Domenica 16 Febbraio 2003VI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-16.html |
| LETTURE: Lv 13,1-2.45-46; Sal.31; 1 Cor 10,31 - 11,1; Mc 1, 40-45. Lo toccò e disse... «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua missione e, paragonandosi ad un medico, dice di voler anzitutto soccorrere i malati e non i sani e, volendo mostrare visibilmente al mondo la misericordia del Padre, afferma ancora che i primi destinatari, non sono i giusti, che già hanno accolto quel dono di Dio, ma i peccatori che ne sono privi. Questo ci spiega la natura della missione di Cristo e i motivi che l'inducono a cercare, ovunque si trovino, i malati del corpo e dello spirito. La scena che oggi ci presenta l'evangelista Marco è quanto mai significativa: è un lebbroso che osa venire verso Gesù. Secondo la legge non avrebbe potuto farlo perché il suo male lo rilegava nella schiera degli immondi e doveva di conseguenza vivere segregato dal consorzio umano. Sicuramente è mosso da una grande fiducia verso il Signore. Egli infatti non solo si accosta, ma poi si prostra in umile preghiera: «Se vuoi, puoi guarirmi». Gesù risponde toccandolo, quasi a voler prendere su di se l'impurità del lebbroso, e dicendo: «Lo voglio, guarisci». Gesù gli impone il silenzio sull'accaduto, ma non lo dispensa dall'adempimento che avrebbe sancito ufficialmente la sua guarigione: «Va, presentati al sacerdote». Così il Signore risponde a tutti coloro che, sempre più numerosi, rifiutano la mediazione sacerdotale e pretendono di confessarsi direttamente con Dio. Ci colpisce particolarmente quel tocco di amore da parte di Cristo.egli davvero non si schifa delle nostre umane miserie anche quando sono ributtanti e sporche. La misericordia del Signore non conosce limiti quando è invocata con umiltà e con fede. Il suo amore è sempre più grande del nostro peccato.Non ci scandalizza perciò la disobbedienza del lebbroso guarito: egli non può tacere. Deve proclamare e divulgare il fatto. Quando veniamo beneficati dalla gratuita bontà divina, è doveroso rendergli gloria ed esprimere con la migliore intensità la dovuta gratitudine. In un'altra circostanza dieci lebbrosi furono guariti, ma uno solo tornò a ringraziare il Signore ed egli giustamente domandò: «Gli altri nove dove sono?». Per tutti noi esiste un modo meraviglioso ed efficace per lasciarsi toccare dal Signore; avviene nell'eucaristia, quando egli non solo ci tocca per guarirci, ma si immerge totalmente nella nostra persona per assimilarci a se. ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURALv 13,1-2.45-46‡ Dal libro del Levitico. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Quando uno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli. Il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo scoperto, si coprirà la barba e andà gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finché avrà la piaga; è immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.31RIT: ‡ La tua salvezza, Signore, mi colma di gioia. Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa e perdonato il peccato. Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non è inganno. Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosoto il mio errore. Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe» e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. La grazia circonda chi confida nel Signore: gioite nel Signore ed esultate, giusti, giubilate, voi tutti, retti di cuore. SECONDA LETTURA1 Cor 10,31 - 11,1‡ Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Non sono i sani che hanno bisogno del medico, dice il Signore, ma i malati; io sono venuto a salvare i peccatori. Alleluia. VANGELOMc 1, 40-45Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore Gesù è il principio della creazione nuova;in lui ogni uomo si apre alla fiducia e alla speranza. Con questo spirito rivolgiamo al Padre la nostra preghiera. R. Venga il tuo regno, Signore. Per la santa Chiesa pellegrina nel mondo, perché nel fervore della sua fede e della sua testimonianza sia lievito che fermenta la massa, preghiamo. R. Per quanti soffrono a causa della violenza e dell'oppressione, perché sia loro riconosciuto il diritto a costruire in piena dignità e uguaglianza il loro futuro, secondo il piano di Dio, preghiamo. R. Per gli uomini che hanno responsabilità educative e sociali, perché promuovano la crescita integrale della persona umana, aperta a Dio e ai fratelli, preghiamo. R. Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra scarsa coerenza, perché mediante la nostra conversione ritrovino fiducia nella potenza del Vangelo, preghiamo. R. Per noi qui presenti, perché la familiarità quotidiana con la parola di Dio ci renda capaci di valutare con maturo discernimento ciò che Dio vuole nelle concrete situazioni della vita, preghiamo. R. Ascolta, o Padre, la nostra preghiera e custodisci in noi i doni del tuo Spirito; fà che ogni uomo conosca te, unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Lunedì 17 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-17.html |
