Domenica 25 Gennaio 2004III Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-25.html |
| LETTURE: Ne 8, 2-4. 5-6. 8-10; Sal 18; 1 Cor 12, 12-31; Lc 1, 1-4; 4, 14-21. Oggi questa Parola si è adempiuta. Senza esagerare possiamo affermare che oggi le chiacchiere degli uomini pervadono l’universo. Quando l’umanità godeva di un migliore silenzio la voce di Dio, trasmessa per mezzo dei profeti, trovava una migliore accoglienza e sortiva i suoi benefici effetti. Quando un intero popolo si accorge di aver smarrito e disatteso per lungo tempo il libro della legge prorompe in un pianto di pentimento e poi compresa la lettura del sacerdote Esdra, esplode la gioia del Signore che diventa la sua forza. Anche Gesù entrato nella sinagoga, legge nel rotolo del profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore». Egli applica a se quell’annunzio profetico. Diventa il testimone vivente della fedeltà di Dio. Rivela la sua missione intesa come adempimento di promesse antiche. È un annuncio solenne dell’avvento dei tempi messianici. È anche indirettamente l’esplicita rivelazione della sua natura divina, del mandato ricevuto dal Padre, della sua unzione sacerdotale. regale e profetica, della sua consacrazione ed infine del suo compito di redentore. Egli viene a proclamare la liberazione totale dei prigionieri dai vincoli del peccato e della morte, viene per ridare la vista ai ciechi, per annunziare il tempo della grazia e della riconciliazione. Così Gesù diventa maestro per tutti noi che vogliamo leggere la Parola di Dio in modo veramente sapienziale. C’è una attualizzazione continua di quella Parola, che sgorga dalla stessa eternità di Dio e si cala nel nostro tempo senza perdere il valore della perennità. Ci fa comprendere che quella parola è sempre viva ed attuale, conserva integra la forza che da Dio stesso proviene e come tale va accolta. Si attua in ciascuno di noi quando la incarniamo nella nostra vita. Potremmo anche noi costatare che quella parola si adempie in noi quando è vissuta nella fedeltà. Diventa la lampada ai nostri passi, luce sul nostro cammino, nutrimento di verità per tutta la nostra esistenza. Uno dei doni grandi del Concilio Vaticano II è stata proprio la riscoperta della Parola di Dio come motivo di unione a Dio, come riscoperta delle verità ultime. ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. ATTO PENITENZIALEUmili e penitenti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi.C: Signore, che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, abbi pietà di noi. A: Signore, pietà. C: Cristo, che al buon ladrone hai promesso il paradiso, abbi pietà di noi. A: Cristo, pietà. C: Signore, che accogli ogni uomo che si affida alla tua misericordia, abbi pietà di noi. A: Signore, pietà. C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna. A: Amen. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURANe 8, 2-4. 5-6. 8-10‡ Dal libro di Neemia. In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l’orecchio a sentire il libro della legge. Esdra lo scriba stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza e accanto a lui stavano, a destra Mattitia, Sema, Anaia, Uria, Chelkia e Maaseia; a sinistra Pedaia, Misael, Malchia, Casum, Casbaddàna, Zaccaria e Mesullàm. Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. Essi leggevano nel libro della legge di Dio a brani distinti e con spiegazioni del senso e così facevano comprendere la lettura. Neemia, che era il governatore, Esdra sacerdote e scriba e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Perché tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 18RIT: ‡ Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro. Ti siano gradite le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore. Signore, mia rupe e mio redentore. SECONDA LETTURA1 Cor 12, 12-31‡ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli? Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Aspirate ai carismi più grandi! C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri la buona novella, a proclamare ai prigionieri la liberazione. Alleluia. VANGELOLc 1, 1-4; 4, 14-21Dal Vangelo secondo Luca ‡ Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi. Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIChiamati a formare un solo corpo e un solo spirito, ci rivolgiamo a Dio nostro Padre, che è in tutti e agisce per mezzo di tutti.Preghiamo insieme e diciamo: R. Rinnova, Signore, i prodigi del tuo amore. Per la santa Chiesa, perché sia sempre più missionaria e porti ai pagani del nostro tempo il Vangelo di salvezza, preghiamo. R. Per i candidati al ministero diaconale e presbiterale, perché pieni di fede e di Spirito Santo consegnino la loro vita a Cristo buon pastore per il bene del suo popolo, preghiamo. R. Per quelli che si consacrano al servizio degli emarginati e degli esclusi, perché il Signore dia loro lo spirito del buon samaritano e la perseveranza dei veri servi del suo regno, preghiamo. R. Per tutti i credenti in Cristo, perché in ogni atteggiamento si aprano al dialogo fraterno con le persone che incontrano nel loro cammino, preghiamo. R. Per tutti noi che partecipiamo a questa Eucaristia, perché impariamo a perdonare per essere perdonati e per diventare costruttori di riconciliazione e di pace, preghiamo. R. O Padre, che puoi fare assai più di quanto osiamo chiedere e sperare, accogli l’umile espressione della nostra fede e donaci un cuore fiducioso e attento alle sorprese del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.Abbiamo riconosciuto il segno della tua immensa gloria quando hai mandato tuo Figlio a prendere su di sè la nostra debolezza; in lui nuovo Adamo hai redento l’umanità decaduta, e con la sua morte ci hai resi partecipi della vita immortale. Per mezzo di lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 26 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-26.html |
