desiderio di coartare Dio, di cercarlo, di servirlo per un nostro tornaconto.
Anche il Vangelo ci ricorda proprio questo, alle folle che si accalcavano, Gesù dice: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarò dato nessun segno fuorché il segno di Giona». Sempre siamo tentati di chiedere dei segni o che ci venga tolta una croce o che Dio in modo magico venga a soddisfare i nostri desideri immediati e infantili. In Gesù Cristo la rivelazione ha raggiunto la sua pienezza. E come Giona stette tre giorni nel pesce e poi ritornò sulla terra così Gesù Cristo dopo tre giorni è risorto dalla morte. E' questo il segno a cui siamo chiamati a guardare. In Lui il Padre ha manifestato il suo amore, amore che non si oppone, che non fa violenza, che davanti al rifiuto continua ad usare misericordia. Davanti a Gesù Cristo siamo chiamati a fare una scelta: o accogliamo o rifiutiamo. Se lo rifiutiamo quanti lo hanno accolto, rappresentati dalla regina di Saba, che si mise alla ricerca della sapienza e dai Niniviti, che si convertirono alla predicazione di Giona, saranno per noi un segno di accusa. Se lo accogliamo ci arriva la vita in pienezza. «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?
La Vergine Maria che in questo mese ricordiamo con particolare devozione ci aiuti ad accogliere e ad amare Gesù Cristo con la fiducia che tutto sarà dato a coloro che cercano il Regno dei Cieli.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Gal 4,22-24. 26-27.31 - 5, 1

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati.
Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma quello dalla schiava è nato secondo la carne; quello dalla donna libera, in virtù della promessa.
Ora, tali cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due Alleanze; una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, rappresentata da Agar Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre. Sta scritto infatti: Rallègrati, sterile, che non partorisci, grida nell'allegria tu che non conosci i dolori del parto, perché molti sono i figli dell'abbandonata, più di quelli della donna che ha marito.
E come allora colui che era nato secondo la carne perseguitava quello nato secondo lo spirito, così accade anche ora.
Però, che cosa dice la Scrittura? Manda via la schiava e suo figlio, perché il figlio della schiava non avrà eredità col figlio della donna libera. Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma di una donna libera.
Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 112

RIT: ‡ Benedetto in eterno il nome del Signore.

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio
che si china a guardare nei cieli e sulla terra?
Solleva l'indigente dalla polvere,
dall'immondizia rialza il povero.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 11, 29-32
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui.
Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Gesù Cristo è l'inviato di Dio. Se noi ascolteremo la sua parola, saremo liberi veramente. Per questo preghiamo insieme, dicendo:

O Signore, fà che ascoltiamo oggi la tua voce.

O Signore, fà che la Chiesa rinunci a qualsiasi segno di prestigio esteriore e mondano, e affidi l'efficacia della sua missione unicamente alla forza della verità che tu le hai donato. Preghiamo:

O Signore, aiuta tutti gli uomini a impegnarsi per la vera libertà. Fà loro comprendere che solo tu li rendi liberi interiormente e capaci di vivere la fraternità con tutti. Preghiamo:

O Signore, conforta tutte le persone che soffrono a causa dell'oppressione politica, sociale, psicologica, e dona loro, con la pazienza e il coraggio che viene dalla risurrezione, la forza di camminare verso la liberazione. Preghiamo:

O Signore, illumina i membri della nostra comunità: rendili attenti e sensibili ai segni della tua presenza nel mondo, che richiedono continua purificazione e conversione. Preghiamo:

O Signore, donaci gli occhi della fede per celebrare questa eucaristia: il pane e il vino diventino per noi il più grande segno del tuo amore. Preghiamo:

Per chi cerca di comprendere Cristo solo attraverso la ragione e l'intelligenza.
Perché i giovani della nostra comunità incontrino il Signore risorto.

O Padre che prolunghi nel mondo, attraverso l'opera santificante della Chiesa, l'azione redentrice di Cristo, rendici partecipi della tua opera salvifica come testimoni del tuo amore senza limiti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Martedì 12 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-12.html

LETTURE: Gal 4,3 - 5,6; Sal 118; Lc 11, 37-41.

