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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Mercoledì 02 Gennaio 2008 :: I Settimana del Tempo di Natale

COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: 1 Gv 2, 22-28; Sal 97; Gv 1, 19-28.

Testimonianza di Giovanni

Con lo sguardo fisso su questi due santi vescovi e dottori: Basilio e Gregorio Nazianzeno, ascoltiamo quanto ci viene proposto dalla prima lettura: per fare comunione con il Padre è necessaria la mediazione del Figlio e la mediazione della comunità. E’ stata la via che hanno seguito questi due vescovi: Capi di una comunità; e Dottori: fedeli maestri della dottrina della fede. Giovanni si preoccupa perché venga mantenuta integra la fede alle verità annunciate fin dal principio, senza lasciarsi fuorviare da falsi cristi, annunciatori di menzogna. Avvertimento molto attuale per i nostri tempi in cui non pochi, lasciata la sorgente della verità, vanno a dissetarsi in cisterne screpolate, melmose, quali sono le numerose sette che ammaliano, conquistano e poi… lasciano che “veniamo svergognati da lui alla sua venuta”. Il brano del vangelo ci presenta Giovanni nella sua testimonianza dinanzi ad una delegazione dei farisei: Chi sei? Sul dubbio che essi hanno della sua vera essenza, Giovanni dissipa ogni nube di ambiguità: Non sono il Cristo, non sono un profeta… sono sola una voce che invita a preparare la via del Signore. Perché allora battezzi? E Giovanni: Io battezzo con acqua… ma in mezzo a voi sta una che voi non conoscete, al quale “io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo.” Giovanni offre un esempio meraviglioso, valido per tutti… in particolare per quanti sono in cura di anime o ricoprono posti di responsabilità nelle comunità ecclesiali, familiari e… anche civili. Si ha la tentazione di voler attirare la gente alla propria persona anziché a Cristo, nel cui nome si è stati inviati e si parla. Si tradisce così la causa del vangelo, le attese delle anime e se stessi perché nessuno è in grado di dare quanto viene chiesto, limitati come si è. L’umile e veritiero atteggiamento di Giovanni ci liberi dalla tentazione di protagonismo.



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Innanzitutto chiedi con preghiera insistente che sia lui a portare a compimento ogni opera buona che ti accingi a fare; perché egli, che si è degnato di annoverarci nel numero dei suoi figli, non debba mai rattristarsi per la nostra indegna condotta. Dobbiamo infatti obbedirgli sempre, avvalendoci dei doni che ci ha fatto, in modo che egli non debba un giorno, non soltanto come padre sdegnato privarci dell’eredità dei figli, ma neppure, come padrone tremendo, irritato dalle nostre colpe, consegnarci alla pena eterna, quali servi malvagi che non hanno voluto seguirlo alla gloria.  (Prol.4-7.)