Per vedere correttamente la grafica di questo sito occorre un browser più recente.
   Invia questa pagina ad un amico (si apre in una nuova finestra)     Versione adatta alla stampa o ai PDA     Fai di questo sito la tua pagina iniziale Aggiungi ai Preferiti     Dimensione caratteri-+=              

Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT).    @Liturgia_silv

[] [] [] :: Marted́ 23 Dicembre 2008 :: IV Settimana del Tempo di Avvento

COMMENTO

Colore liturgico: viola LETTURE: Ml 3, 1-4.23-24; Sal 24; Lc 1, 57-66.

Un alba nuova sorge all’orizzonte.

La salvezza, intesa come ritorno a Dio, come novità di vita, nella sua pienezza, può essere attuata solo dal Signore, da Colui che viene. Ma nei suoi misteriosi disegni egli filtra il suo intervento decisivo mediandolo con la presenza di uomini, da lui stesso prescelti, per preparargli la via. Si tratta dei profeti, di Giovanni Battista; sì, ma si tratta anche di me e di te: anche noi siamo chiamati ad abbassare i colli, a spianare le strade scoscese, a far posto al Signore. Il sole che sorge dall’Alto potrà inondarci di luce solo se schiudiamo le nostre porte, talvolta ermeticamente e peccaminosamente chiuse. Sarebbe un peccato se così ci sorprendesse il Bambino che nasce. La voce di Giovanni deve diventare la nostra voce e nostra la sua testimonianza riscoprendo i doni divini e i prodigi che egli ha operato e continuamente opere a nostro favore. La nostra conversione, la nostra alba, portatrice di luce, può ben aver inizio dalla meraviglia e dallo stupore che deve far suscitare in noi l’evento, gli eventi che celebriamo.



O Emmanuele, Dio-con-noi,
attesa dei popoli e loro liberatore:
vieni a salvarci con la tua presenza.



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

E nessuno ardisca riferire ad altri ciò che ha visto o sentito fuori del monastero, perché sarebbe un gran danno per la maggior parte dei fratelli. Chi osasse farlo, sia sottoposto alla disciplina regolare. Così pure sia punito chi si permette di uscire dal recinto del monastero o recarsi in qualche luogo o fare qualsiasi benché minima cosa senza il permesso dell’abate.  (Cap.67,5-7.)

 



Bookmark and Share