Credi in Cristo e rendi puro l'interno e l'esterno

Ai Galati che vogliono ritornare alla circoncisione (segno che distingue Israele: il popolo eletto) san Paolo ricorda che in questo modo decadono dalla grazia e ritornano di nuovo sotto il giogo della legge. «In Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della Carità». Lo Spirito Santo ci rende liberi, ci apre all'amore. «Per mezzo dell'amore mettetevi gli uni a servizio degli altri».
E' l'esperienza di san Paolo che dopo essere stato guarito dalla cecità accoglie tutti i fratelli come il suo Signore.
Anche il Vangelo ci chiama ad accogliere Gesù Cristo che viene a liberarci da un legalismo formale. Gesù invitato a pranzo da un fariseo, si siede a tavola senza fare le abluzioni. Lui che conosce il cuore di ogni uomo e tutti i nostri pensieri, si rivolge al fariseo scandalizzato e dice: « Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità».
Quanto è gratificante un comportamento impeccabile, che ci fa sentire importanti davanti a Dio ma che ci chiude il cuore all'amore e ai fratelli. Ci si scandalizza delle imperfezioni degli altri, con una grande paura di essere smascherati noi stessi e che venga fuori la nostra debolezza. Ecco allora che nel nostro percorso una caduta può essere «provvidenziale» perché ci ridimensiona, ci permette di sperimentare la misericordia di Dio e di donarla poi ai fratelli. Si ha la possibilità così di passare da una vita centrata su noi stessi e basata sulla nostra autosufficienza alla logica dell'amore che supera la legge. Se accogliamo lo Spirito Santo, che è dinamico, che non agisce secondo schemi umani e ben delimitati, la nostra vita può trasformarsi davvero in una bella avventura. Gesù Cristo ha portato l'annuncio della salvezza ai peccatori ma anche a coloro che si credono giusti e che per questo rifiutano il suo amore gratuito. Chi ci può convincere di peccato? Solo lo Spirito Santo. «E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio» (Gv 16,8). Il peccato viene debellato non per schiacciare il peccatore ma perché gli arrivi la salvezza. Cristo ha condannato il peccato non il peccatore, ha preso su di sé la morte perché ad ognuno di noi arrivi la salvezza.
E allora «Fate la vera elemosina... Abbi pietà dell'anima tua col renderti grato a Dio. Chiede l'elemosina a te l'anima tua, rientra nella tua coscienza. Chiunque sia tu che vivi male, che vivi cioè in maniera infedele alla legge di Dio, rientra nella tua coscienza e lì troverai l'anima tua che ti chiede l'elemosina, la troverai bisognosa, povera, piena d'affanni, forse non la troverai neppure bisognosa ma diventata muta per la miseria in cui versa. Poiché se chiede l'elemosina, ha fame della giustizia... falle l'elemosina, dalle il pane... Se tu lo ascoltassi e comprendessi e credessi al Signore, egli ti direbbe: Sono io il pane vivo disceso dal cielo: Se dunque avrai fede, farai in modo di alimentare prima la tua anima. Credi in Cristo e sarà puro l'interno e sarà puro anche l'esterno.» (S.Agostino).

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Gal 4,3 - 5,6

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati.
Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla.
E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia.
Noi infatti per virtù dello Spirito, attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 118

RIT: ‡ La tua legge, Signore, è la mia gioia.

Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno.
Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri.

Gioirò per i tuoi comandi
che ho amati.
Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,
mediterò le tue leggi.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Religione pura e senza macchia
davanti a Dio Padre
è soccorrere i deboli
e conservarsi puri da questo secolo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 11, 37-41
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo.
Egli entrò e si mise a tavola.
Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.
Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno?
Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore dà a ogni uomo la possibilità di conoscerlo e di amarlo. Perché questo suo dono si avveri, diciamo insieme:

Purifica il nostro cuore, Signore.

O Signore, suscita costantemente nella tua Chiesa dei maestri di verità e dei testimoni di carità, perché essa sia, in mezzo al mondo, fiaccola che illumina ed esempio che trascina. Preghiamo:

O Signore, aiuta gli uomini a non offuscare il loro cuore con il disordine morale del peccato e con l'orgoglio della mente, ma riconosciamo te, creatore e redentore. Preghiamo:

O Signore, conforta tutti quelli che non si sentono amati e riconosciuti, perché gustino il tuo amore incondizionato di Padre e sia colmato il vuoto del loro cuore. Preghiamo:

O Signore, aiuta tutti noi ad essere sempre schietti e sinceri, e fà che il servizio della verità non ostacoli mai il rispetto reciproco e la carità. Preghiamo:

O Signore, ravviva la sorgente del nostro amore, perché le nostre relazioni con gli altri non si fermino alla superficie ma arrivino al cuore dei fratelli. Preghiamo:

Perché la diplomazia internazionale sia basata sull'onestà e il disinteresse.
Perché gli educatori sappiano coltivare l'innocenza e la purezza di cuore dei bambini.

O Padre, tu che ami incondizionatamente le tue creature, e pur detestando il peccato non rifiuti il peccatore, concedi sempre a noi il coraggio di stare dinanzi a te per essere ricolmati della tua grazia santificante. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Mercoledì 13 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-13.html

LETTURE: Gal 5, 18-25; Sal 1; Lc 11, 42-46.

«Dai loro frutti li riconoscerete».

