preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)
Se poi un fratello, per qualsiasi anche minima ragione e in qualunque modo viene ripreso dall’abate o da un altro superiore, o se si accorge che l’animo del superiore è leggermente, per quanto poco, irritato o turbato contro di lui, subito, senza indugio, si getti ai suoi piedi e rimanga lì a dare soddisfazione, finché quegli con la sua benedizione non mostri che la sua alterazione è passata. Chi rifiuta per disprezzo di compiere tale gesto, sia sottoposto al castigo corporale; se poi rimane ostinato nel suo atteggiamento, sia cacciato dal monastero. (Cap.71,6-9.)