| LETTURE: Gn 4, 1-15. 25; Sal.49; Mc 8, 11-13. La vera conoscenza di Cristo. I farisei per credere in Cristo, chiedono un segno. È una tentazione ricorrente quella di pretendere da Dio che ci si manifesti e ci convinca della sua presenza con prodigi e segni a nostra misura, che soddisfino cioè la nostra curiosità e ci smuovano dalla nostra ostinata incredulità. È assurdo solo pensare che il Signore non ci dia segni più che sufficienti per alimentare la nostra fede. È presuntoso ritenere che sia Lui a nascondersi, mentre siamo noi a non riconoscerlo abbassando la fede ai livelli della ragione umana. Lo stesso Cristo è un segno visibile ed inconfondibile della presenza viva di Dio tra noi. Le verità che egli rivela al mondo con la sua persona e con le sue parole sono più che sufficienti per far germinare ed alimentare la fede. Se però coloro che ascoltano non intendono perché frappongono l'orgoglio alla parola rivelata e la cecità dell'anima ai segni che l'accompagnano, tutto diventa oscuro e non c'è segno che li possa convincere. La sua stessa risurrezione dai morti sarà ed è messa in discussione, gli stessi strepitosi miracoli vengono male interpretati e diventano addirittura motivi di accuse. Se scaccia i demoni lo fa in nome di Beezebul, principe dei demoni, se offre il perdono ai peccatori, bestemmia. Tutto viene travisato quando la malafede ostinata persiste nel cuore dell'uomo. Il Signore Gesù non cade nella tentazione di usare la sua potenza per dare spettacolo agli uomini. Egli si propone come salvatore e redentore del mondo. Egli guarisce corpi ed anime, egli è colui che perdona, colui che ama, che è pronto, come pastore, a dare la vita per le sue pecore. Egli si presenterà al mondo e agli uomini che l'hanno crocifisso, risorto e vivo. Questi sono i segni evidenti della sua divinità. Solo i ciechi non li vedono, solo i malvagi lo rinnegano. Molto spesso dovremmo invocare la luce dello Spirito Santo, convinti che non può essere la sola ragione umana a guidarci sulle vie di Dio. Dovremmo coltivare la bella virtù dell'umiltà che ci fa riconoscere i nostri limiti e l'infinita grandezza di Dio senza privarci di vedere con l'occhio limpido della fede. ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAGn 4, 1-15. 25‡ Dal libro delle Genesi. Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché disse Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.49RIT: ‡ L'amore del fratello è il sacrificio a te gradito. Parla il Signore, Dio degli dei, convoca la terra da oriente a occidente. «Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi» . All'empio dice Dio: «Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle? Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre. Hai fatto questo e dovrei tacere? forse credevi ch'io fossi come te! Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati». CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il regno dei cieli è vicino, dice il Signore: convertitevi e credete al vangelo. Alleluia. VANGELOMc 8, 11-13Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILa risurrezione di Cristo è il grande segno della nostra fede. Con l'assistenza dello Spirito, chiediamo al Padre la semplicità e l'amore, dicendo:Sostieni la nostra fede, Signore. Perché la Chiesa testimoni la verità di Cristo rinunciando alla potenza esteriore, e, sostenuta dall'amore, cammini con gioia nella via dell'umiltà e della povertà. Preghiamo: Perché i giovani non si lascino sedurre dalla tentazione della violenza ma scoprano nel comandamento dell'amore l'unica possibilità per la personale realizzazione. Preghiamo: Perché chi vive nel dubbio e nell'incertezza si abbandoni fiduciosamente nel grembo di Dio, da cui ogni vita ha origine. Preghiamo: Perché il popolo cristiano abbandoni ogni forma di superstizione, e creda unicamente nel Signore morto e risorto per tutti. Preghiamo: Perché la nostra fede, nutrita dalla preghiera e dai sacramenti, sia sempre più vera e gioiosa e si esprima attraverso i numerosi carismi ricevuti gratuitamente per il bene di tutti. Preghiamo: Perché non poniamo delle condizioni al Signore. Per chi si è pentito dei delitti commessi. O Dio, tu possiedi tutta la gloria e la potenza; eppure hai voluto manifestarti sotto le umili spoglie di un uomo povero e crocifisso. Aiutaci ad essere sereni nei nostri limiti e a godere dei doni che ci hai dato. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Martedì 18 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-18.html |
