Domenica 06 Luglio 2003XIV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde |
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ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAEz 2, 2-5‡ Dal libro del profeta Ezechiele. In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. Ascoltino o non ascoltino perché sono una genìa di ribelli sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.122RIT: ‡ I nostri occhi sono rivolti al Signore. A te levo i miei occhi, a te che abiti nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni. Come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona, così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi, gia troppo ci hanno colmato di scherni, noi siamo troppo sazi degli scherni dei gaudenti, del disprezzo dei superbi. SECONDA LETTURA2 Cor 12, 7-10‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di Satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi. A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figlòi di Dio. Alleluia. VANGELOMc 6, 1-6Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIRivolgiamo la comune preghiera a Dio nostro Padre,perché ci renda veri discepoli e testimoni del Cristo, primizia dell’umanità nuova. R. O Dio, nostra speranza, ascoltaci. Per la santa Chiesa pellegrina nel mondo, perché nel fervore della sua fede e della sua testimonianza sia lievito che fermenta la massa, preghiamo. R. Per quanti soffrono a causa della violenza e dell’oppressione, perché sia loro riconosciuto il diritto a costruire in piena dignità e uguaglianza il loro futuro, secondo il piano di Dio, preghiamo. R. Per gli uomini che hanno responsabilità educative e sociali, perché promuovano la crescita integrale della persona umana, aperta a Dio e ai fratelli, preghiamo. R. Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra scarsa coerenza, perché mediante la nostra conversione ritrovino fiducia nella potenza del Vangelo, preghiamo. R. Per noi qui presenti, perché la familiarità quotidiana con la parola di Dio ci renda capaci di valutare con maturo discernimento ciò che Dio vuole nelle concrete situazioni della vita, preghiamo. R. O Dio, che ami la giustizia, rialza con la tua mano tutti coloro che giacciono nell’ombra della morte; fà che riprendano il cammino della speranza e siano per sempre il tuo vivente canto di gloria. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnjpotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 07 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-07-07.html |
| LETTURE: Gn 28, 10-22; Sal.90; Mt 9, 18-26. La mano e il lembo del mantello di Gesù. L’avvento del Regno è contrassegnato dalla persona del Cristo, che percorre con noi le strade del mondo, annunciando e portando a tutti la salvezza. Egli «passa» sanando e guarendo tutti coloro che gli si accostano e l’invocano con fede. Anche uno dei capi, che ordinariamente lo avversano in ogni modo, trova la forza e il coraggio di prostrarsi dinanzi al Signore per rivolgergli la sua accorata preghiera: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà». A Gesù è riconosciuto il grande potere di richiamare alla vita chi è già stato ghermito dal sonno della morte. Perché possa esprimere concretamente questa forza divina e soprannaturale, a dire del «capo», Gesù deve recarsi nella sua casa, «vieni» e imporre le sue mani sul corpo della defunta. Ecco la forza e limiti della fede: da una parte la lodevole convinzione che Gesù può compiere il miracolo richiesto e dall’altra l’idea che per realizzarlo egli deve vedere e toccare la fanciulla morta, quasi che tutto sia legato alla persona fisica del Signore. È diversa la fede de Centurione romano che alla stessa richiesta dichiara: «Signore non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì solo una parola e il mio servo sarà guarito». Ancora una volta vediamo Gesù che cammina anche con chi non ha la pienezza della fede con il chiaro intento di farlo crescere dinanzi all’evidente sua divina potenza. Per noi non dovrebbe essere difficile comprendere, dopo le reiterate esperienze, cosa significhi «essere toccati da Dio», com’egli agisca in noi misteriosamente, ma calandosi nella nostra realtà storica con la forza del suo amore e della sua grazia. Per farci risorgere non ci prende per mano come fa con la fanciulla morta, ma ci tocca il cuore ed entra nelle fibre intime dell’anima. Resta in ogni modo vero che dal suo corpo emana un’energia vitale che guarisce e dona una vita nuova, ma ciò accade solo quando il toccare diventa comunione di vita nella realtà eucaristica.. L’ha sperimentato la donna che furtivamente è convinta che solo toccando il lembo del mantello di Cristo potrà essere guarita dalla sua lunga, penosa ed umiliante malattia. Gesù però avverte che non è il suo mantello a guarire la donna, ma la sua divina persona, che ha ne ha percepito la fede e l’ha sanata all’istante. ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAGn 28, 10-22Dal libro della Gènesi In quei giorni, Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato. La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra. Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto». Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo». Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo». La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz. Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.90RIT: Mio Dio, in te confido. Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido». Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. «Lo libererò, perché a me si è legato, lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e io gli darò risposta; nell’angoscia io sarò con lui». CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del vangelo. Alleluia. VANGELOMt 9, 18-26Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Padre che è nei cieli ha gli occhi rivolti verso il mondo. Egli, infatti, è unito a noi con vincoli di tenerezza e amore. Con fiducia, quindi, preghiamo:Signore, ascoltaci. Tu che metti la tua onnipotenza a disposizione della nostra debolezza, dirigi le scelte pastorali della Chiesa alla condivisione delle sofferenze e delle speranze di tutti gli uomini. Preghiamo: Tu che con l’opera del Cristo hai instaurato il tuo regno sulla terra, aiutaci a scoprire i numerosi segni della tua presenza fra di noi. Preghiamo: Tu che ascolti sempre chi ti invoca con fede, consola gli afflitti e i sofferenti che ricorrono a te per avere sollievo. Preghiamo: Tu che sei medico delle anime e dei corpi, aiuta chi sta accanto ai malati a vivere con amore e donazione totale. Preghiamo: Tu che sei vita e risurrezione, dona ai nostri fratelli defunti la pace del tuo regno. Preghiamo: Per tutti i mercanti di morte. Per i lungodegenti negli ospedali e nelle case. Padre onnipotente, che per la fede di uno solo hai salvato l’umanità dal peccato e dalla morte, concedi a questa comunità, che celebra l’eucaristia, di godere fin d’ora la comunione con il tuo Figlio Gesù Cristo che è Dio e vive e ragna con te nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnjpotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 08 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
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| LETTURE: Gn 32, 23-32; Sal.16; Mt 9, 32-38. La lotta e la luce. Pagina nota ed enigmatica quella di Genesi e, dicono i commentatori, antichissima, addirittura di origine preisraelitica. Ma lasciamo da parte le disquisizioni degli esperti e prendiamo in considerazione la lotta di Giacobbe con l’uomo misterioso: che cosa avrà significato per il popolo di Israele questa narrazione? Forse, la risposta potrebbe essere, anche se dovete prenderla con beneficio di inventario, nel fatto che Israele vi ha ravvisato la continua lotta con Dio. La storia delle ripetute infedeltà e dei tormentati ritorni del popolo della prima alleanza sembra che si trovi tutta riassunta in questo stupendo quadro dalle tinte così fosche e sublimi (al tempo stesso attrae e incute terrore). E per noi, poi, costituisce un paradigma di vita: laddove il nostro non «procedere» ha valore di un lottare contro il Bene. Nel salmo chiediamo a Dio che faccia risplendere la luce del suo volto e, ambedue le letture proposte si inseriscono nella dinamica della luce. Sì perché se nella prima lettura il giorno costituisce, anche in maniera metaforica, la fine della lotta, nel Vangelo si trova la fonte stessa della luce, Cristo Signore, che illumina conforta ed è compartecipe (v. 36) del dolore dell’uomo. Ogni cristiano, rischiarato dalla grazia, deve sentirsi impegnato in prima persona a lavorare perché il Regno di Dio sia luce per tutti gli uomini. ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAGn 32, 23-32Dal libro della Gènesi In quei giorni, di notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.16RIT: Nella giustizia, Signore, contemplerò il tuo volto. Ascolta, Signore, la mia giusta causa, sii attento al mio grido. Porgi l’orecchio alla mia preghiera: sulle mie labbra non c’è inganno. Dal tuo volto venga per me il giudizio, i tuoi occhi vedano la giustizia. Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte, provami al fuoco: non troverai malizia. Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio; tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole, mostrami i prodigi della tua misericordia, tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. Custodiscimi come pupilla degli occhi all’ombra delle tue ali nascondimi. Io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Alleluia. VANGELOMt 9, 32-38Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore Gesù è venuto a liberare il suo popolo da ogni schiavitù. Con fiducia, rivolgiamoci al Padre, datore di ogni bene, dicendo:Nel nome di Cristo, ascoltaci, Signore. Perché la Chiesa, per la fede nel nome di Gesù, continui ad operare segni e miracoli per la salvezza di tutti gli uomini. Preghiamo: Perché i governatori dei popoli si adoperino instancabilmente per la vita e per la pace dell’umanità. Preghiamo: Perché ogni uomo sia consapevole che Dio l’ha creato per una missione particolare a beneficio di tutti. Preghiamo: Perché il bisogno di salvezza, presente nel mondo, faccia nascere nel cuore di molti giovani l’aspirazione a donarsi totalmente al Signore, padrone della messe. Preghiamo: Perché la nostra comunità, nel rinnovare l’alleanza con il Padre, divenga segno visibile dell’amore di Cristo per il nostro quartiere. Preghiamo: Perché ogni uomo incontri personalmente il Signore. Per i seminaristi della nostra parrocchia. Padre santo, che liberi l’umanità dal dominio del male, fà che la memoria della morte e risurrezione di Gesù ci aiuti ad essere operai fedeli nella costruzione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnjpotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 09 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: rosso |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-07-09.html |
| LETTURE: Gn 41, 55-57; 42, 5-7. 17-24; Sal.32; Mt 10, 1-7. Exempla trahunt… Molte saranno le mansioni dei discepoli di Cristo, dei futuri Apostoli. Gesù oggi li chiama a sé, li dà il potere di scacciare i demoni e di guarire ogni sorta di malattie e di infermità. Non saranno allora solo predicatori, i discepoli del Signore, ma saranno anche coloro che portano il sollievo ai sofferenti, agli affetti da diverse malattie. Solo dopo il vangelo aggiunge: «strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino», quando avete fatto vedere che significa questo che predicate. Che cosa ci insegna tutto ciò? Ma forse che il vangelo non è, e non deve mai essere una lettera morta ma tutto ciò che si dice, tutto ciò che si predica dev’essere messo in pratica, deve fruttificare in opere buone. Anche Gesù non si limitava alle sole parole. Egli faceva vedere con le proprie mani come e cosa predicare. Tutto questo valeva solo nei tempi di Gesù? Nei tempi apostolici? O forse anche a noi viene chiesto non tanto di dire: «sì, io sono cristiano» quanto a farlo vedere… Non dobbiamo pensare di grandi cose… sempre ed ovunque dobbiamo iniziare da noi stessi, dobbiamo iniziare dalla nostra vita, perché, di nuovo… «è più facile vedere la trave nell’occhio dell’altro che non la pagliuzza nel proprio…» Che cosa dobbiamo fare fratelli? Dobbiamo far vedere con la nostra vita, con le nostre azioni, far vedere che Dio è buono, e noi siamo suoi discepoli, non possiamo divergere da lui, non possiamo operare diversamente dal suo operare. Il metodo è semplicissimo: come si sarebbe comportato Gesù in questa stessa situazione?? La risposta arriverà da sola. ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAGn 41, 55-57; 42, 5-7. 17-24Dal libro della Gènesi In quei giorni, tutta la terra d’Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. Il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà». La carestia imperversava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani. La carestia si aggravava in Egitto, ma da ogni paese venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra. Arrivarono i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nella terra di Canaan c’era la carestia. Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro e li tenne in carcere per tre giorni. Il terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono. Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto con quale angoscia ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpiti quest’angoscia». Ruben prese a dir loro: «Non vi avevo detto io: “Non peccate contro il ragazzo”? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco, ora ci viene domandato conto del suo sangue». Non si accorgevano che Giuseppe li capiva, dato che tra lui e loro vi era l’interprete. Allora egli andò in disparte e pianse. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.32RIT: Su di noi, Signore, sia il tuo amore. Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo, con arte suonate la cetra e acclamate. Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni. Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. Alleluia. VANGELOMt 10, 1-7Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELICome Chiesa scelta da Dio per il bene dell’umanità, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre, dicendo:Santifica il tuo popolo, Signore. Per la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica: continui a predicare il vangelo di Cristo in umiltà e in povertà: Preghiamo: Per coloro che il Signore ha chiamato a lasciare ogni cosa per seguirlo: siano testimoni efficaci della sua parola. Preghiamo: Per tutti i fedeli che partecipano alla mensa della parola e del corpo di Cristo: la loro fede sia più forte della fragilità umana. Preghiamo: Per i sofferenti nel corpo e nello spirito: la loro unione alla passione di Cristo santifichi e purifichi la Chiesa. Preghiamo: Per coloro che non esercitano più il ministero sacerdotale: la grazia e la misericordia del Signore li accompagnino nella scelta attuale della loro vita. Preghiamo: Per i catechisti della parrocchia. Per l’unità delle Chiese cristiane. Signore, che ami il tuo popolo con amore infinito, manda sulla tua Chiesa lo Spirito santificatore, perché pura e senza macchia, celebri la liturgia che anticipa la lode che per sempre sarà rivolta a te, Dio glorioso nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnjpotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 10 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-07-10.html |
| LETTURE: Gn 44, 18-21. 23-29; 45, 1-5; Sal.104; Mt 10, 7-15. Tutto concorre al bene! La sofferenza ha uno scopo? Oggi la lettura dell’AT pare dirci che tutto ha un senso, che tutto si risolve secondo i piani di Dio. Giuseppe, dopo essere stato venduto come schiavo ed essere diventato un «pezzo grosso» alla corte del faraone, diventa mezzo per salvare gli stessi fratelli, eredi della promessa, che lo hanno tradito. Sembra una storia un po’ troppo già definita, dove tutto avviene secondo schemi precostituiti e in cui nessuna libertà è concessa, nemmeno quella del male che si volge, come già in altre parti del medesimo libro, in bene. È, in tutti i modi, un grande messaggio di speranza per l’uomo. Invece, leggendo il brano evangelico, sembra proprio che non vi sia possibilità di salvezza per chi rifiuta l’annuncio del regno. Ma, vi è anche fiducia in Dio che non abbandona chi si mette al suo servizio. Una magnifica lezione di fedeltà da parte di Dio ci viene da queste due letture. I personaggi non sono grandi, le situazioni non sono epiche e i fatti sono ordinari: l’unica grandezza viene da Dio che, nonostante tutto, mantiene la parola data e, come nel Vangelo, porta l’uomo a collaborare al suo piano di salvezza. ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAGn 44, 18-21. 23-29; 45, 1-5Dal libro della Gènesi In quei giorni, Giuda si fece innanzi e disse a Giuseppe: «Perdona, mio signore, sia permesso al tuo servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore; non si accenda la tua ira contro il tuo servo, perché uno come te è pari al faraone! Il mio signore aveva interrogato i suoi servi: “Avete ancora un padre o un fratello?”. E noi avevamo risposto al mio signore: “Abbiamo un padre vecchio e un figlio ancora giovane natogli in vecchiaia, il fratello che aveva è morto ed egli è rimasto l’unico figlio di quella madre e suo padre lo ama”. Tu avevi detto ai tuoi servi: “Conducetelo qui da me, perché possa vederlo con i miei occhi. Se il vostro fratello minore non verrà qui con voi, non potrete più venire alla mia presenza”. Fatto ritorno dal tuo servo, mio padre, gli riferimmo le parole del mio signore. E nostro padre disse: “Tornate ad acquistare per noi un po’ di viveri”. E noi rispondemmo: “Non possiamo ritornare laggiù: solo se verrà con noi il nostro fratello minore, andremo; non saremmo ammessi alla presenza di quell’uomo senza avere con noi il nostro fratello minore”. Allora il tuo servo, mio padre, ci disse: “Voi sapete che due figli mi aveva procreato mia moglie. Uno partì da me e dissi: certo è stato sbranato! Da allora non l’ho più visto. Se ora mi porterete via anche questo e gli capitasse una disgrazia, voi fareste scendere con dolore la mia canizie negli inferi”». Allora Giuseppe non poté più trattenersi dinanzi a tutti i circostanti e gridò: «Fate uscire tutti dalla mia presenza!». Così non restò nessun altro presso di lui, mentre Giuseppe si faceva conoscere dai suoi fratelli. E proruppe in un grido di pianto. Gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa nella casa del faraone. Giuseppe disse ai fratelli: «Io sono Giuseppe! È ancora vivo mio padre?». Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perché sconvolti dalla sua presenza. Allora Giuseppe disse ai fratelli: «Avvicinatevi a me!». Si avvicinarono e disse loro: «Io sono Giuseppe, il vostro fratello, quello che voi avete venduto sulla via verso l’Egitto. Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.104RIT: Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie. Chiamò la carestia su quella terra, togliendo il sostegno del pane. Davanti a loro mandò un uomo, Giuseppe, venduto come schiavo. Gli strinsero i piedi con ceppi, il ferro gli serrò la gola, finché non si avverò la sua parola e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza. Il re mandò a scioglierlo, il capo dei popoli lo fece liberare; lo costituì signore del suo palazzo, capo di tutti i suoi averi. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo. Alleluia. VANGELOMt 10, 7-15Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore si presenta anche oggi come nostro fratello e intercessore. Nel suo nome, rivolgiamoci al Padre, dicendo:Noi ti preghiamo, Signore. Per la Chiesa inviata ad annunciare in umiltà il vangelo di Cristo: Per i popoli che gratuitamente sono stati scelti come depositari della fede: Per chi non sa rinunciare alle ricchezze per vivere il vangelo: Per le famiglie divise da discordie e incomprensioni: Per le nazioni che non rispettano i diritti dell’uomo: Per chi si è consacrato totalmente alla causa del regno: Per tutti gli annunciatori e i costruttori di pace: Per chi sa farsi fratello anche dei propri persecutori: Per chi sta preparando per la missione: Per chi ha abbandonato la fede: Per chi non sa riconoscere il bene compiuto dagli altri: Signore, Padre santo, come espressione del nostro amore ti presentiamo il nostro fratello Gesù. Alla sua passione e morte ci uniamo anche noi per essere lode perfetta a te che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 11 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-07-11.html |
| LETTURE: Prv 2, 1-9; Sal 33; Ef 4, 1-6; Gv 15, 1-8. La vite e i tralci… Ci fa da guida in questo giorno particolarmente solenne per noi monaci e per tutta la chiesa, la splendida immagine evangelica della vite e dei tralci. La leggiamo nel contesto monastico e ci lasciamo guidare dallo stesso Patriarca S. Benedetto. Egli con un linguaggio altamente teologico e biblico vede la vita del monaci come un faticoso e gioioso “ritorno” a Dio, da cui ci eravamo allontananti per la disobbedienza. Il ritorno, come accadde al popolo d’Israele, implica una liberazione dalla schiavitù, un passaggio attraverso le acque del mare rosso, un lungo percorso nel deserto e l’approdo finale nella terra promessa. È un cammino di conversione e di salvezza, è un prodigioso innesto alla vite nuova che è Cristo. È la splendida esperienza di veder rinverdita l’esistenza, è ancora una gioiosa corsa verso Cristo con “il cuore dilatato”. La vita del monaco, ma ciò vale anche per ogni cristiano, mediante l’ascolto, la preghiera, la lettura sapienziale della parola di Dio, la ricerca incessante della perfezione e la sequela di Gesù, è proposta e vissuta come una gioiosa esperienza pasquale. Ciò scaturisce come naturale esigenza dell’innesto alla vite: per essere con Cristo dobbiamo essere disposti a seguirlo coraggiosamente ovunque, fino alla croce, fino al sepolcro per avere così la certezza che l’innesto ha prodotto il suo splendido frutto, la vita nuova in Cristo, la nostra personale risurrezione. In questa prospettiva la preghiera e il lavoro, che scandiscono essenzialmente la vita del monaco, ma che ogni cristiano in situazioni diverse sperimenta quotidianamente, diventano motivi di fecondità e di gioia. La sua Regola, non solo ha ispirato ed ispira ancora la vita di migliaia di monaci in ogni parte del mondo, ma ha fatto il suo ingresso in ogni ambiente, nelle famiglie, nelle caserme, ultimamente nelle fabbriche e ovunque si trovano adunate persone che cercano un sano equilibrio nelle mutue relazioni e una vera santificazione del