Liturgia della Settimana

@Liturgia_silv su Twitter preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  
14 - 20 Maggio 2017
Tempo di Pasqua V, Colore bianco
Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 1
   
 

Commento alle Letture

Venerdì 19 maggio 2017

Amici per sempre...

Bellissimo l'appellativo usato da Gesù nel Vangelo d'oggi. Il Signore ci chiama amici. Noi, servi ingrati e goffi, siamo invitati dall'Amore a varcare le soglie della sua casa. In questo luogo aperto a tutti, il Signore invita a prendere fiato, a riempire i polmoni di quel soffio di vita che permette di mettere a servizio le nostre membra, concepite per essere amate e amare. Come membra autentiche e fedeli di Cristo, possiamo riconoscere in verità ciò che Egli è e ciò che noi siamo per partecipazione al suo Mistero. «Voi siete miei amici, se farete ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone...». Noi, ormai, conosciamo tutto ciò che serve per camminare sulla strada dell'Amore. In quella casa osserviamo attentamente i «modi» del Signore che affascinano e stupiscono i nostri cuori. Amici del Signore, figli di Dio per lo spirito di vita che abbiamo ricevuto dal Padre, possiamo anche noi donare la nostra vita. Non c'è forma di amore più alta, perché è il dono più prezioso che abbiamo. Ma il Signore ci ripete in un altro passo della Scrittura che chi perde la propria vita per lui, la salverà... Non abbiamo mai nulla da perdere con il Signore se non le nostre sicurezze, la nostra schiavitù. Siamo chiamati a libertà, alla libertà di chi sa amare senza misura perché il nostro cuore non è stato creato per un numero finito di battiti; il nostro cuore anela ad altro, è terra riarsa che protende le mani a Dio, che desidera conoscere la strada da percorrere per innalzare a lui l'anima, compiere il Suo volere ed essere guidata su terra piana... Per il tuo nome, Signore, fammi vivere!


Dalla Regola del nostro Santo Padre Benedetto

VESTI E CALZATURE DEI FRATELLI

Per l'arredamento del letto bastino un pagliericcio, una coperta leggera, una coperta di lana e il guanciale. Però i letti devono essere di frequente ispezionati dall'abate, per vedere se vi si nasconda qualcosa di proprietà privata. E se vi si trovasse qualcosa non ricevuta dall'abate, quel monaco sia sottoposto a gravissima punizione. E affinché sia estirpato fin dalle radici questo vizio della proprietà, l'abate dia tutto ciò che è necessario, cioè: cocolla, tunica, calze, scarpe, cinturone, coltello, stilo, ago, fazzoletti, tavolette, in modo da togliere ogni pretesto di necessità. Tuttavia l'abate tenga sempre presente quel detto degli Atti degli Apostoli, che veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno (At 4,35). Così anche lui prenda in considerazione le necessità dei più deboli, non la cattiva volontà degli invidiosi; in ogni sua decisione pensi però al giudizio di Dio.

Cap.55,15-22.