| LETTURE: 2 Sam 5, 1-7. 10; Sal 88; Mc 3, 22-30. In nome di chi? Sono ancora in scena gli scribi, rappresentanti del potere religioso del tempo, che malignano pesantemente su Gesù, definendolo posseduto dal principe dei demoni e come colui che nel nome di Beelzebul, scaccia i demoni. Viene da pensare come sia tristemente facile per chi si lascia guidare da preconcetti, confondere lo Spirito di Dio con quello del maligno. Qui si ravvisano tutti gli estremi di quel terribile peccato contro lo Spirito Santo, che lo steso Gesù definisce imperdonabile. Si stravolge il significato, il valore e lo scopo dei miracoli attribuendo a satana ciò che è opera di Dio e del suo Spirito. È una forma di cecità spirituale provocata dall’invidia, accresciuta dalla bramosia del potere e confermata da una falsa religiosità: una malattia dell’anima che ancora miete vittime ai nostri giorni. È una gravissima bestemmia che vorrebbe negare l’amore in Dio, privandolo della sue stessa essenza e riducendolo a un demiurgo, ad un dio cattivo. La logica stringente a cui ricorre Gesù per convincerli del loro errore, lascia intendere che Egli è disposto anche a farci percorrere la via della razionalità quando la fede è accecata dal male. Pare però che neanche dinanzi all’assurdo della ragione quei scribi vogliano trovare la via per un cambiamento di mentalità e di comportamenti. Abbiamo l’impressione che il demone peggiore sia proprio dentro di loro e che abbia preso in essi una stabile dimora. Noi credenti, contrariamente a quanto insinuano malignamente gli scribi, abbiamo imparato a fare tutto nel nome di Dio; ogni giorno ci segniamo ripetutamente con il segno della croce affidandoci alla santissima Trinità; tutte le invocazioni iniziano e terminano nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. In quel nome riponiamo tutta la nostra forza, memori di quanto Gesù stesso ci ha detto: «Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò». ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTAO Dio, nostro Padre, che hai formato alla scuola degli Apostoli i santi vescovi Timoteo e Tito, concedi anche a noi per loro intercessione di vivere in questo mondo con giustizia e con amore di figli, per giungere alla gloria del tuo regno. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 5, 1-7. 10‡ Dal secondo libro di Samuele. In quei giorni, tutte le tribù d’Israele da Davide in Ebron e gli dissero: «Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne. Gia prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele. Davide aveva trent’anni quando fu fatto re e regnò quarant’anni. Regnò in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in Gerusalemme regnò quarantatrè anni su tutto Israele e su Giuda. Il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. Costoro dissero a Davide: «Non entrerai qui: basteranno i ciechi e gli zoppi a respingerti», per dire: «Davide non potrà entrare qui». Ma Davide prese la rocca di Sion, cioè la città di Davide. Davide andava sempre crescendo in potenza e il Signore Dio degli eserciti era con lui. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 88RIT: ‡ Il Signore è fedele e protegge il suo servo. Un tempo Signore, parlasti ai tuoi santi dicendo: «Ho portato aiuto a un prode, ho innalzato un eletto tra il mio popolo. Ho trovato Davide, mio servo, con il mio santo olio l’ho consacrato; la mia mano è il suo sostegno, il mio braccio è la sua forza. La mia fedeltà e la mia grazia saranno con lui e nel mio nome si innalzerà la sua potenza. Stenderò sul mare la sua mano e sui fiumi la sua destra» . CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo. Alleluia. VANGELOMc 3, 22-30Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l’uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «E’ posseduto da uno spirito immondo». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELICon la certezza che la Chiesa e il mondo sono guidati dallo Spirito, chiediamo al Padre di ogni bene di aprire il nostro cuore alla sua azione santificante. Diciamo insieme:Donaci il tuo Spirito, Signore. Per amare il Cristo presente nella Chiesa e nel mondo: Per riconoscere Gesù che si manifesta nel volto d’ogni uomo: Per valorizzare ogni cosa buona compiuta dal fratello: Per cancellare ogni divisione e discordia: Per costruire un mondo più santo e giusto: Per riconciliare e sanare tutto ciò che è ferito dal peccato: Per accogliere il diverso nelle nostre comunità e assemblee: Per non ferire gli altri con i nostri giudizi sbrigativi: Per aiutare a far fiorire ciò che è appena nato: Per avere fiducia nel nuovo che già è presente: Per celebrare con fede il mistero del Cristo morto e risorto: Per rivivere il battesimo che ha cancellato in noi ogni male: Per lottare con costanza contro il peccato e i germi di morte: Per collaborare onestamente con chi giuda la nostra società: Per non cadere nella tentazione della