LITURGIA DELLA SETTIMANA


Sommario


Domenica 01 Agosto 2004

XVIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-01.html

LETTURE: Qo 1, 2; 2, 21-23; Sal 94; Col 3, 1-5. 9-11; Lc 12, 13-21.

La vera ricchezza (Lc 12, 13-21)

Qualcuno si appella a Gesù perché regoli in suo favore una questione di giustizia. Si tratta di una divisione di beni o di denaro. Indubbiamente, da una parte o dall'altra viene leso un diritto. Con nostro stupore, Gesù si sottrae. Egli rifiuta nettamente e con una certa insistenza. E l'occasione è buona per precisare il suo atteggiamento nei riguardi dei beni della terra; atteggiamento che egli vorrebbe adottato dai suoi discepoli.
È forse in causa la giustizia, un diritto tradito? Può Gesù rifiutarsi di prendere parte, di dare il suo appoggio a chi ha sofferto un torto? Non è forse vero che Gesù prende a cuore le sorti dei poveri e di coloro che soffrono l'ingiustizia?
Questa volta però, la povertà che viene presentata a Gesù non lo tocca. Invece di liberare il cuore di chi è nel lamento e aprirlo ad altre prospettive, la povertà gli ha chiuso quel cuore, glielo ha indurito, inacidito. Lo ha reso aspro e geloso. È una povertà, quella, che porta su una strada sbagliata; non serve che a dimostrare fino a che punto si è attaccati alle ricchezze. Allo stesso modo del ricco che egli invidia e che giudica.
Ecco perché, nella sua risposta, Gesù se la prende non con i poveri, ma direttamente coi ricchi. C'è un povero che è venuto ad esporgli l'ingiustizia di cui è vittima da parte del suo prossimo. Ma lo sguardo di Gesù mette a nudo questa povertà, che non è sola, che non porta frutti. Ed il povero si vede messo in guardia contro la ricchezza di cui ha reclamato una parte, la parte che forse gli è dovuta secondo una certa giustizia.
La vita dell'uomo non dipende dai suoi beni! Gesù insiste. La morte minaccia continuamente le ricchezze di questa terra. Già dal di dentro, esse sono rose, minate dalla morte. Dal di fuori, man mano che l'uomo avanza in età, si proietta su di esse l'ombra della morte. E l'uomo che si attacca alle ricchezze, vi mette le radici e vi affonda, già abbracciando la morte che esse emanano; riceve da loro un sapore di morte nella bocca e nel cuore. Poiché dove c'è il tuo tesoro, là c'è il tuo cuore, sia che uno sia povero quanto ricco.
La vera vita dell'uomo consiste in ben altro. Non si tratta di ammassare per se stessi, egoisticamente, ma di essere ricco di Dio. Gesù volge lo sguardo del suo discepolo verso un'altra abbondanza, verso altre ricchezze, verso un'altra vita: essere ricchi di Dio, di un tesoro che il tempo non minaccia, che il verme non rode, che il ladro non deruba; di una vita che sopravvive alla morte visibile, che trabocca fuori del tempo, che già è, in questo stesso istante, eterna.
Ogni povertà accolta con gioia, ogni ingiustizia sofferta in pace, può metterci sulla strada di quest'unico tesoro che è già nostro, che già ci preoccupa, che già accaparra completamente tutta la capacità del nostro cuore; questo tesoro è la vita di cui il nostro cuore è gloriosamente capace, la vita di Dio stesso in Cristo Risorto. Senza di questa, la povertà stessa sarebbe inutile come la ricchezza. In alcuni passi molto densi, la lettera ai Colossesi 3, 1-11 ci aiuta a prendere coscienza di questo straordinario tesoro: Fratelli, siete risorti con Cristo. Pensate quindi alle cose di lassù. Cristo è là, assiso alla destra del Padre. Gustate le ricchezze di lassù e non quelle della terra.
La presenza di Gesù Risorto ha sovvertito da cima a fondo tutta la gerarchia terrestre. Gesù ha introdotto ed imposto una nuova misura e nuovi valori. Rivaluta ogni povertà, nobilita ogni umiltà e ogni pochezza; arricchisce ogni miseria. Ma tutto questo, per ora, non in maniera manifesta. San Paolo continua: la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio. Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. E san Paolo conclude: non c'è che Cristo, in tutto e in tutti.
La morte, da ultimo, come nel vangelo che abbaiamo appena sentito, ci spoglierà di tutto per aprirci definitivamente alla ricchezza totale ed unica, che è già nostra: Gesù stesso. Ma è necessario che non ci prenda alla sprovvista. Sin da oggi, il cristiano in un modo o nell'altro, deve mostrarsi chiaramente libero dai beni della terra e proclamare così la sua appartenenza al Signore e l'amore che egli investe così nel Regno che verrà: là dove c'è il tuo tesoro c'è anche il tuo cuore.
Solamente coloro che si sentono in qualche modo poveri rispondono all'incvito di Gesù e si ritrovano attorno al banchetto eucaristico. È il gesto di questa domenica. Coloro che sono ricchi di se stessi fanno orecchie da sordo. Gesù ci riceve perché poveri, attende alla nostra povertà; quella che grida perdutamente dietro di lui, perché egli solo la può soddisfare, perché dalla sua pienezza i poveri riceveranno grazia su grazia.
(da A. LOUF, Solo l'amore vi basterà. Commento spirituale al Vangelo di Luca, PIEMME 1985, 157-159)

ANTIFONA D'INGRESSO 

I saggi rifulgeranno
come lo splendore del firmamento;
coloro che insegneranno a molti la giustizia
brilleranno come stelle per sempre.

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

O Dio, che proponi alla tua Chiesa modelli sempre nuovi di vita cristiana, fà che imitiamo l'ardore apostolico del santo vescovo Alfonso maria dè Liguori nel servizio dei fratelli, per ricevere con lui il premio riservato ai tuoi servi fedeli. Per il nostro Signore...

PRIMA LETTURA

Qo 1, 2; 2, 21-23

‡ Dal libro del Qoelet.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
Perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e grande sventura.
Allora quale profitto c'è per l'uomo in tutta la sua fatica e in tutto l'affanno del suo cuore con cui si affatica sotto il sole?
Tutti i suoi giorni non sono che dolori e preoccupazioni penose; il suo cuore non riposa neppure di notte. Anche questo è vanità!

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 94

RIT: ‡ Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce:
«Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova,
pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA

Col 3, 1-5. 9-11

‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi.
Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca.
Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore.
Qui non c'è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Il regno dei cieli è vicino:
convertitevi e credete al vangelo.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 13-21
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l'eredità».
Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni».
Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?
Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Lo Spirito di Gesù è il principale artefice
della preghiera della Chiesa;
affidandoci alla sua ispirazione interiore
innalziamo al Padre la nostra preghiera.

R. Esaudisci il tuo popolo, signore.

Per la santa Chiesa,
perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto
faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù
in cui crede e in cui spera, preghiamo. R.

Per la città in cui viviamo,
perchè il signore dia a tutti noi forza e immaginazione,
per creare rapporti veramente umani
in un mondo dominato dalla fretta e dall'ansia, preghiamo. R.

