preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)
Nell’Ordine benedettino:
Festa di santa Scolastica, sorella di san Benedetto
Letture proprie: Os 2,14-15.19-20; Ps.44; Lc 10,38-42
La parte migliore.
Il brano evangelico che la liturgia ci propone per la festa odierna si addice mirabilmente alla Santa che celebriamo. Maria siede ai piedi del Signore in devoto ascolto della sua parola, mentre la sorella Marta è tutta intenta alle faccende domestiche. Molto probabilmente sta preparando quanto occorre per dare la migliore accoglienza all’Illustre ospite e ai suoi apostoli. Si lamenta però con il Signore: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, una volta all’anno riceveva visita dal suo fratello. Come ci narra San Gregorio Magno nei suoi famosi “Dialoghi”, Scolastica ha una interiore percezione; sente che quell’incontro sarà l’ultimo della loro vita terrena. Implora quindi dal fratello che rimanga ancora con lei per intrattenersi in conversazione sulle cose di Dio. Benedetto però, ligio alla Regola che egli stesso aveva stilato per i suoi monaci, declina l’invito della sorella perché deve rientrare in monastero prima che faccia buio. La sorella non si da per vinta; s’immerge in una fervente preghiera e subito si scatena un violento temporale che non consente a Benedetto neanche di mettere il naso fuori la porta. Rimangono così in intimo colloquio per tutta la notte. Anche lei si è scelta la parte migliore! Parlare ed ascoltare i pensieri di Dio, la sua parola è delizia del cuore per i Santi, è luce alla loro esistenza e nulla ritengono più caro. Che lezione per noi facilmente distratti e bombardati da chiacchiere e rumori! Per conformarsi alla santissima volontà di Dio occorre conoscerla, amarla e metterla in pratica. Troppe Bibbie, anche di pregio, rimangono inutilizzate negli scaffali e nelle librerie, eppure quanto ci sarebbe utile cercare r vivere quelle verità eterne ed inconfutabili.
La scala poi innalzata è la nostra vita su questa terra: mediante l’umiltà del cuore essa viene dal Signore elevata verso il cielo; e i montanti di questa scala diciamo che sono il nostro corpo e la nostra anima: tra questi lati la chiamata di Dio ha inserito diversi gradini di umiltà e di disciplina spirituale da salire. (Cap.7,8-9.)