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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Luned́ 09 Aprile 2007 :: I Settimana del Tempo di Pasqua

Ottava di Pasqua


COMMENTO

Colore liturgico: bianco LETTURE: At 2, 14. 22-32; Sal.15; Mt 28, 8-15.

…vadano in Galilea… là mi vedranno…

Timore e allegrezza sono i sentimenti che le donne manifestano all’annunzio della risurrezione del Signore. Ma non hanno ragione di temere, lo sottolinea Gesù stesso. Le invade allora una grande gioia: il sepolcro per loro è diventato non più luogo di tristezza e di lamento per un morto, ma di lode giubilante per il risorto. Le donne incontrano Gesù sulla via del ritorno dal sepolcro, il suo saluto “salute a voi” è l’ordinario saluto quotidiano, non una formula solenne di benedizione. Gesù affida loro un compito: è quello di raccogliere i suoi “fratelli”, i discepoli là da dove è partito il cammino del vangelo, la Galilea. A questi sentimenti delle donne fa riscontro la pavida meschinità di quanti sono responsabili della morte del Signore. Infatti, da parte dei giudei, tutto sembra predisposto e ponderato con prudenza. Non appena il fatto viene in qualche modo a conoscenza, lo si deforma con menzogna. Ma come suona inganno tutto questo! Come possono ammettere delle guardie di aver dormito? E se Pilato ne viene a conoscenza? I falsi profeti di oggi e contestatori ad oltranza sono sulla stessa linea.




DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Per gli infermi ci sia un locale a parte destinato a tale scopo e un fratello infermiere pieno di timor di Dio, diligente e premuroso. L’uso dei bagni agli infermi si conceda ogni volta che è necessario; ai sani invece, specialmente ai più giovani, si permetta più di rado. Ai fratelli molto malati e ai più deboli si conceda anche di mangiare carne per rimettersi in forze; ma appena si siano ristabiliti, tutti si astengano dalle carni, come di consueto. Quindi l’abate abbia sommamente a cuore che gli infermi non siano trascurati dal cellerario o dagli assistenti; è responsabile lui di ogni mancanza dei discepoli.  (Cap.36,7-10.)