Per le nostre famiglie,
perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell'amore
e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R.

Per le suore di clausura,
che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente
l'unità della Chiesa e la pace nel mondo,
perché siano liete e perseveranti nell'offerta della loro vita, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli
sui nostri limiti e le nostre contraddizioni,
per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R.

Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre,
e fà che la tua Chiesa
diventi segno concreto dell'umanità nuova,
fondata nella libertà e nella comunione fraterna.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

SULLE OFFERTE

Padre misericordioso, che hai dato a sant'Alfonso Maria dè Liguori la grazia di celebrare questi misteri offrendo se stesso come vittima santa in unione al sacerdozio di Cristo, infiamma e santifica i nostri cuori con il fuoco del tuo Spirito. Per Cr

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria, e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia. Nella loro vita ci offri un esempio, nell'intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno.
Confortati dalla loro testimonianza, affrontiamo il buon combattimento della fede, per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria.
Per questo, uniti agli angeli e agli arcangeli e a tutti i santi del cielo, cantiamo senza fine l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che nel vescovo sant'Alfonso Maria dè Liguori hai dato alla tua Chiesa un fedele ministro e apostolo dell'Eucaristia, concedi al tuo popolo di partecipare assiduamente a questo mistero, per cantare in eterno la tua lode. Per Cristo nostro Signore.


Lunedì 02 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-02.html

LETTURE: Ger 28, 1-17; Sal 118; Mt 14, 13-21.

La prima moltiplicazione (Mt 14, 13-21)

[…] Viene la sera, il luogo è deserto (éremos), cioè distante dai «villaggi» abitati, perché siamo certamente intorno al lago di Galilea – la localizzazione tradizionale è Tabga –, e poco dopo si dice che le folle si sdraiano sull'erba, quindi non sono in un «deserto»; eppure la scelta del termine può davvero evocare il deserto dell'esodo, e il dono della manna.
I discepoli vorrebbero che Gesù «congedasse» le folle (apolýo, un verbo che ricorre sei volte nella sezione dei pani: 14, 15.22.23; 15, 23.32.39). ci si congeda dalla fine di un banchetto: Gesù, che non è andato in cerca delle folle, non vuole però «mandarle via» a mani vuote. Lo stesso verbo apolýo è quello usato per il divorzio (1, 19; 5, 31s.; 19, 3-9): da questo si può dedurre che il banchetto messianico è anche un banchetto nuziale, e il Figlio di David lo sposo (cf. 9, 15). La preoccupazione dei discepoli per le folle è buona, ma Gesù ha un pensiero molto più profondo, che li pone di fronte ad una responsabilità nuova per loro: «Date voi loro da mangiare». I discepoli non sanno come potrebbero fare questo, benché la loro sorpresa, in Matteo, abbia un effetto assai più ridotto che in Marco. Hanno soltanto «cinque pani e due pesci». Nella seconda moltiplicazione, i pani saranno sette (15, 34): forse si può sommando i pani ai pesci (5+2), ottenere lo stesso risultato. Del resto, il pesce diventerà presto un simbolo eucaristico non meno del pane, come si vede proprio dal bellissimo mosaico bizantino conservato presso l'altare della Chiesa di Tabga. Inoltre, nel deserto, i figli di Israele erano stati miracolosamente sfamati non solo dalla manna ma anche dalle quaglie, e molti dettagli di questo racconto ricordano il banchetto pasquale: l'erba («verde» secondo Mc 6, 39), che in terra d'Israele rimanda al tempo primaverile; e l'aggiunta finale di Matteo: «cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini», che è una voluta reminiscenza di Es 12, 37.
Cinque pani (e due pesci) per cinquemila uomini sono certo un'inezia. Ma è sufficiente «portarli a Gesù» («Portatemeli qui» è un ordine mattano, che mette in risalto la sua signoria: i discepoli non devono far altro che obbedirgli). È vero che è chiesto ai discepoli di sfamare la folla (14, 16), ma essi possono farlo solamente passando attraverso Gesù, portando a lui quel poco che hanno, per ottenerlo moltiplicato, potremmo anche dire trasfigurato.
Gesù prende i pani (e anche i pesci, benché non siano poi distribuiti!), dice la benedizione con gli occhi rivolti verso il cielo, li spezza e li dà ai discepoli. Tutti gesti semplicissimi, che appartengono alla berakhà ebraica di ogni giorno sul pane: «Benedetto sei tu Signore, re del mondo, che fai uscire il pane dalla terra» (questa, per lo meno, la sua formulazione ancora attuale). Non si benedice il pane, ma Dio che lo fa «uscire» dalla terra, con l'uso di un verbo che ovviamente ricorda ancora l'esodo, ma soprattutto la sovrana libertà del «Signore, re del mondo» di produrne quanto lui vuole, e quindi di moltiplicarlo a suo piacimento. Sono anche le stesse parole, gli stessi gesti, che prefigurano l'istituzione dell'eucarestia (termine greco, come si sa, equivalente all'ebraico berakhà, «benedizione»): 26, 26.
«Tutti mangiarono e furono ben sazi»: non solo, ma si raccolgono dodici ceste piene di pezzi avanzati, segno che Dio non misura mai i suoi doni con il bilancino, agisce sempre con magnanima sovrabbondanza. I numeri che sono dati qui (cinquemila uomini, dodici ceste) fin dall'antichità hanno intrigato molto gli interpreti. È vero che non bisogna forzarli a tutti i costi entro uno schema interpretativo, ma è anche verosimile che un autore antico non sparasse dei numeri a caso.
(da A. MELLO, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon 1995, 269-270)

ANTIFONA D'INGRESSO 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.

COLLETTA 

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

PRIMA LETTURA

Ger 28, 1-17

‡ Dal libro del profeta Geremia.
In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa re di Giuda, nell'anno quarto, quinto mese, Anania figlio di Azzùr, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo queste parole: «Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia!
Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia.
Farò ritornare in questo luogo dice il Signore Ieconia figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».
Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo che stavano nel tempio del Signore.
Il profeta Geremia disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da Babilonia in questo luogo!
Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi di tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. Quanto al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».
Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo ruppe; Anania riferì a tutto il popolo: «Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada. Ora, dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: «Và e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io porrò un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia».
Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: «Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti mando via dal paese; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione contro il Signore».
Il profeta Anania morì in quello stesso anno, nel settimo mese.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 118

RIT: ‡ Metti sulla mia bocca, Signore, la parola vera.

Tieni lontana da me la via della menzogna,
fammi grazia della tua legge, Signore.
Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi.

Si volgano a me i tuoi fedeli
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi precetti,
perché non resti confuso.

Gli empi mi insidiano per rovinarmi,
ma io medito i tuoi insegnamenti.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu ad istruirmi.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio.

Alleluia.

VANGELO

Mt 14, 13-21
Dal Vangelo secondo  Matteo

‡ In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.
Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».
Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare».
Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!».
Ed egli disse: «Portatemeli qua».
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

IN ALTERNATIVA:

Mt 14,22-36
Dal Vangelo secondo Matteo

Nell'anno A si legge questo brano del Vangelo:

In quei giorni, dopo che ebbe saziato la folla, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.
I discepoli, nel vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!".
Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!".
E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".
Compiuta la traversata, approdarono a Genesaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore ci convoca alla sua mensa. Nostro cibo è Cristo, pane di vita eterna. Sostenuti da questo nutrimento spirituale, eleviamo la nostra fiduciosa preghiera.

