COMMENTO
LETTURE: Dn 2, 31-45; Sal da Dn 3; Lc 21, 5-11. I segni dei tempi Gesù sta concludendo il suo viaggio verso Gerusalemme è il suo cammino terreno. In questo frangente così delicato e significativo, Egli ci preannuncia i segni che precorrano la Sua seconda venuta. Il racconto di San Luca è senz’altro influenzato dai terribili eventi che hanno sconvolto la Palestina nel I secolo della cristianità, c’è anche in essi una verità più profonda. Il messaggio per noi, oggi, è legato all’essenzialità dell’annunzio evangelico. Il tempio di Gerusalemme è luogo sacro non perché costruito con pietre preziose o perché pieno di tesori inestimabili, è la presenza di Dio che lo rende tale. Altrove Gesù ci insegna ad adorare Dio in “spirito e verità” e che equivale ad un appello alla nostra coscienza per una conversione vera. Quando faremo inabitare pienamente Cristo in noi e conformeremo la nostra vita a Lui, allora il tempio del nostro corpo sarà “sacro”, non sarà tale quindi per la preziosità degli abiti che indossiamo. La vita dell’uomo è un bene di valore incommensurabile ma che nella sua adesione alla volontà di Dio, lo renderà pronto la glorificazione eterna finale.
DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO
Se per caso un nobile vuole offrire il proprio figlio a Dio nel monastero e il fanciullo è ancora in tenera età, i genitori scrivano la carta di petizione, di cui abbiamo parlato sopra; e insieme alle offerte della Messa avvolgano nella tovaglia dell’altare la stessa petizione e la mano del fanciullo; e così lo offrano. (Cap.59,1-2.)