disperazione e del disfattismo: Per amare tutte le cose belle, immagine del tuo volto: O Padre, che nella pienezza dei tempi, hai mandato il tuo Figlio per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso, donaci la pienezza dello Spirito che ci fa cantare in eterno l’infinita tua misericordia. Te lo chiediamo per Cristo, nostro fratello e salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie per la tua immensa misericordia, Dio onnipotente, re d’eterna gloria.Per mezzo del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai rigenerato a vita nuova. Per questo mistero di salvezza ti servono tutte le creature, ti lodano gli uomini da te redenti, ti benedico unanimi gli angeli e i santi. E noi ci uniamo con gioia a questo immenso coro, per cantare la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 27 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-27.html |
| LETTURE: 2 Sam 6, 12-15. 17-19; Sal 23; Mc 3, 31-35. Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Ordinariamente noi, nella nostra realtà umana, non facciamo fatica a riconoscere il valore e l’importanza del vincolo di sangue, che naturalmente ci unisce anche nella sfera affettiva e di parentela: è, senza alcun dubbio, un’appartenenza importante per tutti i significati che racchiude. È decisamente più difficile convincersi che possano esistere stati di comunione spirituali, così intensi e coinvolgenti, capaci di stabilire un primato rispetto ai significati, pur profondi, della parentela originata dalla consanguineità. Gesù, che aveva detto: «quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito», ora afferma e ribadisce tutto questo dinanzi ad una grande folla, che lo sta ascoltando e sta assimilando i suoi insegnamenti per farli diventare motivi decisivi per l’orientamento della loro vita. Potremmo dire che si sta realizzando tra Colui che parla e coloro che ascoltano, una vera e propria comunione nella Parola. Gli astanti avvertono Gesù: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre». Gesù vuole far comprendere, e l’occasione che gli si presenta è davvero propizia, che non è sufficiente ascoltare la sua parola per stabilire una vera e profonda comunione con Lui. Occorre ascoltare e mettere in pratica o maglio, come egli dice, bisogna «compiere» la volontà di Dio, riempire cioè con la vita, ciò che si ascolta con le orecchie. Dobbiamo concludere che Gesù ci assimila a se, al punto di definirci fratello, sorella e madre, con la forza della sua parola e anche con la nostra piena ed incondizionata adesione ad essa. È una comunione questa che sfugge a molti, anche a coloro che ricorrono con una certa frequenza a quella sacramentale eucaristica. ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTADio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 6, 12-15. 17-19‡ Dal secondo libro di Samuele. In quei giorni, Davide andò e trasportò l’arca di Dio dalla casa di Obed-E’dom nella città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele trasportavano l’arca del Signore con tripudi e a suon di tromba. Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva piantata per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 23RIT: ‡ E’ grande in mezzo a noi il re della gloria. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore forte e potente, il Signore potente in battaglia. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti, è il re della gloria. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Vi ho chiamati amici, dice il Signore, perché tutto ciò che ho udito dal Padre ve l’ho fatto conoscere. Alleluia. VANGELOMc 3, 31-35Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, Dio vuole radunarci attorno a sé come fa un padre con i figli che ama. Resi confidenti da questa intimità e pregando in unione col nostro salvatore Gesù Cristo, diciamo:Padre celeste, ascoltaci. Perché il cammino delle Chiese verso l’unità sia fondato sull’ascolto della parola di Dio e sulla ricerca paziente della sua volontà. Preghiamo: Perché gli abitanti di ogni continente, nel dialogo e nel rispetto reciproco, diventino la famiglia umana voluta da Dio. Preghiamo: Perché la parola e il pane, accolti in questa eucaristia, facciano di noi dei veri parenti di Gesù, uniti come le membra di un unico corpo. Preghiamo: Perché i legami di parentela e di affetto non impediscano a nessuno di seguire la voce di Dio e della propria coscienza. Preghiamo: Perché le nostre assemblee liturgiche siano fonte di fraternità e di solidarietà da donare ad ogni uomo. Preghiamo: Per le famiglie del nostro quartiere. Per chi si trova di fronte a scelte impellenti. O Dio, che hai voluto uscire da te stesso per farci conoscere il tuo amore, alita col tuo Spirito sui nostri egoismi e donaci un cuore nuovo, che sappia donarsi senza limiti. Te lo chiediamo nel nome di Cristo, che con te vive e regna nei secoli eterni. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 28 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-28.html |