Alimenta la nostra fede, Signore.

Per la Chiesa, perché celebrando il mistero della morte e risurrezione di Gesù, creda fermamente alla sua presenza fino alla fine dei tempi. Preghiamo:

Per i sacerdoti, ministri dell'altare, perché come i discepoli, donino il corpo e il sangue di Cristo, insieme alla testimonianza di una vita fedele alla vocazione ricevuta. Preghiamo:

Per i popoli della terra, perché venga riconosciuto a tutti il diritto di proprietà dei beni e delle ricchezze naturali del mondo. Preghiamo:

Per coloro che hanno il compito e la capacità di studiare le leggi della natura e della scienza, perché i loro sforzi siano indirizzati a migliorare la qualità della vita di tutti gli uomini. Preghiamo:

Per noi qui presenti, perché impariamo da Cristo ad accorgerci delle situazioni di indigenza e di sofferenza dei nostri fratelli, pronti a dare loro quanto è nelle nostre possibilità. Preghiamo:

Per la riscoperta delle opere di misericordia corporali.
Perché la giustizia sia via alla pace.

O Signore, che ci hai dato un cibo per la vita presente e un pane per la vita eterna, fà che la partecipazione e la condivisione di questi tuoi doni, ci uniscano in un solo corpo e in un solo spirito, a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


Martedì 03 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-03.html

LETTURE: Ger 30,1-2.12-15.18-22; Sal 101; Mt 14, 22-36.

Il cammino sulle acque e guarigioni a Genesaret

[…] Nella «quarta veglia» della notte, cioè sul far del mattino (fra le tre e le sei) Gesù viene incontro alla barca camminando sul mare. Si tratta di un'apparizione, una cristofania, e infatti i discepoli lo prendono per un fantasma, e hanno paura. Quindi l'apparizione di Gesù è al tempo stesso una prova della loro fede, elemento della cristofania che Matteo svilupperà tramite l'intervento successivo di Pietro. Però, dell'apparizione in se stessa, è importante, ancora una volta, l'aspetto salvifico, pasquale. Il cammino sul mare ricorda certo alcuni passi dell'AT che presentano il Signore mentre passa sul mare con orme invisibili (Sal 77, 20; Is 43, 16). Ma questi testi non sono isolati, sono anzi riconducibili all'evento pasquale, al passaggio del mare (Es 14-15). E la «quarta veglia della notte» non può non essere eco della «veglia del mattino» (Es 14, 24) quando il Signore mise in rotta i carri degli egiziani. Quindi la cristofania è pasquale. […]
Alla cristofania vera e propria, che riprende da Marco, Matteo aggiunge però un'appendice che, da una somma di indizi stilistici, risulta essere tutta sua, di suo proprio pugno. E quest'appendice ha per oggetto Pietro: è il primo dei tre testi petrini che sono propri a Matteo (a questo si aggiunga 16m 17-19 e 17, 24-27). Risulta chiaro che la penna di Matteo tende a slittare da un interesse esclusivamente diretto alla figura di Gesù (come in Marco) a un altro più attento alla figura dei discepoli che sono con lui, cioè alla realtà ecclesiale. O meglio, forse, che Matteo ha la tendenza di integrare il racconto di Marco sotto un profilo parenetico-esortativo. Sicché Pietro interviene, chiedendo di poter camminare anche lui sulle acque incontro a Gesù. Come mai questa richiesta piuttosto singolare, se si considera che il gesto non è affatto richiesto, non è affatto necessario per la logica del racconto (Gesù infatti sta già venendo incontro a Pietro, e questi non avrebbe che da aspettarlo)? I motivi mi sembrano due, e cadono entrambi sotto quella categoria di «fede piccola» (oligopistía) che Gesù appunto rimprovera subito dopo, a Pietro.
a) Pietro è dubbioso circa la reale presenza di Gesù («se sei davvero tu»): perciò la sua iniziativa riflette una volontà di mettere alla prova il Signore, di svelarne la presenza, di costringerlo a scoprirsi. Questo atteggiamento non manca di una sua grandezza, la grandezza impulsiva di Pietro, che si manifesta in maniera molto simile nel gesto descritto in Gv 21, 7: «Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare». Però è anche un agire intempestivo, che in qualche modo vuole imporsi sul modo di agire del Signore, e quindi in definitiva non sa accettare proprio quello che vorrebbe provare, cioè che sia davvero lui il Signore.
b) Il secondo motivo mi sembra ancora più importante, nella catechesi ecclesiale che ci sta facendo Matteo attraverso la figura petrina: noi non siamo capaci di «imitare» Gesù, o per lo meno non possiamo mai avere questa pretesa. È vero che Gesù accondiscende alla richiesta di Pietro dicendogli: «Vieni!», vieni a me! Ma quell'andare a Gesù è una sequela, non un'imitazione. La differenza tra queste due parole è inscritta nello stesso racconto. Finchè Pietro presume di poter camminare sulle acque come Gesù, e quindi di essere capace di «imitarlo», di poter essere o fare come lui, va incontro al fallimento: basta un colpo di vento e lui va a fondo. Quand'è, invece, che comincia a «seguire» Gesù? Quando gli grida: «Signore, salvami!»! In altre parole, la differenza tra imitazione e sequela non consiste tanto nel tipo di «prestazione», ma nel suo spirito: se accettiamo, cioè, di metterci umilmente al seguito di Gesù (nel qual caso possiamo magari fare cose anche più grandi delle sue, come insegna Gv 14, 12: non è questo il metro assoluto), oppure abbiamo la pretesa di essere o fare come lui, nel qual caso dimostriamo di non avere bisogno del suo aiuto, della sua guida, del suo soccorso, e non possiamo che andare incontro al naufragio di tutte le nostre false sicurezze.
(da A. MELLO, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon 1995, 272-274)

ANTIFONA D'INGRESSO 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.

COLLETTA 

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

PRIMA LETTURA

Ger 30,1-2.12-15.18-22

‡ Dal libro del profeta Geremia.
Parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: Dice il Signore, Dio di Israele: «Scriviti in un libro tutte le cose che ti dirò.
Così dice il Signore: «La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave. Per la tua piaga non ci sono rimedi, non si forma nessuna cicatrice.
Tutti gli amanti ti hanno dimenticato, non ti cercano più; poiché ti ho colpito come colpisce un nemico, con una castigo severo, per le tue grandi iniquità, per i molti tuoi peccati.
Perché gridi per la ferita? Incurabile è la tua piaga. A causa della tua grande iniquità, dei molti tuoi peccati, io ti ho fatto questi mali.
Così dice il Signore: «Ecco, restaurerò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore. La città sarà ricostruita sulle rovine ed il palazzo sorgerà di nuovo al suo posto.Ne usciranno inni di lode, voci di gente festante. Li moltiplicherò e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati, i loro figli saranno come una volta, la loro assemblea sarà stabile dinnanzi a me; mentre punirò tutti i loro avversari. Il loro capo sarà uno di essi e da essi uscirà il loro comandante; io lo farò avvicinare ed egli si accosterà a me. Poiché chi è colui che arrischia la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore. Voi sarete il mio popolo e io il vostro Dio» .

