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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Giovedì 15 Maggio 2008 :: VI Settimana del Tempo Ordinario - Anno II

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: Gc 2, 1-9; Sal 33; Mc 8, 27-33.

E voi chi dite che io sia?

Oggi la Chiesa ci fa ricordare la figura di Pacomio, originario dell'Egitto dove nacque nel 287. Arruolato nell'esercito imperiale, cadde prigioniero. A Tebe di notte tempo alcune pie persone portarono ai prigionieri un po' di cibo. Commosso da questo gesto di carità, domandò chi fossero. Risposero: Siamo cristiani. Si propose, una volta tornato in libertà, di dedicare tutta la sua vita al servizio del vero Dio. Ciò che fece dopo il battesimo ritirandosi in vita eremitica. Poi fondò per divina ispirazione un monastero e divenne così padre dei monaci. Per i monaci che vivono in comunità scrisse una regola che fu poi di modello ad altri fondatori di monasteri. San Giacomo oggi ci sprona a guardarci da favoritismi e comportamenti discriminatori nei riguardi del prossimo. Il ricco si impone per la sua ricchezza e ottiene rispetto, mentre il povero con troppa superficialità viene lasciato da parte senza alcuna considerazione. Viene quindi richiamato il comandamento dell'amore: Amerai il prossimo tuo come te stesso, senza distinzioni. E' il precetto del Signore, è la sintesi di tutto il cristianesimo. La professione di fede nella divinità di Gesù di Pietro e degli altri apostoli si concretizza nella carità e nell'accettazione della riprovazione degli uomini, nella umiliazione a cui Gesù stesso si sottometterà. Egli è il povero dinanzi al Signore. Comprendere questo ci è difficile. Difficile anche per Pietro che, volendolo dissuadere, si sente aspramente rimproverato: "Lungi da me, Satana, perché non pensi come Dio, ma come gli uomini!" Quante volte meriteremmo anche noi questo rimprovero! Il nostro generalmente non è un ragionamento da persone illuminate ma da poveri ruspanti, con lo sguardo volto verso la terra!



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Alla foresteria sia pure designato un fratello dall'animo pieno di timor di Dio; in essa si dispongano un numero sufficiente di letti arredati, in modo che la casa di Dio sia amministrata con saggezza e da uomini saggi. Con gli ospiti poi non si intrattenga in alcun modo e non parli se non chi ne abbia ricevuto il permesso; ma se qualcuno li incontra o li vede, li saluti umilmente, come abbiamo detto e, chiesta la benedizione, passi oltre dicendo che non gli è consentito fermarsi a conversare con gli ospiti.  (Cap.53,21-24.)