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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT).    @Liturgia_silv

[] [] [] :: Venerdì 27 luglio 2012 :: XVI Settimana del Tempo Ordinario - Anno II

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: Ger 3, 14-17; Sal da Ger 31; Mt 13, 18-23.

Il cuore dell'uomo.

Che senso ha spiegare una parabola di per sé così chiara? Certamente si tratta di un'aggiunta di Matteo per cui il dare delucidazioni su un tale insegnamento era divenuto indispensabile, come lo è per noi capire quanto il testo vuole comunicarci. Punto centrale sembra essere, come in tutta la tradizione biblica, il cuore. Sede delle decisioni, dei più profondi affetti ed emozioni, ma anche e soprattutto di ciò che noi oggi identifichiamo con l'intelligenza, con il pensiero, cioè con la mente. Il cuore in tale dinamica si presenta come il centro dell'attività dell'uomo, da cui scaturiscono bontà e cattiveria, comprensione e pregiudizio, umiltà ed orgoglio. Niente come questo organo nel linguaggio biblico influisce su tutto ciò che è attività e pensiero, creazione e distruzione. Ma nella Sacra Scrittura stessa è detto: “Un baratro è l'uomo e il suo cuore un abisso” (Sal 64), volendo intendere con ciò che a causa della scissione che l'uomo porta in sé, il suo cuore non è unificato, non è indiviso, non persegue sempre uno scopo. Questo potrebbe essere anche il senso del brano evangelico: nessun uomo è mai totalmente terra fertile come non è mai totalmente “strada”. E tale sembra essere tanto il significato della parabola quanto della spiegazione, che andrebbero letti di continuo, in quanto facenti parti di un unico insegnamento sull'uomo.



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Rinunziare interamente a se stesso per seguire Cristo. Trattare con austerità il proprio corpo. Non ricercare i piaceri. Amare il digiuno. Ristorare i poveri. Rivestire gli ignudi. Visitare gli ammalati. Seppellire i morti. Soccorrere i sofferenti. Consolare gli afflitti. Rendersi estraneo ai costumi del mondo. Nulla anteporre all'amore di Cristo.  (Cap.4,10-21.)

 



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