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 101

RIT: ‡ Il tuo popolo, Signore, proclama la tua gloria.

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.

Egli si volge alla preghiera del misero
e non disprezza la sua supplica.
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore.

Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il gemito del prigioniero,
per liberare i condannati a morte.

I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
resterà salda davanti a te la loro discendenza,
perché sia annunziato in Sion il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme,
quando si aduneranno insieme i popoli
e i regni per servire il Signore.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio.

Alleluia.

VANGELO

Mt 14, 22-36
Dal Vangelo secondo  Matteo

‡ In quei giorni, dopo che ebbe saziato la folla, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.
Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

IN ALTERNATIVA:

Mt 15,1-2.10-14
Dal Vangelo secondo Matteo

Nell'anno A si legge questo brano del Vangelo:

In quel tempo, vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!".
Poi, riunita la folla, Gesù disse: "Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!"
Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: "Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?".
Ed egli rispose: "Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore viene in soccorso alla nostra debolezza e alla nostra stanchezza. Sostenuti dallo Spirito, preghiamo insieme:

Fortifica la nostra fede, Signore.

Quando non riusciamo a riconoscerti nei segni dei tempi:
Quando non comprendiamo la speranza che ci doni:
Quando abbiamo la pretesa di farcela con le sole nostre forze:
Quando il male sembra prevalere sulla tua Chiesa:
Quando non abbiamo desiderio e voglia di pregare:
Quando ci mettiamo alla ricerca del tuo volto:
Quando, sostenuti dalla grazia, affrontiamo le difficoltà:
Quando dubitiamo della tua vittoria finale:
Quando ti chiediamo le cose di cui abbiamo bisogno:
Quando saremo prossimi all'incontro definitivo con te:

Signore, ci hai creati per te e il nostro cuore è inquieto finché in te non riposa; fà che, nella ricerca del tuo volto, possiamo percorrere nella pace il nostro cammino verso il regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


Mercoledì 04 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-04.html

LETTURE: Ger 31, 1-7; Sal da Ger 31; Mt 15, 21-28.

La donna cananea

«Uscendo di là»: dobbiamo intendere che Gesù lascia la scena precedente a Genesaret, ove aveva avuto luogo la disputa con i farisei venuti da Gerusalemme. Si ritira, dice Matteo, che con questo segnala non un puro spostamento m al'avvertenza di un pericolo, un'intenzione di nascondimento. «Verso le regioni di Tiro e di Sidone», ossia verso un territorio fenicio, pagano […]. Ciononostante l'indicazione geografica rimane molto generica: è descritto un movimento in direzione di Tiro e Sidone, ma non è detto che Gesù raggiunga tali città. Al contrario, si dice che la donna era «uscita da quei confini». Gesù e la donna si incontrano, per così dire, a metà strada tra la terra di Israele e territorio cananeo, cioè pagano: entrambi sono accomunati da un movimento di uscita. […]
Gesù si è ritirato, sì, ma si trova tuttora in terra di Israele, e non ha nessuna intenzione di varcarne la frontiera: al contrario, non si sente inviato che alla casa di Israele, alle sue pecore perdute. È la donna, perciò, che prende l'iniziativa, che gli va incontro e lo riconosce subito come il Messia, il «Figlio di David». Questo ci ricorda il programma davidico-messianico di assicurare a tutti i figli di Israele una pagnotta per ciascuno (2Sam 6, 19). Garantire il pane equivale a dare la vita. La donna chiede la guarigione – la vita – per sua figlia. Gesù non le risponde neppure una parola, con un atteggiamento di estrema severità, si direbbe quasi insensibile. Sono i discepoli in questo racconto a sembrare più umani, a pregare Gesù che almeno le dica almeno una parola di congedo. A questo punto viene la dichiarazione programmatica del v. 24: Gesù non vuole interessarsi dei pagani, non si ritiene inviato a loro. Ma la donna insiste e Gesù questa volta le risponde, però sempre in maniera negativa: non si può gettare ai cani il pane destinato ai figli. […] La donna accetta questa prospettiva di esclusa, di non avente diritto: «È vero, Signore». Ma con una finezza che rivela un grande intuito di fede (un grande intuito del cuore di Gesù) si dichiara disposta – proprio come i cagnolini – a mangiare anche solo le briciole. Le briciole, ossia non tutto, ma solo il di più, quello che avanza, che rimane non consumato dai convitati, che cade a terra dalla tavola. E noi ci ricordiamo che, già nella prima moltiplicazione dei pani, non solo erano stati sfamati tutti i presenti, ma erano state raccolte dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quello che la donna Cananea percepisce, lo ripeto, con grande intuito, è che al banchetto del regno il pane non è contato: ce n'è in sovrabbondanza per tutti, e nessuno corre il rischio di rimanerne senza. Questo, ovviamente, lo sa bene anche il Signore. Il suo atteggiamento non è quindi governato da una riserva, dal timore che il pane possa non bastare per tutti: egli è mosso piuttosto dall'obbedienza a certi tempi, a certi momenti che sono iscritti nel sapiente disegno del Padre. Ma l'intuizione della donna, forse, chiarisce a Gesù stesso che i tempi si stanno avvicinando, quando anche i cagnolini saranno ammessi nella sala del banchetto. Per questo egli elogia la sua fede, la fede di chi sa accontentarsi delle briciole e a cui invece il Signore dà il pane.
(da A. MELLO, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon 1995, 282-284)

ANTIFONA D'INGRESSO 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.

COLLETTA 

Dio onnipotente e misericordioso, che in san Giovanni Maria Vianney ci hai offerto un mirabile pastore, pienamente consacrato al servizio del tuo popolo, per la sua intercessione e il suo esempio fà che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli e godere insieme con loro la gioia senza fine. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA

Ger 31, 1-7

‡ Dal libro del profeta Geremia.
In quel tempo - oracolo del Signore - io sarò Dio per tutte le tribù di Israele ed esse saranno il mio popolo».
Così dice il Signore: «Ha trovato grazia nel deserto un popolo di scampati alla spada; Israele si avvia a una quieta dimora». Da lontano gli è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine di Israele. Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi e uscirai fra la danza dei festanti. Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samaria; i piantatori, dopo aver piantato, raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui grideranno le vedette sulle montagne di Efraim: Su, saliamo a Sion, andiamo dal Signore nostro Dio».
Poiché dice il Signore: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: Il Signore ha salvato il suo popolo, un resto di Israele».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal da Ger 31

RIT: ‡ Il Signore ama il suo popolo.

Ascoltate la parola del Signore, popoli,
annunziatela alle isole lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come fa un pastore con il gregge» .

Il Signore ha redento Giacobbe,
lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion,
affluiranno verso i beni del Signore.

