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Liturgia della Settimana

preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

[] [] [] :: Domenica 14 Marzo 2004 :: III Domenica del Tempo di Quaresima

COMMENTO

Colore liturgico: viola LETTURE: Es 3, 1-8. 13-15; Sal 102; 1 Cor 10, 1-6. 10-12; Lc 13, 1-9.

Padrone, lascialo ancora quest’anno.

E’ la conversione il tema principale del Vangelo di questa domenica quaresimale. Gesù porta una nuova visione della storia e del peccato. La storia di Israele, con le deportazioni e gli esili che aveva subito, aveva portato a ritenere che tutte le calamità fossero dovute al castigo per i peccati personali. L’azione divina, però, nel portare i singoli sulla conversione, va oltre tutte le speranze umane. Non vi è contrapposizione tra il volere di Cristo e il volere del Padre. La storia della salvezza del popolo di Israele è dovuta passare anche attraverso momenti drammatici, a causa della sua infedeltà. Anche nell’Antico Testamento abbiamo stupende pagine dove si rileva la Misericordia di Dio, che perdona e vuole che l’empio si converta e viva. Il Figlio ha portato a compimento questa opera. La storia della Passione, l’Immolazione dell’Innocente, porta una luce nuova alla storia del male nel mondo. Gesù Cristo vuol portare la conversione dell’uomo ad un livello più interiore, proprio dove lo aveva posto anche l’ultima predicazione profetica. Abbiamo molti spunti per meditare. Un punto, forse può meritare la nostra attenzione: nel saper capire gli avvenimenti che si susseguono. Cerchiamo di capire i veri significati dei «segni dei tempi», senza valutazioni troppo precipitose nei giudizi. Cerchiamo di scoprire, anche dove ci sembra che regni solo il male, l’azione di Dio come segno di speranza. La conversione passa anche attraverso questo rapportarsi con il mondo perché anche la nostra vita sia segno di speranza evangelica per chi ci sta vicino.




DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO

Ai Vespri si cantino ogni giorno quattro salmi, a partire dal 109 fino al 147, eccettuati quelli che si devono utilizzare per altre Ore, cioè dal salmo 117 al 127 e inoltre il 113 e il 142; tutti gli altri si dicano ai Vespri. E poiché verrebbero a mancare tre salmi, si devono dividere della serie suddetta i più lunghi, cioè il 138, il 143 e il 144; invece il salmo 116, dato che è molto breve, si unisca al 115. Stabilito così per i Vespri l’ordine dei salmi, tutto ciò che rimane, cioè la lettura, il responsorio, l’inno, il versetto e il cantico si compia come abbiamo indicato sopra.  (Cap.18,12-18.)