| LETTURE: 2 Sam 7, 4-17; Sal 88; Mc 4, 1-20. Il buon seme. È bella e suggestiva l’immagine del seminatore che esce nel campo arato a spargere il buon seme: è un gesto misurato, solenne, impregnato di sacralità. L’immagine, rapportata al buon Dio, ci fa comprendere tutta la meravigliosa opera della rivelazione, con la quale Egli si è fatto conoscere all’uomo, gli ha rivelato la sua vera origine e dignità e lo ha guidato, dopo il peccato, sulla via della salvezza. Non possiamo quindi dubitare della bontà del seme, dobbiamo invece scrutare con attenzione che tipo di terreno lo accoglie. Sì, perché, dopo il distacco da Dio con il peccato, abbiano dentro di noi un inquinamento atavico e altri ostacoli e gramigne s’insinuano continuamente dentro il terreno della nostra anima. La strada è il luogo del transito, della confusione e dell’anonimato e anche il luogo percorso spesso dal maligno: lì il seme non può attecchire; c’è sempre pronto qualcuno a carpirlo dal cuore dell’uomo. Neanche gli incostanti o i malfermi nell’animo consentono al seme di crescere e germogliare in loro; l’accolgono con gioia infantile, ma non sono in grado di resistere alle tentazioni e alle prove della vita. Le preoccupazioni del mondo, l’inganno della ricchezza e le più svariate bramosie sono altri gravi impedimenti perché il seme della parola attecchisca e porti frutto: molti ai nostri giorni si ritrovano in queste ultime categorie. I super affaccendati, gli ammagliati dal denaro, i malati delle più disparate bramosie non hanno più né orecchie né cuore per ascoltare ed accogliere il sussurro della Parola: c’è troppo chiasso dentro e fuori di noi per sentire Dio: molti non hanno tempo, altri non hanno voglia, altri ancora hanno mente e cuore inzavorrati, non c’è più spazio per l’ascolto. Grazie a Dio, però esiste anche il terreno buono, o bonificato dalla misericordia divina; lì il seme attecchisce e cresce portando, in misura diversa, frutti di buone opere. Capita allora che il seme sfama e nutre abbondantemente non solo chi lo ha accolto e fatto fruttificare, ma anche altri accedono, nella carità fraterna e nella genuina testimonianza, alla stessa mensa. ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTAO Dio, che in san Tommaso d’Aquino hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 7, 4-17‡ Dal secondo libro di Samuele. In quei giorni, questa parola del Signore fu rivolta a Natan: «Và e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Finché ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro? Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e con i colpi che danno i figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre». Natan parlò a Davide con tutte queste parole e secondo questa visione. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 88RIT: ‡ Il Signore è fedele al suo patto. Tu hai detto, Signore: «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che duri nei secoli» . Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Io lo costituirò mio primogenito il più alto tra i re della terra. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele. Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo» . CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Apri, Signore, il nostro cuore e comprenderemo le parole del Figlio tuo. Alleluia. VANGELOMc 4, 1-20Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù si mise di nuovo a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!». Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: «A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché: guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole? Il seminatore semina la parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l’ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro. Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono. Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto. Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILa parola seminata nel nostro cuore si fa ora preghiera al Padre. Con fiducia, quindi, diciamo:Santifica il tuo popolo, Signore. Perché la Chiesa, dispensando la salvezza del Risorto, sia testimone eloquente per chi cerca la verità e la vita. Preghiamo: Perché la predicazione del vangelo si espanda ovunque come albero rigoglioso e porti molto frutto. Preghiamo: Perché il dono della parola, che permette agli uomini di comunicare, sia veicolo di autentica comprensione, strumento di lode e di benedizione. Preghiamo: Perché gli operatori culturali e i responsabili dell’opinione pubblica abbiano a cuore di seminare bellezza, verità e bontà. Preghiamo: Perché, convocati dallo Spirito per nutrirci della parola e del pane, diventiamo testimoni della diffusione del regno di Dio. Preghiamo: Per chi ha bisogno di una parola vera. Per i catechisti della nostra comunità. O Signore, sfalda le nostre inutili torri di parole e fa’ risuonare nel nostro cuore la tua unica Parola: Gesù, tuo Figlio e nostro Signore che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie per la tua immensa misericordia, Dio onnipotente, re d’eterna gloria.Per mezzo del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai rigenerato a vita nuova. Per questo mistero di salvezza ti servono tutte le creature, ti lodano gli uomini da te redenti, ti benedico unanimi gli angeli e i santi. E noi ci uniamo con gioia a questo immenso coro, per cantare la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 29 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-29.html |