Davanti alla lista dei frutti dello Spirito Santo e delle opere della carne della prima lettura possiamo fare un esame di coscienza e vedere dove siamo situati. Siamo stati creati a immagine di Dio, per essere amati e per amare. I frutti dello Spirito Santo, frutti di una libera adesione a Gesù Cristo, mostrano la nostra vera identità. A volte pensiamo che siamo fatti così, che non cambieremo mai il nostro carattere e poi ancora che la colpa è delle situazioni che ci hanno provocato... In questo modo mettiamo a tacere la voce che ci viene a scomodare, che vuole aprire uno spiraglio nel nostro cuore. Se vediamo che l'immagine impressa da Dio in noi è stata deturpata dal peccato ecco allora che una buona confessione ci ridarà la vita, lo Spirito Santo infatti mediante il perdono ci rigenera.
Nel Vangelo Gesù si rivolge ai farisei, ai dottori della legge, a coloro che hanno il compito di guidare gli altri, a coloro che sono religiosi. E Gesù si rivolge loro con l'espressione: «guai a voi», espressione in netto contrasto con il beato del salmo (Sal 1).
Siamo noi, con la nostra libertà, a determinare la nostra sorte, se essere felici o meno. Se scegliamo la religiosità per costruirci una bella immagine, per rubare la gloria a Dio e per situarci sopra un piedistallo, dal quale giudicare i fratelli, sperimentiamo così che il monito guai a voi è rivolto proprio a noi e l'esperienza ce ne da conferma.
Le parole del Salmo: «Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte», si riferiscono a Gesù Cristo. Beato è colui che ha la gioia di abbandonarsi alla volontà del Padre, beato è dunque Gesù e la sua gioia scaturisce dall'amore che il Padre ha per lui e dalla sua amorosa corrispondenza. Questa gioia non è la tranquillità a cui aspirano coloro che cercano di mettere a posto la coscienza, con un'osservanza scrupolosa della legge, ma indica felicità; la felicità di una comunione profonda con il Padre che si traduce poi nell'adesione alla sua volontà. Gesù Cristo stesso dice: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti, non sono venuto per abolire ma per dare compimento» (Mt5,17) e «Pieno compimento della legge è l'amore» (Rm 13,10).
Nel Figlio diletto del Padre abbiamo la grazia di essere anche noi dei beati, lasciamoci condurre da Dio e lasciamo che sia la nostra gioia a parlare. «La gioia è una rete d'amore in cui captiamo le anime: appunto perché siamo colme di gioia, ognuno ci ama e vuole stare in nostra compagnia per ricevere quella luce di Cristo che possediamo. Una sorella piena di gioia predica anche senza predicare... la gioia è una necessità e una forza, anche fisicamente.» (B.M.Teresa di Calcutta).

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Gal 5, 18-25

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati.
Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge.
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 1

RIT: ‡ Chi segue il Signore, porterà frutti di vita eterna.

Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Chi si esalta sarà umiliato,
e chi si umilia sarà esaltato, dice il Signore.

Alleluia.

VANGELO

Lc 11, 42-46
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio.
Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.
Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.
Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi».
Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

I frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Chiediamo dunque di camminare sempre alla sua luce, dicendo insieme:

Manda su di noi il tuo Spirito, o Signore.

Perché coloro che hanno il compito di guidare il popolo di Dio, siano aiutati dalla grazia a comprendere e condividere la vita del gregge loro affidato. Preghiamo:

Perché le leggi che governano la Chiesa siano il frutto dell'attento e umile ascolto della parola di Dio, nascano dal cuore dei pastori, e vengano accolte con amore dai fedeli. Preghiamo:

Perché gli uomini non abusino della pazienza del Signore, ma riconoscano che usa misericordia perché vuole la conversione e l'impegno secondo i doni ricevuti. Preghiamo:

Perché chi è caduto nella colpa e nell'errore, non sia solo oggetto di giudizio e di condanna, ma venga fraternamente aiutato a ritornare alla verità e alla piena comunione con gli altri. Preghiamo:

Perché la ricerca del progresso e della tecnica sia indirizzata unicamente alla dignità della persona, senza seminare vittime ed emarginazione. Preghiamo:

Perché i cristiani siano i primi a domandare perdono.
Perché nessuno si ritenga dispensato dal pagare le tasse.

O Dio che vedi nel segreto dei cuori, aiutaci ad essere unicamente preoccupati della tua maggior gloria e di vivere sempre con lo sguardo rivolto a te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Giovedì 14 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-14.html

LETTURE: Ef 1, 1-10; Sal 97; Lc 11, 47-54.