Allora si allieterà la vergine della danza;
i giovani e i vecchi gioiranno.
Io cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Chiedete e vi sarà dato, dice il Signore,
cercate e troverete.

Alleluia.

VANGELO

Mt 15, 21-28
Dal Vangelo secondo  Matteo

‡ In quel tempo, partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».
Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». «E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Fratelli carissimi, il santo curato d'Ars soleva dire che nella preghiera ben fatta, i dolori si sciolgono come neve al sole. Eleviamo quindi con fiducia la preghiera al nostro Dio, e assieme diciamo:

Ascoltaci, o Signore.

Perchè nella Chiesa si riscopra il profondo valore della confessione e della direzione spirituale, per un graduale progresso nella vita cristiana. Preghiamo:

Perchè i governanti dei popoli in via di sviluppo combattano l'analfabetismo, promuovendo in tutti il senso della dignità umana. Preghiamo:

Perchè chi trova difficoltà nell'applicazione allo studio, sull'esempio del santo curato d'Ars, cerchi nella preghiera sincera e nella vita impegnata la propria realizzazione umana e cristiana. Preghiamo:

Perchè i nostri sacerdoti vivano con amore il ministero al quale sono stati chiamati e con la grazia santifichino il popolo loro affidato. Preghiamo:

Perchè l'eucaristia, rinnovata per la remissione dei peccati, ci aiuti a riprendere il cammino di fede e di amore verso tutti. Preghiamo:

Per i nostri seminaristi.
Per la conversione dei peccatori.

Ti affidiamo, o Signore, queste nostre preghiere, avvalorate dai meriti del santo pastore di Ars, e dona anche a noi la forza e il coraggio della santità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, lodarti e ringraziarti sempre, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Tu doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare la festa di san ..., con i suoi esempi la rafforzi, con i suoi insegnamenti l'ammaestri, con la sua intercessione la proteggi.
Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e aii santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


Giovedì 05 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-05.html

LETTURE: Ger 31, 31-34; Sal 50; Mt 16, 13-23.

Confessione di Pietro e primo annunzio della passione

«Ma voi chi dite che io sia?». La risposta degli «uomini» è già ispirata, è già orientativa, ma ancora insufficiente. Vi è una soglia che solo i discepoli (e neppure tutti, per ora, ma solo Pietro) possono varcare: Gesù non è «soltanto uno dei profeti», ma il Messia ovvero, come precisa Matteo, «il Figlio del Dio vivente», cioè il rivelatore unico e definitivo del volto del Padre in mezzo agli uomini. […]
La parte centrale della promessa fatta a Simone sta nel v. 18, con il gioco di parole sul nome personale «Pietro» corrispondente a «pietra» di fondazione (in aramaico, Kefa' non presenta neppure una variazione di genere, a differenza del greco pétros/pétra). Se ci attenessimo a questo solo testo, potremmo essere indotti a credere che la confessione messianica a Cesarea sia stata l'occasione del cambiamento del nome di Simone in Pietro, o che per lo meno sia questo che Matteo intende dire. Ma – a parte il fatto che in Marco l'imposizione del nome «Pietro» avviene già al momento dell'istituzione dei dodici (Mc 3, 16) e in Giovanni addirittura al momento della sua chiamata (Gv 1, 42) – nello stesso Matteo l'uso di questo nome è abituale anche prima della circostanza presente. Dunque il testo di Mt 16, 18 non serve a giustificare tale cambiamento. Serve piuttosto a spiegarlo: in altre parole, è un midrash sul nome di Pietro. Un midrash di cui possiamo facilmente spiegare la fonte in un passo isaiano: Is 28, 14-18.
Almeno due grandi idee-guida del testo mattano dipendono dal testo di Isaia: la posizione della pietra angolare in Sion, e l'alleanza con gli inferi, lo she'ol, che non prevarrà, cioè non sarà più forte. […] Isaia si riferisce all'alleanza con l'Egitto, in prospettiva antiassira, consigliata dai dirigenti politici del suo tempo. Per il profeta si tratta di una mancanza di fede nel soccorso divino, che finirà col volgersi contro chi l'ha contratta, come un boomerang. È molto probabile che Matteo attualizzi questo tema nel caso del giudaismo rabbinico del suo tempo. […]
Per Isaia la pietra posta in Sion è la pietra angolare della ricostruzione di Gerusalemme e del tempio; per Matteo la chiesa fondata sulla confessione petrina è la dimora di Gesù e il nuovo tempio. […]
Dopo questo, in Marco, Gesù «ammonisce» i discepoli perché non parlino di lui con nessuno. Silenzio totale e rigoroso. In Matteo, Gesù si limita a «dare disposizione» ai suoi discepoli perché non dicano a nessuno «che egli è il Messia». Il silenzio verte solamente sulla qualità messianica. Egli dunque è un Messia già riconosciuto eppure non ancora da confessare. Il messianismo di Gesù rimane una qualità ancora tutta da precisare. […]
Pietro quando ha chiamato Gesù «Messia», probabilmente non s'è nemmeno chiesto fino in fondo che cosa volesse dire. Adesso che Gesù comincia a spiegarglielo, non solo si ritrae ma trae Gesù in disparte e «comincia a redarguirlo» come si farebbe con un bambino. Pietro, che poco prima era stato detto beato proprio per la sua innocenza di piccolo cui il padre rivela i suoi misteri, adesso diventa il grande, sicuro di sé, che non pensa più secondo Dio ma fa i calcoli degli uomini. Pretende che un simile destino di rifiuto e di morte sia antitetico, inconciliabile col messianismo che ha appena confessato. Poco prima era stato detto da Gesù «pietra» di fondazione, adesso viene chiamato «scandalo», ossia pietra di inciampo. Pietro ha un indubbio primato tra i dodici, ma tale primato è fortemente ambivalente, è in bonam come in malam partem. Verrebbe sempre da chiedersi quale Pietro? Quello del v. 17 o quello del v. 23, quello detto beato o quello chiamato satana? La reazione petrina al primo annunzio della passione non annulla ma ridimensiona il macarismo di Gesù dopo la confessione messianica, ci consente di coglierlo in una luce più vera. L'unico vero fondamento della chiesa è Gesù stesso, è l'interpretazione del messianismo che lui stesso ci ha dato con il suo insegnamento, ma soprattutto con la sua morte e la sua risurrezione: nessuno può mettere un fondamento altro da questo (cf. 1Cor 3, 11)
(da A. MELLO, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon 1995, 294-300)

ANTIFONA D'INGRESSO 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.

COLLETTA 

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

PRIMA LETTURA

Ger 31, 31-34

‡ Dal libro del profeta Geremia.
«Ecco verranno giorni dice il Signore nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore.
Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo.
Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato» .

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 50

RIT: ‡ Rinnova, Signore, il cuore del tuo popolo.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

Tu non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Vi ho chiamati amici,
dice il Signore,
perché tutto ciò che ho udito dal Padre,
ve l'ho fatto conoscere.

Alleluia.

VANGELO

Mt 16, 13-23
Dal Vangelo secondo  Matteo

‡ In quel tempo, essendo giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, Gesù chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» .