| LETTURE: 2 Sam 7, 18-19.24-29; Sal 131; Mc 4, 21-25. La lampada che risplende. Quando gratuitamente e solo per amore, siamo illuminati dalla parola di Dio e dalla luce dello Spirito Santo, al punto di diventare con la nostra vita luminosi come lampade, non possiamo e non dobbiamo trattenere solo per noi quella luce che ci è stata donata. Ciò che risplende, di sua natura si diffonde, se non viene nascosto. Cristo Gesù, luce del mondo, come si è autodefinito, sta irraggiando, con la sua venuta tra noi, con la sua dottrina e con la sue opere, l’umanità intera. Vuole che i suoi diretti collaboratori nella diffusione del Regno, s’impegnino a fare altrettanto; per questo darà loro il mandato di andare in tutto il mondo a predicare e testimoniare il suo vangelo. Dirà loro più esplicitamente: «risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». Per questo la lampada che arde non deve essere posta sotto il moggio o sotto il letto, ma sul lucerniere. Ciò richiede una limpidezza e trasparenza di vita, che ci rende veri, sinceri, coerenti e credibili. Ogni forma di inganno o di sotterfugio deve essere bandito dall’esistenza degli evangelizzatori e dai fedeli di Cristo perché «non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce». L’essenza del messaggio cristiano poi è incentrato nella misericordia, nel perdono e nella fratellanza fra gli uomini. Un’altra dote deve perciò adornare la vita dei seguaci di Cristo e si tratta di una «misura», di un parametro, che non dà più spazio a giudizi e condanne, ma apre sempre alla benevolenza e alla comprensione nell’amore fraterno. Solo così potremmo garantirci a nostra volta, l’afflato della bontà divina. ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTADio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 7, 18-19.24-29‡ Dal secondo libro di Samuele. Dopo che Natan ebbe parlato a Davide, il re andò a presentarsi al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è mai la mia casa, perché tu mi abbia fatto arrivare fino a questo punto? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio Signore: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è come legge dell’uomo, Signore Dio! Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per essere tuo popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo Dio. Ora, Signore, la parola che hai pronunciata riguardo al tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre e fà come hai detto. Allora il tuo nome sarà magnificato per sempre così: Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele! La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificherò una casa! perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera. Ora, Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene al tuo servo. Dègnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre!». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 131RIT: ‡ Tu sei fedele, Signore, in ogni tua parola. Ricordati, Signore, di Davide, di tutte le sue prove, quando giurò al Signore, al Potente di Giacobbe fece voto. Egli disse: «Non entrerò sotto il tetto della mia casa, non mi stenderò sul mio giaciglio, non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» . Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: «Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono! Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò ad essi, anche i loro figli per sempre sederanno sul tuo trono» . Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua dimora: «Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l’ho desiderato». CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Alleluia. VANGELOMc 4, 21-25Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, il Padre celeste, donandoci il suo Unigenito, ci ha indicato la via nuova della salvezza, l’unica che porta alla luce del suo volto. Sicuri del suo ascolto e del suo aiuto, diciamo:Dona la tua benedizione, Signore. Alla Chiesa, che deve annunciare al mondo il vangelo del regno e testimoniarlo con la luce della carità. Noi ti invochiamo: Alle guide del nostro tempo, che devono condurre la comunità umana sulle vie del vero e del bene. Noi ti invochiamo: Agli educatori che, a imitazione dell’unico maestro, devono partecipare la libertà e la vita. Noi ti invochiamo: A chi è indifferente o distratto, a chi misura a piccole dosi ciò che dona, a chi crede di non valer nulla. Noi ti invochiamo: A chi, travolto da mille interessi, trascura di crescere interiormente e di maturare nella fede. Noi ti invochiamo: Per coloro che cercano la verità. Per chi ha ricevuto tanto dalla vita e dalla fede in Gesù. Signore, tu che scruti nell’intimo e conosci i limiti e i desideri del cuore dell’uomo, assistici con la tua grazia, per amore di Cristo Gesù, nostro fratello e salvatore, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie per la tua immensa misericordia, Dio onnipotente, re d’eterna gloria.Per mezzo del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai rigenerato a vita nuova. Per questo mistero di salvezza ti servono tutte le creature, ti lodano gli uomini da te redenti, ti benedico unanimi gli angeli e i santi. E noi ci uniamo con gioia a questo immenso coro, per cantare la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 30 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-30.html |