Conformarsi a Cristo

La prima lettura è tratta dalla lettera agli Efesini. S. Paolo scrive dalla prigione, nel tempo della prova innalza quest'inno di benedizione. Benedice Dio Padre che secondo la sua volontà, ci chiama a conformarci al suo Figlio Gesù Cristo in virtù della sua grazia. Di solito, quando sentiamo parlare di volontà di Dio, pensiamo a un disegno imprevedibile, che ci contraria, che viene a turbare i nostri schemi piccoli e gretti. Facciamo fatica ad abbandonarci a Dio; nel nostro cuore si nasconde sempre l'incredulità, la paura di non essere amati fino in fondo. S. Paolo ci viene in aiuto ricordandoci l'amore gratuito del Signore, amore a cui liberamente siamo chiamati a corrispondere e che fa della nostra vita una lode di gloria. Questa lode abbraccia tutti gli uomini e tutto il creato come vediamo nel salmo. Si innalza a Dio una canto che è sempre nuovo perché l'amore che Dio ha per noi si rinnova sempre. Il Vangelo continua a mostrare la maledizione a cui sono sottoposti coloro che vivono sotto la legge e che proprio in nome della legge rifiutano Gesù. Gesù rimprovera i dottori della legge perché hanno tolto la chiave della conoscenza di Dio: la misericordia. Chiave che ci sarà data quando s'innalzerà la Croce. Gesù fa riferimento al sangue di Abele e dei profeti al quale presto si aggiungerà il Suo.
E nel corso della storia viene versato altro sangue, il sangue dei martiri che con la forza della fede già vedono tutto ricapitolato in Cristo. Quanta luce e quanta speranza donano queste parole di Padre Christian de Chergè, uno dei sette martiri trappisti di Tibhirine (Algeria).
«Naturalmente, la mia morte sembrerà dar ragione a coloro che mi hanno prontamente considerato un ingenuo e un idealista: - Dica adesso ciò che ne pensa! -. Ma costoro devono sapere che verrà infine dato spazio alla mia più lancinante curiosità.
Ecco che potrò, se Dio vuole, immergere il mio sguardo in quello del Padre per contemplare con lui i suoi figli dell'Islam così come li vede, totalmente illuminati dalla gloria di Cristo, frutti della sua Passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gloria segreta sarà sempre quella di stabilire la comunione e di ricomporre la somiglianza, giocando con le differenze.
Dopo aver perduto questa vita, totalmente mia e totalmente loro, rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutt'intera per questa Gioia, contro e nonostante tutto. E come anche tu, amico dell'ultimo minuto, che non ti sarai reso conto di quello che stavi facendo. Sì, lo voglio anche per te questo grazie e questo – addio -. programmato da te.
E auguriamoci di poterci ritrovare, ladroni beati, in Paradiso, se lo vuole Dio, nostro Padre di tutti e due. Amen».

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ef 1, 1-10

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in E'feso, credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati alsuo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 97

RIT: ‡ L'amore del Signore abbraccia l'universo.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Ascoltate oggi la voce di Colui che vi parla:
non indurite il cuore
come già fecero i vostri padri.

Alleluia.

VANGELO

Lc 11, 47-54
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo, dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Di fronte alla pesantezza della morte e del peccato, oggi la parola di Dio pone la croce di Cristo, riconciliazione e salvezza per tutti gli uomini. A Dio Padre che manda l'Agnello a togliere il peccato del mondo, rivolgiamo la nostra preghiera:

Liberaci, o Signore, da tutti i mali.

Signore, tu mandi sempre nuovi profeti alla tua Chiesa: aiutala a riconoscere il cammino che tu le indichi e a percorrerlo con fiducia e serenità. Preghiamo:

O Padre, hai fatto della croce di Cristo il cuore del mondo: riunisci in quel legno benedetto la sofferenza e le prove di chi, anche oggi, dà la vita per il tuo nome. Preghiamo:

O Dio, sei sempre stato accanto al cammino e alla ricerca dell'uomo: rafforza l'impegno di chi si prodiga nel combattere i mali del nostro tempo. Preghiamo:

O Signore, il nostro orgoglio spesso ci impedisce di vedere il male dentro di noi: purifica il nostro cuore perché confessiamo il nostro peccato e ci riconciliamo con te. Preghiamo:

Signore, il tuo volto è misericordioso e pieno di amore: lava le mani dei violenti e dona loro un cuore di carne. Preghiamo:

Per chi, nella nostra comunità, esercita il ministro della parola.
Perché gli organi di partecipazione della nostra comunità ricerchino il contributo di tutti.

O Dio, che ci hai benedetti in Cristo e in lui ci hai scelti per essere santi nella carità, aiutaci a riconoscere questa elezione, per esservi coerenti con la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Venerdì 15 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-15.html

LETTURE: Ef 1, 11-14; Sal 32; Lc 12, 1-7.

Tu mi conosci fino in fondo!