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore ha voluto e istituito la Chiesa come sacramento visibile di salvezza. Insieme a tutti i nostri fratelli nella fede, invochiamo il Padre delle misericordie, dicendo:

Sostieni la tua Chiesa, o Signore.

Per la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, perché professi coraggiosamente e gioiosamente la fede in Gesù, pietra angolare dell'edificio spirituale che ha inaugurato morendo e risorgendo da morte. Preghiamo:

Per il Papa, perché guidato dallo Spirito, eserciti il ministero di primate della carità, per l'unità delle Chiese e per la pace universale. Preghiamo:

Per la società civile, perché non trascuri gli stimoli e gli aiuti della comunità cristiana, per la promozione del bene di tutti i cittadini. Preghiamo:

Per coloro che sono tentati di fronte allo scandalo della croce e della morte di Cristo, perché accolgano in pienezza il messaggio evangelico, fiduciosi nella vittoria finale sul male. Preghiamo:

Per la nostra comunità parrocchiale, perché l'organizzazione e l'efficienza delle iniziative siano a servizio dell'evangelizzazione e della fede in Cristo. Preghiamo:

Per il coraggio di essere cristiani nel mondo.
Per chi afferma di credere in Cristo e non nella Chiesa.

La tua Chiesa, o Dio, si riunisce attorno all'eucaristia, fonte di unità. Concedile di essere costantemente radicata sulla parola del vangelo e nutrita della grazia sacramentale, in Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


Venerdì 06 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-06.html

SOLENNITA': Array

LETTURE: Dn 7,9-10.13-14; Sal. 96; Lc 9, 28-36 (anno C).

E li condusse in disparte, su un alto monte.

La Festa della Trasfigurazione, trasfigurazione del Signore. La manifestazione particolare della sua vera identità, identità divina, identità gloriosa, identità che Gesù, anzi che Dio stesso concede oggi ai discepoli, ai tre discepoli più vicini a lui, gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e grazie a loro anche a noi... Una celebrazione allora che ha come suo fondamento un avvenimento storico, una cosa realmente accaduta, un miracolo della vita pubblica di Gesù, prima della sua Pasqua, prima della sua morte e della risurrezione gloriosa, prima di questi ma che racchiude in sé significati profondi, significati che vanno al di là di questa sua morte e della risurrezione, perché il Signore si mostra, si fa vedere così come è veramente, glorioso.
Un punto fondamentale di questo evento, un punto che la caratterizza questa festa, che la caratterizza in modo particolare, univoco è la Teofania. Che cosa significa questa parola? Teofania è la manifestazione, manifestazione di Dio, ma una manifestazione solenne, grande... Nell'Antico Testamento abbiamo molti esempi, molti casi delle manifestazioni di Dio. Dio appariva spesso al popolo eletto. Lo sapevano vedere, riconoscere gli israeliti, forse più di noi... Uno dei segni della sua presenza, di Dio, era la nube, la nube che sia alzava sopra la tenda, nel deserto. O roveto ardente, o terremoto, o la vittoria miracolosa sui nemici... Erano tutte le manifestazioni, teofanie appunto di Dio che voleva essere vicino all'uomo, vicino a noi.
Ma tutte queste manifestazioni veterotestamentarie erano solo un anticipo, una preparazione alla manifestazione definitiva, alla manifestazione massima, la manifestazione della redenzione, della venuta del Signore Gesù Cristo, nato, vissuto tra noi, morto e risuscitato; Gesù, Uomo – Dio. Anche se noi aspettiamo ancora un'altra manifestazione del Signore, l'ultima manifestazione di Gesù, quella della fine dei tempi. Quando ritornerà il Signore con le schiere degli angeli, quando dividerà i buoni dai cattivi.
La manifestazione dunque... la teofania sul Monte, la conferma da parte di Dio Padre, della missione del Cristo della missione che Gesù ha da compiere nel mondo... «Questi è il mio figlio prediletto, ascoltatelo» è il massimo della Teofania. Dio Padre, in presenza dei profeti antichi, di Mosé, di Elia, dei profeti, coloro che hanno preparato la venuta del Messia; in presenza poi dei discepoli, degli Apostoli, dei testimoni prescelti... ecco Dio Padre proclama Cristo suo Figlio, anzi, Figlio prediletto, in cui egli si compiace...
Nel brano di oggi c'è però un'altra parola che non vorrei ci sfuggisse. Questo è il Figlio prediletto, dice, ma dice anche: «Ascoltatelo». Il Padre ci dà un ordine preciso, l'ordine di ascoltare il messaggio del Figlio, di ascoltare Gesù. Anche la Madonna Ss.ma alle nozze di Cana, lei che «ascoltava, meditava e portava le parole di Dio nel proprio cuore, dice ai servi: ascoltatelo, «fate quello che vi dirà». Che significa dunque ascoltare Gesù? Ascoltare... non sentire...! Ascoltare è compiere i suoi comandamenti e particolarmente il primo dei comandamenti, quello dell'Amore. Ascoltare il Signore è comportarsi come egli si è comportato, come lui è vissuto sulla terra, vivere dall'esempio che Gesù ci ha lasciato... E lui ha trascorso tutta la sua vita facendo la volontà di Dio, facendo del bene a tutti, aiutando i bisognosi, sanando i malati, predicando la Buona Novella del Regno di Dio.
Tanti parteciperanno all'Eucaristia oggi. L'Eucaristia è la manifestazione, la nostra teofania di Dio. Non le accompagnano né terremoti, né nubi o saette. Qui però abbiamo tra noi, nelle nostre mani Dio stesso, Dio che si lascia pregare, sentire, toccare, gustare, perfino mangiare... Dio che mangiato nel pane inizia in noi l'opera sua, inizia in noi la nostra trasfigurazione, entra dentro di noi e ci trasfigura, trasforma dal di dentro, quasi dall'interno... Ecco la festa della trasfigurazione, di Dio, di Gesù, ma anche la festa della nostra trasfigurazione, la profezia di ciò che dobbiamo diventare noi. E quando scenderemo dal monte, quando torneremo a casa nostra, ai nostri impegni, dopo l'Eucaristia, possiamo continuare ad essere trasfigurati, luminosi, bianchi, per contagiare con la nostra esperienza, con il nostro esempio anche gli altri. Il Signore ce lo conceda.

ANTIFONA D'INGRESSO 

Nel segno di una nube luminosa
apparve lo Spirito Santo
e si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio prediletto,
nel quale mi sono comipiaciuto:
ascoltatelo».

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti, e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fà che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio...

PRIMA LETTURA

Dn 7,9-10.13-14

‡ Dal libro di Daniele.
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

IN ALTERNATIVA:

2 Pt 1,16-19

‡ Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo.
Carissimi, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» . Questa voce noi l'abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.
E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal. 96

RIT: ‡ Splende sul suo volto la gloria del Padre.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Tu sei, Signore,
l'Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli dei.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ A voi è stata data la grazia
non solo di credere in Cristo,
ma anche di soffrire per lui.

Alleluia.

