COMMENTO
LETTURE: Col 1, 21-23; Sal.53; Lc 6, 1-5. Il Figlio dell’uomo è signore del sabato. Gesù per riferirsi alla sua persona ed alla sua missione usa spesso l’espressione Figlio dell’uomo. Ha un’origine antica e si trova, con diverse applicazioni nell’Antico Testamento. Gesù non vuol sminuire la sua natura ma vuole provocare una reazione precisa nei suoi discepoli. Chiede questo figlio dell’uomo che opera prodigi; alla sua parola obbediscono i venti e le tempeste; questo Figlio dell’uomo che parla con autorità ora si proclama padrone anche del sabato. Nell’Antico testamento il sabato richiama una istituzione antica, voluta da Dio stesso per due motivi precisi. Vi è sicuramente una motivazione antropologica nel specificare che dopo ogni periodo lavorativo è giusto ed è sano per gli uomini avere un giorno di riposo. Il sabato è anche il giorno dedicato al Signore e consacrato ad esso; ora Gesù se ne proclama padrone. Non è un arbitrio ma significa proclamare la sua natura divina; Il padrone del sabato è padrone del tempo, è il Signore di tutto il creato e tutto in lui si ricapitola. Il sabato non appartiene a noi ma a Cristo; è il suo girono e noi lo dobbiamo rispettare non la una partecipazione formale all’Eucaristia ma donando il nostro cuore perché la nostra vita sia poi nel segno di Cristo e della sua volontà.
DALLA REGOLA DEL NOSTRO SANTO PADRE BENEDETTO
Dalla santa Pasqua fino a Pentecoste si dica sempre l’Alleluia sia nei salmi che nei responsori; da Pentecoste invece fino all’inizio della Quaresima lo si dica ogni notte soltanto con gli ultimi sei salmi dell’Ufficio notturno. Ogni domenica poi fuori del tempo quaresimale i cantici dell’Ufficio notturno, le Lodi, Prima, Terza, Sesta e Nona si dicano con l’Alleluia; ai Vespri invece non si dica. Ma i responsori non si dicano con l’Alleluia se non da Pasqua a Pentecoste. (Cap.15,1-4.)