Attorno a Gesù le folle della Giudea «si calpestavano a vicenda». L'evangelista Luca sembra voler dire che «violenza, rapina, liti e contese» di cui ci parlava il profeta Abacuc, due domeniche fa, non sono affatto lontane. Gli uomini di oggi si calpestano ancora: terrorismo, blitz a mani armate, eccidi, scoppi dinamitardi fuori e dentro di noi. Tutto questo, Gesù lo sa! «Signore, tu sai tutto», confessò Pietro all'alba della resurrezione. (Gv21,17). Ecco perché oggi Gesù prende la parola e ci parla, per condurci a un futuro migliore, per concederci un futuro pieno di speranza, perché ciò che sta avvenendo non avvenga mai più. Ascoltiamolo! Lui solo ha parole di vita eterna!
Gesù, anche se oggi parla del «lievito dei farisei», si rivolge «anzitutto ai suoi discepoli», proprio per metterli in guardia, perché sa che questo cattivo fermento, che è l'ipocrisia, può impastarsi anche nella vita di coloro che gli sono più vicini. Guardiamoci, dunque, dal coprire le nostre «nudità farisaiche» con il protagonismo, con l'orgoglio e con il vivere per se stessi; affinché, liberati da queste pesanti zavorre, possiamo avere come fondamento del nostro «castello interiore» (vedi autobiografia di Santa Teresa che ricordiamo oggi) unicamente l'umiltà e come porta per entrarvi l'orazione, la preghiera che abbracci, in Cristo, tutta l'umanità. Non dobbiamo aver paura di «confessare le nostre colpe» (Sal 32,5), perché «Sua Maestà» (come Teresa la Grande chiamava Dio) ci conosce fino in fondo (Sal 139,12-14), per Lui «le tenebre sono come luce», come «piena luce» che illumina anche i «tetti» dell'anima. Guardiamoci da quelle maschere che ci impediscono di riconoscerci Sue creature. Liberiamoci dalla paura della morte, perché Cristo ne è il Liberatore, il Solo che l' ha vinta; perché oggi ci ripete per ben cinque volte: «Non temere!» Non temete gli uomini. «Io sono con te per proteggerti!» (Ger1,8). L'uomo teme più di tutto l'uccisione del corpo, e non pensa alla ben più grave uccisione dell'anima.
In questo ottobre missionario, non dimentichiamo i nostri fratelli perseguitati a causa del Vangelo; anche quelli che per salvarsi la vita sono costretti a farsi il segno di croce con la lingua, dentro la bocca, quella stessa lingua che i farisei di ieri e di oggi usano per parlare e sparlare, nei «sepolcri imbiancati» dei loro cuori, o allo scoperto, o perfino in un tempio.
I santi, e per primo Gesù, non temono gli uomini, ma hanno, invece, il timor di Dio, che è dono dello Spirito Santo.
A questo punto Gesù cambia tono, ci chiama «miei amici». Provvida ed esigente, dolce amicizia e quella di Cristo. Teresa la conosceva bene, per averla sperimentata.
Non credere che ciò che accade avvenga a caso, perché «anche i capelli del vostro capo sono tutti contati». Se Dio tiene conto anche di un solo capello, che è la parte meno importante dell'uomo, forse che non si prende cura di tutto te stesso, «Colui che» conta le stelle del cielo chiamandole per nome (Sal147), e che non resta insensibile neppure ai «piccoli del corvo che gridano a Lui»? Saggezza evangelica è anche quel proverbio che dice: «non cade foglia che Dio non voglia». Forse che agli occhi di Dio tu non «vali più di molti passeri»? Tu,che hai ricevuto come caparra di salvezza «il suggello dello Spirito Santo» nel tuo cuore, e che «sei stato predestinato per essere conforme alla Sua volontà», per essere Sua gioia, «a lode della Sua gloria»? Abbi fiducia! «Non aspettare a convertirti» (Sir 5,7) e torna a sperare, perché il Signore ha cura di noi; siamo al contempo «Sua eredità», «eredi» e «coeredi di Cristo», destinati al Cielo. Allora sì che, in un anelito d'amore, possiamo pregare come pregò la mistica Santa carmelitana: «Voglio essere dove Tu sei, voglio andare dove Tu andrai».

ANTIFONA D'INGRESSO 

Come il cervo anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio:
l'anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente.

COLLETTA 

O Padre, che per mezzo del tuo Spirito hai suscitato nella Chiesa santa Teresa d'Avila per indicare una via nuova nella ricerca della perfezione, concedi a noi, tuoi fedeli, di nutrirci spiritualmente della sua dottrina e di essere infiammati da un vivo desiderio di santità. Per il nostro Signore...

PRIMA LETTURA

Ef 1, 11-14

‡ Dalla lettera di san Paolo apostoli agl Efesini.
Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.
In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 32

RIT: ‡ La bontà del Signore ci ricolma di grazia.

Esultate, giusti, nel Signore:
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.
Il Signore guarda dal cielo,
egli vede tutti gli uomini.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Non temere, piccolo gregge,
il Padre vostro sa di che avete bisogno.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 1-7
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia.
Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Teresa d'Avila ha sperimentato le profondità di Dio contemplando Gesù Cristo, l'Amore crocifisso, additandoci il cammino di perfezione. Con ardore e con serena pazienza, invochiamo il Padre:

Ascolta la preghiera della tua Chiesa, Signore.

Fà che il tuo popolo, Signore, non si turbi quando l'annuncio del vangelo è impedito o trova gli uomini indifferenti. Noi ti preghiamo:

O Signore, fà che i cristiani non si sgomentino quando il loro impegno pare non dar frutto, e la storia sembra non cambiare mai. Noi ti preghiamo:

O Signore, nelle prove della vita ricorda al nostro cuore che tutto passa, ma tu non muti nel tuo amore fedele per l'uomo. Noi ti preghiamo:

Quando vorremmo vedere il compimento dei nostri buoni progetti, donaci, o Signore, una pazienza nutrita di fede, una calma fiducia in te. Noi ti preghiamo:

O Signore, fà che, pur vivendo intensamente la nostra giornata, rimaniamo in dialogo con te alle profondità del nostro cuore. Noi ti preghiamo:

Per tutti i contemplativi della terra.
Chiediamo al Signore di insegnarci a pregare.