VANGELO

Lc 9, 28-36 (anno C)
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» . Egli non sapeva quel che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura.
E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo» . Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

IN ALTERNATIVA:

Mt 17, 1-9 (anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo

‡ In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» .
Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» . All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete» . Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Rivolgiamo la nostra preghiera Dio Padre, che ha voluto donarci Gesù Cristo suo Figlio per la nostra salvezza. Insieme diciamo:

Ascoltaci, santo Signore.

Perchè il Papa, i vescovi e i sacerdoti mostrino agli uomini il volto di Gesù uomo-Dio, in tutto il suo fascino e splendore. Preghiamo:

Perchè la Chiesa faccia risplendere nel mondo la luce, la verità e l'amore di Cristo. Preghiamo:

Perchè i simpatizzanti di Gesù trovino chi li aiuti a fare il passo che li porta dalla semplice ammirazione alla fede in lui. Preghiamo:

Perchè gli ammalati, nella certezza che il Signore renderà il nostro corpo simile al suo corpo glorioso, vivano in serenità anche la loro sofferenza. Preghiamo:

Perchè noi qui riuniti ci preoccupiamo costantemente di migliorare la nostra conoscenza di Gesù, per una vita di fede sempre più aderente a lui e al suo messaggio. Preghiamo:

Perchè scopriamo il volto di Cristo in quello dei fratelli.
Per chi è stato chiamato alla contemplazione.

Dio, nostro Padre, accogli le preghiere che con fiducia ti abbiamo rivolto, perchè già oggi, anche su di noi risplenda la luce del Cristo nostro Signore, che vive e regna con te nei secoli eterni. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica queste offerte, o Padre, per il mostero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Dinanzi ai testimoni da lui prescelti, egli rivelò la sua gloria e nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece risplendere una luce incomparabile, per preparare i suoi discepoli a sostenere lo scandalo della croce e anticipare, nella trasfigurazione, la meravigliosa sorte della Chiesa, suo mistico corpo.
E noi, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode:

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Quando si manifesterà
saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è.

DOPO LA COMUNIONE

Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


Sabato 07 Agosto 2004

XVIII Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-07.html

LETTURE: Ab 1, 12 - 2, 4; Sal 9; Mt 17, 14-19.

Incapacità dei discepoli a guarire

[…] Il Gesù di Matteo parla il linguaggio attribuito a Mosè in Dt 32, 5: generazione tortuosa e perversa». A chi sono rivolte queste parole? Non al padre, il cui problema di scarsa fede non ha parte nella versione di Matteo; non alle folle, che sono completamente fuori dall'azione. In realtà il rimprovero è proprio rivolto ai discepoli, che in questi capitoli si sono mostrati in varie occasioni ben più lenti a credere (14, 30-31; 15, 16; 16, 9-11), in particolare da quando Gesù ha annunziato loro il destino sofferente del Figlio dell'uomo (16, 23; 17, 4). Ma non dobbiamo dimenticare che Matteo vuol ritrarre la stanchezza di Gesù alla luce dell'altra grande figura protagonista della trasfigurazione, quella di Mosè: «Fino a quando sopporterò io questa comunità malvagia che mormora contro di me?» (Nm 14, 27). In altre parole, vuol farci vedere come il destino di Gesù rifletta quello del grande maestro di Israele. Sul monte, la voce celeste, riferendosi a Dt 18, aveva detto ai discepoli: «Ascoltatelo!». Ogni mancanza di fede da parte dei discepoli, è dovuta a questa scarsa obbedienza nei confronti di Gesù. Per questo essi non hanno potuto scacciare il demonio, non sono stati capaci di guarire il ragazzo. Perché la loro fede è ancora piccola (oligopistía). Avessero la fede quanto un granello di senape, sposterebbero le montagne (v. 20). Non è, il granello di senape, «il più piccolo di tutti i semi» (v. 13, 32)? È sufficiente che essi abbiano una fede così piccola? Ma noi dobbiamo tenere a mente la parabola a cui Matteo intenzionalmente ci rinvia. Il granello di senape, inizialmente, è una realtà infinitesima, ma è una realtà in costante crescita, in continuo sviluppo, fino a diventare un grande albero. Occorre che anche la fede dei discepoli sia così: una realtà dinamica, in progressione costante. Solo così, da umili inizi, può arrivare a produrre grandi cose. Perché «nulla è impossibile a Dio» (Gen 18, 14) e quindi «nulla è impossibile a chi crede»: cf. Mc 9, 23 che Matteo trasporta in chiusura di tutto l'episodio.
(da A. MELLO, Evangelo secondo Matteo, Qiqajon 1995, 311-312)

ANTIFONA D'INGRESSO 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.

COLLETTA 

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

PRIMA LETTURA

Ab 1, 12 - 2, 4

‡ Dal libro del profeta Abacuc.
Non sei tu fin da principio, Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo, Signore. Tu lo hai scelto per far giustizia, l'hai reso forte, o Roccia, per castigare.
Tu dagli occhi così puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l'iniquità, perché, vedendo i malvagi, taci mentre l'empio ingoia il giusto?
Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un verme che non ha padrone.
Egli li prende tutti all'amo, li tira su con il giacchio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode.
Perciò offre sacrifici alla sua rete e brucia incenso al suo giacchio, perché fanno grassa la sua parte e succulente le sue vivande.
Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massacrare le genti senza pietà?
Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti.
Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. E' una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà».
Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 9

RIT: ‡ Chi crede in te, Signore, avrà la vita.

Il Signore sta assiso in eterno;
erige per il giudizio il suo trono:
giudicherà il mondo con giustizia,
con rettitudine deciderà le cause dei popoli.

Il Signore sarà un riparo per l'oppresso,
in tempo di angoscia un rifugio sicuro.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate tra i popoli le sue opere.
Vindice del sangue, egli ricorda,
non dimentica il grido degli afflitti.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Se avrete fede e non dubiterete,
dice il Signore,
tutto quello che chiederete nella preghiera
vi sarà dato.

Alleluia.

VANGELO

Mt 17, 14-19
Dal Vangelo secondo  Matteo

‡ In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che, gettatosi in ginocchio, gli disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; l'ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui». E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PREGHIERA DEI FEDELI

Dopo aver ascoltato la parola di Dio e prima di celebrare l'eucaristia, eleviamo al Signore la nostra preghiera. Preghiamo insieme e diciamo:

Aumenta la nostra fede, o Signore.

Per la Chiesa di Cristo, perché non perda mai la certezza che il regno di Dio è già presente nella storia, e cresce ogni giorno con la forza dello spirito del Risorto. Preghiamo:

Per i paesi ricchi dell'occidente, perché riscoprano la spiritualità della mortificazione e del digiuno come apertura dello spirito e generosità verso i poveri. Preghiamo:

Per le comunità cristiane, perché di fronte a questa parola di Cristo si interroghino sulla qualità della loro fede. Preghiamo:

Per i nostri fratelli ammalati o comunque sofferenti, perché scoprano i segni dell'amore di Dio anche nella prova e nel dolore che li unisce a Cristo, servo e sofferente. Preghiamo:

Per la nostra comunità, perché sensibile ai bisogni dell'uomo e attenta alle diverse situazioni, interceda con autentica fede per muovere la compassione di Dio. Preghiamo:

Perché il Signore ascolti le preghiere delle mamme e dei papà.
Per la purificazione della nostra fede.

