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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Domenica 01 Ottobre 2006 :: XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

COMMENTO

Colore liturgico: verde LETTURE: Nm 11, 25-29; Sal.18; Gc 5, 1-6; Mc 9,38-43.45.47-48.

Dio è libero nel suo agire, ma è anche Padre di tutti

“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era uno dei nostri”. Questo è quanto si premura Giovanni di riferire a Gesù, preoccupato di una invasione indebita di campo. Dio è tutt’altro. Egli è libero di concedere i suoi doni a chi vuole; agisce al di là dei nostri pensieri e delle stesse strutture sacre. Siamo avvertiti di non concepire la potenza e la presenza di Gesù Cristo come un nostro riservato 'possesso’, di non intendere la comunità cristiana, come un gruppo, quello dei 'nostri’, chiuso ed esclusivo; di non invidiare o misconoscere il bene che possiamo incontrare fuori dei confini visibili, tracciati dai nostri calcoli. La comunione con Cristo può istituirsi di là dalle condizioni e dalle attese che partono da noi. Questo non può sorprendere se non chi presume di essere amico di Gesù, dimenticando che il suo 'nome’ Gesù (Dio salva), la sua signoria redentiva, la sua presenza salvifica, sono il fondamento della salvezza per tutti gli uomini. “ Dio non fa preferenza di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto”. La vera appartenenza alla comunità dei 'suoi’ è quel fare nel 'suo nome’, perfino col solo “dare da bere un bicchiere d’acqua”. Che merita non è la grandiosità dell’azione, ma l’animo con cui essa viene compiuta. Oltre che seminatori di amore, si può essere, tragicamente, seminatori di morte mediante lo scandalo. Chi tenta di bloccare il cammino spirituale dei “piccoli che credono in me, è meglio, che venga gettato in mare con una macina d’asino”. Tale severità spiega la gravità della situazione che il lettore-ascoltatore deve percepire in tutta la sua urgenza e ciò “sarebbe meglio” per lui, rispetto allo scandalo che ha dato. Questa idea viene articolata nei versetti successivi con tre affermazioni estreme. Sono addotti tre elementi che racchiudono tutta la vita: la mano, simbolo dell’attività, il piede, simbolo del comportamento, l’occhio, simbolo della relazione con gli altri. Come a dire: la comunione con Dio è un bene supremo da custodire anche a costo di subire qualche menomazione del corpo.



OTTOBRE, mese missionario
“La giornata Missionaria Mondiale sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell’amore, anima della missione, concerne tutti. Servire il Vangelo non va infatti considerata un’avventura solitaria, ma impegno condiviso di ogni comunità (Benedetto XVI, Messaggio per la giornata Missionaria – 22 ottobre 2006). La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale fu fissata alla penultima domenica di ottobre dal Santo Padre Pio XI con decreto della Congregazione dei Riti, 14 luglio 1926. Con il 1°ottobre inizia il mese missionario, che avrà il suo culmine nella Giornata Missionaria Mondiale (Domenica 22 ottobre) che quest’anno avrà per tema “Dio Amore Sorgente della Missione”. Ogni settimana di questo mese ha una tematica. La prima settimana: Preghiera e contemplazione. La seconda settimana: Sacrificio e Impegno. La terza settimana: Vocazione e Responsabilità. La quarta settimana: Le iniziative di Carità. La quinta settimana: Ringraziamento e Gioia per tutto quello che il Signore ha suscitato per il bene della sua Chiesa. All’origine della nostra esistenza, vi è sempre l’appassionato amore di Dio per ciascuno di noi. Egli, per nostro amore, non ha esitato a sacrificare suo Figlio, per farci diventare in lui, suoi veri figli. Tutta la Chiesa è missionaria per sé e per mandato di Gesù. Deve testimoniare quanto è amata dal Signore e nello stesso tempo deve sentirsi inviata per portare a tutti l’annuncio di essere amati e attesi nella casa del Padre. Tutto questo viene espresso nella comunità dei credenti con una vera e sincera solidarietà. “Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita, che metto a disposizione dei miei fratelli. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto. Possono volare solo rimanendo abbracciati, aiutandosi con quel che hanno, donato dalla tua Provvidenza” (Don Tonino Bello).



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Se la comunità è numerosa gli si diano degli aiutanti, in modo che coadiuvato da loro possa adempiere l’ufficio assegnatogli senza perdere la pace dell’anima. Le cose da darsi e quelle da richiedersi si diano e si richiedano nelle ore stabilite, affinché nessuno si turbi o si rattristi nella casa di Dio.  (Cap.31,17-19.)