| LETTURE: 2 Sam 11,1-4.5-10.13-17; Sal 50; Mc 4, 26-34. Il Regno di Dio come un seme nascosto. La fecondità dei semi divini è misteriosamente nascosta, non ha nulla di appariscente e di clamorosamente visibile; la si può scorgere solo con l’occhio della fede, che ci aiuta a comprendere, ma non ci svela mai completamente il mistero che racchiude. Sembra che tutto sia troppo piccolo ai nostri occhi, sembra che i granellini di Dio, sparsi per il mondo, siano inadeguati a confronto con le nostre attese e le nostre smanie di grandezza. C’è poi l’impazienza che ci morde dentro e non ci consente di attendere che il seme germogli e cresca. Dio vede il nostro tempo in chiave di eternità e quindi lo scandisce secondo un suo piano in scrutabile. Non ci è dato di conoscere neanche il tempo della mietitura o della raccolta dei frutti. Ci sfuggono perfino i criteri per valutare la crescita del Regno. Neanche le misure di Dio corrispondono alle nostre. Tutto questo però non significa che Egli ci voglia lasciare completamente al buio: il suo piano universale di salvezza ci riguarda direttamente e la crescita del seme significa per noi l’incarnazione nel tempo e in ciascuno di quel progetto. Ci dona perciò la fede, che dobbiamo alimentare con le altre virtù cristiane, specialmente con l’umiltà e la purezza del cuore. Solo così possiamo arrivare ad accogliere con una accettazione piena ed incondizionata i progetti divini, senza la pretesa, assurda per la pochezza dei nostri occhi, di volerli misurare con i nostri criteri umani. È proprio nei confronti di Dio che sperimentiamo i grandi guasti derivanti dalla superbia e le meraviglie che sgorgano dall’umiltà. I fasti e le glorie dei regni umani hanno le loro storie e rivelano la loro caducità. Il regno di Dio, proprio perché silenzioso e umile, piccolo e nascosto, si rivela infine in tutta la sua grandiosità con i prodigi che opera nella nostra storia. Gesù lo dichiara: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Il seme di Dio, il suo figlio prediletto, dovrà calarsi, proprio come seme fecondo, nelle viscere della terra, per germogliare e portare frutti di universale salvezza, in quel mattino di Pasqua. ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTADio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 11,1-4.5-10.13-17‡ Dal secondo libro di Samuele. L’anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall’alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto. Davide mandò a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: «E’ Betsabea figlia di Eliàm, moglie di Uria l’Hittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla immondezza. Poi essa tornò a casa. La donna concepì e fece sapere a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Uria l’Hittita». Ioab mandò Uria da Davide. Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Uria: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re. Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide disse a Uria: «Non vieni forse da un viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?». Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua. La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Uria. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Uria in prima fila, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali di Davide caddero, e perì anche Uria l’Hittita. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 50RIT: ‡ Perdonami, Signore: contro di te ho peccato. Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. Tu sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre. Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Accogliete docilmente la parola che è stata seminata in voi: parola che può salvare la vostra vita. Alleluia. VANGELOMc 4, 26-34Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra». Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, Dio è fedele al suo progetto di salvezza di cui noi siamo insieme beneficiari e responsabili. Riconoscenti per tale privilegio, chiediamogli la forza che viene dall’alto, dicendo:Aiutaci, o Signore. Perché la Chiesa sia una realtà sempre più viva e operante in mezzo agli uomini. Preghiamo: Perché, rivestendoci quotidianamente di pazienza e fiducia, sappiamo diffondere nel cuore del prossimo speranza e pace. Preghiamo: Perché, pu lodando Dio dei beni materiali e morali ricevuti, ci disponiamo alla rinuncia che purifica il cuore. Preghiamo: Perché sappiamo cogliere i segni di speranza presenti nel nostro tempo e ci impegniamo a consegnare ai giovani un mondo migliore. Preghiamo: Perché i genitori siano animati da una fiducia salda e serena nello svolgere la loro opera educativa. Preghiamo: Per chi vive nell’attesa di tempi migliori. Perché operiamo il bene con gratuità. O Signore, rendici vigilanti e fiduciosi, umili seminatori della tua parola. La presenza di Cristo tra noi ci confermi nella speranza del tuo regno, dove tu sarai tutto in tutti, per i secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie per la tua immensa misericordia, Dio onnipotente, re d’eterna gloria.Per mezzo del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai rigenerato a vita nuova. Per questo mistero di salvezza ti servono tutte le creature, ti lodano gli uomini da te redenti, ti benedico unanimi gli angeli e i santi. E noi ci uniamo con gioia a questo immenso coro, per cantare la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 31 Gennaio 2004III Settimana del Tempo Ordinario - Anno II - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-01-31.html |