O Dio, tu solo basti: nella tua misteriosa benevolenza, hai voluto creare il cuore umano capace del divino. Desiderosi di ricevere la vita che viene da te, come Teresa d'Avila anche noi ci mettiamo alla scuola di Gesù, nostro maestro e salvatore. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Sia gradita, Signore, alla tua maestà l'offetta del popolo cristiano, come ti piacque la consacrazione verginale di santa Teresa. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.
Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l'iniziativa mirabile del tuo amore, poichè tu riporti l'uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato.
Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua gloria:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Canterò in eterno le grazie del Signore;
di generazione in generazione
annunzierò la tua fedeltà.

DOPO LA COMUNIONE

Signore Dio nostro, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, fà che sull'esempio di santa Teresa questa famiglia a te consacrata canti in eterno il tuo amore misericordioso. Per Cristo nostro Signore.


Sabato 16 Ottobre 2004

XXVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-16.html

LETTURE: Ef 1, 15-23; Sal 8; Lc 12, 8-12.

Credete almeno alle opere

Oggi Gesù parla ai suoi amici. Aveva rimproverato i farisei e i dottori della legge che la usano per abbellire la loro immagine, preoccupati soltanto dell'apparenza e di aumentare il loro prestigio, invece di pulire la coppa all'interno. Essi nascondono la loro corruzione e perversità uccidendo così i profeti che vengono a smascherare la loro iniquità. Gesù si rivolge di nuovo ai suoi amici: a «chiunque» lo «riconoscerà davanti agli uomini». Nel Vangelo di Giovanni dice: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», e poi: «Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l' ho fatto conoscere a voi». Veramente desidera che diventiamo figli come Lui, secondo il progetto di vita del Padre. Spesso usiamo i doni della nostra chiamata, dell'amicizia di Cristo con la stessa mentalità dei farisei, per attirare la stima, oppure ritirandoci dal dare la «Chiave», Cristo, a chi si trova in una situazione umana difficile, con la vergogna o con la paura che l'altro si possa offendere, di diventare scomodi per l'ascoltatore, o ancora, per non perdere la faccia. Altre volte annunciamo Gesù Cristo con facilità, ma quante volte le nostre azioni non corrispondono alla fede e alla speranza che professiamo! Non è questo rubare la gloria a Dio? Il versetto,«Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini», ci riporta un po' al comando che Cristo dà ai discepoli davanti alla folla affamata: «Date loro voi stessi da mangiare», e come i discepoli anche noi protestiamo dicendo : «non abbiamo che cinque pani e due pesci», come se Lui non conoscesse la nostra realtà. Accecati consideriamo solo la nostra povertà, davanti a chi ha tanto bisogno, l'altro e Cristo insieme spariscono. Gesù ci chiede ciò che abbiamo: la nostra povertà, ciò che ci è stato dato: la fede e la speranza in Lui. Cristo stesso si fa povero come noi, si appropria della nostra povertà in tutte le sue forme e ci dà la Grazia. Gesù dice ancora che potrà essere scusato chi non riconosce il Messia, visto che si presenta come uomo ordinario, «Figlio dell'uomo», ma è decisamente perverso vedere le opere buone dello Spirito Santo e poi dichiararlo empio. Facendo così, rinnegando consapevolmente e apertamente Dio, ci si mette fuori del perdono. Gesù ci esorta, poi, a non preoccuparci di come discolparci, a non preparare la difesa, a comportarci davanti ai persecutori come Lui stesso si comporterà nella passione. Ci invita così a non aver paura di essere derisi, scherniti e di lasciare che gli altri giudichino la nostra vita una pazzia. Non è proprio questo il servizio a cui siamo chiamati, il servizio di amicizia, di appartenenza per cui siamo stati consacrati? Non siamo chiamati a difendere la nostra vita ma a proclamare la vita di Cristo! Lui stesso si prenderà cura di noi: «Non preoccupatevi come discolparvi...» parole di incoraggiamento, che racchiudono una chiamata amorevole alla fede, alla visione delle opere di risurrezione che Lui compie ogni giorno in e intorno a noi. Gesù sa che non siamo in grado né di difendere la sua Parola, né la nostra vita ambigua davanti alla sua luce, perciò ci assicura della sua vicinanza e subito annuncia l'eredità promessa: «lo Spirito vi insegnerà… ciò che bisogna dire». Ecco l'amicizia eterna offerta da Cristo. Sarà il Paraclito a difendere la sua Parola, il Cristo vivente sulla terra, e sarà Cristo a difendere la nostra vita davanti al Padre in cielo. Sarà lo Spirito che ci immergerà nel mistero della Trinità e lo Spirito che ci porterà sempre di più a saperci conosciuti dal Padre, amati da Lui. Che cosa suscita in S. Paolo una tal gioia e una gratitudine infinita verso Dio per la comunità di Efeso, se non lo stesso spirito di amore e unità della Chiesa? Paolo sembra percepire in essa la gloria del Corpo di Cristo, un amore fraterno che prova la supremazia di Cristo: «Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi». E' la sua presenza viva che ha il potere di generare una nuova creazione, un uomo vivo, con un cuore solo e un'anima sola. Una nuova creazione inoltre, aperta a tutte le nazioni, perché Cristo «è tutto in tutti» e il suo è un' amore inesauribile.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.

