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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Sabato 26 Luglio 2008 :: XVI Settimana del Tempo Ordinario - Anno II

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: Ger 7, 1-11; Sal 83; Mt 13, 24-30.

Dio è più grande del nostro cuore!

Le parabole che la liturgia della XVI-ma settimana ci propone, anche se non tutte abbiamo ascoltato per motivo della celebrazione dei santi, con le letture proprie, ecco, le parabole vanno lette tutte in una chiave positiva. Anzi, direi che vanno riviste sotto una diversa luce: certamente più di qualcuno avrà usato tali passi evangelici per incutere timore e, prospettando per i reprobi fiamme, fuoco e zolfo, avrà contribuito a dare una visione distorta dell'economia della salvezza. Gesù, attraverso questi insegnamenti, ci dice che nessuno, non solo non deve disperare della salvezza, ma nemmeno deve affliggersi per l'ingiustizia che scopre intorno a lui e dentro di lui. "Dio è più grande del nostro cuore", diceva san Giovani nella sua prima Lettera, è questo un insegnamento fondamentale della Parola di Dio, esso risulta essere punto di partenza per ogni rapporto equilibrato con il Signore ed è anche una vera palestra di riconoscimento tranquillo e sereno dei propri limiti e dei propri difetti, nella consapevolezza che tutto avrà compimento e risoluzione in Lui e attraverso di Lui. In tal modo, la "mietitura" non sarà più uno spaventapasseri, ma costituirà il termine di confronto per tutta la vita di fede, maturazione di una concezione religiosa che esce dall'infantilismo per divenire pienezza di una relazione con un "Tu" che dispiega tutte le potenzialità del nostro essere.



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Anzitutto, amare il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze. Poi, il prossimo come se stesso. Quindi non uccidere. Non commettere adulterio.
Non rubare. Non avere desideri impuri. Non dire falsa testimonianza. Onorare tutti gli uomini. E non fare agli altri ciò che non si vuole fatto a sé stesso.  (Cap.4,1-9.)