Per vedere correttamente la grafica di questo sito occorre un browser più recente.
   Invia questa pagina ad un amico (si apre in una nuova finestra)     Versione adatta alla stampa o ai PDA     Fai di questo sito la tua pagina iniziale Aggiungi ai Preferiti     Dimensione caratteri-+=              

Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Domenica 30 Luglio 2006 :: XVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

COMMENTO

Colore liturgico: verde LETTURE: 2 Re 4, 42-44; Sal.144; Ef 4, 1-6; Gv 6, 1-15.

Pane di vita...

"C'era molta erba in quel luogo", ma c'erano soltanto cinque pani e due pesci e tanta, tanta gente da sfamare, circa cinquemila persone. Potrebbe sembrare a prima vista che i conti siano sballati e che le quantità non siano state ben proporzionate. In questo contesto di evidente squilibrio intervengono i segni e i prodigi divini. I calcoli dell'amore e della provvidenza di Dio non coincidono affatto con i nostri. I conti che fa l'apostolo Filippo, la sua idea di "comprare", non corrispondono a quelli di Gesù. "Tu apri la tua mano e sazi la fame di ogni vivente", diceva il salmista rivolgendosi a Dio. La mano aperta è segno della munificenza del Signore; è il segno visibile del perenne miracolo che Egli compie a favore delle sue creature nutrendole e dando loro incessantemente il necessario. Una piccola focaccia può dare all'uomo fedele energia sufficiente per camminare nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti. È la risposta alla preghiera che lo stesso Cristo ci ha insegnato: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Purtroppo intervengono poi gli umani egoismi e la bramosie a creare squilibri di ogni genere, a generare sacche di povertà e peccaminosi sprechi. Capita così che ciò che ci viene dato da Dio come cibo di condivisione, di pace e di comunione diventa causa di dissidi, di penose divisioni e perfino di guerre. I cinque pani e due pesci sfameranno circa cinquemila persone. Potremmo aggiungere che piccolissime ostie e poche gocce di vino consacrati sui nostri altari saranno cibo e bevanda per una schiera innumerevole di fedeli e di martiri, di eroi e di santi di ogni epoca e di ogni parte del mondo. È abbastanza evidente infatti l'allusione alla santa Eucaristia, a quel pane moltiplicato all'infinito, cibo di vita eterna. È doveroso per noi che godiamo della gratuità dei doni divini, ricordare che il pane va spezzato e condiviso e non solo come accade nelle comunioni sacramentali, ma anche nelle nostre più ampie celebrazioni caritative.



I SANTI DI OGGI


DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Temere il giorno del giudizio. Aver terrore dell'inferno. Desiderare la vita eterna con tutto l'ardore dello spirito. Avere ogni giorno la morte presente davanti agli occhi. Vigilare ogni momento sulle azioni della propria vita. Essere convinti che in ogni luogo Dio ci guarda. Spezzare subito contro Cristo i cattivi pensieri che sorgono nel cuore e manifestarli al padre spirituale.  (Cap.4,44-50.)