lavoro; per questo le Abbazie e i Monasteri a loro volta si stanno aprendo sempre più all’accoglienza per operare un nuovo e vitale innesto tra la vita del mondo e quella dei consacrati. Per ricordare e rinsaldare questo innesto, già operato gloriosamente nei secoli passati, S. Benedetto è stato proclamato meritatamente Patrono d’Europa. Anche questo è un innesto che deve però trovare ancora la piena realizzazione in altre realtà della vita sociale. Molti, pare, vogliano ignorare le radici storiche e religiose che hanno evangelizzato e civilizzato la nostra Europa. Speriamo di non dover costatare che il distacco dalla vite feconda non riduca i tralci alla essiccazione e alla sterilità. ANTIFONA D'INGRESSOFarò di te un grande popoloe ti benedirò renderò grande il tuo nome e sarai per tutti una benedizione. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che hai scelto san Benedetto abate e lo hai costituito maestro di coloro che dedicano la vita al tuo servizio, concedi anche a noi di non anteporre nulla all’amore del Cristo e di correre con cuore libero e ardente nella via dei tuoi precetti. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAPrv 2, 1-9Dal libro dei Proverbi Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l’intelligenza e rivolgerai la tua voce alla prudenza, se la ricercherai come l’argento e per averla scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la conoscenza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca escono scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti il successo, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e proteggendo le vie dei suoi fedeli. Allora comprenderai l’equità e la giustizia, la rettitudine e tutte le vie del bene. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 33RIT: Gustate e vedete com’è buono il Signore. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i poveri ascoltino e si rallegrino. Magnificate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore: mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera. Gustate e vedete com’è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. Temete il Signore, suoi santi: nulla manca a coloro che lo temono. I leoni sono miseri e affamati, ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. SECONDA LETTURAEf 4, 1-6‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Fratelli, Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore; chi rimane in me porta molto frutto. Alleluia. VANGELOGv 15, 1-8Dal Vangelo secondo Giovanni ‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. IN ALTERNATIVA: Mt 19,27-29 Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIVivere uniti a Cristo è il segreto di una vita feconda e felice. Benedetto da Norcia, innestato nella vera vite del vangelo, ha dato frutti che ancor oggi fanno sentire la loro fragranza in tutto l’Occidente. Per questo preghiamo:Salva il tuo popolo, Signore. Dalla tua Chiesa salga a te la lode perenne, fatta di preghiera e di servizio, di liturgia e di vita. Ti preghiamo: Gli Ordini monastici e religiosi siano sempre ricchi di vocazioni, come piante vigorose e feconde. Ti preghiamo: I popoli d’Europa sappiano armonizzare tra loro, diffondendo pace e progresso tra le genti. Ti preghiamo: I tuoi figli ti offrano la primizia del loro tempo, saggiamente dosando preghiera e lavoro. Ti preghiamo: Rendi noi, qui riuniti, docili tralci nelle tue mani anche quando viene il momento della potatura, che tu saggiamente decidi. Ti preghiamo: Perchè l’Europa riscopra le sue matrici cristiane. Per i superiori degli ordini religiosi. O Dio, che per la potenza del tuo amore ci hai inseriti nel mistero salvifico di Cristo, non permettere che ci separiamo mai da te, ma fà che diamo frutti di vita eterna. Te lo chiediamo in nome di Gesù, vita nostra, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEGuarda, Signore, le offerte che ti presentiamo nella festa di san Benedetto abate, e fà che sul suo esempio cerchiamo te solo, per meritare i doni dell’unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli hanno consacrato la vita a Cristo tuo Figlio, noi celebriamo, o Padre, l’iniziativa mirabile del tuo amore, poichè tu riporti l’uomo alla santità della sua prima origine e gli fai pregustare i doni che a lui prepari nel mondo rinnovato. Per questo segno della tua bontà, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEBeati gli operatori di pace,perché saranno chiamati figli di Dio. DOPO LA COMUNIONEO Dio, che in questo sacramento ci hai dato il pegno della vita eterna, fà che, secondo lo spirito di san Benedetto, celebriamo fedelmente la tua lode e amiamo i fratelli con carità sincera. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 12 Luglio 2003XIV Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