Signore di infinita misericordia, che tieni sempre aperti i tuoi occhi sul mondo, attiraci al tuo amore e facci sperimentare ogni giorno la tua paterna presenza. Per cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore,
un pane dal cielo,
un pane che porta in sè ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.

DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


Domenica 08 Agosto 2004

XIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde

URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-08-08.html

LETTURE: Sap 18, 6-9; Sal 32; Eb 11, 1-2.8-19; Lc 12, 32-48.

Dalla paura alla fede

[…] Che cosa sarà di noi? Gesù verrà all'improvviso. Siamo noi tra coloro che lo temono? O siamo tra coloro che lo aspettano? Ascoltando questo vangelo, il nostro cuore è stato preso dalla paura? Oppure ha trasalito di gioia?
Ma come discernere i movimenti del nostro cuore? Come sapere se siamo buoni o cattivi servitori? Chi potrebbe dire se è degno di amore o di odio? Come pretendere di essere senza peccato se anche il giusto, a detta della Scrittura, pecca sette volte al giorno?
Il problema non consiste nell'essere classificati tra i buoni o tra i cattivi, tra i giusti o tra i peccatori. Il problema sta solamente nel sapere se temiamo Gesù scossi dalla paura, o se lo attendiamo nella gioia. Tutti più o meno peccatori, se noi temiamo l'ora in cui Gesù verrà, non lo conosciamo ancora veramente, non siamo mai stati inondati dalla sua misericordia.
Tutti più o meno peccatori, se tuttavia, osiamo, malgrado tutto, attendere con grande desiderio l'ora della sua venuta, non è temerarietà da parte nostra, ma semplicemente perché un giorno siamo stati accolti nel suo perdono, senza garanzie, senza condizioni, al di là di tutto quanto potevamo meritare, al di là di tutto quanto abbiamo saputo sperare o chiedere. Come ha accolto tutti i peccatori e le peccatrici del Vangelo, tutti i pubblicani e tutte le prostitute che ci hanno preceduti nel Regno; noi tutti, ad eccezione di uno solo, forse più imperdonabile degli altri, il buon ladrone, che si era dimenticato fino all'ultima ora quando non gli fu richiesto che una sola cosa: dimenticare più profondamente ancora per abbandonarsi ciecamente all'amore di Gesù: «Signore! Ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno». E da ultimo che era, diventò il primo. «Da oggi, gli rispose Gesù, sarai con me in paradiso».
Il buon servitore era lui, non chi si crede in regola, nel giusto. Ma colui che, malgrado tutto, osa attendere Gesù nella gioia e abbandonarsi al suo amore. «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro».
Poco importa allora se Gesù verrà all'improvviso e se non sapremo mai l'ora. Anche l'improvvisata fa parte del linguaggio d'amore e aumenta l'attrattiva. Gesù non vuole fare paura. Vuole semplicemente fare una sorpresa come il fidanzato alla sua amata che acuisce la qualità dell'attesa e moltiplica in anticipo la gioia dell'incontro. Quando la malattia ci colpisce, sia passeggera che definitiva, Gesù si fa più vicino. La sua voce si fa sentire al di là degli avvenimenti. Il mondo diventa così trasparente e gli esseri sono inondati da una nuova, strana luce. Anche la nostra attesa si fa più insistente: Gesù è là.
Ma, sia che siamo ammalati o in buona salute, Gesù è sempre là. Dovremmo vivere nello stesso clima, interamente assorti dalla vicinanza di Gesù da cui un velo tanto tenue ci separa. La preghiera nella fede e la comunione ci avvicinano: esse già ci saziano, ma aumentano nuovamente la nostra fame e la nostra attesa. Ci inondano di gioia e ci placano un istante prima di rimetterci sulla strada dell'incontro definitivo con Gesù. Beati coloro che vegliano in questo modo.
(da A. LOUF, Solo l'amore vi basterà. Commento spirituale al Vangelo di Luca, PIEMME 1985, 161-162)

ANTIFONA D'INGRESSO 

Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua casa,
non dimenticare le suppliche
di coloro che ti invocano.

GLORIA 

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

COLLETTA 

Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore...

PRIMA LETTURA

Sap 18, 6-9

‡ Dal libro della Sapienza.
La notte della liberazione, desti al tuo popolo, Signore, una colonna di fuoco, come guida in un viaggio sconosciuto e come un sole innocuo per il glorioso emigrare.
Quella notte fu preannunziata ai nostri padri, perché sapendo a quali promesse avevano creduto, stessero di buon animo.
Il tuo popolo si attendeva la salvezza dei giusti come lo sterminio dei nemici. Difatti come punisti gli avversari, così ci rendesti gloriosi, chiamandoci a te. I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: i santi avrebbero partecipato ugualmente ai beni e ai pericoli, intonando prima i canti di lode dei padri.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 32

RIT: ‡ Beato il popolo che appartiene al Signore.

Esultate, giusti, nel Signore:
ai retti si addice la lode.
Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.

Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L'anima nostra attende il Signore,
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo.

SECONDA LETTURA

Eb 11, 1-2.8-19

‡ Dalla lettera agli Ebrei.
Fratelli, la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza.
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare.
Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra.
Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città.
Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.

‡ Vegliate e state pronti,
perché non sapete in quale giorno verrà il Signore.

Alleluia.

VANGELO

Lc 12, 32-48
Dal Vangelo secondo  Luca

‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa.
Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro.
In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» .

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI

Il Signore Gesù è il principio della creazione nuova;
in lui ogni uomo si apre alla fiducia e alla speranza.
Con questo spirito rivolgiamo al Padre la nostra preghiera.

R. Venga il tuo regno, Signore.

Per la santa Chiesa pellegrina nel mondo,
perché nel fervore della sua fede e della sua testimonianza
sia lievito che fermenta la massa, preghiamo. R.

Per quanti soffrono a causa della violenza e dell'oppressione,
perché sia loro riconosciuto il diritto a costruire in piena dignità e uguaglianza
il loro futuro, secondo il piano di Dio, preghiamo. R.

Per gli uomini che hanno responsabilità educative e sociali,
perché promuovano la crescita integrale della persona umana,
aperta a Dio e ai fratelli, preghiamo. R.

Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra scarsa coerenza,
perché mediante la nostra conversione
ritrovino fiducia nella potenza del Vangelo, preghiamo. R.

Per noi qui presenti,
perché la familiarità quotidiana con la parola di Dio
ci renda capaci di valutare con maturo discernimento
ciò che Dio vuole nelle concrete situazioni della vita, preghiamo. R.

Ascolta, o Padre, la nostra preghiera
e custodisci in noi i doni del tuo Spirito;
fà che ogni uomo conosca te, unico vero Dio,
e colui che hai mandato, Gesù Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.

SULLE OFFERTE

Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento.

DOPO LA COMUNIONE

La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.



Liturgia della Settimana: http://liturgia.silvestrini.org/
Preparata dai giovani Monaci Benedettini Silvestrini
del Monastero di San Vincenzo M. - Bassano Romano (VT)
E-mail: s a n v i n c e n z o @ s i l v e s t r i n i . o r g