COMMENTO
LETTURE: At 1, 12-14; Sal da Lc; Lc 1, 26-38. Beata Maria Vergine del Rosario. Festa istituita dal Papa S. Pio V nel 1572, a ricordo della vittoria navale del 7 ottobre 1571 riportata dalle forze cristiane sui turchi minacciosi, vittoria attribuita dal santo pontefice all’intercessione di “Maria aiuto dei Cristiani” invocata contemporaneamente dalle confraternite del Rosario.
Il brano evangelico lucano di oggi, ritrae Maria SS.ma nel momento inaspettato e incomprensibile da parte umana, in cui l’angelo Gabriele annuncia alla Vergine di Nazaret che sta per divenire la madre di Dio fatto uomo. E’ il momento sublime della grandezza di Maria, “benedetta fra tutte le donne”. E’ l’inizio dell’interminabile catena delle “grandi cose” che l’Onnipotente ha compiuto in lei, nella sua assimilazione totale a Cristo suo figlio.
Celebrando questa festa con il Santo Padre Giovanni Paolo II in visita al santuario di Pompei, sfogliamo la sua bella enciclica del 16 ottobre 2002, intitolata “Rosarium Virginis Mariae”, mettendoci con lui “alla scuola di Maria”, perché occupi anche in noi un posto importante nella nostra vita spirituale. Ai noti cinque misteri della gioia, del dolore e della gloria il Servo di Dio Giovanni Paolo II, ha voluto aggiungere quelli della luce, anello mancante nella nostra meditazione sulla vita di Gesù.
Sulla preghiera del rosario, “compendio del Vangelo”, si è formata la spiritualità delle nostre famiglie passate, raccolte nel silenzio serale avanti al quadro della Vergine in profonda meditazione. Se ne sente ora la mancanza, se ne vedono tristemente i risultati: l’invadente televisore strozza i sentimenti familiari, separa i cuori. Rimettiamoci sotto il manto di Maria, “madre, maestra, guida”, che sostiene il fedele con la sua intercessione potente.
COMMENTO PER LE LETTURE DEL GIORNO:
Marta lo ospitò in casa sua. Maria ha scelto la parte migliore.
In Maria e Marta è profeticamente impersonata la situazione esistenziale della comunità dei credenti. Ci dicono l’amore per Cristo fatto di opere, e ci insegna come vivere l’ospitalità cristiana, che è un appello a vincere la nostra pigrizia. Non è il preparare pranzi e feste solenni, l’affannarsi a creare una ricca cornice all’evento cristiano che giova alla costruzione del Regno di Dio. Una cosa sola è necessaria, una sola vivanda: il pane della sua parola, ascoltata e accolta come unica sostanza. Questo bellissimo brano di Luca ci aiuti a vedere nel povero la presenza di Gesù, ci dia anche la possibilità di ricevere fra le nostre braccia coloro che vivono separati dalle loro famiglie, che non hanno casa o lavoro. Il Signore sia a ciascuno di asilo e di conforto.
I SANTI DI OGGI
DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO
I settimanari che finiscono e quelli che iniziano il turno, la domenica alla fine delle Lodi mattutine, si prostrino davanti a tutti chiedendo che si preghi per loro. Chi esce di settimana dica questo versetto: «Benedetto sii tu, Signore mio Dio» (Dn 3,52), «che mi hai soccorso e consolato» (Sal 85,17); e, dopo che è stato ripetuto tre volte e chi esce ha ricevuto la benedizione, subentra chi inizia la settimana e dica: «O Dio, vieni a salvarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto» (Sal 69,2); e sia ripetuto anche questo tre volte da tutti ed egli, ricevuta la benedizione, entri in servizio. (Cap.35,15-18.)