| LETTURE: Gn 6,5-8; 7,1-5.10; Sal.28; Mc 8, 14-21. Il lievito dei farisei. Il Signore Gesù, durante tutta la sua vita tra noi, è stato costantemente circondato, dalla nascita alla morte, da nemici di ogni genere, che continuamente tramavano contro di lui. Vuole perciò mettere in guardia i suoi discepoli da quelle insidie e dice loro: «Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode». Vuole dire loro che il male, come lievito cattivo, tende a diffondersi e a contagiare tutta la massa se non si predispongono le dovute cautele. Il lievito dei farisei lo si riconosce dal falso zelo religioso che li rende come sepolcri imbiancati e non credibili nelle loro affermazioni circa la parola di Dio, che interpretano a proprio uso e consumo. Lo zelo di Erode è mosso e dettato solo dalla brama del potere e dalla voglia di dominare sugli altri. I discepoli devono tenersi ben lontani da questi vizi; il maestro divino li vuole liberi e sinceri, credibili per l'autenticità della vita e della loro testimonianza. Queste salutari raccomandazioni li trovano evidentemente distratti. Essi sono preoccupati per la mancanza di pane ed hanno già dimenticato che il Maestro lì presente con loro ha già operato sotto i loro occhi il prodigio della moltiplicazione dei pani, sfamando una moltitudine di persone. Racchiude un velo di tristezza il rimprovero di Gesù: «Non capite ancora?». È davvero forte per noi l'attrattiva e la preoccupazione per le cose del mondo; ci prende talvolta al punto di farci dimenticare la potenza e la provvidenza divina. «Avete il cuore indurito?», chiede ancora il Signore. Guardate gli uccelli del cielo e i gigli dei campi … Cercate le cose di lassù e non quelle della terra, diceva S. Paolo ai primi cristiani. Il padre nostro celeste sa di cosa abbiamo bisogno, allora perché affannarsi? Gesù aveva replicato a satana: «Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esca dalla bocca di Dio». Li orienta così verso una fame diversa e un pane diverso. Io sono il pane vivo disceso dal cielo e chi mangia di questo pane non avrà più fame. Dovremmo ripetere spesso oltre la preghiera di Gesù che ci fa dire: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» anche quella invocazione che sgorgò un giorno dalla folla dopo il discorso di Gesù sul pane di vita: «Signore dacci sempre questo pane». ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAGn 6,5-8; 7,1-5.10‡ Dal libro delle Genesi. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Singore disse: «Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.28RIT: ‡ Ci benedica il,Signore con la sua presenza. Date al Signore, figli di Dio, date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore in santi ornamenti. Il Signore tuona sulle acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore, sull'immensità delle acque. Il Signore tuona con forza, tuona il Signore con potenza. Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!». Il Signore è assiso sulla tempesta, il Signore siede re per sempre. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo ci conceda lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata. Alleluia. VANGELOMc 8, 14-21Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non capite ancora?». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELILe preoccupazioni terrene spesso ci impediscono di comprendere il messaggio di Cristo. Memori di quanto egli ha fatto per noi, invochiamolo per la Chiesa e per il mondo. Diciamo insieme:Apri i nostri occhi, Signore. Perché la Chiesa sia memoria perenne dell'amore di Dio per ogni uomo, indicando a tutti i segni della sua presenza nel mondo. Preghiamo: Perché l'ordine e la meraviglia del creato, i fiori dei campi e il volo degli uccelli, l'acqua che beviamo e l'aria che respiriamo ci richiamino la lode al Signore creatore e datore di ogni bene. Preghiamo: Perché ogni gesto di amore e di comprensione porti gli uomini a riconoscere Dio fonte di carità e ad amarlo sopra ogni cosa. Preghiamo: Perché l'abbondanza di cibo e di vestiario ci aiuti a ringraziare il Signore e a donare ai poveri qualche cosa di nostro. Preghiamo: Perché questa eucaristia, che è rendimento di lode perfetta al Padre, sia il nostro grazie per il suo Figlio Gesù, morto e risorto per noi. Preghiamo: Perché non si accusi mai Dio del male. Perché la libertà dell'uomo non impedisca il piano di Dio. Padre della luce che illumini ogni uomo, rischiara le tenebre che ci impediscano di riconoscere il volto fraterno del tuo Cristo che dona il suo corpo per la nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Mercoledì 19 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-19.html |
| LETTURE: Gn 8, 6-13.20-22; Sal.115; Mc 8, 22-26. La Luce per il cieco. Da diversi episodi del vangelo, sappiamo dell'efficacia del «tocco» della persona di Gesù. Emana da lai una energia divina, salutare, prodigiosa. Egli tocca anche un lebbroso prima di scandire la sua istantanea guarigione. Si lascia toccare furtivamente dalla «emoroissa», che subito viene sanata dal sua male. Molti hanno preso coscienza di quella forza misteriosa che si sprigiona dal Signore. Nell'episodio del vangelo odierno gli viene condotto un cieco con preghiera di toccarlo. Gesù inscena un vero e proprio rito: tocca prima gli occhi del cieco cospargendovi la sua saliva e già questo gesto produce un primo effetto, ma non è ancora la completa guarigione. Impone poi ancora le sue mani su quegli occhi privi di luce e allora finalmente il recupero è totale: «Ci vedeva chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa». Quasi