COLLETTA 

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Ef 1, 15-23

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, non cesso di render grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.
Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 8

RIT: ‡ La tua gloria, Signore, è l'uomo vivente.

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
hai proclamato la tua lode.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi,
il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Chi mi riconoscerà davanti agli uomini,
dice il Signore,
anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 8-12
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.
Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Nel Cristo ogni promessa si è compiuta. Nel suo nome, chiediamo al Padre lo spirito di sapienza, per conoscere sempre più il mistero della nostra salvezza:

Ascoltaci, o Signore.

Perché la Chiesa, erede della fede e della promessa di Abramo, cammini sempre nella fedeltà e nell'abbandono fiducioso allo Spirito Santo che la anima e guida. Preghiamo:

Perché tutti gli uomini arrivino alla conoscenza della verità e credano nell'unico Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e, pur nella diversità di espressioni e di culture, formino una sola famiglia. Preghiamo:

Perché tutti coloro che pensano alla fede come alienazione, comprendano che Dio non mortifica la vita ma la esalta, poiché l'uomo vivente è la sua gloria. Preghiamo:

Perché i molti cristiani che per paura o incertezza non professano apertamente la fede, ricevano forza e coraggio dallo Spirito Santo, per testimoniare con la vita che Gesù è il loro Signore. Preghiamo:

Perché la gioiosa partecipazione all'eucaristia, la disponibilità al servizio, la condivisione dei beni, l'amore fraterno siano la migliore professione di fede della nostra comunità. Preghiamo:

Per chi oggi sarà chiamato da questa vita.
Per chi, con estrema facilità, offende e bestemmia Dio.

O Dio Padre, che hai inviato a noi lo Spirito vivificatore e santificatore, fà che per mezzo suo arriviamo alla pienezza conoscenza della verità: Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore
non manca di nulla.

DOPO LA COMUNIONE

Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Domenica 17 Ottobre 2004

XXIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-10-17.html

LETTURE: Es 17, 8-13; Sal 120; 2 Tm 3, 14 - 4, 2; Lc 18, 1-8.