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| LETTURE: Gn 49,29-33; 50,15-24; Sal.104; Mt 10, 24-33. Il desiderio di Dio. «Il tuo volto cerchiamo, Signore: colmaci di gioia». Il ritornello del salmo responsoriale potrebbe essere inteso come la supplica che il popolo d’Israele, benché in una situazione favorevole in Egitto, rivolge a Dio nell’anelito per il ritorno in patria. La lettura di Genesi si conclude con un messaggio di speranza. Infatti, le ultime parole di Giuseppe indicano il favore di Dio verso il popolo che si è scelto e la fiducia di questo in una futura riconquista della terra. Il Vangelo espone il trattamento che sarà riservato ai discepoli, non dissimile da quello destinato al maestro. Se la missione è ardua e richiede coraggio e franchezza (parrhesía), tuttavia la fede guida i passi del credente nella certezza che la testimonianza in parole ed opere è già pegno di salvezza. Il desiderio del ritorno in patria e la ricerca di Dio che si fa annuncio sono le due facce di una stessa medaglia. Come dice Santa Teresa di Gesù: «Il tuo volto è per me la sola patria». ANTIFONA D'INGRESSORicordiamo, o Dio, la tua misericordiain mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. COLLETTAO Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …PRIMA LETTURAGn 49,29-33; 50,15-24Dal libro della Gènesi In quei giorni, Giacobbe diede quest’ordine ai suoi figli: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l’Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l’Ittita come proprietà sepolcrale. Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia. La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti». Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati. Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?». Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così. E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore. Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa». Giuseppe morì all’età di centodieci anni. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.104RIT: Voi che cercate Dio, fatevi coraggio. Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere. A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, ricercate sempre il suo volto. Voi, stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio: su tutta la terra i suoi giudizi. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito di Dio riposa su di voi. Alleluia. VANGELOMt 10, 24-33Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIDio assiste il suo popolo con amore di padre e nulla lascia mancare perché viva felice nell’attesa della salvezza. Con fiducia, quindi, rivolgiamoci a lui, dicendo:Assisti il tuo popolo, Signore. Perché la Chiesa, nelle difficoltà e nelle persecuzioni, sappia scorgere il disegno amoroso di Dio che la rende conforme al suo Maestro. Preghiamo: Perché i cristiani, in qualunque luogo e situazione della vita, non si lascino vincere dal timore nel proclamare con le parole e con gli atti, la loro adesione a Cristo. Preghiamo: Perché chi è nello sconforto e nella sofferenza viva la certezza che niente agli occhi di Dio andrà perduto. Preghiamo: Perché in ogni difficoltà non ci lamentiamo con Dio che non ci ascolta, ma la confrontiamo con le sofferenze patire dai testimoni della fede. Preghiamo: Perché questa eucaristia ci dia la forza di uniformarci in tutto, anche nella passione e nella morte, al Cristo Signore. Preghiamo: Perché i poveri vedano in Cristo il loro avvocato. Per chi deve portare una croce pesante. Dio onnipotente, che tanto hai amato il mondo da mandare il tuo unigenito Figlio a morire per noi sulla croce, sostienici nei momenti della prova perché, alla fine dei tempi, possiamo essere riconosciuti da te, pastore delle nostre anime. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTECi purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.ANTIFONA ALLA COMUNIONEGustate e vedetequanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. DOPO LA COMUNIONEDio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fà che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 13 Luglio 2003XV Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-07-13.html |