sicuramente il brano di Marco era stato proposto ai primi cristiani, alla sua comunità come una sapiente catechesi, per esprimere verità nascoste nell'episodio narrato. Vuole dire loro che la fede non esplode quasi mai all'improvviso e in tutta la sua intensità e limpidezza, ricevuto il dono, bisogna poi alimentarlo in continuità con le opere, fino a raggiungere la pienezza. Per vedere chiaramente e a distanza occorre che dentro la fede s'immerga la luce, ancora più sfolgorante, dello Spirito Santo. Occorre quindi fare un cammino che suppone una gradualità ed una crescita. Occorre che mai venga meno che la fonte della luce dell'anima e lo stesso Cristo, luce del mondo. Egli aveva dichiarato: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Quindi la fede non è solo un pensiero, un'idea da conservare nella mente e nel cuore, è piuttosto l'orientamento della vita, la via che ci conduce a Cristo, la sequela che ci induce all'imitazione del modello divino. La cecità dell'anima è più grave e pericolosa di quella del corpo, dovremmo quindi prestare la migliore attenzione per restare costantemente nella luce, per coltivare e vivere la nostra fede, che abbiamo ricevuto in dono sin da giorno del nostro battesimo. ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAGn 8, 6-13.20-22‡ Dal libro delle Genesi. Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate. Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui. L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta. Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare. Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto. Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno». C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.115RIT: ‡ Offrirò al Signore un sacrificio di ringraziamento. Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo. Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli. Adempirò i miei voti al Signore e davanti a tutto il suo popolo, negli atri della casa del Signore, in mezzo a te, Gerusalemme. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono, dice il Signore. Alleluia. VANGELOMc 8, 22-26Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIl Signore dimentica il peccato dell'uomo e lo riconcilia a sè perché viva sempre nel suo perdono. Rinnovati dal suo amore, diciamo:Salva il tuo popolo, Signore. Nel tuo disegno di amore sai trasformare in bene anche il dolore e la colpa: fà sorgere nuovi cieli e nuova terra dove ogni creatura sia rigenerata. Preghiamo: Hai dato la vista al cieco: apri gli occhi degli uomini perché vedano te, pastore che li guida al vero bene. Preghiamo: Ti inserisci con gesti umani nella realtà di ogni giorno: aiuta i predicatori ad annunciare la tua parola per la concreta situazione di ogni uomo. Preghiamo: Hai assunto in tutto la sofferenza dell'uomo: dimostrati padre e madre ai ragazzi che sono vittime del disaccordo e della separazione della famiglia. Preghiamo: Sei morto per un'ingiusta sentenza: liberaci dal pronunciare giudizi e condanne con la bocca e col cuore. Preghiamo: Per chi non ha ancora accolto completamente la verità di Cristo. Per gli operatori di pace. O Signore misericordioso, che per i meriti di un uomo giusto hai preservato l'umanità dalla distruzione: guarda ora al tuo cristo che viene tra noi. Per i suoi meriti, liberaci da ogni male e donaci la vita eterna. Lui è Dio e vive con te per i secoli eterni. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Giovedì 20 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-20.html |
| LETTURE: Gn 9, 1-13; Sal.101; Mc 8, 27-33. «Tu sei il Cristo». Sono diverse e divergenti le opinioni e le chiacchiere della gente circa il Signore oggi come allora. Le riferiscono i discepoli rispondendo alla richiesta di Gesù: «Chi dice la gente che io sia?». Più che le voci discordanti della gente egli vuole però conoscere quella dei suoi discepoli. S'incarica della risposta e fa da portavoce l'apostolo Pietro: «Tu sei il Cristo». Pare che il Signore voglia quasi deviare poi il suo discorso iniziale. Dopo aver raccomandato il momentaneo silenzio su quella rivelazione, in attesa dei tempi in cui tutto dovrà essere rivelato a tutti, comincia «ad insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e dopo tre giorni risuscitare». Egli vuole che i suoi siano i primi a comprendere che la vera identità del Cristo e questa è indissolubilmente legata al mistero della sua morte e risurrezione. È davvero difficile ancora oggi capire la morte come strumento di redenzione e di vita. Pietro evidentemente, nonostante la sua bella confessione di fede, non poteva capacitarsi, che il Cristo dovesse subire l'ignominia della morte per mano dei suoi nemici. Non ci sorprende che lo scandalo della croce, crei già negli apostoli, sgomento e paura. L'apostolo quindi era convinto di dover muovere un meritato rimprovero al suo Signore e Maestro, ma Gesù, questa volta respinge le assurde parole di Pietro e, «Guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Ci sorprende che colui che con chiarezza aveva riconosciuto il Cristo, subito dopo merito l'appellativo di «satana». Evidentemente la fede di Pietro non era e non poteva essere ancora piena e matura, gli mancava proprio l'esperienza forgiante della croce. Entrare definitivamente nei pensieri di Dio e lasciare quelli degli uomini è frutto della grazia ed è dono dello Spirito. Riconoscere Cristo significa entrare in piena sintonia con la sua storia, con tutta la sua storia, così come Dio l'ha voluta e Egli l'ha vissuta. Questo non solo per avere la pienezza della fede, ma anche per ispirare e conformare la nostra vita alla sua. ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAGn 9, 1-13‡ Dal libro della Genesi. Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello. Chi sparge il sangue dell'uomo dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo. E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela». Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra». Dio disse: «Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne. Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.101RIT: ‡ Serviranno il Signore tutti i popoli della terra. I popoli temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria, quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo splendore. Egli si volge alla preghiera del misero e non disprezza la sua supplica. Questo si scriva per la generazione futura e un popolo nuovo darà lode al Signore. Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte. I figli dei tuoi servi avranno una dimora, resterà salda davanti a te la loro discendenza, perché sia annunziato in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme, quando si aduneranno insieme i popoli e i regni per servire il Signore. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Dio ha riconciliato a sè il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia. VANGELOMc 8, 27-33Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno. E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIIlluminato dallo Spirito Santo, Pietro riconosce in Gesù il Messia promesso e atteso. Docili allo stesso Spirito, ci rivolgiamo al Padre, dicendo:Ascoltaci, o Signore. Perché la croce di Cristo sia per tutti i popoli segno vittorioso posto da Dio per la salvezza del mondo. Preghiamo: Perché la Chiesa sia riconosciuta come l'arca santa dove tutti vengono accolti da Dio in un patto di eterna alleanza. Preghiamo: Perché la comunità cristiana allarghi le braccia alla sofferenza e all'emarginazione stampate nel volto dei poveri, che più visibilmente assomigliano al Cristo rifiutato dagli uomini. Preghiamo: Perché le coppie cristiane siano generose verso la vita, accogliendo con gioia l'invito del Creatore ad essere fecondi e moltiplicarsi. Preghiamo: Perché il Cristo morto e risorto di questa eucaristia ci liberi dalla tentazione della facile richiesta di miracoli, e ci aiuti a vivere con fede la difficoltà di ogni giorno. Preghiamo: Per la Chiesa oppressa e perseguitata. Per chi vive nel proprio copro la passione del Signore. O Dio, che hai inviato nel mondo il tuo Figlio che si è reso solidale con noi in tutto, fuorché nel peccato, rendici vicini e solidali gli uni verso gli altri, per giungere insieme alla beata risurrezione. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Venerdì 21 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-21.html |
| LETTURE: Gn 11, 1-9; Sal.32; Mc 8, 34-39. Salvare o perdere la vita. Noi esseri umani, perché creature di Dio, fatti a sua immagine e somiglianza, abbiamo un moto istintivo dell'anima che ci fa amare la vita fino ad orientarci quasi istintivamente verso un anelito di immortalità. L'argomento che oggi Cristo ci propone è quindi di grande attualità. Egli vuole istruirci sul vero significato del salvare o perdere la vita. I due termini sono in evidente contraddizione e sono anche contraddittori le dimensioni entro cui il valore della vita viene posta: o in questo mondo o in una dimensione di eternità. Per salvarsi occorre prendere la croce ogni giorno, rinnegare se stessi, annientare cioè le mire solo umane e terrene e mettersi alla sequela di Cristo. Bisogna quindi imitarlo con la ferma determinazione di arrivare con lui sino al calvario. Ecco perché i perfetti imitatori di Cristo, sin dai primordi del cristianesimo, sono stati ritenuti i martiri, i santi che hanno perso la loro vita per Cristo, guadagnandosi il premio della vita eterna. Ciò che frena e mortifica questo ideale cristiano è l'attaccamento alle cose di questo mondo, la perdita dei valori eterni, la paura della sofferenza. La proposta di Cristo risuona indubbiamente difficile ed ardua e solo alla luce della fede certa e nella incrollabile speranza della beatitudine eterna la si può accettare ed amare. È stata la scelta di tutti i martiri di Cristo e di tutti i suoi testimoni fedeli, di tutti coloro che hanno compreso che a nulla giova guadagnare tutto il mondo se poi si perde la propria anima. Un ottimo criterio di valutazione è tra il tempo e l'eternità, tra i beni di questo mondo e quelli del cielo. Questo è frutto della nostra fede ed il motivo della nostra testimonianza, il motivo per cui riconosciamo il Signore, non ci vergogniamo di lui in questo mondo e ci garantisce di essere benevolmente accolti nel giudizio finale. ANTIFONA D'INGRESSOSii per me difesa, o Dio,rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio; guidami per amore del tuo nome. COLLETTAO Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore...PRIMA LETTURAGn 11, 1-9‡ Dal libro della Genesi. Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi essarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.32RIT: ‡ Su tutti i popoli regna il Signore. Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, dice il Signore, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio. Alleluia. VANGELOMc 8, 34-39Dal Vangelo secondo Marco ‡ In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza» . C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIConsapevoli che saremo giudicati sulla testimonianza attiva del vangelo, preghiamo il Padre, dicendo insieme:Rendici testimoni del vangelo, Signore. Accompagna, o Signore, il cammino degli uomini verso di te. Purifica la loro fede, in modo che a ciò che dicono, corrisponda ciò che fanno. Preghiamo: Rendi, o Signore, la tua Chiesa fervida di opere sociali e caritative. Rendila attenta e sensibile a quei bisogni cui la società ancora non provvede. Preghiamo: Libera, o Signore, i nostri governanti dalla litigiosità e dalla discordia. Concedi loro un cuore saggio e un atteggiamento costruttivo per il bene comune. Preghiamo: Consola, o Signore, chi si trova a portare una croce pesante. Aiutalo a comprendere che la vita spesa per te, trasformerà il suo lutto in gioia. Preghiamo: Fortifica, o Signore, la nostra comunità nella sequela del tuo Cristo. La serenità e la pace siano il frutto della fiducia che ha posto in lui. Preghiamo: Per il rispetto delle minoranze etniche e religiose. Per una testimonianza coraggiosa della fede. Dio della salvezza, che ci chiami ad una testimonianza coraggiosa della nostra fede, aiutaci a portare apertamente e fieramente il nostro nome cristiano, perché Gesù tuo Figlio ci possa un giorno riconoscere davanti a te che sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. SULLE OFFERTEQuesta nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l'inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l'universo riceve esistenza, energia e vita.Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno. Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l'inno della tua gloria: ANTIFONA ALLA COMUNIONEHanno mangiato e si sono saziatie Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata delusa. DOPO LA COMUNIONESignore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore. |
Sabato 22 Febbraio 2003VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno I - Colore: bianco |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-22.html |
| LETTURE: 1 Pt 5, 1-4; Sal 22; Mt 16, 13-19. La confessione di Pietro e il mandato di Cristo. La liturgia di questa festa c'invita a celebrare contemporaneamente la fede di Pietro, la sua confessione della divinità di Cristo, il mandato che lo stesso Signore gli ha affidato di essere il nocchiero della nave della chiesa e la continuità di quel mandato nella persona dei suoi successori. È quindi una festa che coinvolge veramente tutta la chiesa, il capo che è Cristo, colui che lo rappresenta in terra, il romano pontefice, e tutte le sue membra. Le chiavi del regno, affidate a Pietro, ora sono diventate sacramento universale di salvezza mediante la chiesa, per tutto il genere umano. Cristo è il capo, la fede e la testimonianza del primo degli apostoli, la sua triplice dichiarazione d'amore, gli offrono l'occasione di dichiarare un'esplicita volontà divina per quella scelta, per quella missione e per quella responsabilità. «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Così l'umile pescatore di Galilea diventava, per volontà divina, il principe degli apostoli. Così, annesso al mandato, era dichiarata un'inviolabilità della chiesa, fondata sulla roccia, che è Cristo e su Pietro, confermato nella fede. Ci ha voluto dare anche una garanzia di vittoria «sulle porte degli inferi», sul male e sui nemici della chiesa. Non prevarranno. Da quella cattedra, segno episcopale, dove siede il vicario di Cristo, attendiamo la verità della dottrina e una guida sicura. Ringraziamo oggi, in modo particolare, l'attuale Pontefice per tutta la luce che ha sparso nel modo, per l'intrepida sua fede e l'indomito coraggio che lo contraddistingue. ANTIFONA D'INGRESSODice il Signore a Simon Pietro:« Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede, e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli ». COLLETTAAccogli, Signore, le offerte della tua Chiesa, e fà che riconosca nell'apostolo Pietro il maestro che ne conserva integra la fede e il pastore che la guida all'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.PRIMA LETTURA1 Pt 5, 1-4‡ Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 22RIT: ‡ Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Lode e onore a te, Signore Gesù. Alleluia. VANGELOMt 16, 13-19Dal Vangelo secondo Matteo ‡ In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?» . Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti» . Disse loro: «Voi chi dite che io sia?» . Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» . E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PREGHIERA DEI FEDELIFratelli e sorelle, con la Chiesa universale, celebriamo oggi la missione che Gesù Cristo ha conferito a Pietro. Fatti voce di ogni creatura, chiediamo al Padre:Edifica nell'unità la tua Chiesa, o Signore. Per la santa Chiesa: trovi sempre nel successore di Pietro colui che dà voce alla fede in cristo, Figlio del Dio vivente. Preghiamo: Per tutti i pastori: uniti al successore di Pietro, siano modelli di vita per il gregge loro affidato. Preghiamo: Per la cattedra di Pietro: superata ogni divisione, torni ad essere simbolo e fonte di unità fra tutti i cristiani del mondo. Preghiamo: Per il Papa: il suo servizio della carità reso all'uomo, spinga tutti ad impegnarsi fattivamente per la giustizia e la pace nel mondo. Preghiamo: Per i presbiteri e i diaconi della nostra parrocchia: vivano con umiltà e perseveranza il ministero dell'unità della fede e della comunione nella carità. Preghiamo: Perchè ogni battezzato annunci il regno di Dio. Per le strutture della Chiesa: non impediscano mai l'annuncio del vangelo. Padre, che hai voluto che Pietro avesse stabilmente un successore nella missione ricevuta da Cristo, accogli ora la nostra preghiera: guida la tua Chiesa con la santità, la fede e la saggezza di coloro che tu hai scelto come pastori del tuo popolo. Per Cristo nostro Signore. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, Signore, le offerte della tua Chiesa, e fà che riconosca nell'apostolo Pietro il maestro che ne conserva integra la fede e il pastore che la guida all'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente giusto renderti grazie, è bello cantare la tua gloria, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.Pastore eterno, tu non abbandoni il tuo gregge, ma lo custodisci e proteggi sempre per mezzo dei tuoi santi Apostoli, e lo conduci attraverso i tempi, sotto la guida di coloro che tu stesso hai eletto vicari del tuo Figlio e hai costituito pastori. Per questo dono della tua benevolenza, insieme agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l'inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEPietro disse a Gesù:«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù rispose: «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». DOPO LA COMUNIONEO Dio, che nella festa dell'apostolo Pietro ci hai nutriti del corpo e del sangue di Cristo, fà che la partecipazione ai doni della salvezza sia per noi sacramento di unità e di pace. Per Cristo nostro Signore. |
Domenica 23 Febbraio 2003VII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B - Colore: verde |
| URL: http://liturgia.silvestrini.org/p/letture/2003-02-23.html |
| LETTURE: Is 43,18-19.21-22.24-25; Sal.40; 2 Cor 1, 18-22; Mc 2, 1-12. Il potere di rimettere i peccati. È un episodio ricco di insegnamenti per noi il vangelo di questa domenica incentrato su una frase di Cristo, pronunciata a favore di un povero paralitico, messogli dinanzi da alcuni volontari portatori, dopo averlo calato da tetto della casa dove egli stava istruendo un folto gruppo di persone. Suscitano il nostro interesse e la nostra ammirazione le quattro persone che conducono colui che giace paralitico, immobile per il suo male sul suo lettuccio. Stanno compiendo un'azione davvero nobile e sinceramente cristiana, conducono un uomo che non ha la forza di muoversi da solo e lo conducono da Gesù. Così, con la forza dell'amore e della migliore carità tutti noi possiamo diventare portatori dei nostri fratelli più deboli, incapaci di andare da soli fino a Lui. Non è facile neanche per i generosi collaboratori raggiungerlo perché una calca di gente si frappone tra loro e il divino maestro. Poteva essere questa una valida scusa per farli desistere dal loro proposito, questi però non si perdono d'animo, si arrampicano faticosamente sul tetto e lo calano davanti al Signore. «Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati». Ecco come ci viene concesso molto di più di quanto osiamo sperare quando la nostra fede, corroborata da quelli dei nostri fratelli, ci conduce ad incontrare il Signore. Si parte con l'intento di ottenere una guarigione e ci sentiamo dare l'assoluzione dai nostri peccati. È prevedibile, nell'ambiente in cui opera Cristo, che mali pensieri spuntino come serpi dalle menti degli scribi e dei farisei. Chi ignora l'Amore ignora anche il perdono e giunge persino a confonderlo con la bestemmia. In certi di casi di peccaminosa ottusità di mente e di cuore, forse non giova neanche la dimostrazione che Gesù offre come ulteriore segno della sua divina potenza, quando dice al