| LETTURE: 2 Sam 12, 1-7. 10-17; Sal 50; Mc 4, 35-41. Passiamo all’altra riva. Stiamo ancora costatando, dopo secoli di storia, quanto sia facile ancora oggi, in nome di una fede e di una appartenenza religiosa, creare steccati e muri di divisione. Molti con zelo si sono posti a difesa dei propri recinti, rendendoli di fatto inaccessibili. Gesù invita i suoi a passare all’altra riva! Bisogna avere il coraggio di valicare i confini e remare insieme ad altre barche. Bisogna affrontare insieme i rischi della traversata della vita quando le mete ci accomunano. Quando poi, come spesso accade, si solleva la tempesta del vento e i flutti inondano le barche, è lo stesso Signore che sgrida i venti e impone al mare, con la sua forza divina, di tacere e calmarsi. Anche gli occupanti le altre barche godono dello stesso prodigio, anche se non hanno con se il Cristo. Quella tempesta di vento ci ricorda in modo evidente, l’infuriare delle passioni umane. Ci ricorda le dispute e le divisioni, l’oltranzismo e l’integralismo religioso. Gesù fa tacere questi venti e rimprovera i suoi per la poca fede manifestata nel pericolo. È vero che mentre infuriano le tempeste e la paura ci assale, egli ci dà talvolta l’impressione di una colpevole assenza, ma, dopo tante testimonianze di amorose premure, non dovremmo più dubitare neanche quando egli dorme. Evidentemente è la mancanza e la debolezza di fede a convincerci dell’assenza e del disinteresse del Cristo nei nostri confronti. Non dovremmo forse concludere che purtroppo solo in momenti di crisi ci interroghiamo sul Signore e desideriamo la sua presenza salvifica? Non dovremmo invece vivere costantemente in comunione con Lui in modo da sentirlo sempre presente? ANTIFONA D'INGRESSOCantate al Signore un canto nuovo,cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. COLLETTAO Dio, che in san Giovanni Bosco hai dato alla tua Chiesa un padre e un maestro dei giovani, suscita anche in noi la stessa fiamma di carità a servizio della tua gloria per la salvezza dei fratelli. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURA2 Sam 12, 1-7. 10-17‡ Dal secondo libro di Samuele. In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: «Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. Un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui». Allora l’ira di Davide si scatenò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Hittita. Così dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole». Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore (l’insulto sia sui nemici suoi), il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa. Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente. Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra. Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 50RIT: ‡ Rinnovami, Signore, con il tuo perdono. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, la mia lingua esalterà la tua giustizia, Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito: chi crede in lui ha la vita eterna. Alleluia. VANGELOMc 4, 35-41Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel giorno, verso sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, con il mistero dell’incarnazione, Dio è entrato nella storia degli uomini. La sua presenza è garanzia di salvezza, motivo di speranza e di gioia senza fine. Invochiamolo dicendo:Aumenta la nostra fede, Signore. Per la Chiesa, madre di santi ma bisognosa di conversione e di perdono, perché confidi sempre nella fedeltà di Dio. Preghiamo: Per il mondo intero, perché sappia superare le difficoltà e le sciagure che lo scuotono, preparando il tempo della distensione e del dialogo. Preghiamo: Per chi è tentato dallo scoraggiamento e si sente oppresso dalla fatica, perché trovi cuori fraterni, disposti all’aiuto e al conforto. Preghiamo: Per quanti attendono una parola di fiducia e di perdono, perché trovino nelle comunità cristiane lo spirito dell’accoglienza e della festa. Preghiamo: Per noi qui presenti, perché nell’eucaristia vediamo il pane di ogni giorno, offertoci gratuitamente da Dio per camminare e operare il bene. Preghiamo: Per coloro che sono in pericolo di vita. Per chi anima le comunità di accoglienza e di sostegno. O Padre buono, che in mille modi manifesti la tua misericordia, fa’ risuonare nel nostro intimo la parola che rianima e ricrea, e dona la vita e la pace. Te lo chiediamo per il nostro Signore, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEAccogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie per la tua immensa misericordia, Dio onnipotente, re d’eterna gloria.Per mezzo del Cristo, tuo dilettissimo Figlio, hai creato l’uomo a tua immagine e lo hai rigenerato a vita nuova. Per questo mistero di salvezza ti servono tutte le creature, ti lodano gli uomini da te redenti, ti benedico unanimi gli angeli e i santi. E noi ci uniamo con gioia a questo immenso coro, per cantare la tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEGuardate al Signore e sarete raggianti,e il vostro volto non sarà confuso. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 01 Febbraio 2004IV Domenica del Tempo Ordinario - Anno C - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2004-02-01.html |