| LETTURE: Am 7, 12-15; Sal.84; Ef 1, 3-14; Mc 6, 7-13. I missionari della buona novella… Domenica scorsa abbiamo incontrato Gesù che, dopo il pellegrinaggio sulla terra di Israele tornava alla sua città nativa, a Nazzaret. Tutti si meravigliavano: come un carpentiere può fare queste cose… Non credevano che Gesù non era solo un carpentiere. Cristo era un Profeta, un annunciatore della volontà di Dio, il Messia, Dio stesso. Anche oggi la parola di Dio ci parla dei profeti, dei missionari. Gesù nel Vangelo invia i suoi, i Dodici, coloro che sono stati con lui, sono stati nella sua scuola. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma come mai li manda a due a due…? Non potevano andare da soli?? Avrebbero potuto raggiungere più paesi…Forse la ragione di questo la dobbiamo cercare nella cultura del tempo e del popolo ebreo. A che cosa Gesù li manda? Li manda a dare la loro testimonianza. E nella cultura giudaica la testimonianza era valida, era credibile, attendibile solo se erano presenti due testimoni. Ecco allora i due testimoni, due apostoli. E qual è il messaggio che devono portare? Loro avevano sentito parlare Gesù, lo avevano sentito parlare del Padre, del regno dei celi, avevano sentito le beatitudini. Avevano visto la gioia dei malati guariti. Ecco ora devono comunicare questa gioia, questa gioiosa esperienza. Sono mandati non tanto per predicare la teologia, la dottrina quanto annunziare una persona, la persona che è Gesù. Non tanto a dire: Venite con noi, vedrete grandi miracoli, troverete il Messia che vi siete costruiti, il Messia che aspettate, il Messia che risolverà tutti i vostri problemi. Il loro messaggio è molto più semplice: guardate, noi abbiamo incontrato un uomo, Gesù. Gesù ci ha detto e fatto cose meravigliose, e di questo noi siamo testimoni. Ci ha ridato la gioia di credere in Dio, nostro padre, che ci fa una promessa, che se saremo con lui, lui non ci lascerà mai e vivremo in eterno. Che cosa impariamo da questo vangelo di oggi. Credo che la cosa più importante è capire che tutti siamo missionari. Tutti noi il Signore manda, ci manda ad annunziare la gioia di essere cristiani, di essere uomini della speranza, uomini redenti da lui. Non tutto nella vita andrà sempre bene. Anche noi troveremo sul nostro cammino delle persone davanti alle quali scuoteremo, con amore, la polvere dai nostri piedi. Ma proprio in quei momenti difficili, in quei momenti salvifici potremo unirci più profondamente a lui. Facciamoci un proposito, un piccolo proposito per questa settimana. Proveremo ad essere i missionari nelle nostre piccole cose d’ogni giorno. ANTIFONA D'INGRESSONella giustizia contemplerò il tuo volto,al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. GLORIAGloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore…PRIMA LETTURAAm 7, 12-15‡ Dal libro del profeta Amos. In quei giorni, il sacerdote di Betel Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati verso il paese di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasia: «Non ero profeta, né figlio di profeta; ero un pastore e raccoglitore di sicomori; Il Signore mi prese di dietro al bestiame e il Signore mi disse: Và, profetizza al mio popolo Israele» . C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.84RIT: ‡ Mostraci, o Dio, il volto del tuo amore. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza. SECONDA LETTURAEf 1, 3-14‡ Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Accogliete la parola di Dio non come parola di uomini, ma qual è veramente: parola di Dio. Alleluia. VANGELOMc 6, 7-13Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELICon la fiducia filialeche lo Spirito di Cristo suscita nei nostri cuori, innalziamo la comune preghiera a Dio Padre misericordioso. R. Ascolta, o Padre, la nostra supplica. Perché la Chiesa sia sempre più comunità di fede, di preghiera e di carità fraterna, preghiamo. R. Perché non manchino uomini e donne pronti ad accogliere la chiamata di Dio, preghiamo. R. Perché Dio faccia cadere le armi dalla mano dei violenti, preghiamo. R. Perché la città degli uomini diventi un luogo di convivenza pacifica e cordiale, preghiamo. R. Perché lo Spirito del Signore porti salute agli infermi, consolazione agli afflitti, speranza e pace al mondo intero, preghiamo. R. O Padre, fonte di ogni dono, ti abbiamo manifestato con umile confidenza le nostre intenzioni; nella tua immensa bontà esaudisci la nostra preghiera. Per Cristo nostro Signore. R. Amen. SULLE OFFERTEGuarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.ANTIFONA ALLA COMUNIONEIl passero trova la casa,la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore. |