paralitico, già perdonato, di prendere il suo lettuccio fra le proprie mani perché d'ora in poi sarà in grado di muoversi liberamente e speditamente. Non mancano mai per fortuna coloro che guardano invece con occhio limpido e muovono il proprio animo alla meraviglia e alla lode al Signore. La gioia del perdono da quel giorno ha inondato il mondo e i cuori degli uomini. Le feste per il ritorno si sono moltiplicate e non cesseranno mai fin quando sulla terra ci sarà un peccatore pentito e un sacerdote che lo assolve. ANTIFONA D'INGRESSOConfido, Signore, nella tua misericordia,Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato. GLORIAGloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen. COLLETTADio della libertà e della pace, che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova, fà che tutta la nostra vita riconciliata nel tuo amore diventi lode e annunzio della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...PRIMA LETTURAIs 43,18-19.21-22.24-25‡ Dal libro del Signore Isaia. Così dice il Signore: «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa. Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi. Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe; anzi ti sei stancato di me, o Israele. Non mi hai acquistato con denaro la cannella, né mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici. Ma tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo più i tuoi peccati. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal.40RIT: ‡ Rinnovaci, Signore, col tuo perdono. Beato l'uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore lo libera. Veglierà su di lui il Signore, lo farà vivere beato sulla terra, non lo abbandonerà alle brame dei nemici. Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore; gli darai sollievo nella sua malattia. Io ho detto: «Pietà di me, Signore; risanami, contro di te ho peccato» . Per la mia integrità tu mi sostieni, mi fai stare alla tua presenza per sempre. Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele, da sempre e per sempre. Amen, amen. SECONDA LETTURA2 Cor 1, 18-22‡ Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è "sì" e "no". Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu "sì" e "no", ma in lui c'è stato il "sì". E in realtà tutte le promesse di Dio in lui sono divenute "sì". Per questo sempre attraverso lui sale a Dio il nostro Amen per la sua gloria. E' Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito Santo nei nostri cuori. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.‡ La tua parola, Signore, è verità: consacraci nel tuo amore. Alleluia. VANGELOMc 2, 1-12Dal Vangelo secondo Marco ‡ Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino disse al paralitico alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo. PROFESSIONE DI FEDECredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. PREGHIERA DEI FEDELILa bontà del Padre, mediante il Battesimo,ci ha inseriti nel grande disegno della salvezza. Supplichiamo il Signore, perché ci aiuti a leggere gli eventi quotidiani alla luce della sua provvidenza. R. Sia glorificato il tuo nome, Signore. Per il popolo santo di Dio, perché sia per tutta l'umanità primizia della redenzione, germe fecondo di unità e di speranza, preghiamo. R. Per i pastori della Chiesa, perché sappiano raccogliere intorno al Signore l'intera famiglia di Dio e la servano umilmente con la parola e con l'esempio, preghiamo. R. Per i responsabili delle nazioni e degli organismi internazionali, perché cerchino con coscienza retta ciò che giova al progresso e non si lascino corrompere dalla seduzione del denaro e del potere, preghiamo. R. Per quanti si adoperano ad alleviare le sofferenze umane, perché sappiano riconoscere il Cristo presente nel più piccolo dei fratelli, preghiamo. R. Per noi qui riuniti intorno all'altare, perché diventiamo costruttori del regno di Dio in ogni stato di vita, secondo i doni ricevuti, preghiamo R. La tua sapienza, o Padre, ci aiuti a camminare nelle tue vie, perché nelle vicende del mondo siamo sempre rivolti alla speranza che splende in Cristo Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen. SULLE OFFERTEAccogli, Signore, quest'offerta espressione della nostra fede; fà che dia gloria al tuo nome e giovi alla salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.PREFAZIOE' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.Nella tua misericordia hai tanto amato gli uomini da mandare il tuo Figlio come Redentore a coondividere in tutto, fuorchè nel peccato, la nostra condizione umana. così hai amato in noi ciò che tu amavi nel Figlio, e in lui, servo obbediente, hai ricostruito l'alleanza distrutta dalla disobbedienza del peccato. Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode: ANTIFONA ALLA COMUNIONEAnnunzierò tutte le tue meraviglie.Io te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo DOPO LA COMUNIONEIl pane che ci hia donato, o Dio, in questo sacramento di salvezza, sia per tutti noi pegno sicuro di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. |