La preghiera ossigeno dell'anima

Nella prima lettura che la liturgia oggi ci propone, possiamo notare che la vita cristiana non e una vita da deresponsabilizzati, trascorsa nell'ozio e nella tranquillità. Già la sola ricerca di Dio porta a vivere nel combattimento quotidiano, ogni giorno siamo chiamati a scoprirlo e sceglierlo come unico Dio della nostra vita. L'arma potente e vincente per sostenere il combattimento è la preghiera. Mosè è un uomo che Dio si è scelto come condottiero del suo popolo e la sua docilità facilmente lo rende strumento d'intercessione. Il brano non ci da le parole pronunciate da Mosè durante la preghiera ma ne mette in evidenza l'atteggiamento che è quello di una preghiera esistenziale. Le mani alzate sono un grido d'aiuto a Dio. La preghiera è dunque la luce dell'anima. Mosè ritto sul colle porta tra le mani il «bastone di Dio», uno strumento che già precedentemente nella storia degli Israeliti compie le opere di Dio ed ha un ruolo vincente. Questo indica che il vero protagonista, combattente e responsabile della vittoria è il Signore. Noi siamo impossibilitati ad intraprendere per noi la difesa, l'unico che può soccorrerci e difenderci è Dio. E quando Dio interviene? Quando viene meno ogni speranza umana, quando sperimentiamo la nostra miseria, il nostro niente e non possiamo che sperare in Lui solo. In diversi passi dell'Antico Testamento vediamo che ogni qual volta il popolo d'Israele confida in Dio rinunciando alle proprie forze, alla gloria, alla menzogna e crede nell'efficacia della preghiera e ha fiducia in Lui non soccombe al nemico ma ne è vittorioso.
Dobbiamo riconoscere Dio come il Dio della storia che fa bene ogni cosa, anche quando ci prova per ricondurci a Sé. Noi non viviamo che nel palmo della sua mano. Egli vigila sempre su di noi con la sua amorosa protezione rispettando la libertà che Lui stesso ci ha donato e che col peccato noi abbiamo snaturato e pervertito. Nulla accade per caso ma tutto è voluto o permesso da Dio. L'esito della battaglia tra Giosuè e Amalek dipende dalle mani di Mosè quando le alza prevale Israele, cioè quando riconosciamo Dio come nostro Padre e fiduciosi gridiamo a Lui senza farci scoraggiare e prevalere dal dolore, delusione, contrarietà, persecuzioni e sfiducia in Lui siamo più che vincitori. Invece quando le fa cadere per la «stanchezza» è Amalek che vince, cioè quando ci lasciamo sopraffare dalla debolezza perché non crediamo più in Dio come Colui che è Amore e smettiamo di gridare e vivere intimamente con Lui, ecco che il nemico ci sconfigge e diveniamo vittime di noi stessi, della mentalità del mondo, delle affascinanti e ingannevoli tentazioni del demonio: dell'accidia, dell'ira, della sensualità, della cupidigia, e tutto è più potente di noi,ci schiaccia e ci uccide. La preghiera, allora deve essere continua, incessante e inopportuna così come ci viene detto anche dal Vangelo di oggi. E' dalla preghiera che prendiamo vita e ci rinnoviamo. Un altro punto da notare in questo passo dell'Esodo è la collaborazione di Aronne e Cur. Ecco che la preghiera non è solitaria ma coadiuvata da altri, questo deve spronarci a non chiuderci in noi stessi, l'orgoglio non deve far pesare il fallimento, ma dobbiamo avere la semplicità e l'umiltà di chiedere aiuto, di lasciarci aiutare da chi Dio mette al nostro fianco e anche darlo a chi ce lo chiede. La preghiera di Mosè sul colle si trasforma in azione sul campo permettendo a Giosuè di sconfiggere Amalek, il nemico che è l'ostacolo per raggiungere la Terra Promessa, la nostra Vita Eterna. Questo ci rivela come Mosè e Giosuè si completano nel compiere l'opera di Dio, mostrandoci come la contemplazione e l'azione non si escludono ma si fondono e si alimentano così come ce l' ha trasmesso il nostro caro Patrono d'Europa, S. Benedetto da Norcia avendolo pienamente capito e vissuto nelle tappe di esperienza della sua vita. La seconda lettura ci dice che la preghiera è anche ascolto e risposta alla Parola di Dio. Per metterci in ascolto è necessario avere tanta umiltà poiché la Parola provoca sempre un giudizio perché rivela la verità di Dio ai nostri cuori e guai a noi a soffocarla. Dobbiamo sottometterci ad essa per riceverla come grazia che ci porta alla Vita Eterna . La Parola sarà sempre inopportuna perché è controcorrente rispetto alle nostre viltà ed egoistiche preferenze. E' bello annunciare Cristo risorto? E che prima è morto sulla croce? perché la croce sarà sempre follia per i pagani e scandalo per i Giudei! E annunciarlo a chi?Prima di tutto a noi stessi e poi agli altri e non solo con le parole ma con i fatti. Lasciamoci giudicare dalla Parola per trovarci completi e ben preparati per ogni opera buona. Luca ci dice che la preghiera non è un rituale magico ma è autentica ed efficace nella misura in cui è libera. Dio che è il Santo ed Eterno Giudice si lascia «violentare» ben volentieri da chi lo prega con perseveranza e fede.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Io t'invoco, mio Dio:
dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio
e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore,
come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.

ATTO PENITENZIALE 

Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.

C: Signore, che sei la pienezza di verità e di grazia, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che ti sei fatto povero per arricchirci, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.

C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.



GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA

Es 17, 8-13

‡ Dal libro dell'Esodo.
In quei giorni, Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek.
Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 120

RIT: ‡ Il nostro aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

SECONDA LETTURA

2 Tm 3, 14 - 4, 2

‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo.
Carissimo, rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Spero nel Signore,
spero nella sua parola.

Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 1-8
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno.
In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.
Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi».
E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» .

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

La nostra voce giunge al Signore che si china sulle nostre miserie: con la sua potenza risanatrice, ridà la vista ai ciechi, la speranza agli afflitti, la pace ai peccatori. Con la fiducia di Bartimeo, diciamo:

Donaci, o Dio, una fede viva!

Perché la Chiesa, edificio degli illuminati da Cristo, docilmente si lasci guidare e purificare dallo Spirito. Preghiamo:

Perché la luce del vangelo guarisca gli uomini da ogni cecità e sofferenza e accenda in essi la fede in Cristo figlio di Dio. Preghiamo:

Perché nessun uomo o organismo sociale osi impedire la professione e la testimonianza della fede. Preghiamo:

Perché la voce del Signore ci trovi pronti a lasciare tutto, per metterci, con la Chiesa, alla sequela del Cristo. Preghiamo:

Perché l'incontro personale col Signore che ci ha convocati alla sua mensa, sia per noi un momento di luce e liberazione. Preghiamo:

Per coloro che vivono come se Dio non ci fosse.
Per coloro che diffondono immagini e spettacoli osceni.

O Dio, che accogli il grido dei poveri, donaci di vederti in tutte le meraviglie del creato, di riconoscerti negli uomini nostri fratelli, di adorarti nel volto di Cristo Signore, parola eterna e luce vera del mondo. A te la lode nei secoli dei secoli. Amen.

SULLE OFFERTE

Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farli sopravvivere in tempo di fame.

DOPO LA COMUNIONE

O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.



Liturgia della Settimana: http://liturgia.silvestrini.org/
Preparata dai giovani Monaci Benedettini Silvestrini
del Monastero di San Vincenzo M. - Bassano Romano (VT)
E-mail: s a n v i n c e n z o @ s i l v e s t r i n i . o r g