| LETTURE: Ger 1, 4-5. 17-19; Sal 70; 1 Cor 12,31 - 13,13; Lc 4, 21-30. Figlio di Dio o dl falegname? Un giorno lo stesso Gesù chiederà ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che io sia?». Egli era quindi ben consapevole che voci e giudizi diversi venivano formulati sulla sua persona. Cristo però non smetterà mai di proclamare la verità circa la sua origine divina. Oggi la proclama dopo le lettura del brano profetico di Isaia, affermando che quella scrittura proprio a Lui si riferisce e in Lui trova il pieno adempimento. Egli è l’inviato del Padre, il liberatore dell’uomo, colui che possiede la pienezza dello Spirito e che porta un annuncio di salvezza inaugurando il tempo della redenzione. Conferma la sua affermazione solenne con miracoli e segni, ma nonostante ciò continuano le contestazioni e le visioni miopistiche sulla sua persona e sulla sua dottrina. Vittime di questi limiti e di queste trame sono i soliti scribi e farisei e tutti coloro che in essi in modi diversi si identificano. Formano la schiera di coloro che presumono di guardare Cristo con la sola fioca luce della ragione e fanno tacere, soffocandola, il dono della fede. È impossibile ridurre alle mere categorie umane le cose di Dio: Egli trascende i limiti della nostra migliore intelligenza e se non ci fossero la fede e la rivelazione, resteremmo al buio completo. Gesù visto con gli occhi della carne è il figlio di Maria e di Giuseppe, visto con i bagliori dello Spirito e con l’umiltà della fede è invece il Figlio di Dio, che ha assunto la nostra natura umana nel seno verginale di Maria. È triste costatare che anche quando Gesù cerca di illuminare e scuotere i suoi nemici riceve come risposta la loro indignazione e le loro minacce. Quanto accadeva ai tempi del Signore accade spesso anche oggi: dal buio della fede sgorgano le violenze e le persecuzioni perché la luce divina ha il potere di rendere visibili le cattiverie degli uomini ed essi non gradiscono che vengano svelate. Viene così da pensare che certe dichiarazioni di ateismo sgorghino spesso da un precedente disordine morale ed abbiano la loro radice dall’offuscamento del peccato. Per questo una cantore di Dio, un salmista, afferma: «Nella tua luce, Signore, vediamo la luce». Ed è per la stessa ragione che Gesù stesso si proclamerà Luce del mondo aggiungendo che chi lo segue avrà la luce della vita. La fede è un fuoco che arde solo se alimentato dalla preghiera e dalle buone opere altrimenti inevitabilmente si spegne. ANTIFONA D'INGRESSOSalvaci, Signore Dio nostro,e raccoglici da tutti i popoli, perché proclamiamo il tuo santo nome e ci gloriamo della tua lode. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.PRIMA LETTURAGer 1, 4-5. 17-19‡ Dal libro del profeta Geremia. Nei giorni del re Gioisia, mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Tu, poi, cingiti i fianchi, alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti alla loro vista, altrimenti ti farò temere davanti a loro. Ed ecco oggi io faccio di te come una fortezza, come un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 70RIT: ‡ La mia bocca annunzierà la tua giustizia. In te mi rifugio, Signore, ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, baluardo inaccessibile, poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio. Sei tu, Signore, la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno. Dirò le meraviglie del Signore, ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. SECONDA LETTURA1 Cor 12,31 - 13,13‡ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli. Alleluia. VANGELOLc 4, 21-30Dal Vangelo secondo Luca ‡ In quel tempo, Gesù prese a salire nella sinagoga: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!». Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli, la fede ci dice che tutto coopera al bene per quelli che Dio ama. Esprimiamo questa nostra certezzapresentando al Signore le necessità dell’ora presente. R. Mostraci, Signore, la tua misericordia. Per il popolo santo di Dio, perché manifesti la fedeltà al messaggio evangelico nell’amore ai nemici e nella solidarietà verso tutti, preghiamo. R. Per i ministri del Vangelo, perché siano i primi uditori e testimoni della Parola che annunziano al popolo di Dio, preghiamo. R. Per i fidanzati, perché scoprano il valore umano e soprannaturale del loro amore per costruire la famiglia, prima cellula della società e della Chiesa, preghiamo. R. Per i coniugi separati, perché alla luce della parola di Dio, con l’aiuto e la comprensione dei fratelli, possano riscoprire il senso cristiano della vita e in ogni caso non disperdino della misericordia del Padre, preghiamo. R. Per noi qui riuniti in assemblea, perché la chiamata del Signore risuoni profondamente nel nostro spirito e ci guidi a una vera conversione, preghiamo. R. La tua bontà, signore, non ha confini; concedi a noi e a tutti gli uomini la gioia di sperimentare quanto la tua misericordia è più grande del nostro cuore. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTEAccogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta proclamare le tue grandi opere e renderti grazie a nome di tutti gli uomini, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Egli, nascendo da Maria Vergine, ha inaugurato i tempi nuovi; soffrendo la passione, ha distrutto i nostri peccati; risorgendo dai morti, ci ha aperto il passaggio alla vita eterna; salendo a te, Padre, ci ha preparato un posto nel tuo regno. Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai Santi, cantiamo senza fine l’inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEFa’ risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto,e salvami per la tua misericordia. Che io non resti confuso, Signore, perché ti ho invocato. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore. |