preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)
Voci di angeli hanno testimoniato la venuta del Cristo, cantando la gloria di Dio e annunciando la pace agli uomini: la voce di Giovanni Battista lo ha additato al mondo come agnello di Dio, molti sanati e miracolati, hanno affermato l’origine divina del maestro d’Israele, oggi è la voce stessa di Dio Padre che interviene a rivelare al mondo che colui che umilmente si è immerso nelle acque del Giordano per chiedere il battesimo al suo precursore, è il Figlio suo prediletto. La divinità del Cristo viene proclamata solennemente e quel battesimo diventa un atto solenne, liturgico, sacramentale, in cui c’è palese l’intervento dello Spirito Santo. È quindi un azione trinitaria, del Padre, del Figlio e dello Spirito. È la presentazione e la consacrazione ufficiale del Cristo come Figlio e inviato del Padre. Egli è colui che l’umanità intera deve ascoltare perché sarà lui, luce del mondo, a fugare ogni errore, a proclamare le verità di Dio, a cancellare i peccati del mondo, a ridare la libertà agli schiavi. Anche noi abbiamo ricevuto il sacramento del battesimo, siamo stati battezzati in Cristo per recuperare e vedere accresciuta la nostra primitiva somiglianza a Dio. Siamo anche noi figli di Dio per una somiglianza soprannaturale a Lui, perché Cristo, nostro fratello, ci ha riconciliati con il Padre, liberandoci dal peccato. Ci ha fatti creature nuove. L’essere Figli di Dio è la nostra migliore dignità, la nostra più sublime qualifica. Per questo i cieli si aprono e lo Spirito scende ancora ad irrorarci di amore. È un dono ed un impegno: dono gratuito sgorgato dal cuore stesso di Dio, per un bisogno irrefrenabile di recupero di tutti noi. impegno per noi a divenire ogni giorno testimoni credibili nell’adempimento delle promesse battesimali.Oggi si conclude il Tempo di Natale
Domani inizia il Tempo Ordinario
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I settimana del Tempo Ordinario.
Nel Tempo Ordinario non si celebra un particolare aspetto del mistero di Cristo, ma piuttosto esso viene venerato nella sua globalità, specialmente nelle domeniche (AC,43).
La terza specie di monaci, detestabile sotto ogni punto di vista, è quella dei sarabaiti; i quali, non provati da alcuna regola né educati dall’esperienza come oro nella fornace, ma resi molli come piombo, mentre con le loro opere restano fedeli al mondo, mostrano con la tonsura di mentire a Dio. Essi, a due a due, a tre a tre, o anche da soli, senza pastore, chiusi non negli ovili del Signore ma nei propri, hanno per legge l’appagamento dei loro desideri; poiché tutto ciò che pensano o scelgono lo dichiarano santo, e ciò che non vogliono lo ritengono illecito. (Cap.1,6-9.)